Edvard Munch

 

Edvard Munch. La morte nella stanza della malata. 1893. Museo Munch, Oslo
Edvard Munch. La morte nella stanza della malata. 1893. Museo Munch, Oslo

 

 

La tensione e i forti effetti psicologici ed emozionali della pittura di Munch pongono le basi dell'espressionismo e rivelano numerosi contatti con la filosofia e la letteratura a cavallo tra Otto e Novecento.

Indice dei contenuti
Approfondimenti / Opere

Cenni biografici e attività artistica

Edvard Munch (1863-1944) è uno dei padri dell'arte contemporanea. La sua opera è stata determinante per lo sviluppo dell'Espressionismo e di tutte le correnti derivate.
Nelle sue opere infatti, sono già presenti molti elementi che caratterizzeranno l’Espressionismo, come l’accentuazione cromatica, il tratto forte e deciso, la drammaticità dei contenuti e una certa programmatica deformazione della realtà.

 


E. Munch. Autoritratto con braccio di scheletro. 1895. Museo Munch, Oslo

 


Munch è un maestro che sa creare con la pittura forti tensioni ed effetti psicologici ed emozionali. E'  anche un pilastro della cultura europea odierna, poiché nella sua arte si rintracciano molti temi della cultura nordica a lui contemporanea, soprattutto letteraria e filosofica, a partire dai drammi di Ibsen e Strindberg, fino alla filosofia esistenzialista di Kierkegaard, ma anche scientifici, dalla psicanalisi di Freud  alle tematiche della biologia e della medicina.

 

 


Edvard Munch nel 1933.

 

Edvard Munch nacque a Löten, in Norvegia, nel 1863. La sua vita fu segnata da fatti tragici. Ebbe un'infanzia triste, <<Malattia e pazzia furono gli angeli custodi della mia culla>>, questo dichiarò a proposito della propria difficile infanzia.
Vide morire di tubercolosi dapprima la madre, quando egli aveva cinque anni, poco dopo la sorella maggiore, e la malattia incrinò la sua stessa vita. Suo padre, un medico ossessionato dalla religione, morì lasciandolo completamente solo quando aveva diciotto anni. Non ha mai voluto costruirsi una famiglia, sostenendo che non avrebbe voluto passare ai figli la tendenza familiare alla malattia fisica e mentale.

 

 
E. Munch. Sera. Malinconia. 1891. Museo Munch, Oslo.

 


Malgrado il suo fascino, ha avuto un rapporto difficile con le donne, seguendo, in questo, un atteggiamento misogino tipico degli intellettuali del suo tempo. Già da un quadro precoce come Il Bacio si rileva come egli vedesse il rapporto tra maschio e femmina: come un amplesso in cui l'identità maschile poteva essere messa in pericolo, quasi assorbita da una donna-mantide.

 

 


E. Munch. Il bacio 1897. Museo Munch, Oslo



Contribuisce a una visione tragica della vita l'atmosfera in cui Munch si forma, quella stessa Norvegia ossessionata da convenzioni bigotte e afflitta dalla depressione. Le amicizie e le frequentazioni di Munch comprendono alcuni dei protagonisti della cultura di quegli anni: il poeta romantico Baudelaire, per il quale Munch illustra I fiori del male; per il drammaturgo Ibsen illustra il programma del Peer Gynt e le scene del dramma Spettri, il drammaturgo e scrittore Strindberg scrive per Munch la presentazione critica proprio per Il Bacio. Inoltre l’artista conosce la filosofia di Kierkegaard e di Nietzsche, spesso rintracciabile nelle sue opere. Altra fonte frequente di ispirazione per Munch è rappresentata delle tematiche della psicanalisi di Freud.

 

 
E. Munch. La morte nella stanza della malata. 1893. Museo Munch, Oslo.

  


Il senso della morte incombente sta alla base della sua visione tragica della realtà ed è un fondamento della sua arte, ma soprattutto egli seppe trasferire nella sua pittura tutto il suo mondo interiore, portando ogni elemento della sua tecnica e del suo stile a comunicare le  emozioni direttamente allo spettatore.

Lavoratore instancabile, nonostante i problemi di salute lasciò un grande numero di opere e partecipò a parecchie mostre: fu pittore, disegnatore, incisore (lascia parecchie acqueforti e litografie), scenografo, illustratore e anche scrittore: nel 1909, mentre era ricoverato in una clinica, scrisse e illustrò il romanzo Alfa e Omega.

 

 
E. Munch. Notte de'estate, Inger sulla spiaggia. 1889.
KODE Art  museums and Composer homes, Bergen, Norvegia.

 


Come molti pittori del suo tempo ebbe una formazione naturalistica,  frequentò la Scuola Reale di Pittura di Oslo. Iniziò a dipingere nel 1880, sulla scia del naturalismo e subì l'influenza dell'Art Nouveau e della pittura simbolista.

E' stato molto importante il periodo che trascorse a Berlino dal 1892 al 1908, intervallato solo dal viaggio a Parigi, nel 1895. In questo momento Munch a Berlino dipinse  alcune opere fondamentali ed entrò in contatto con un gruppo di giovani artisti tedeschi, appartenenti alla Secessione Berlinese.

Il suo stile di vita vagabondo, fatto di notti insonni, alcool, superlavoro, lo portarono nel 1908 a una crisi nervosa che lo costrinse ad un periodo di cura e internamento per otto mesi a Copenhagen. All'uscita dall'ospedale decise di ritornare definitivamente in Norvegia.
Visse il resto dei suoi anni in una grande casa di Oslo, della quale usò solo poche stanze.
Morì nel  1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. Alla sua morte, in casa sua si trovano ammassati un migliaio di quadri, sei sculture e una enorme quantità di disegni e incisioni. Egli espresse la volontà di lasciare tutto alla città di Oslo, qui dal 1963 venne dedicato a lui  il Munch Museet.


 

 

 

Lo stile

 

In seguito al soggiorno parigino, nel 1885, Munch si accostò alla pittura impressionista. Venne influenzato da artisti come Toulouse-Lautrec, Degas, Van Gogh e soprattutto da Gauguin
Già nello stesso anno avvenne la svolta verso l’espressionismo. Sempre a Parigi, piena com'era di testimonianze che arrivavano anche da civiltà lontane, vide in una mostra alcuni reperti Maya, tra cui una mummia in posizione fetale, che lo impressionarono profondamente: i visi della sua pittura successiva, così scarni da sembrare teschi, ne sono una reminiscenza.
Al suo ritorno compose la sua prima opera matura e decisamente auto-biografica, La bambina malata (1885-86) ma sia per il tema prescelto, che per la tecnica esecutiva nervosa ed essenziale, il dipinto creò sconcerto e disprezzo nella critica, tanto che le mani delle due donne, congiunte in un saluto estremo, vennero paragonate a purea di aragosta.

 

 

 
E. Munch. Notte a Saint-Cloud. 1890. galleria Nazionale della Norvegia, Oslo.



Edvard Munch, nel corso della sua vita professionale fece parecchi viaggi all'estero, ed era molto informato sugli sviluppi dell’arte contemporanea.
Nel 1892 la sua mostra a Berlino,venne stroncata dalla critica e subito chiusa per lo scandalo suscitato sia dalla tecnica che dal modo di affrontare i temi.  Venne giudicata come una pittura troppo disinvolta, poco curata con troppi margini al non finito, con stesure apparentemente sciatte di colore opaco, in cui si riconoscono il gesto della mano e la setola del pennello.
Ma la notorietà che derivò da quell'episodio insieme all'affetto e al sostegno ricevuto da molti giovani artisti tedeschi (i quali in seguito a quell'evento fondarono la Secessione Berlinese), lo convinsero  a rimanere in Germania. Il suo periodo creativo più fertile si verificò durante la sua permanenza a Berlino, dal 1892 al 1908, salvo un viaggio a Parigi nel 1895.
Il successo per lui arrivò tardi e cominciò solo ai primi del '900, accompagnati dal clima di rinnovamento dell'Art Nouveau. Ma si trattò di un breve momento perché già nel 1937 i suoi quadri vennero bollati dal nazismo come 'arte degenerata' e rischiarono di essere distrutti.

 

 


E. Munch. Ragazze sul ponte. 1902. Galleria Nazionale della Norvegia, Oslo.

 

Ciò che fa di Munch un grande precursore dell'espressionismo, movimento di avanguardia al quale egli non volle mai aderire, non sono soltanto i temi che egli tratta, ma la scelta di precise soluzioni formali associate al suo repertorio di emozioni:

- l'ansia viene rappresentata da aloni attorno alle teste;
- l'incombenza della follia è resa  dai colori assurdi (specialmente dei paesaggi o cieli rossastri, ecc.) 
- la paura è suggerita dalle fughe prospettiche inaspettate su cui corrono strade, staccionate, ponti, letti; 
- il distacco dalla realtà visibile e il contatto con la realtà interiore  sono rappresentate dalla labilità ricorrente delle forme, dall'evanescenza dei contorni e dall'assenza di separazione le figure e lo sfondo.

 


E. Munch. Golgota. 1900. Museo Munch, Oslo.

 

A. Cocchi

 

 

 

Le migliori riproduzioni delle opere

 

Esistono molte riproduzioni delle opere più famose di Munch. Segnaliamo qui di seguito la nostra selezione delle migliori riproduzioni presenti sul mercato:

  •  L'urlo. Copia eseguita a mano ad olio  su tela. 

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

 

G. Cricco F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte Zanichelli  Bologna 1996
E. di Stefano. Munch. Dossier Art n. 96, Gruppo editoriale Giunti, Firenze 1994
O. Calabrese, Comunicarte. Storia dell’arte, storia delle idee. Vol. 5
G. Dorfless, A. Vettese Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2006

 

   

   
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