Badia Prataglia

 

Basilica di Santa Maria. IX secolo. Veduta della cripta. Badia Prataglia
Basilica di Santa Maria. IX secolo. Veduta della cripta. Badia Prataglia

 

Badia Prataglia sorge in una gola in cui confluisce il fosso Archiano d'Isola nel torrente Archiano, circondata dai folti boschi della Foresta casentinese. Ai numerosi percorsi naturalistici si aggiunge il caratteristico borgo ottocentesco, disseminato sulle alture e la millenaria Abbazia di Santa Maria.  

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Approfondimenti / Opere

Il paese nella foresta

 

Appena superato il Valico dei Mandrioli (se si viene dalla Romagna) o percorrendo la SS 71 (se si viene dalla Toscana), ci si trova all'improvviso in un paesino di montagna immerso nel verde, Badia Prataglia, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (a circa 900 m.s.l.m.), situato nel versante toscano dell'Appennino Tosco-Romagnolo.

 

Veduta di badia Pretaglia
Veduta di Badia Prataglia

 

 

Nonostante la posizione a cavallo tra Romagna e Toscana, ci si accorge subito che questo paese è piccolo sì, ma ha un'identità  tutta sua, un dialetto molto particolare che si avvicina solo marginalmente a queste due regioni e soprattutto è fatto di persone che si conoscono l'un l'altra come fossero una grande famiglia, che nel corso dei secoli si è arricchita di vere e proprie leggende viventi, tuttora sulla bocca di tutti, anche dei più giovani; perché un vero badiano ama raccontare aneddoti di tempi passati, di generazioni passate, per tenere sempre in vita la tradizione di un paese che nei secoli si è ampliato e arricchito grazie soprattutto alla volontà  dei suoi abitanti.

La storia di Badia Prataglia è legata alla sua millenaria Abbazia. L'antica costruzione si trova al centro dell'abitato e risale al 986, quando alcuni monaci benedettini, incaricati dal vescovo di Arezzo Elemperto, fondarono l'Abbazia di Pratalia nei prati sottostanti il Monte Acuto (o Monte Cucco), alcuni anni prima della fondazione di quella dell'Eremo di Camaldoli, con cui si creò da subito una certa rivalità . L'8 Settembre 1008 l'abbazia di Badia Prataglia fu consacrata a Santa Maria Assunta. Attorno all'abbazia si sono poi sviluppate tutte le altre abitazioni, espandendosi in varie zone, a formare i cosiddetti “castelletti”, cioè agglomerati di case, ciascuno con un nome e delle caratteristiche propri.
A partire dal '900 alla principale fonte di ricchezza, cioè il bosco, con il legname e la selvaggina in grado di sostentare intere famiglie, si è aggiunta un'altra fonte di ricchezza, il turismo, e la creazione di pensioni, case in affitto, hotel e, negli ultimi anni, bed & breakfast ha fatto sì che Badia Prataglia divenisse una meta molto apprezzata dagli amanti della natura.
Nella stagione estiva in particolare i turisti possono godere di piacevoli passeggiate immersi nella pace e maestosità  delle foreste da cui è circondata. Qui si possono trovare molte specie animali e vegetali (come non rimanere estasiati imbattendosi in una mamma di cinghiale che attraversa la strada a pochi passi da noi, sempre vigile sui suoi piccoli, o trovandosi di fronte all'imponente sequoia presente nell'Arboreto Siemoni, accanto alla chiesa?).
A richiamare numerosi turisti sono ad oggi anche le iniziative che le associazioni del paese organizzano nei mesi estivi: le più importanti sono la “Mangialonga” (passeggiata attraverso i “castelletti” di Badia, durante la quale si possono gustare piatti tipici locali, uno per tappa) e la “Festa dei Fochi”, il 7 Settembre, in onore di Santa Maria Assunta, da cui prende il nome l'Abbazia, che ogni anno attirano partecipanti da tutta la vallata casentinese e non solo...
La “Festa dei Fochi”, con il suo grande falò e i “fochi” artificiali segna simbolicamente la fine della stagione estiva, e apre le porte al lungo inverno caratterizzato da abbondanti nevicate che rendono Badia un luogo unico, circondato dal silenzio e da un paesaggio sicuramente invidiato da tutta la vallata.
Badia Prataglia ha quindi radici antiche, a cui i suoi abitanti sono fortemente legati, tuttavia si sa adattare ai tempi che corrono reinventando le sue tradizioni per sfruttare pienamente le ricchezze di cui da sempre è fornita.

 

Il Pontin del diavolo.
Il Pontin del diavolo. Foto E. Zoni.

 

A Badia Prataglia la foresta ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale. Per secoli i suoi abitanti si sono serviti del bosco per raccogliere la legna con cui potersi riscaldare; molto importanti erano anche i frutti della foresta, grazie ai quali si potevano sfamare le famiglie. Anche oggi i funghi e le castagne richiamano turisti, principalmente dalle zone casentinesi limitrofe o dalla vicina Romagna, ma non solo. Ovviamente a richiamare numerosi villeggianti da ogni parte d'Italia, come si può ben immaginare, non sono soltanto i frutti del bosco; ad essi infatti si aggiunge l'interesse per queste foreste millenarie, che con le loro ricche varietà di specie arboree costituiscono una meta perfetta per tutti coloro che vogliono fare delle passeggiate immersi nella pace che solo la natura può offrire. In ogni stagione dell'anno il paesaggio si presenterà interessante, quando per il manto nevoso, quando per gli splendidi colori autunnali, quando per la fioritura primaverile. Oltre alla ricca flora non dimentichiamo che possiamo imbatterci in specie animali tipiche della zona quali cervi, cinghiali, volpi, anch'essi uno spettacolo che il turista proveniente dalla città sarà ben lieto di osservare.

 

Una delle cascate della Foresta Casentinese presso Badia Prataglia. Foto: E. Zoni
Una delle cascate della Foresta Casentinese presso Badia Prataglia. Foto: E. Zoni

 

 

Se invece si è più sportivi si possono anche fare delle escursioni più impegnative lungo i diversi sentieri del bosco, a piedi o in mountain bike. E' naturale che tali luoghi abbiano offerto uno scenario perfetto per la creazione di leggende e storie fantastiche; dal “Pontin del Diavolo” alla “Buca delle Fate”, si sono tramandati diversi racconti, continuando così a creare un alone di mistero su questi boschi incantati. La foresta è sempre stata per tutti questi motivi una grande fonte di ricchezza per Badia Prataglia, e continuerà ad esserlo, grazie ad un'attiva salvaguardia di tali luoghi.

E. Zoni

 

 

Un paese in musica

 

A Badia Prataglia la musica ha sempre ricoperto un ruolo importante, sia quella suonata che quella cantata.
Nel 1906 nacque la prima Filarmonica di Badia, e furono molti coloro che vollero farne parte: fra di essi si distinse un artigiano di Badia,  Mulinacci, talmente dedito alla Banda da meritarsi il soprannome “il Verdi”, e da diventarne in seguito il maestro.
Durante il periodo bellico la Banda ha dovuto naturalmente fare una pausa, ma poi ha ripreso la sua attività  a pieno ritmo.
Guido Paoli ha diretto per molti anni la Banda, insegnando a leggere e ad amare la musica a moltissimi Badiani, piccoli e grandi, con dedizione e partecipazione. Molti degli attuali maestri di musica di Badia sono stati proprio suoi allievi.
Negli ultimi anni Guido ha deciso di lasciare il timone al maestro Enzo Serrotti, che dirige la Banda in giornate di festa come il Corpus Domini. Inoltre, il maestro Walter Donati e il sopracitato maestro Serrotti, insegnano musica alle Scuole Medie di Badia, in cui ad ogni ragazzo è affidato uno strumento, con l'obiettivo di riformare una banda di giovani, che in futuro possa essere sempre in attività .
Per quanto riguarda la parte canora, è molto apprezzata la locale “Schola Cantorum”, fondata nei primi decenni del Novecento grazie alla Contessa Mary Senni, che volle investire in questo gruppo, immaginando, con ragione, che sarebbe stato un successo. La Schola Cantorum infatti è ancora in attività , e allieta con le sue vocalità  eterogenee le Messe domenicali nella Chiesa di Badia; anch'essa per lungo tempo è stata guidata da Guido Paoli, succeduto a Giuseppe Mulinacci, che a sua volta l'aveva diretta per anni con competenza e passione, scrivendo pezzi tuttora cantati dal coro.
Oltre alla Schola Cantorum a Badia si è formato nel 2005 un gruppo amatoriale, che si sta rapidamente espandendo, l'Insieme Vocale Orophonia, guidato dal maestro Patrizio Paoli; tale gruppo esplora un repertorio corale a cappella che spazia dal sacro al profano, dal canto gregoriano alla musica contemporanea, ricevendo, per la sua poliedricità , dei grandi consensi, non soltanto in paese, ma anche in concorsi canori regionali e nazionali. Lo scorso anno, al terzo Concorso Corale Nazionale della città  di Fermo, l'Orophonia si è aggiudicata il premio speciale ARCOM per la migliore esecuzione di un brano scelto tra gli autori: “Super Flumina Babylonis”.
Da segnalare a tutti i musicofili i numerosi e molto apprezzati eventi musicali, organizzati ogni anno a Badia Prataglia.

 

Gli eventi musicali

 

Badia Prataglia non è soltanto una deliziosa località immersa nella splendida cornice verde della foresta casentinese, ma è anche una comunità profondamente legata alla sua raffinata cultura musicale.
Gli eventi musicali di Badia Prataglia rappresentano una vera tradizione e sono sempre particolarmente apprezzati da un pubblico di musicofili che riesce a seguirli con attenzione, nonostante la pubblicità quasi inesistente.

L'Insieme Vocale Orophonia dal 2008 organizza ogni estate una rassegna, “Voci nel Parco”, durante la quale, nella suggestiva Pieve Romanica di Badia, si esibiscono gruppi vocali provenienti da varie parti d'Italia, per poter condividere l'amore per la musica e il canto.

Altro evento musicale che si svolge a Badia Prataglia nella stagione estiva, durante l'ultima settimana di Agosto, sono i prestigiosi Corsi Internazionali di Musica, organizzati dal maestro Giovanni Roselli, maestro che ha suonato alla Scala di Milano ed è Primo Flauto al Teatro Bellini di Catania, ma rimasto legato alle sue radici badiane, tanto da voler portare nel paese questa importante manifestazione, che richiama musicisti da diverse parti d'Italia e del mondo. I Corsi terminano con un concerto finale, in cui il canto e la musica strumentale si uniscono in un connubio perfetto, e anch'esso si svolge nell'affascinante Chiesa di Badia.

Il maestro Roselli lo scorso anno si è inoltre esibito nella stessa Pieve Romanica con il maestro Fabbriciani in un duo di flauti, accompagnati da Asako Uchimura al pianoforte e Nicolò Degl'Innocenti al violoncello, per la rassegna “Pievi e Castelli in Musica”. Un concerto di altissimo livello e un evento davvero emozionante.

Non dimentichiamo poi che durante l'estate e durante le festività natalizie Badia Prataglia ospita altri interessanti concerti che vantano ricchi repertori, dalla musica classica alle più belle colonne sonore dei film, grazie alla collaborazione e devozione del maestro Nicholas Gelli, giovane badiano, direttore della Filarmonica di Soci e clarinettista straordinario.

Badia Prataglia, il paese nel Parco, con la serenità da cui è circondato, è quindi un luogo perfetto per immergersi completamente nella musica, e continuerà ad esserlo, grazie alle nuove generazioni badiane, che continuano a dedicarsi alla musica in ogni sua forma.

 

Feste e tradizioni

 

I badiani tengono molto alle loro tradizioni, che si tramandano da molte generazioni; naturalmente con gli anni se ne sono aggiunte di nuove, e c'è stato qualche cambiamento nel loro svolgimento, ma ciò che è rimasto è l'impegno e la dedizione che gli abitanti di Badia mettono in quello che fanno.

Ogni periodo dell'anno è caratterizzato feste, ricorrenze, momenti di aggregazione sociale e folclore, nei quali gli abitanti di questo piccolo centro nel cuore della foresta casentinese si esprimono con gioiosa creatività.

 


Uno degli scorci di Badia Prataglia sul limite della foresta Casentinese.
Foto di A. Cocchi

 

 

Gennaio: Là c'è 'na vecchia

Se cominciamo dall'inizio dell'anno, la prima tradizione che incontriamo è quella de “Là c'è 'na vecchia”, canto popolare badiano che i bambini del paese, soprannominati i “befanini”, nella notte dell'Epifania, vanno a intonare alle case nei vari castelletti (gruppi di case), indossando vecchi abiti (lunghe gonne di lana, mantelle, fazzoletti...) che per l'occasione le nonne sono felici di prestar loro:

Padron di casa vi chiediam permesso
Se in questa casa ci si può entrare
Se ci si può entrare apri l'ingresso,
Padron di casa vi chiediam permesso.
Ecco là c'è 'na vecchia è ritornata
E' quella d'anno se la conoscete.
E se ci date un bucchiolin de lana
Per risettar le calze alla Befana.
E se ci date un bucchiolin de stoppa
Per risettar la vecchia n'dall'è rotta.
All'è cascata giù per una valle
E là s'è rotta l'osso delle spalle.
All'è cascata giù per un burrone
E là s'è rotta l'osso der groppone.
Pastorelli, pastorelli
Che passate prati e ruscelli
Con in braccio la cornamusa
Che di gioia sia diffusa.
Trallallero trallallà
La Befana eccola qua!

Alla fine del canto i padroni di casa offrono ai bambini una manciata di “chicchi” (caramelle, cioccolatini) o in qualche caso anche soldi, che potranno mettere in tasca per poi continuare il loro cammino.

Maggio: Ecco maggio

Proseguendo, arriviamo a Maggio, il cui arrivo viene celebrato tramite un altro canto, anch'esso della tradizione badiana, “Ecco Maggio”, cantata dai ragazzi badiani, alla porta delle abitazioni dei vari castelletti, per ottenere qualche spicciolo dopo la loro performance vocale.

 

 


Una delle edizioni di "Ecco Maggio" in una foto d'epoca

 

 

Anche qui i giovani sono vestiti con mantelle e portano con sé chitarre e tanta voglia di ridere e scherzare.

Ben trovata Signoria
La veniamo a salutare
Con un Maggio in compagnia
Che fa il mondo rallegrare.
Rilucente chiara stella
Risplendente come il sole
Della Vergine sorella
Della Madre del Signore.
Ragazzine che voi state
Vagheggianti alle finestre
Vostre chiome sono queste
Vostre trecce ghirlandose.
Ecco Maggio in gigli e rose.
Siamo giunti in questa casa
Dove all'è sì bella dama
Fra di noi c'è un che v'ama
E di più v'ha dato il cuore
E' la (nome donna) il vostro amore
E di più il cuor v'è dato
Ell'è (nome uomo) innamorato.
Ecco Maggio giù pper piano
Ll'è fiorito l'orzo e il grano
Ecco Maggio giù pper poggio
Ll'è fiorito il grano e l'orzo.
E se l'ova ce le date
Pregherem per le galline
Pregherem per le galline
Che non siano mangiate
Dalle volpi e le faine.
E se non ce date niente
Che ve pigli un accidente.
Fate presto, non tardate
Che c'abbiam da camminare
In altri posti abbiam d'andare
A cantare allegramente.
Ecco Maggio oh brava gente.

Un tempo “Ecco Maggio” era una sorta di serenata alla donna amata; ogni ragazzo, accompagnato dagli amici, andava a cantarla sotto l'abitazione della fidanzata.

Luglio e agosto: Mercatino delle fate

Nelle sere d'estate la piazza di Badia Prataglia ogni venerdì ospita i Mercatini delle fate, dove si espongono originali prodotti di artigianato artistico locale, e oggetti da collezione.

 


Una delle serate estive con il Mercatino delle Fate

 

 




Agosto:  Mangialonga; i Maestri del Legno

Andando avanti di qualche mese, arriviamo così all'estate, la stagione più prolifica per Badia.
Ai villeggianti, quelli che da anni sono affezionati a Badia, il paese offre nei mesi di Luglio e Agosto, oltre agli splendidi boschi, dove godersi temperature piacevoli e mai afose, anche gli spettacoli con serate di ballo, canto e musica.

 


Uno degli spettacoli di Danza organizzati nelle serate estive.
Foto di A. Cocchi

 

A questi si aggiungono le mostre d'arte e di artigianato, con giornate dedicate al lavoro degli artigiani del posto.
In in tal proposito molto interessante è la giornata de “I Maestri del Legno”, durante la quale in paese si possono trovare sculture, utensili da cucina, giochi, il tutto rigorosamente fatto a mano da artigiani di tutta la vallata.

 


Uno dei momenti della manifestazione "I Maestri del Legno" con gli artigiani al lavoro.
Foto di E. Zoni

 



Un sabato della prima quindicina di Agosto, da alcuni anni, ha preso piede una nuova festa a Badia, la “Mangialonga”, che ha riscosso da subito molto successo, perché non è una vera e propria sagra...è un insieme di sagre! Infatti alla Mangialonga si finisce per mangiare, dall'antipasto al dolce, tutti i prodotti tipici della zona, ma non è tutto qui. Durante la Mangialonga non solo si mangia e si beve, si cammina facendo il giro di tutti i castelletti di Badia, in ognuno dei quali si trova una pietanza, scoprendo così anche gli angoli più nascosti del paese.

 


Una delle tante edizioni della Mangialonga. Foto di E. Zoni

 

Si parte dall'aperitivo a “Vetriceta Bassa”, per proseguire con antipasto a “Vetriceta Alta”, polenta al sugo a “Fiume d'Isola”, acquacotta alle “Docce”, tortelli alla lastra a “Sassopiano”, panino e porchetta alla “Maestà”, sorbetto al limone alla “Casina”, cotiche e fagioli alla “Casa”, salsiccia e rigatino a “Casa Celino” e, per finire, i dolci a “Casa Balena”.

Settembre: Festa dei fochi

Poi c'è la Festa dei Fochi, il 7 Settembre, che è certamente la festa più sentita dai badiani e da sempre richiama un gran numero di persone. Inizialmente essa aveva un valore puramente religioso, e nella sera del 7 Settembre si intonavano canti per la Madonna, per festeggiare l'8 Settembre Santa Maria Assunta, che dà il nome alla chiesa di Badia.
Inoltre un tempo si accendevano diversi falò, e ogni castelletto faceva a gara con gli altri per avere il falò più grande e più bello. I giovani cominciavano a raccogliere la legna già nel mese di Agosto.
Adesso la festa si svolge in Piazza, dove c'è un unico grande falò, che riscalda la serata del 7 Settembre, e dura tutta la notte. Ci sono gli stand gastronomici e naturalmente i fuochi d'artificio, che terminano con tre colpi, che simboleggiano un po' la fine dell'estate

Ottobre: Castagnata; Veglie della Nonna 

 ...ma niente paura! Arriva poi la castagnata badiana, nel mese di Ottobre, durante la quale si possono assaggiare i “baloci”, le “brice”, la polenta dolce e il baldino.
Alla fine dello stesso mese inoltre dallo scorso anno, con le “Veglie della nonna”, si è recuperata l'antica tradizione di riunirsi tutti intorno ad un grande focolare per ascoltare i racconti dei nonni, organizzando diverse giornate in proposito. A raccontare delle fiabe tratte da “Le Novelle della Nonna” di Emma Perodi (prima edizione 1893) sono stati degli attori che le hanno reinterpretate molto abilmente per rendere viva anche l'attenzione dei più piccoli, e il grande focolare che è stato scelto per tali rappresentazioni è quello della vecchia “Fattoria” accanto alla Chiesa di Badia Prataglia, luogo molto suggestivo.

Dicembre: Presepi nel parco

E per la stagione invernale ci sono i “Presepi nel Parco”, iniziativa nata giusto lo scorso anno, ma accolta già con partecipazione, dagli abitanti dei diversi castelletti, che hanno creato ognuno il proprio Presepe.

 


Un'immagine dei presepi di Badia Prataglia. Foto di E. Zoni

 


Ed eccoci così alla fine dell'anno badiano, ma già pronti all'arrivo di quello nuovo, che riserverà senza dubbio nuove sorprese!

Nel periodo natalizio tutto il paese è illuminato e costellato di presepi, in una ambientazione davvero magica. 

 


La via principale di Badia Prataglia nel periodo natalizio. Foto di E. Zoni

 

E. Zoni

 

   

   
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