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Storia dell'arte


Michelangelo. Sibilla Libica. 1512. Affresco. Cappella Sistina, Roma, Vaticano
 
L'arte è una missione sociale che ha per scopo di ingentilire l'animo e civilizzare i popoli.
(Enrico Prampolini, 1912)

 

Definita come una scienza autonoma finalizzata allo studio dei fenomeni artistici, la Storia dell'arte si occupa di oggetti molto speciali: le opere d'arte.

Le opere d'arte sono oggetti complessi, sulla cui definizione si sono soffermati filosofi e studiosi che li hanno considerati prodotti dell'ingegno di artisti e civiltà, esempi di cultura e di stile, espressione di significati, manifestazioni di bellezza, fonte di benessere interiore.

 

In questo articolo sono tracciate le linee essenziali della storia dell'arte, ma in gran parte di questo sito vengono chiariti gli aspetti dell'arte nella storia, prendendo in esame le opere, gli artisti, gli stili, i luoghi d'arte, per conoscerli e farli conoscere. 

Riflessioni sulla Storia dell'arte

 

La Storia dell'arte di Geometrie fluide* è una ricerca continua, una forma in divenire che si evolve e si trasforma nel corso del nostro lavoro. Alla sua esistenza e al suo sviluppo concorrono le ricerche e il lavoro di tutti i collaboratori di questo sito. L'obiettivo è quello di raccontare le caratteristiche e le vicende delle diverse culture artistiche nel corso dei secoli attraverso le opere che hanno lasciato, raccogliendo studi, approfondimenti, esempi, curiosità, schemi e riflessioni sui diversi aspetti dei fenomeni artistici.

 

Giotto. Incontro alla Porta d''''oro. 1305. Affresco. Padova, Cappella Scrovegni.
Giotto. Incontro alla Porta d'oro. 1305. Affresco. Padova, Cappella Scrovegni.

 

Il campo della storia dell'arte è vastissimo e ovviamente non pretendiamo di contenerlo tutto, ma la nostra intenzione è quella di rendere un servizio utile mettendo a disposizione di tutti contenuti costantemente aggiornati e sviluppati con aggiunte, modifiche e revisioni, cercando di mantenere rigore scientifico e chiarezza comunicativa.

 

Duomo di Milano (1386-1932) in una foto storica di Giacomo Brogi del 1870
Duomo di Milano (1386-1932) in una foto storica di Giacomo Brogi del 1870

 

Agli articoli e agli approfondimenti  sulla storia dell'arte, Geometrie fluide aggiunge molto materiale di uso didattico, con un corredo di bibliografie, immagini, video, presentazioni, mappe concettuali, corsi CLIL e rinvii ad argomenti correlati.
Tutti i testi pubblicati sono inediti, firmati dai rispettivi autori e completati con la citazione delle fonti e la bibliografia di riferimento.

 

Umbeto Boccioni. Le forme uniche nella continuità dello spazio. 1913. Bronzo. 

Umberto Boccioni. Le forme uniche nella continuità dello spazio. 1913. Bronzo. 

 

La Storia dell'Arte contenuta in questo sito è organizzata con un ordine molto semplice: gli argomenti sono suddivisi per categorie, sotto categorie e pagine, ma l'utilizzo è tutt'altro che schematico, perché numerosi link permettono una navigazione molto libera, in modo da sviluppare lo studio e la lettura in maniera personale e creativa.

La ricerca degli argomenti, può avvenire consultando gli elenchi delle diverse categorie (Stili, Artisti, Luoghi d'arte, Opere, Glossario dei termini artistici, Argomenti, Turismo d'arte....) oppure utilizzando la casella "cerca".

 

 



Grande cratere. Proveniente dal Dipylon. Dett. VIII sec. a. C. 
Ceramica dipinta a vernice nera. h. 102,9 cm. New York, Metropolitan Museum

 

* La Storia dell'arte di Geometrie fluide è frutto di un lavoro iniziato più di vent'anni fa, confluito in questa veste on-line e portato avanti volontariamente da Alessandra Cocchi e studiosi, appassionati e "curiosi d'arte" che hanno collaborato inviando articoli e immagini.

Si può contribuire a migliorare, correggere e arricchire la Storia dell'arte di Geometrie fluide contattandoci con una e-mail.

Se vuoi pubblicare una tua ricerca o articolo, leggi "collaborazioni", "Articoli, testi critici e ricerche" e scrivi a: info@geometriefluide.com


 

 

Il ruolo della critica d'arte

 

L'opera d'arte dev'essere riconosciuta come tale e richiede il riconoscimento e il giudizio del critico. Quest'ultimo è il professionista che coglie il valore dell'opera, offre una lettura, riconosce un contesto e uno stile.

Attualmente il critico d'arte rappresenta una figura autonoma e distinta da quella dell'artista. Poichè l'opera d'arte fa sempre parte di un preciso contesto storico e culturale, il critico deve immergersi in esso come scienziato, storico, filologo, studioso di filosofia, conoscitore di tecniche e materiali...... E poiché l'opera d'arte è un grande geroglifico pieno di significati, il critico dev'essere anche un buon decifratore capace di cogliere i valori che contiene. Rigore scientifico e metodologia razionale sono necessari equilibrio tra giudizio estetico e logico, intuizione e razionalità. Va comunque considerato che qualsiasi lettura o analisi di un'opera offre un'interpretazione che anche negli sforzi di maggiore obbiettività, lasciano trapelare le convinzioni artistiche, filosofiche, religiose ed etiche del critico che vanno inevitabilmente ad incidere sul giudizio estetico.

Il filosofo inglese Ayer, esponente del neo-positivismo, sosteneva che per avere un valore scientifico un giudizio dev'essere dimostrabile e verificabile. Ma nel campo dell'arte i giudizi non sono verificabili, poiché si tratta di esprimere delle emozioni che non possono essere dimostrate. Perciò secondo questa tesi non si può parlare dell'arte né in senso scientifico né in senso filosofico. Al pari dell'arte anche la critica è caratterizzata quindi da una sua autonomia, soprattutto quando si esprime con competenza e libertà. Spesso si rivela come una critica "conoscitiva", basata su osservazioni e su un'indagine che porta alla luce valori ed emozioni che una volta espressi e definiti sono riconoscibili da tutti. Può succedere che un fruitore che ammira un'opera non sappia spiegare cosa lo colpisca, ma le parole di un buon critico possono aiutare a mettere a fuoco, a comprendere e a creare maggiore consapevolezza.

La critica d'arte può anche essere associata al mercato dell'arte; fin dall'antichità la produzione artistica ha rappresentato un bene di lusso, simbolo di prestigio e strettamente connessa anche ad un valore economico. Tra tutti i cambiamenti che il mercato del prodotto artistico ha subito nel corso della storia, quello riconducibile alla nostra attualità è piuttosto singolare. Se fino a qualche tempo fa la valutazione commerciale di un'opera dipendeva dal giudizio del critico ed era in qualche misura connessa al valore artistico, oggi sono gli interessi di mercato che sempre più spesso fanno pressione sulle valutazioni del critico e arrivano anche a condizionare scelte ed iniziative di istituzioni come musei e spazi espositivi. Esempi oggi visibili sono alcune 'mostre-mostro', operazioni commerciali in grande stile, accompagnate da campagne pubblicitarie e apparati turistici che conducono masse di visitatori fiduciosi di fronte a opere minori o falsi, sbandierati come eccelsi capolavori.

Agendo sulla sostanziale indimostrabilità del giudizio estetico, sia in passato ma soprattutto oggi, alcuni critici sfruttano la propria notorietà ed  esercitano una deliberata speculazione muovendosi in un mercato che si può definire "di casta", le cui regole e meccanismi appaiono gelosamente nascosti agli occhi dei non addetti ai lavori. Chi intende finanziare ed investire in arte ricorre a storici e critici d'arte opportunamente assoldati per creare un'aura o una giustificazione culturale intorno alla propria operazione finanziaria. Ma questo tipo di critica "speculativa" si distacca sempre più dai fini culturali perché agisce secondo interessi puramente economici, arrivando ad esprimere pareri non necessariamente 'sentiti' da chili esterna: così è in grado sia di creare che di distruggere un fenomeno artistico, di produrre delle "mode" e delle "classifiche di valore" che non devono più corrispondere ai valori artistici ma semplicemente agli interessi commerciali.  Comunque voci autorevoli di critici autonomi ci sono ancora, a volte sono più conosciute, a volte sono meno appariscenti, ma si tratta comunque di intellettuali che operano fuori delle logiche del grande mercato dell'arte.
 

 

A. Cocchi

 

 

L'arte secondo gli artisti

 

La prima forma critica dell'arte, secondo Luciano Anceschi, sta nell'opera stessa.
L'opera d'arte è un oggetto materiale ma anche il risultato tangibile di una formulazione teorica, si basa su scelte precise tra infinite possibilità.
Per questo motivo le testimonianze, i pareri e gli scritti che gli artisti hanno lasciato sull'arte sono fondamentali.
L'artista sente il bisogno di spiegare le sue scelte e offrire una prima interpretazione del suo lavoro.
Ma l'arte vista dagli artisti viene considerata secondo valori diversi rispetto a quelli indicati dai teorici. Assume grande importanza il piano della tecnica e del mestiere, come si può notare negli scritti e nei trattati lasciati dagli artisti nel corso dei secoli. Si fa spesso riferimento a norme da seguire, a procedimenti operativi e a conoscenze tecniche. Esempi importanti si trovano già nelle civiltà antiche come in quella Egizia che ha tramandato regole rappresentative, criteri proporzionali e valori simbolici codificati. Nell'antichità classica il Canone di Policleto rappresenta un punto di riferimento fondamentale della trattatistica d'arte soprattutto per la scultura e la rappresentazione della figura umana, mentre il trattato dell'architettura di Vitruvio offre insegnamenti basilari sul sistema degli ordini, sui materiali e sulle fasi operative dell'arte della costruzione.

Nel Rinascimento, accanto ai celebri trattati di Leon Battista Alberti, uno degli esempi più noti è il De perspectiva pingendi di Piero della Francesca dove si sottolinea l'importanza della scienza prospettica e geometrica. Altrettanto conosciute sono le osservazioni di Leonardo sulla 'prospettiva dei perdimenti', sulle tecniche del disegno e del colore, fino al suo celebre 'sfumato'. Tra le affermazione più importanti lasciate da Leonardo a proposito dell'arte possiamo ricordare la definizione dell'"occhio finestra dell'anima" contenuta nel suo Trattato della pittura.

In un periodo più recente, si possono ricordare le osservazione rilasciate da Delacroix sui suoi diari, soprattutto a proposito del colore, dello studio dei riflessi, delle interazioni tra i toni. O ancora nel Novecento le preziose lezioni di Itten al Bauhaus, corredate da dimostrazioni ed esercizi. 
Ma è anche vero che l'opera, una volta uscita dalla bottega di un artista se ne distacca, assumendo una sua impersonalità e comincia a vivere una propria vita.
L'opera contiene molte delle azioni di cui l'artista è consapevole, ma va al di là di essa, entra in relazione con il mondo e comincia ad assumere altri sensi, nuovi valori e diventa oggetto di nuove letture e interpretazioni.

 

 

 

L'autonomia dell'arte

 

Il concetto di Autonomia dell'arte viene affrontato soprattutto da Luciano Anceschi che ne mette in luce la complessità. Secondo lo studioso l'autonomia dell'arte è intimamente legata al suo tempo e condizionata dalla situazione morale e civile in cui vive. Gli stessi protagonisti dell'arte, come 
l'artista, ma anche il critico e il teorico nascono e vivono in una particolare situazione storica, perciò il loro pensiero e le loro creazioni modificano e insieme corrispondono al loro tempo.
Tra i critici e i teorici del Novecento, anche il filosofo Enzo Paci nel suo Diario fenomenologico aveva evidenziato la sostanziale complessità dell'arte paragonandola ad un essere vivente che nel corso della sua evoluzione fa riferimento alle sue infinite connessioni. Infatti anche di fronte ad una stessa opera d'arte le interpretazioni e i movimenti della critica sono estremamente mutevoli.

Altro importante studio è offerto da Principio trascendentale dell'autonomia dell'arte, testo nel quale Antonio Banfi affronta il tema dell'autonomia dell'arte attraverso una chiara sintesi storica.  Secondo lo studioso milanese non sempre l'arte ha manifestato la sua autonomia. Ad esempio nelle civiltà orientali antiche, come ad esempio quella Egizia e le Civiltà Mesopotamiche l'arte aveva una funzione soprattutto religiosa, politica, etica. Di conseguenza le scelte tecniche, espressive, le forme, i significati e gli stessi valori estetici non possono essere riferiti ad un'autonomia, ma vanno ricondotti a quelle funzioni.  Secondo Banfi è con la civiltà greca che l'arte acquista la sua autonomia, si manifesta secondo leggi proprie in maniera indipendente.

Un altro momento di grande autonomia dell'arte è identificato nel Rinascimento, periodo in cui viene riconosciuta l'importanza dell'arte come motore culturale e civile e dell'artista come intellettuale.

Nel Seicento, interrogandosi sull'arte barocca, lo scrittore e biografo Giovanni Pietro Bellori considerava l'arte come manifestazione dell'Idea e misura della Ragione, ma sosteneva che la creazione artistica non poteva esistere senza una necessaria contemplazione della Natura.

L'età neoclassica è uno dei momenti in cui la dottrina dell'arte divenne un argomento centrale di interesse tra gli intellettuali. Fondamentale è la posizione del Winckelmann con le sue celebri definizioni del Bello: "nobile semplicità e quieta grandezza", "la cui verità deve essere come l'acqua 
la più perfetta, come attinta da una sorgente, la quale tanto più salutare vien giudicata quanto meno 
ha sapore, cioè quanto è più pura".

L'estetica romantica viene espressa in modo emblematico da Baudealire che definisce l'arte romantica "moderna, sensibile, colorista, il cui disegno è delimitato dalla lotta armoniosa delle masse di colore".

Secondo Anceschi nel mondo contemporaneo l'arte viene vissuta come "pura arte" oppure deve mantenere uno stretto rapporto con la realtà e con la vita.

  

 

 

Lo studio scientifico dell'arte

 

Per comprendere un'opera d'arte non basta descrivere le impressioni o dare semplicemente un giudizio di gusto, ma è necessario sviluppare un'osservazione ragionata e un'indagine intorno ad un oggetto cercando di rispondere a diversi interrogativi.
Il primo livello di analisi è quello riferito allo stile e al contesto culturale, con tutte le sue implicazioni storiche, geografiche, economiche, nonché alla personalità dell'artista.

 

Osservazione in microscopia ottica di un campione di intonaco dipinto.

 


Per chi invece si accinge ad analizzare le opere d'arte per offrire un'interpretazione, una spiegazione sulle caratteristiche, i significati e le 
funzioni, il lavoro è più complesso.

 


Rilievo archeologico di un reperto.


Gli addetti al mestiere, come gli storici dell'arte, gli archeologi o anche i critici d'arte, usano metodi di ricerca di diverso tipo per trovare le risposte ai dubbi che via via si pongono. Osservare attentamente l'opera o il monumento non basta, è necessario verificare se un'impressione o una convinzione è giusta, dimostrabile con prove certe.

 


Il restauro di un affresco.

 


Per questo per rispondere ai vari interrogativi spesso si deve ricorrere a metodi, strumenti e conoscenze diverse, incrociare i dati e le informazioni fino a trovare, se possibile, una risposta. Ad esempio nei casi in cui di un'opera non si conosce l'autore, possono essere fatte ricerche storiche, di archivio, risalire ad un documento come un atto di vendita o di commissione, ma anche una testimonianza d'epoca, che va comunque verificata. Oppure ci sono casi in cui un accurato restauro può riportare alla luce una firma, un indizio utile per riconoscere l'autore; o ancora l'analisi chimica dei pigmenti, dei materiali usati o la ricostruzione dei procedimenti tecnici possono aiutare ad inquadrare un periodo storico, la provenienza di un oggetto, o addirittura ad identificare una bottega artistica.

 

 


Un disegno giovanile di Michelangelo. Firenze, Casa Buonarroti.

 

Un altra linea di ricerca è quella riferita ai simboli, ai significati, ai collegamenti con altri campi culturali. E' il caso ad esempio delle letture 
iconologiche, filosofiche o teologiche. Numerosi sono gli esempi in cui l'opera d'arte si intreccia con conoscenze di tipo scientifico, basta pensare ad esempio al ruolo avuto dalla matematica e dell'anatomia nell'arte  del rinascimento, o delle conoscenze della chimica nello sviluppo delle tecniche artistiche. 

 Altro tipo di ricerca è quello che segue il tragitto di un'opera e tutto ciò che le sta intorno, ad esempio si può risalire a ritroso ai suoi spostamenti, alle sue collocazioni, ai diversi proprietari. La commissione di un'opera, testimoniata da una documentazione concreta, è importante non solo per risalire al committente e all'artista, ma anche per risalire alla destinazione, al motivo della richiesta, al suo valore economico iniziale, alle esigenze specifiche di chi l'ha voluta e al grado di libertà interpretativa-espressiva lasciata all'artista.

 

 


Lettera di Isabella d’Este a Taddeo Albano, richiedente notizie 
di “una pictura de una nocte” di Giorgione, Mantova, 25 ottobre 1510, 
Archivio di Stato di Mantova, Archivio Gonzaga, busta 2996, copialettere 28, c.70 r.

 

  

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Libri consigliati

 

Per approfondire gli aspetti e le problematiche affrontate dalla storia dell'arte si consigliano i seguenti testi:

 

 La storia dell'arte. Istruzioni per l'uso di Antonio Pinelli. Riflessioni sullo studio delle opere d'arte, dalla complessità metodo di analisi alle interpretazioni dei documenti, alla fortuna critica e alle attribuzioni di valore.

 

 

 L'arte italiana in quindici weekend. Flavio Caroli ci accompagna in un affascinante viaggio alla scoperta dell'arte italiana. Un'esperienza coinvolgente e ricca di sorprese.

 

 

 

 Studiare l'arte. Metodo, analisi e interpretazione delle opere e degli artisti. di Gianni Carlo Sciolla. Comprendere l'opera d'arte significa saperla decifrare per coglierne i valori. La storia dell'arte permette di imparare a capire il linguaggio artistico che si esprime  mediante forme, colori, linee, volumi e spazi. Il discorso artistico è costruito con materiali, tecniche esecutive, iconografie e codici stilistici. Si inserisce in un sistema culturale e in un processo storico. Coinvolge l'artista, il committente, il pubblico. Con lo studio dell'arte si acquisisce e si raffina la capacità di osservazione e la capacità critica.

 

 

Agli insegnanti che amano approfondire gli argomenti della storia dell'arte e agli studenti universitari, è particolarmente consigliato il seguente testo in tre volumi:

  

   
         

 

 L'Arte Svelata di Maria Angela Tolazzi. Raccoglie le lezioni tenute dalla professoressa di Maria Angela Tolazzi presso l'Università della Terza età di Tarcento sull'arte dalla preistoria all'età della Controriforma. Rispettivamente, i tre volumi sono:  Arte Antica; Arte Bizantina, Islamica, Gotico internazionale; Gotico e Rinascimento italiano, Riforma e Controriforma.

Il testo, pubblicato  senza scopo di lucro, mette a disposizione di tutti una mole di lavoro enorme e offre spiegazioni della massima chiarezza e precisione. Per motivi di copyright i volumi non sono illustrati ma  tramite l'indirizzo di riferimento indicato nel testo possono essere richieste anche le immagini.

 

 

 

Testi sulla didattica, la facilitazione dell'apprendimento e metodo di studio:

 

 

 

 Costruire mappe concettuali. Strategie e metodi per utilizzarle nella didattica.Autori: F. Fogarolo, M. Guastavigna. Editore Erickson. Un testo molto utile rivolto agli insegnanti sull'uso delle mappe secondo diversi modelli di organizzazione concettuale e visiva. tecniche per sviluppare e migliorare mappe concettuali per facilitare lo studio e l'apprendimento.

 

 

 

 Insegnare e imparare con le mappe. Strategie logico-visive per l'organizzazione delle conoscenze. Autori: F. Fogarolo, M. Guastavigna. Erickson editore. Un pratico volume sull'uso delle mappe come strumento per facilitare l'apprendimento di tutti e anche degli alunni con difficoltà.

 

Testi specifici per avvicinare i bambini al mondo dell'arte:

  

 

  • Il cielo stellato di Vincent e altre storie. La storia dell'arte raccontata ai ragazzi. M. Bird, K. Evans. Corredato da bellissime illustrazioni e ricco di aneddoti e curiosità, il libro racconta in modo semplice i più famosi capolavori della storia dell'arte.

     

  

 

  • La mia prima storia dell'arte. B. Fontanel, M. Cerretelli. Un libro che offre esempi e spiegazioni chiare per bambini e ragazzi dai dieci anni in su. Offre risposte coinvolgenti alle principali curiosità sull'arte.
     

  

 

  • La storia dell'arte spiegata ai bambini. M. Fuga, L. Labianca, S. Ferrero. Sugli esempi dei grandi artisti i bambini sono guidati a creare i loro piccoli capolavori giocando con colori, forbici, carta e altri semplici materiali per imparare divertendosi. Ottimo testo soprattutto per le scuole elementari, offre interessanti suggerimenti per attività-laboratorio da proporre a scuola o a casa.

 

 

 

 L'esperienza dell'arte. Laboratori e attività creative per l'infanzia. di Cristina Francucci.  Per i più piccini, il libro propone coinvolgenti attività creative per avvicinarsi all'arte. Attraverso laboratori ed attività da svolgere singolarmente o in gruppo, orientate a confrontarsi con i grandi temi dell'arte. Il corpo, la natura, gli oggetti, possono essere osservati, interpretati e creati giocando con materiali, forme e colori lasciando spazio all'immaginazione e all'esperienza.

 

 

 

 

Approfondimenti
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