Botticelli


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 Bibliografia

 

 

Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli nacque nel borgo Ognissanti a Firenze nel 1445. In base ai documenti riferiti ad una denuncia catastale del 1458, l'artista apparteneva a una famiglia modesta composta dal padre, Mariano Vanni d'Amedeo Filipepi, che faceva il conciatore di pelli, dalla madre Smeralda e quattro figli. Alessandro era il più giovane e sappiamo che il più grande dei fratelli, Giovanni, era 'sensale al Monte' (mediatore d'affari presso gli agenti di cambio di Firenze) che Antonio, secondogenito, faceva l'orefice e che il terzo fratello, Simone sarebbe diventato un cronista degli avvenimenti storici di Firenze e d'Italia.

 


Sandro Botticelli. Adorazione dei Magi. 1475–1476. Tempera su tavola.
Part dell'Atoritratto. Firenze, Uffizi

 

Nello stesso documento risulta che quell'anno Sandro, a tredici anni d'età, risulta "malsano" e 'sta ad allegere'. Quest'ultima espressione, confrontata anche con altre indicazioni dalle Vite di Vasari, è tradotta dagli storici come "sta a legare", cioè a fare il legatore di gioielli. Da qui risulta quindi probabile che il giovane Sandro si sia formato alla bottega di oreficeria del fratello maggiore Antonio, soprannominato "Botticello", nomignolo che poi passa a tutti i maschi della famiglia, compreso Sandro. 

Anche se si svolse per un breve periodo, l'apprendistato come orefice di Botticelli ha comunque avuto un peso importante negli svilippi della sua esperienza artistica e si può riconoscere soprattutto nella minuzia descrittiva e nella linea sottile e precisa, con movimenti nervosi e pieni di variazioni improvvise dei suoi primi dipinti.
Alcuni anni dopo la cessazione di attività del padre Mariano, nel 1464 la famiglia Filipepi acquistò una casa in via Nuova che divenne la definitiva residenza.
E' in seguito a questo trasferimento che nacque l'amicizia tra i Filipepi e i Vespucci, la cui influente protezione non si interruppe mai e soprattutto accompagnò l'artista per tutta la vita.

 

Sandro Botticelli. Ritratto di Simonetta Vespucci. 1480-85.
Tempera su tavola. Cm 82X54. Francoforte, Städelsches Kunstinstitut und Stadtische Galerie.

 

Tramite i Vespucci, molto probabilmente Sandro si spostò a Prato, dove entrò a far parte degli allievi del pittore e frate domenicano Filippo Lippi, il cui insegnamento lasciò un'impronta molto importante sul suo stile.

 

Sandro Botticelli. Madonna col Bambino e angeli. 1468.
Tempera su tavola. Cm 100X71. Napoli Galleria di Capodimonte.

 



Con il trasferimento del Lippi a Spoleto, nel 1467 Botticelli tornò a Firenze e cominciò a frequentare la bottega di Andrea del Verrocchio. Anche in questo caso il suo stile risulta arricchito, soprattutto assimila una maggiore padronanza nella rappresentazione dello spazio e nella distribuzione della luce.
In questa occasione Sandro ebbe anche la possibilità di conoscere altri artisti di talento, tra cui Leonardo da Vinci, di sette anni più giovane di lui. In seguito ci furono importanti contatti anche con Piero del Pollaiolo, altro noto maestro fiorentino. Le opere riferite al periodo giovanile di Botticelli, come la Madonna col Bambino e angeli di Capodimonte, mostrano il legame allo stile dei suoi maestri.

A partire dal 1470 Botticelli divenne autonomo, aprì la sua bottega presso casa sua e ben presto ottenne incarichi di prestigio. Lavorò soprattutto per la potente famiglia dei Medici a Firenze. Tra le prime opere che Botticelli produsse in autonomia va ricordata la piccola tavoletta con il Ritorno di Giuditta a Betulia, del 1472 ca.

 

Sandro Botticelli. Ritorno di Giuditta a Betulia. 1472. ca.
Tempera su tavola. Cm 31X25. Firenze, Uffizi.

 


La bottega di Botticelli divenne molto prolifica, dal suo laboratorio uscirono centinaia di opere ed ospitò numerosi allievi tra i quali spicca la personalità di Filippino Lippi. Molti dipinti erano impostate su suo disegno ma venivano eseguite dagli allievi o potevano riportare qualche intervento della mano del maestro. Come ha rilevato Federico Zeri, l'esistenza di alcuni disegni come mani, scorci di paesaggio, teste, indicano una sorta di attività industriale in cui, per rispondere alle numerose richieste, si utilizzavano modelli già predisposti per l'assemblaggio e opportuni adattamenti in composizioni più ampie.

Tra 1481 e '82, Botticelli soggiornò a Roma, inviato da Lorenzo de' Medici insieme ad altri pittori fiorentini presso papa Sisto IV per dipingere gli affreschi sulle pareti della Cappella Sistina. Poi tornò nella sua casa a Firenze e vi rimase stabilmente.

 


Agnolo di Cosimo, detto il Bronzino. Ritratto di Lorenzo il Magnifico.
 1555-1565. Olio su tela. Firenze, Uffizi.

 

Come diversi altri artisti dei suoi tempi, Botticelli non si sposò mai, e per questo venne preso di mira da alcuni pettegolezzi che circolavano nella Firenze di allora. Dopo la sua morte, nel 1622 tra venne pubblicato in una raccolta di racconti scherzosi un manoscritto anonimo, scritto tra  il 1537 e il 1542, in cui si accennava alla sua avversione al matrimonio. Si tratta di un dialogo tra il pittore e Tommaso Soderini, uno dei più importanti uomini politici di Firenze, molto vicino ai Medici. Naturalmente non possiamo sapere se esista un fondo di verità, ma è un aneddoto simpatico:

"Essendo esso [Botticelli] una volta da Messer Tommaso Soderini stretto a tor moglie, gli rispose: Vi voglio dire quello che non è troppo notte passate che m'intervenne, che sognavo havere tolto moglie; e tanto dolore ne presi che io mi destai, et per non mi radormentare et per non lo risognare più, mi levai et andai tutta notte per Firenze a spasso come un pazo. Per il che intese messer Tommaso che non era terreno da porvi vigna."

La parte finale della sua vita è segnata da una profonda crisi religiosa, che lo vide seguace della dottrina di Girolamo Savonarola, di conseguenza la sua produzione artistica subì una svolta e il suo stile cambiò radicalmente, rinnegando la sua visione giovanile classicheggiante e recuperando un'espressività arcaica e medievale.
Sandro Botticelli continuò a vivere a lavorare a Firenze fino alla sua morte, avvenuta a settantotto anni d'età, il 17 maggio 1510.

A. Cocchi.

 

Mappe concettuali

 

 

Sandro Botticelli. Mappa concettuale con le principali tappe del percorso artistico, esempi e caratteristiche dello stile. Autore: A. Cocchi.

 
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Video

 

 

 Sandro Botticelli: la vita e le opere. Video realizzato da voglio10storia tratto da Youtube

 

 

Bibliografia 

 

C. Bo, G. Mandel L'opera completa del Botticelli. Classici Rizzoli, Milano 1966
G. Cornini. Botticelli. Dossier Art n. 49, Giunti editore, Firenze 1990
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
R. e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'Antichità alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino 1968
F. Zeri, a cura di N. Augias. Botticelli e l'atelier del Paradiso. in Il romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n. 239 de "La Repubblica" del 2/11/1988
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006


 

 

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Stile:Quattrocento, Rinascimento.

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Sandro Botticelli. La Primavera. Part. di Zefiro e Clori. 1478-80. Tempera su tavola. cm. 203X314




Mappa concettuale.Sandro Botticelli. Realizzata da A. Cocchi



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