Michelangelo

 

Michelangelo. Sibilla libica. Affresco. 1508-12. Part. Cappella Sistina. Roma, Vaticano.
Michelangelo. Sibilla libica. Affresco. 1508-12. Part. Cappella Sistina. Roma, Vaticano.

Cenni biografici e attività artistica

 

Per tutta la sua lunga vita Michelangelo sostenne, continuamente e con tenacia, di essere prima di tutto uno scultore. Eppure nessun altro artista è stato in pittura come in scultura e in architettura, ugualmente valente e inimitabile.
E' la personalità dominante del '500, dal suo insegnamento discende tutta una tradizione artistica chiamata "manierismo", e diventa un punto di riferimento per qualsiasi altro artista anche nei secoli successivi.
A questo solitario e geniale artista i suoi contemporanei dedicarono ben tre biografie. Oltre a quella piuttosto ridotta del Sansovino, le più famose e complete sono quelle di Giorgio Vasari e di Ascanio Condivi, entrambe scritte intorno alla metà del Cinquecento. Vasari, che pose Michelangelo al vertice di tutta una generazione di artisti "da Cimabue insino a' tempi nostri", affermò che dopo di lui - vera e propria incarnazione della "perfezione dell'arte" -, non poteva che essere la decadenza.

Michelangelo nella sua arte ha espresso una visione personalissima e uno stile molto originale. La caratteristica più forte è la tensione, l'energia che si trova sempre nelle sue opere, dovuta alla sua continua ricerca di auto superamento e insoddisfazione. Nei suoi lavori c'è sempre un'ansia del proprio limite.
Al contrario dell'arte di Raffaello in cui tutto è compostezza, equilibrio e perfezione, e si manifesta con una particolare serenità creativa, Michelangelo invece fa dell'arte un'espressione drammatica. Mentre Raffaello è il grandissimo interprete del proprio tempo, partecipe delle aspirazioni della società e della civiltà cortese rinascimentale, per il genio di Michelangelo l'arte è un fatto personale, un'espressione individuale.

 

 

 

La prima formazione di Michelangelo

 

Michelangelo Buonarroti, secondo di cinque figli, nacque a Caprese presso Arezzo il 6 marzo del 1475. Il padre, è il podestà Ludovico di Leonardo di Buonarroti Simoni e la madre è Francesca, filglia di Neri di Miniato del Sera e di Bonda Rucellai.
Poche settimane dopo la sua nascita, Il padre Ludovico si trasferì nel capoluogo toscano con tutta la famiglia. Michelangelo fu affidato ad una balia di Settignano, moglie e figlia di scalpellini. L'artista ricordò sempre questa circostanza affermando di aver imparato a scolpire succhiando il latte.
Nel 1488, all'età di tredici anni, entrò nella bottega di Domenico Ghirlandaio, considerata una delle più importanti di Firenze, "per imparare a dipingere", ma dopo appena un anno (anziché tre come era stato stabilito in precedenza) Michelangelo abbandonò la bottega. Nel corso del suo apprendistato, dimostrando un precoce talento e un'evidente indipendenza dal maestro, il Buonarroti eseguì diverse copie da alcuni celebri cicli di affreschi: da Giotto nella Cappella Peruzzi in Santa Croce e da Masaccio nella Cappella Brancacci della Chiesa del Carmine.
Questi studi dimostrano che Michelangelo cercava i suoi maestri tra i grandi pittori del passato fiorentino; oltre a Giotto e Masaccio, un altro artista che egli prese come modello fu Donatello.

 

I primi disegni

 

Il disegno tratto dal ciclo di affreschi di Masaccio alla Cappella Brancacci di Firenze, è un'opera preziosa poiché, come ci informano i biografi, Michelangelo aveva la sistematica abitudine di distruggere "disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua".
Il brano copiato rappresenta San Pietro nell'atto di pagare il gabelliere.

 


Michelangelo. Dett. dall'Ascensione di San Giovanni.. Disegno. Parigi, Louvre

 


Buonarroti ha utilizzato qui un fitto tratteggio a reticolo che preannuncia il suo modo di usare lo scalpello sul marmo con leggere striature che si incrociano. Anche nel copiare Michelangelo rivela la sua personalità per la semplificazione, per il rigore formale e per la nitidezza delle linee.
L'artista considerò sempre di primaria importanza il procedimento grafico in quanto momento fondamentale del processo creativo. "Pittura, scultura e architettura -affermò - culminano nel disegno. Questa è la fonte primaria e l'anima di tutte le maniere di pittura e la radice di tutte le scienze".

 

A. Cocchi

 

Il giardino di Lorenzo il Magnifico

 

Nel 1489 Michelangelo, non ancora quindicenne, fece il suo ingresso nella cosiddetta Scuola del Giardino di Lorenzo il Magnifico, e Pierfrancesco d' Medici che aveva sede nel palazzo mediceo di fronte al convento di San Marco. Non si trattava tanto di una scuola o di un'accademia nel senso comune del termine, quanto di un luogo in cui si conservava una ricca collezione di sculture, cartoni moderni, libri e oggetti antiquari, raccolti in parte da Lorenzo stesso e, prima di lui, da Cosimo e Piero de' Medici.
Qui i giovani artisti apprendevano il mestiere dalla pratica quotidiana, copiando i modelli antichi e lavorando sotto la guida del vecchio scultore Bertoldo di Giovanni.
Frequentando quell'ambiente Michelangelo ebbe modo di conoscere i letterati e gli umanisti più colti dell'epoca: Pico della Mirandola, il poeta Angelo Poliziano, il filosofo Marsilio Ficino e Cristoforo Landino (commentatore di Dante), tutti accomunati dall'amore per Platone e per i platonici e dall'ammirazione per l'antico inteso come modello di perfezione. All'interno di questo gruppo di intellettuali che gravitava intorno al Magnifico si sviluppò la filosofia neoplatonica, che affermava la supremazia dello spirito sulla materia, esaltava la vita speculativa e insegnava la fede nella bellezza dell'universo visibile. Questa dottrina divenne una componente fondamentale della cultura sia artistica sia poetica di Michelangelo, tanto che lo studioso Erwin Panofsky ha affermato che "Michelangelo potrebbe definirsi l'unico platonico genuino tra i molti artisti che il neoplatonismo influenzò".
Nella Scuola di San Marco l'artista ebbe l'opportunità di copiare le statue, le teste e i marmi antichi esposti nel Giardino e assimilare la lezione fondamentale dello stile e delle proporzioni classiche. Diventò abilissimo nella contraffazione dei modelli, assecondando il suo signore in una sorta di "gioco dei falsari". In questa disinvolta speculazione ebbe anche qualche "vittima" illustre. Il cardinale Raffaele Riario nel 1496 chiamò a Roma il ventunenne Michelangelo perchè aveva comprato un Cupido come antico, ma poi scoprì che si trattava di un'opera del giovanissimo artista. Riario non era uno sprovveduto, era un grande mecenate, appassionato conoscitore dell'antichità che soleva esporre la sua collezione di pezzi antichi nel monumentale Palazzo della Cancelleria, costruito su progetto di Baccio Pontelli a partire dal 1488, con forme decisamente classicheggianti.
Ma l'antico per Michelangelo non fu mai per lui solo un repertorio da imitare, bensì un mondo a cui ispirarsi in modo assolutamente personale, una fonte ideale per sviluppare le sue idee e la sua immaginazione. In questo periodo realizzò le suo opere giovanili: la Madonna della Scala del 1490-92 e la Centauromachia (battaglia dei Centauri)del 1492 ca.
Nel 1492, alla morte di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo lasciò il Giardino mediceo.

 

Michelangelo da Firenze a Roma

 

La discesa in Italia dell'esercito francese guidato da Carlo VIII nel 1494 mise in crisi l'intero assetto politico della penisola, e Piero de' Medici debole figlio di Lorenzo, accolse il re di Francia con eccessivo servilismo; provocando una ribellione generale del popolo.
Fu così cacciato da Firenze e, a capo della provvisoria Repubblica, venne collocato un personaggio inquietante: il frate domenicano Gerolamo Savonarola, le cui apocalittiche invettive turbarono profondamente il giovane Michelangelo che cominciò ad avvertire il bisogno di un ritorno ad una religiosità più vera e sentita.
A ventun anni, dopo un soggiorno a Bologna durante il quale aveva realizzato tre statue in marmo per l'Arca di San Domenico, l'artista si recò per la prima volta a Roma, dove studiò assiduamente le ricche collezioni di sculture antiche, come quelle raccolte dal cardinale Riario che gli commissionò il Bacco, realizzato intorno al 1497.
Ma non fu quest'opera a far sì che Michelangelo venisse considerato uno dei maggiori scultori del suo tempo: per il cardinale francese Jean le Bilhères-Lagraulas, ambasciatore di Carlo VIII presso papa Alessandro VI, egli realizzò un gruppo marmoreo di intensa spiritualità la Pietà, ora nella Basilica Vaticana, che gli valse l'ammirazione dei suoi contemporanei.

 

A. Cocchi

 

 

 

 

Michelangelo. English version

 


Michelangelo. Lybian Sibyl. Fresco. 1508-12. Detail. Sistine Chapel. Rome, Vatican.

 

For his whole life Michelangelo maintained, continuously and with tenacity, that he was mainly a sculptor. Yet, no other artist has been equally talented and inimitable in painting, in sculpture and architecture as him.
He is the dominant personality of the 1500s: the artistic tradition known as "mannerism" came from his teachings and became the point of reference for other artists in the following years.

 

Daniele da Volterra. Michelangelo Portrait. 1550-52. Drawing in red chalk on paper.

 

 


Contemporaries dedicated well three biographies to this lone and brilliant artist. Besides the abridged one from Sansovino, the most famous and complete are the ones from Giorgio Vasari and Ascanio Condivi, both written around the 1600s. Vasari, who put Michelangelo at the top of a whole generation of artists "from Cimabue to our times" declared that after him - a downright incarnation of "art perfection" - all that was left was decadence.
Michelangelo expressed a very personal vision and a very original style in his art. The stronger characteristic is tension, an energy that is always found in his works, due to his continuous objective to surpass himself and due to his dissatisfaction. There is always an eagerness to go beyond his own limits.
Contrary to the art of Raffaello  where everything is about composure and perfection, and is manifested with a particular creative serenity, Michelangelo makes of art a dramatic expression. While Raffaello is the greater interpreter of his own time, participating in the ambition of the society and of the courteous civilization of the Renaissance, for the genius that was Michelangelo, art is a personal fact, an individual expression.

 

 

 Michelangelo's First Training

 

 


Michelangelo. Kneeling Angel. 1494-95. Marble. Bologna, Basilica of San Domenico.

 

Michelangelo Buonarroti was born in Caprese near Arezzo on the 6th March 1475, the second of five children. His father was the Podestà  Ludovico di Leonardo di Buonarroti Simoni and his mother was Francesca, daughter of Neri di Miniato del Sera and Bonda Rucellai.
Just a few weeks after his birth, his father moved to the Tuscan county town with the whole family. Michelangelo was entrusted to a wet-nurse from Settignano, a daughter and a mother of stone-cutters. The artist always mentioned this circumstances saying that he learned to sculpture sucking milk.

In 1488, when he was 13 years old, he went to Domenico Ghirlandaio's workshop, considered one of the most important of Florence, "to learn how to paint", but after only one year (instead of three years as was established initially) he left. During his training, showing a precocious talent and an evident freedom from Buonarroti, he made several copies of some famous series of frescoes: from Giotto's Peruzzi Chapel in Santa Croce to Masaccio's Brancacci Chapel in the Church of Carmine,in Florence.
These studies showed that Michelangelo was looking for his master from among the great painters of the Florentine past; apart from Giotto and Masaccio, another artist that he chose as a model was Donatello.

 

The First Drawings by Michelangelo

 

The drawing got from Masaccio 's frescoes series in the Cappella Brancacci of Florence, is a precious work because, according to biographers,  Michelangelo had the systematic habit of destroying "drawings and sketches done by hand".
The piece he copied represented San Pietro as he was paying a gabelliere (1).
Buonarroti used here a thick hatching which forecasted his way of using the chisel on marble with soft intersecting  streaks. Even when copying, Michelangelo showed his tendency to simplification, with a formal strictness and clarity of the lines.
The artist has always considered the graphic procedure of primary importance, by virtue of the fundamental moment of the creative process. "Painting, sculpture and architecture - he said - culminate in the drawing. This is the primary source and the soul of all ways of painting and the root of all science".

 

 

Lorenzo the Magnificent's Garden

 


Andrea del Verrocchio. Bust of Lorenzo dei Medici. 1480.
Polychrome terracotta. Washington National Gallery.

 

 

In 1489 Michelangelo, not even 15 years old, started the school called Garden of Lorenzo the Magnificent and Pierfrancesco de' Medici, located in the Medici palace in front of the Monastery of San Marco. It was not really a School or Academy in the literal sense of the word, but a place that kept a rich collection of sculptures, drawings, books and antique objects, gathered by Lorenzo and before him, by Cosimo and Piero de' Medici.

Here, young artists learned the skills of the daily life, copying old models and working under the guidance of the old sculptor Bertoldo di Giovanni.

By living in this environment, Michelangelo had the chance to meet important figures of the literary and humanistic scene of those times:  Pico della Mirandola, the poet Angelo Poliziano, the philosopher Marsilio Ficino and Cristoforo Landino (Dante's annotator), all of them united by the love for Plato and Platonists and by the praise of the old as model of perfection. Inside this group of intellectuals that gravitated round the Magnificent, the Neo-Platonist philosophy was developed, which declared the supremacy of the spirit over matter, glorified the speculative life and taught faith in the beauty of the visible universe.

This doctrine became a fundamental piece of Michelangelo's artistic and poetic culture, even so that the scholar Erwin Panofsky said that "Michelangelo could define himself as the only genuine Platonist among all the artists that the Neo-Platonism influenced".

In the School of San Marco, the artist had the opportunity to copy statues, the heads and the old marbles displayed in the Garden as well as assimilate the fundamental lessons of the classic style and proportions. He became very skilful in counterfeiting models, going along with his master in a sort of "forger's game". This nonchalant speculation had however some famous "victims": in 1496, Cardinal Raffaele Riario called the twenty-one-years-old Michelangelo to Rome because he had bought a Cupid as antique, but had eventually found out that it was a work by the young artist. Riario wasn't naive, he was a great benefactor, an enthusiast of antiques who used to display his collection of antique pieces in the monumental Palazzo della Cancelleria (Palace of the Chancellery), built on the plan of Baccio Pontelli from 1488, definitely using classic lines. But for Michelangelo, the antique was never only a repertoire to imitate, but a world where he could get inspiration in an absolute personal way, an ideal source from where he could develop his ideas and imagination. During this period he carried out his earlier works as the Madonna of the Steps from 1490 to 1492 and the Battle of the Centaurs from around 1492.
Lorenzo the Magnificent died in 1492 and so Michelangelo left the Medici Gardens.

 

 

Michelangelo fron Florence to Rome

 


Michelangelo. Angel. Detail. Ark of Saint Dominic. 1494.
Bologna, Church of Saint Dominic. 

 

 

 

The arrival of the French army in Italy, guided by Charles VIII in 1494, puts in crises the whole political organization of the peninsula, and Piero de' Medici, weak son of Lorenzo, welcomed the king of France with excessive servility causing a general rebellion from the people against the ruling power.

He was therefore driven away from Florence and at the head of the provisional Republic, a worrying personality was chosen: the Dominican monk Gerolamo Savonarola, whose apocalyptical invectives upset the young Michelangelo who started to perceive the need of the return of a deeper and truer religion.

At 21, after a stay in Bologna during which he realized three marble statues for the Arca di San Domenico (Ark of Saint Dominic), Michelangelo went for the first time to Rome, where he assiduously studied rich collections of old sculptures, like the one gathered by Cardinal Riario who commissioned Bacchus, made around 1497.
 

But it wasn't this particularly work that made Michelangelo be considered one of the major sculptors of his time: for the French cardinal Jean le Bilhères-LagraulasCharles VIII's ambassador to pope Alexander VI, the sculpture that earned the admiration of his contemporaries, was the Pietà, a marble sculpture now in the Vatican Basilica.

 

Trad.: A. Sturmer

 

 

 

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Bibliografia

 

Enciclopedia dell'arte Garzanti, 1986
E. Bernini, R. Rota Figura 1 Editori Laterza, Bari 2002
G. Cricco, F. Di teodoro Itinerario nell'arte. Vol 2, 2000
G.C. Argan, B. Contardi in: Michelangelo Dossier Art n. 9 Giunti, Firenze
C. Alchidini Luchinat, E. Capretti, K. Weil-Garris Brandt Michelangelo. Gli anni giovanili. Dossier Art n. 150 Giunti, Firenze
R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. Dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello.  Donzelli Editore, Roma, 1996

 

 

 

 

   

   
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