Arte del Quattrocento

 

Sandro Botticelli. Primavera. 1480 ca. Firenze, Galleria degli UffiziSandro Botticelli. Primavera. 1480 ca. Firenze, Galleria degli Uffizi

 

L'aprirsi del XV secolo vide la nascita di uno dei momenti culturali e artistici più straordinari di tutti i tempi: il Rinascimento. Si generò un'ondata di capolavori raffinatissimi, l'uomo venne inteso come essere libero di plasmare sè stesso e capace di riprogettare il mondo. Ne derivò una impressionante spinta al rinnovamento che si protrasse per tutto il secolo e parte del secolo successivo.
Tutto questo non è avvenuto per caso, ma grazie ad alcune particolari condizioni. In seguito vedremo come è nato il Rinascimento e quali caratteristiche ha assunto l'arte del Quattrocento.

L'arte del Quattrocento. Caratteri generali

 

Mentre in Europa lo stile dominante era il Tardogotico, in Italia e precisamente a Firenze, comparvero  "Arti e scienze non udite e mai vedute", come scrisse Leon Battista Alberti nel suo Trattato della Pittura del 1436. Fu infatti a partire dal primo ventennio del 1400 che fiorì il Rinascimento, una stagione artistica e culturale straordinaria.

Trovando i suoi modelli nelle opere dell'antichità classica (soprattutto quella della Roma imperiale) il Rinascimento fu l'arte dell'Umanesimo: una cultura filosofica e letteraria ma anche scientifica, religiosa e politica. Secondo l'Umanesimo, l'uomo, fatto di corpo e spirito, è posto al centro di ogni interesse, protagonista consapevole delle sue capacità razionali e della sua libertà di scegliere e di agire.
Brunelleschi, Donatello e Masaccio, principali iniziatori dello stile rinascimentale, progettarono, scolpirono e dipinsero una nuova visione del mondo: un universo concreto e sensibile in cui la creatura umana entrava in un armonico rapporto con la natura. Divenne quindi necessario osservare, analizzare e rappresentare con metodi scientifici e razionali ogni aspetto della realtà visibile, comprenderne il funzionamento, trovarne i significati ed elaborare un rispondente sistema di valori simbolici. Di qui la ricchezza incredibile della cultura rinascimentale, nel cui contesto l'arte fu un elemento fondamentale. 

Per essere i veri interpreti del proprio tempo e soddisfare committenti sempre più colti ed esigenti, gli artisti dal Quattrocento in avanti sono sempre più stimolati ad aggiungere a un'elevata sapienza tecnica anche una solida formazione in altri ambiti del sapere. La richiesta di lavori di altissima qualità è stato uno dei principali stimoli alla creazione di tanti capolavori. Inoltre gli artisti del Rinascimento sono rimasti dei modelli per la loro inedita completezza intellettuale. Per fare solo qualche esempio: Brunelleschi fu scultore, architetto, ingegnere, inventore, matematico, orafo e scenografo e studioso di antichità. Leon Battista Alberti era architetto, pittore, scrittore, matematico, filosofo, musicista, archeologo, linguista e perfino atleta (fu un campione dei suoi tempi). Piero della Francesca fu pittore, matematico, esperto di geometria, scrittore e uomo politico.

Ma l'importanza dell'arte nell'età del Rinascimento non era circoscritta al solo ambito culturale. Sconfinava largamente nella sfera del potere, economico e politico.
Nell'epoca in cui si stava profilando l'età moderna, gli uomini "novi", sia che fossero intraprendenti borghesi lanciati in una brillante scalata economica e sociale, sia che fossero aristocratici o alte personalità del clero interessati a consolidare i propri domini, vedevano nell'arte uno strumento perfetto per affermare il proprio potere. Questa fu la ragione principale alla base del mecenatismo
L'opera d'arte non funzionava solo come status simbol del suo proprietario, manifesto della sua ricchezza, del suo potere e della sua sapienza, ma era anche un patrimonio incalcolabile, fonte di prestigio senza fine, sia per il committente interessato al potere che per l'artista, onorato da un più alto riconoscimento sociale.
Così i mecenati accolsero gli artisti nelle loro corti, spesso sostennero i loro studi e la loro formazione, sfruttarono il loro talento per costruire attraverso le opere la propria immagine di grandezza. Da parte loro, gli artisti ricevettero protezione e onori, raggiunsero un nuovo status sociale: non erano più considerati come gli artigiani (anche se famosi) del Medioevo, ma moderni intellettuali e uomini illustri.
 

 

La diffusione dello stile rinascimentale

 

Nel Quattrocento l'arte in Europa e in Italia era molto differenziata nelle diverse aree geografiche. Fino alla prima metà del XV secolo permase la cultura tardogotica  che presentava aspetti diversi nelle regioni del nord e del sud.  Ma già dal secondo decennio del secolo si manifestarono nuovi importanti fenomeni artistici: a Firenze attuò la trasformazione del Rinascimento  e nelle Fiandre si sviluppò la Pittura fiamminga. Si tratta di culture artistiche differenti, ma sia nelle Fiandre sia a Firenze si verificarono condizioni economiche, politiche e culturali che sostennero e stimolarono la creazione artistica e il rinnovamento dello stile. Il punto di partenza della straordinaria stagione del Rinascimento è stata Firenze: centro sperimentale di una nuova espressione figurativa in cui si concentrarono gli studi e le personalità che hanno prodotto la nuova cultura umanistica.

 

Masaccio. Il tributo. Affresco 1425. Firenze, Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci.Masaccio. Il tributo. Affresco 1425. Firenze, Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci.

 


Poi, già prima della metà del XV secolo, le nuove forme rinascimentali fiorentine si diffusero dapprima in Toscana e  a Siena (città finora molto legata alla tradizione gotica) poi verso il Lazio, l'Umbria e le Marche. C'è stato quindi un momento di passaggio in cui i due stili: Tardogotico e Rinascimento si sono affiancati, rimanendo contemporanei per alcuni anni, prima che il Rinascimento prendesse poi il sopravvento. Un esempio si può vedere confrontando due pale d'altare  dedicate allo stesso tema della Madonna col Bambino, realizzate dal maestro tardogotico Giovanni dal Ponte e dal rinascimentale Masaccio:

 

Giovanni dal Ponte. Madonna col Bambino e angeli. 1425 ca. Cambridge, Fitzwilliam Museum.
Giovanni dal Ponte.
Madonna
col Bambino e angeli.

1425 ca. Cambridge, Fitzwilliam Museum.

Masaccio. Madonna col Bambino e angeli. 1426. Londra, National Gallery
Masaccio.
Madonna col Bambino e angeli.
1426. Londra, National Gallery

 

 

Fuori da Firenze il nuovo stile rinascimentale trovò  la prima accoglienza nelle principali città  e corti signorili del centro-Italia, come Roma, Perugia, Urbino, che dapprima raccolsero, poi rielaborarono lo stile per diffondere a loro volta nuove forme del Rinascimento, assumendo negli anni successivi un'importanza sempre maggiore.

 

 

Veduta di Urbino.ÂÂÂÂÂÂÂÂÂÂ
Veduta di Urbino. 

 

 

Nelle città dell'Italia Settentrionale il Rinascimento giunse con un po' di ritardo, perchè le regioni del nord, fino alla metà del '400, restarono legate alle correnti del gotico internazionale, o seguirono l'evolversi del gusto cosiddetto "tardogotico", contemporaneo al primo Rinascimento fiorentino.

Alla diffusione del Rinascimento da Firenze contribuirono sia l'invio e la compravendita delle opere, sia i viaggi degli stessi artisti. Ad esempio a Padova il nuovo gusto giunse attraverso Donatello che soggiornò in questa città per dieci anni, realizzando alcuni dei suoi più importanti capolavori.

 

 

Donatello. Monumento equestre a Erasmo da Narni detto il Gattamelata. 1443. Bronzo.  Padova
Donatello. Monumento equestre a Erasmo da Narni detto il Gattamelata. 1443. Bronzo.  Padova

 

 

 

Anche la città di Mantova, verso la metà del secolo XV fu rinnovata superando il suo aspetto medievale grazie alla presenza di Leon Battista Alberti e Andrea Mantegna la cui opera venne richiesta dalla famiglia Gonzaga.

 

 

Andrea Mantegna. Affreschi della Camera degli Sposi. Dett. 1465-1474 Mantova, Castello di san Giorgio

Andrea Mantegna. Affreschi della Camera degli Sposi. Dett. 1465-1474 Mantova, Castello di san Giorgio

 

 

Nella seconda metà del secolo, con lo svilupparsi del mecenatismo, avvenne la diffusione dello stile rinascimentale in tutte le altre regioni italiane.  I più ricchi e potenti esponenti delle signorie, del clero o dell'aristocrazia per aumentare il proprio prestigio personale e manifestare un'immagine di grandezza e di potere accolsero presso i loro palazzi i migliori artisti e uomini di cultura del momento affidando a loro compiti di altissimo livello. Così, fiorirono rapidamente nuovi importanti centri d'arte e di cultura e ogni località d'Italia  che fosse sede di signoria o luogo di soggiorno per pontefici e cardinali, si riempì di monumenti e opere di valore. Questo fenomeno si avviò nel corso del XV secolo ma crebbe e si protrasse soprattutto nel secolo  successivo.

 

 

L'arte a Firenze agli inizi del '400

 

 


Francesco di Lorenzo Rosselli. Pianta della Catena. 1471-72. Firenze, Bibliotreca Riccardiana.

 

 Nel decennio tra il 1420 e il 1430 alcuni artisti fiorentini posero le basi di un nuovo modo di espressione. Sono:

 

     
un architetto, Filippo Brunelleschi; uno scultore un po' più giovane di lui, Donatello, e un pittore, Masaccio, più giovane dei tre e scomparso improvvisamente in circostanze misteriose, all'età di 27 anni.

 

I tre si conoscevano, si frequentavano, collaboravano nel lavoro ed è documentata l'amicizia tra Donatello e Brunelleschi, che sono andati insieme a Roma per studiare i monumenti dell'antichità. Ma è testioniato anche il sodalizio tra Donatello e Masaccio: Donatello aiutò il giovane amico facendo da testimone ai pagamenti che il pittore ricevette per i suoi dipinti. A questi si aggiunse Michelozzo, con cui Donatello divise la bottega fiorentina e altri artisti o collaboratori. 

Con l'opera di questi artisti a Firenze avvenne una svolta artistica decisiva, che portò conseguenze importanti, si sviluppò un nuovo stile: il Rinascimento.
Tutti e tre questi maestri hanno avuto una formazione tardo-gotica, ma ognuno di loro, in parte autonomamente, in parte scambiandosi idee, stabilì con la propria opera i principi essenziali di una nuova forma di rappresentazione artistica.

Perchè proprio a Firenze?
La città in questo momento godeva di condizioni favorevoli al suo sviluppo civile:
• non era retta da una signoria come altri centri del nord, ma da libere istituzioni repubblicane (città-stato);
• si era arricchita di fiorenti attività industriali e commerciali; nacquero le prime banche (es.: i Medici sono una famiglia di banchieri)
• i mercanti rappresentavano la nuova classe dirigente, uomini potenti che promuovevano la cultura e le arti (mecenati).

 

Pontormo. Ritratto di Cosimo de' Medici, il Vecchio. 1518-20. Firenze, Uffizi.

 

Le famiglie fiorentine più potenti in questo momento e nuovi committenti degli artisti erano:

 

  • Pazzi 

Ricca famiglia di mercanti e banchieri, di origini nobili e di parte guelfa. Tra le più note imprese artistiche da loro promosse va ricordata la Cappella presso la chiesa di Santa Croce a Firenze, nota come Cappella de' Pazzi, realizzata da Filippo Brunelleschi e compiuta verso il 1450, il lussuoso Palazzo Pazzi su progetto di Giuliano da Maiano e la Villa La Loggia. Divennero famosi anche a causa della celebre c9ongiura del 1469, nella quale fu ucciso Giuliano de' Medici.

 

  • Rucellai

Antica casata di produttori di prestigiosi panni in lana, sostenitori delle arti fin dal XIII secolo. Durante il Quattrocento incaricarono Leon Battista Alberti per il bellissimo Palazzo Rucellai, la Facciata di santa Maria Novella e il tempietto di San Pancrazio. Oltre a questo ospitarono l'Accademia platonica, frequentata anche da Niccolò Machiavelli.

 

 

  • Medici

Famiglia di banchieri e mercanti tessili di origini umili ma che divenne ricchissima e potente a partire dal XV secolo. Nel 1434 ottennero la signoria di Firenze, promossero grandi eventi culturali e richiesero l'opera dei più grandi artisti del momento, come Sandro Botticelli, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Michelozzo Michelozzi e altri.

 

 

  • Brancacci

Antica famiglia fiorentina dedita al commercio della lana e della seta. Nel 1423 Felice Brancacci chiese a Masolino da Panicale e a Masaccio di dipingere ad affresco la sua cappella di famiglia nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, capolavoro della pittura quattrocentesca.

 

  • Strozzi

Era una famiglia tra le più importanti di Firenze, ricchissima grazie alle banche con parecchie filiali in tutta Europa. Tra i suoi appartenenti di spicco oltre ai banchieri erano diversi uomini politici e valorosi condottieri. Palazzo Strozzi, realizzato su progetto di Benedetto da Maiano, è uno dei capolavori del Rinascimento fiorentino richiesti da questa famiglia.

 

Il Rinascimento si formò quindi per una serie di coincidenze e inizialmente comparve come fenomeno isolato, una peculiarità fiorentina. Ma, dapprima con lo spostamento degli stessi protagonisti e delle loro opere,  poi con la conseguente influenza su altri artisti, si diffuse rapidamente avviando un gusto e una cultura di portata enorme, che investì non solo l'Italia, ma tutta l'Europa.

 

 

 

L'architettura del '400

 

Anonimo, Città ideale. 1470-1475 circa. Urbino,  Galleria Nazionale delle Marche.

 


L'architettura, nella prima parte del '400 si fonda su alcune componenti fondamentali:

  •  La prospettiva che porta alla creazione di spazi compiuti e razionali. Lo spazio viene concepito a misura d'uomo in antitesi agli spazi irrazionali e illimitati del gusto gotico.
     
  • L'ispirazione all'antico che stimola studi e rilievi condotti sui reperti. Vengono ripresi gli ordini classici e si recuperano le leggi armoniche che stanno alla base della composizione architettonica.
     
  • Il  progetto, cioè  l'elaborazione teorica che sta alla base dell'ideazione. Gli artisti elaborano una serie di disegni con i quali stabiliscono in partenza come sarà l'opera compiuta, con forme, dimensioni e caratteristiche.
     

 

 

Il progetto comporta due fasi:

  • Lo studio, l'analisi razionale di tutte le parti e di tutti i problemi della costruzione che vengono affrontati e risolti in partenza, a livello di progettazione.
     
  • Il disegno finale: dagli studi precedenti si ricava una sintesi e si arriva al progetto completo in ogni sua parte da cui si trae il modello che viene realizzato in scala.
     

ed è seguito dalla realizzazione pratica dell'opera.

 

La distinzione tra due momenti del processo operativo: ideazione teorica e realizzazione pratica e conseguente distinzione e ripartizione di compiti tra la fase ideativa e la fase esecutiva.

 

La pittura del '400

 

Domenico Veneziano. Pala di santa Lucia de' Magnoli. 1445 ca. Firenze, Uffizi.

 

A partire dal secolo XV nel Rinascimento italiano la pittura ha avuto un grandioso sviluppo ed ha rappresentato in questa epoca l'arte per eccellenza (come la scultura per l'arte greca) perchè più consona ai nuovi ideali estetici.
Anche in ordine di tempo è la pittura che opera per prima e integralmente, con Masaccio, la trasformazione del linguaggio artistico e si manifesta con più rapidità rispetto alle altre arti. Altrettanto si può dire anche per la diffusione e trasmissione delle nuove "forme toscane" nelle altre regioni d'Italia.

Gli elementi espressivi che caratterizzano meglio la pittura del '400 sono:

  • Il disegno, inteso come studio delle forme e della realtà, che insieme al chiaroscuro deve suggerire il rilievo e il movimento dei corpi
     
  • La prospettiva utile per creare in ogni scena uno spazio chiaro e definito
     
  • Lo studio anatomico, per ottenere proporzioni più armoniche e una maggiore naturalezza di atteggiamenti, gesti e movimenti.
     
  • La luce per accentuare le forme, creare contrasti con l'ombra o per unificare figure e ambienti.
     
  • Il colore per esprimere la varietà e la ricchezza della natura.


La pittura inoltre rappresenta un importante collegamento con le altre arti.
Attraverso il risalto plastico del disegno e del chiaroscuro e l'uso della luce stabilisce una relazione diretta con la scultura. Mentre attraverso lo studio della prospettiva e l'uso del disegno nei progetti stabilisce una relazione diretta con l'architettura. Infatti durante il XV secolo si manifesta l'affermarsi di numerosi pittori-architetti, mentre ne secolo precedente e nella cultura tardo-gotica esistevano soprattutto scultori-architetti.

Rispetto alle altre arti, inoltre, per mancanza di modelli diretti, la pittura quattrocentesca è meno condizionata dall'ideale estetico classico, poichè la scoperta della pittura romana iniziò soltanto con gli scavi di Pompei, nel XVIII secolo. Unica testimonianza della pittura antica per gli artisti rinascimentali erano i fantasiosi motivi decorativi del Quarto stile, le "Grottesche" di cui si farà largo uso, ma solo a partire dalla fine del XV secolo.


Riguardo allo stile, realismo e spirito scientifico sono gli aspetti che contraddistinguono maggiormente la pittura quattrocentesca rispetto a quella del XIV secolo. La rappresentazione pittorica del '400 punta infatti sulla forma realistica, non più fondata soltanto sul concetto di "mimesi" classica o sull'osservazione diretta, ma anche sulla ricerca e su una verifica razionale per avere pieno dominio sulla realtà. Lo spirito scientifico si coglie nella mricerca e attuazione di nuove soluzioni pittoriche ma anche nella sperimentazione di nuove tecniche operative come ad esempio nell'affresco e nella pittura su tavola in cui a partire dalla metà del secolo si introduce la tecnica a olio.

Accanto agli affreschi, nel '400 sono molto diffusi i dipinti su tavola, da quelli di piccole dimensioni, solitamente a destinazione privata, alle grandi pale d'altare destinate alle chiese.
In largo uso per tutto il '400 sono anche i polittici: grandi pale d'altare a più scomparti e in ordini sovrapposti come nel secolo precedente. Nei polittici quattrocenteschi gli elementi delle cornici però sono più lineari, perdono la funzione puramente decorativa ed acquistano quella di inquadramento architettonico e spesso di primo piano prospoettico. Questo tipo di cornici lega armonicamente i singoli scomparti in un complesso unitario. Per questo lo smembramento e dispersione dei pezzi componenti i polittici rinascimentali è anche più grave della divisione e dispersione di quelli trecenteschi.

 

 

La scultura del '400

 


Donatello. David. 1440 ca. Bronzo. Firenze, Museo del Bargello.

 

Nel XV secolo la scultura si sviluppa, riconquista una completa autonomia rispetto alle convenzioni tardogotiche e acquisisce piena libertà di espressione.
La rivalutazione e lo studio del mondo classico favorisce la formulazione di un ideale estetico simile a quello greco e romano, incentrato sull'uomo e la natura e comporta numerosi riferimenti all'antichità. Gli studi umanistici influenzano fortemente l'arte e spesso, accanto ai testi sacri, la letteratura latina e i miti antichi rappresentano le principali fonti a cui si attinge per i temi delle rappresentazioni.

Vengono riproposti generi classici come:

- la statua
-il gruppo
-il busto-ritratto
- il nudo.

Il rapporto con l'antico appare più evidente e diretto nella scultura minore, ma l'assimilazione dei motivi classici avviene con grande libertà d'interpretazione. Infatti i moduli, le regole e le leggi proporzionali classiche, basilari nell'arte antica, non vengono quasi mai rispettate in maniera rigorosa dagli artisti quattrocenteschi. Alla luce di nuove conoscenze e di una visione "moderna", gli scultori del '400 si soffermano maggiormente sugli caratteri più esteriori dei modelli antichi. Ad esempio, nella rappresentazione della figura umana, il canone policleteo viene ripreso soltanto per dare alla figura un aspetto e un atteggiamento piu naturale. Al rispetto delle regole proporzionali indicate da Policleto, finalizzate alla rappresentazione di una forma ideale e perfetta, si preferisce un'osservazione diretta della realtà.
Inoltre è importante anche la derivazione dall'esperienza del gotico, rispetto al quale lo stile quattrocentesco rappresenta un'evoluzione. Un esempio è offerto dalle rappresentazioni di personaggi in posizione eretta: la postura in cui il corpo si appoggia su una gamba flettendo l'altra non è una innovazione radicale, ma uno sviluppo e razionalizzazione dello stereotipo dello "hanchement" gotico. Emblematico è l'esempio di Donatello, in cui si nota l'evoluzione stilistica dalla maniera ancora gotica alla visione rinascimentale confrontando opere giovanili come il David di marmo con quelle più mature come i santi dell'Altare di Padova.

 

La scultura minore

 


Esempi di bronzetti tardorinascimentali. 

 

Nella produzione scultorea quattrocentesca i legami piu forti con la classicità si trovano soprattutto nella scultura minore e specialmente in due tipi di produzione: l'ornato plastico-architettonico e il bronzetto.

L'ornato plastico-architettonico nel '400 è caratterizzato dalla ripresa di motivi iconografici e decorazioni antiche che vengono spesso distaccati dai valori simbolici originali per essere denotati secondo nuovi significati.
Negli esempi minori o in opere a destinazione privata i "motivi alla greca" possono essere scelti senza un particolare criterio o funzione simbolica, ma semplicemente per una ragione estetica.

Nella produzione dei bronzetti si risponde soprattutto alle esigenze di una moda, di un gusto appartenente alle corti e all'alta borghesia, e spesso vengono eseguite delle copie o delle imitazioni degli esemplari classici.

 

La scultura monumentale

 


Donatello. Monumento equestre al Gattamelata. 1447-53. Bronzo. Padova, Basilica di Sant'Antonio


Rispetto alla scultura minore, nella scultura monumentale del '400 l'ispirazione classica si fa meno evidente, prevale l'invenzione la creazione originale, similmente a quanto avviene della pittura. Il maggiore protagonista della scultura quattrocentesca, Donatello, nonostante gli studi condotti sulle opere antiche, per molti aspetti si può considerare anticlassico, poichè spesso sovverte le regole classiche, interpretandole in modo molto personale.
Anche i risultati qualitativi sono maggiori rispetto a quelli ottenuti nella scultura minore.

Caratteri fondamentali della scultura quattrocentesca sono:

- lo studio dell'anatomia e del movimento nella figura umana;
- l'osservazione diretta del vero che si traduce in una gamma svariatissima di interpretazioni che vanno da un naturalismo ancora tardo-gotico al realismo anche violento e brutale.

- L'astrazione concettuale della forma intesa come entità geometrica in rapporto con lo spazio e la luce.

- La costruzione delle scene in uno spazio in base ad un inquadramento prospettico-lineare.


Lo scultore del '400

Lo scultore rinascimentale doveva avere una lunga preparazione al suo mestiere. La formazione era basata sulla conoscenza approfondita e specifica di diverse tecniche e poteva comprendere varie arti perchè doveva portare ad una professionalità completa. I giovani che volevano intraprendere la carriera artistica si formavano nella bottega di un orafo, perchè l'oreficeria insegnava le nozioni prime e fondamentali delle diverse arti, sia dal punto di vista formale con il disegno che diventa basilare per tutte le arti, sia dal punto di vista tecnico, dovendo operare con materiali e procedure diverse (la progettazione, la conoscenza dei materiali, le tecniche di fusione, modellazione, scultura, incisione, cesellatura, ecc.) Gli orafi nel medio evo erano maestri che rappresentavano l'eccellenza ed erano ancora i più apprezzati all'inizio del XV secolo.
Inoltre va considerato che era necessario conoscere la difficile tecnica della fusione in bronzo che divenne sempre più importante e richiesta durante il XV secolo.

  

 

 

La consapevolezza della nuova era

La consapevolezza del cambiamento culturale che si stava vivendo viene espresso con entusismo e commozione nella dedica nel trattato Della pittura che nel 1436 Leon Battista Alberti rivolge a Filippo Brunelleschi: 

« Io solea maravigliarmi insieme et dolermi che tante optime et divine arti et scientie quali per loro opere et per le historie veggiamo chopiose erano in que virtuosissimi passati antiqui, ora così siano mandiate et quasi in tucto perdute; pictori, scuiptori, architecti, musici, geometri, rethorici, auguri et simili nobilissimi et meravigliosi intellecti oggi si truovano rarissimi et pocho da lodarli. Onde stimai fusse quanto da molti questo così essere udiva, che già la Natura, maestra delle cose, fatta anticha et straccha, più non producea chome ne giganti così ne ingegni quali in que suoi quasi giovinili et più gloriosi tempi produsse amplissimi et maravigliosi. Ma poi che io dal lungo exilio in quale siamo noi Alberti invecchiati, qui fui in questa nostra sopra l'altre omatissima patria riducto, chompresi in molti ma prima in tè, Filippo et in quel nostro amicissimo Donato scuiptore et in quelli altri Nencio et Luca et Masaccio, essere a ogni lodata cosa ingegnio da non postporii acquai si sia stato antiche et famoso in queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria et diligentia non meno che in beneficio della natura et de tempi, stare il potere acquistarsi ogni laude di qual si sia virtù. Confessoti se a quelli antiqui,avendo quale aveano chopia da chi inparare e imitarli, meno era difficile salire in cognitione di quelle supreme arti quali oggi annoi sono fatichosissime ma quinci tanto più el nostro nome più debba essere maggiore se noi sanza preceptori, sanza exemplo alchuno, truoviamo arti et scientie non udite et mai vedute».


Quando, nel 1429 Alberti giunge per la prima volta a Firenze, la magnifica Cupola di Santa Maria del Fiore era avanti nella costruzione e al suo ritorno, nello stesso 1436, era già compiuta. Nel 1429 a Firenze si potevano ammirare dli affreschi che Masaccio aveva appena terminato nella Cappella Brancacci, Ghiberti aveva collocato la sua prima Porta del Battistero e Donatello, collocata la statua di Geremia nel Campanile, stava lavorando al profeta Abacuc.
Si trattava davvero di «arti e scientie non udite et  mai vedute» e il sensibile e coltissimo Alberti riconosce il merito ai grandi inventori del Rinascimento: l'architetto Brunelleschi, gli scultori Ghiberti, Donatello e Luca Della Robbia, e il pittore Masaccio, che con le loro opere superano per qualità quelle dei maestri dell'Antichità.   

 

 

A. Cocchi

 

Mappe concettuali

 

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Il Quattrocento. Mappa concettuale

Il Quattrocento.

Mappa concettuale sull'origine del Rinascimento, riferimenti al contesto storico,  principali protagonisti. Autore: A. Cocchi.
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Bibliografia e sitografia

 

L. H. Heidenreich. Il primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Bur Arte editrice, Milano 1979
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
R. Bossaglia Storia dell'arte. vol. 1 Principato editore, Milano 2003
F. Zeri Rinascimento e pseudo-rinascimento in: Storia dell'Arte Italiana. 5. Dal Medioevo al Quattrocento. Giulio Einaudi editore.

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