Arte del Rinascimento

 

Anonimo, Città ideale. 1470-1475 circa. Urbino,  Galleria Nazionale delle Marche.
Anonimo, Città ideale. 1470-1475 circa. Urbino,  Galleria Nazionale delle Marche.

 

Nell'arte del Rinascimento l'uomo diventa protagonista e centro di ogni interesse culturale. Si riscopre il nudo e le proporzioni classiche, lo spazio è concepito a misura d'uomo e attraverso la prospettiva si scopre la possibilità di progettare il mondo.

L'arte rinascimentale e la cultura umanistica.

 

Il Rinascimento é un grande fenomeno artistico e culturale che si  é sviluppato nel XV e XVI secolo, é nato in Italia e si é diffuso in tutta Europa.  Viene elaborata una nuova visione del mondo che si esprime in tutti i campi del sapere: dalla letteratura alle scienze, alle arti, alla tecnologia.

 

Le radici del Rinascimento si trovano nell'Umanesimo, un movimento letterario del XIV secolo di cui il maggiore rappresentante é Francesco Petrarca. Come indica lo stesso termine, l'Umanesimo  poneva l'uomo e i suoi valori al centro di ogni interesse e aveva promosso una rinascita culturale attraverso lo studio e la riscoperta del mondo classico.

Rappresenta un periodo eccezionale per l'arte, perché caratterizzato da grande concentrazione di artisti e produzione abbondante di capolavori di qualità altissima.

 

Michelangelo. David. 1504. Firenze, Galleria dell'Accademia.

 

Il vocabolo 'Rinascimento' risale alla sua stessa epoca. Sono stati infatti gli umanisti e i letterati italiani del '400 i primi a parlare di "rinascita" dell'arte e della cultura a loro contemporanea. Secondo questi intellettuali per "rinascita" si poteva intendere una ripresa di regole e modelli culturali del mondo antico (specialmente greco e romano) ma interpretate in chiave moderna. 

Alla loro cosciente volontà di aprire una strada nuova si accosta anche una precisa volontà di superamento e distacco dalla cultura gotica. La mentalità moderna degli uomini del Rinascimento li porta a "prendere le distanze" da una cultura e un gusto ritenuti ancora medievali - e quindi superati - ed é una mentalità che si alimenta di una grande fiducia nelle possibilità e capacità dell'uomo. Di qui il termine: umanesimo.

 

Leonardo da Vinci. Uomo vitruviano. 1490 ca. Penna e inchiostro su carta. Venezia, Galleria dell'Accademia.

 

L'uomo viene inteso nella sua completezza come spirito, capacità intellettive e materia fisica. E' un  uomo nuovo, capace di comprendere le leggi della natura, di intervenire in modo consapevole nella vita reale e nella storia, capace di applicare le sue capacità intellettuali mettendole al servizio della collettività, migliorando quindi la realtà esistente. Per questo diventa importante che l'individuo coltivi il sapere in diversi ambiti (letterari, scientifici, filosofici).

L'intelligenza razionale, la capacità di invenzione e la conoscenza fanno dell'uomo  - agli occhi degli intellettuali del rinascimento - una creatura libera e potenzialmente capace di progettare e trasformare il mondo.

La nuova visione rinascimentale é espressa in modo molto chiaro e incisivo dal filosofo e matematico Pico della Mirandola nel suo celebre discorso sulla Libertà dell'uomo.

Questa mentalità viene espressa soprattutto dall'arte del Rinascimento. Per gli artisti rinascimentali l'uomo come centro di interesse diventa il principale oggetto di studio. E' studiato e analizzato sul piano fisico attraverso il disegno: nascono l'anatomia e la fisiologia moderne. Il disegno anatomico come lo intendiamo oggi nasce per opera di artisti rinascimentali. La stessa pratica del disegno é intesa come uno strumento conoscitivo in cui si fonde sapere artistico e sapere scientifico.

 

Leonardo da Vinci. Studi anatomici.

 

Nello stesso tempo si rivaluta il nudo, si ritorna allo studio delle proporzioni secondo nuovi ideali estetici in cui si recupera l'antichità classica. Quindi c' é una conoscenza dell'uomo anche sul piano storico.

L'uomo é osservato anche sul piano interiore, spirituale, sorgono i primi interessi psicologici: lo studio dell'animo, del carattere, della malinconia, della follia, la fisiognomica, ecc. Gli artisti partecipano attivamente a questi studi e nasce il genere del ritratto e della caricatura. Il ritratto rinascimentale é l'espressione del culto della personalità, dell'individualismo moderno.

 

Antonello da Messina. Annunciata. 1476. Palermo. Galleria regionale di Palazzo Abatellis.

 

Per l'uomo visto in rapporto all'ambiente diventano fondamentali l'architettura e l'urbanistica. Anche qui si riprendono valori antichi in chiave moderna per creare una città a misura d'uomo. Si riprendono le proporzioni dell'antichità, ma si sviluppano i progetti sulla base di conoscenze scientifiche e tecnologie nuove.
Soprattutto viene introdotto dagli artisti un sistema matematico-scientifico che permette di misurare e progettare qualunque tipo di spazio, con tutte le informazioni per la realizzazione: la prospettiva.

 

Piero della Francesca. Flagellazione. 1470 ca. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.


La prospettiva, ideata e applicata da Filippo Brunelleschi nelle sue opere, verrà usata subito da molti artisti rinascimentali, poi sarà perfezionata e codificata da  Leon Battista Alberti, nel suo Trattato della pittura del 1435 e da Piero della Francesca, che a Urbino, alla corte di Federico da Montefeltro, insieme ad altri artisti e intellettuali, crea un centro di studi sulla prospettiva.



In realtà, la pretesa netta frattura con il Medioevo, non é mai esistita, poiché si é trattato di una lunghissima evoluzione, con una complessa trasformazione di realtà economiche, sociali, infrastrutturali e religiose prima di arrivare al formarsi della nuova mentalità.
Inoltre doveva verificarsi quella particolare serie di circostanze, che hanno portato, nella Firenze del secondo decennio del '400 a far esplodere il Rinascimento.
Con il Rinascimento in Italia l'arte acquista una funzione civile, perché gli artisti esercitano una influenza inedita sulla vita e sul pensiero del tempo.
L'arte del Rinascimento si basa su una cultura profonda e ampia, che abbraccia tutti i campi del sapere del tempo.   La cultura degli artisti rinascimentali abbracciava la storia, la letteratura, la musica, la matematica, le scienze, la tecnologia. Tutti questi saperi facevano solitamente parte della formazione di base dell'artista rinascimentale.
Anzi: l'arte del Rinascimento é la cultura del rinascimento, arte e cultura si identificano.
Nel Rinascimento l'arte vuole essere conoscenza attiva del mondo. Perché é una conoscenza che viene applicata in modo concreto, si elaborano gli strumenti che permettono di cambiare, di trasformare il mondo.
Con tutti quei saperi applicati in modo creativo, quindi attraverso l'arte gli uomini del Rinascimento possono inventare, progettare e trasformare l'ambiente e quindi la loro vita.

 

Rogier Van der Weyden. Trittico dell'Annunciazione.1434 ca. Olio su tavola.  Torino, Galleria sabauda

 

Al fenomeno del Rinascimento si affianca un altro importantissimo filone artistico, di portata europea, quello della pittura fiamminga, che generatesi nelle Fiandre si diffonde poi in tutti i paesi europei e viene a coinvolgere anche gli artisti italiani producendo interessantissimi risultati in cui si fondono le due culture. I maggiori interpreti dello stile fiammingo sono il Maestro di Flémalle, identificabile con Robert Campin e Jean Van Eyck, considerati gli "inventori", e altri grandi maestri come Rogier van der Weyden e Hugo van der Goes. In Italia gli influssi dei maestri nordici verranno assimilati e fusi con la cultura rinascimentale da maestri come Piero della Francesca e Antonello da Messina.

 

La prospettiva rinascimentale

 

Lo stile rinascimentale é strettamente legato all'invenzione e all'uso della prospettiva. Le ricerche spaziali, cioé di rappresentazione tridimensionale già  presenti nella cultura gotica, ad esempio nell'opera di artisti come Arnolfo di Cambio, Giotto e i loro seguaci, passano dalla fase ancora sperimentale e intuitiva alla sistematizzazione scientifica di Filippo Brunelleschi.
Brunelleschi, scultore e architetto, introduce, tra il secondo e terzo decennio del '400 la prospettiva, un sistema geometrico-matematico, basato su regole precise che serve per rappresentare su due dimensioni lo spazio, che é di tre dimensioni.
Sappiamo, da alcune testimonianze a lui contemporanee, che Brunelleschi aveva realizzato alcuni dipinti (oggi perduti) su cui aveva applicato, per la prima volta, le regole della prospettiva. Negli antichi documenti si parla di due tavolette che rappresentano due vedute di Firenze.
Queste regole e il metodo brunelleschiano viene poi studiato e utilizzato anche da altri artisti, finché un altro architetto rinascimentale, Leon Battista Alberti, perfeziona e descrive queste regole in un libro: il Trattato della pittura, del 1435 ca.
La scienza prospettica, ragionata e basata su norme universali é il fondamento dello stile rinascimentale, in cui convergono spunti e tendenze che già  circolavano in Italia da diverso tempo.
La prospettiva é così importante per l'arte del Rinascimento che tutto viene rappresentato prospetticamente. Gli artisti costruiscono spazi illusivi che vengono riempiti di strade, palazzi, città  o paesaggi, ma anche popolati di personaggi, animali, piante, oggetti. Tutta la realtà  visibile, tutto il mondo, poteva essere contenuto dentro la scatola prospettica. Tutto diventa visibile a tre dimensioni, progettabile, misurabile. La prospettiva, per gli artisti del Rinascimento, é lo strumento per progettare il mondo. Permette di inventare e costruire un oggetto, un palazzo, una città  a misura d'uomo, riprendendo un antico principio classico.

 

Come funziona la prospettiva

 

Una volta realizzata, graficamente, pittoricamente o attraverso la scultura, una prospettiva si identifica con un'illusione ottica. Cioé l'immagine deformata dello spazio che la nostra visione ci restituisce. Ha un aspetto fisiologico e un aspetto geometrico.
L'aspetto fisiologico é legato al funzionamento dei nostri occhi e del nostro cervello. Il nostro occhio vede perché riceve i raggi luminosi provenienti dall'esterno e li raccoglie, attraverso la pupilla e il cristallino, sulla retina, dove si forma l'immagine.

 


Andrea Pozzo. Apoteosi di Sant'Ignazio. Affresco. Roma, Chiesa di sant'Ignazio.


Il funzionamento é simile a quello di un apparecchio fotografico. La pupilla funziona come un obiettivo,  il cristallino é una lente naturale che serve per la messa a fuoco, e la retina é la nostra lastra fotosensibile. I raggi raccolti dall'occhio formano un cono visivo che ha il vertice dentro l'occhio, esattamente in un punto detto fuoco. Ogni distanza e ogni punto che vediamo all'esterno si rovescia all'interno del nostro occhio perché viene raccolto in questo cono dei raggi visivi. Il nostro cervello elabora gli stimoli ricevuti e ci restituisce la percezione dell'immagine.

Ma la prospettiva non é solo un fatto fisiologico, é anche un sistema di rappresentazione geometrico.
Precisamente é un sistema per rappresentare lo spazio (tridimensionale: altezza, larghezza, profondità) su un piano (bidimensionale: altezza e larghezza). Quindi il problema più grosso é proprio in questa differenza: come riuscire a "far vedere" la terza dimensione, cioé la profondità, su un supporto ha due dimensioni soltanto. 

Nell'arte si trova praticamente sempre l'esigenza di rappresentare lo spazio. Fin dai graffiti preistorici, già troviamo delle testimonianze che mostrano come gli uomini hanno cercato di rappresentare figure, oggetti o animali, nello spazio. Gli stessi problemi se li sono posti gli artisti delle antiche civiltà, come anche nell'antica Grecia e nell'antica Roma. Ci sono delle pitture sorprendenti per gli effetti di profondità nell'arte romana. Mostrano vedute di giardini, architetture, sfondi di città con effetti di profondità visiva molto efficaci.
Nel Medioevo lo spazio é rappresentato in maniera diversa, si usano delle immagini che somigliano molto alle assonometrie, ma comunque si tratta sempre di effetti di profondità visiva.

Per arrivare alla prospettiva geometrica bisogna andare nella Firenze del Rinascimento. Qui, a partire dal '400 tutti gli artisti si interessano di prospettiva, cercano di rappresentare geometricamente e illusivamente su due dimensioni le tre dimensioni spaziali. Il primo che é riuscito a inventare le regole geometriche per una costruzione prospettica esatta é stato Filippo Brunelleschi, uno dei maggiori architetti italiani, a cui si devono importanti monumenti fiorentini, tra cui la famosa Cupola di Santa Maria del Fiore.
C' é stato poi un altro artista che ha studiato il sistema brunelleschiano e ha voluto scrivere in un trattato le regole esatte della prospettiva, rendendole più chiare e semplici. Si tratta di Leon Battista Alberti, colto umanista e architetto autore, tra le altre opere, del Tempio Malatestiano di Rimini. Intorno al 1435 Alberti ha descritto nel suo Trattato della pittura, tutto il sistema geometrico e costruttivo della prospettiva centrale.
Dopo di lui queste regole sono state ancora studiate e perfezionate, fino ad arrivare ai sistemi che usiamo noi.
Comunque un'altra cosa da considerare é che la prospettiva é un sistema astratto di regole geometriche. Cioé, per quanto un disegno fatto in prospettiva geometrica sia somigliante alle immagini che vediamo, esso non é mai uguale alla realtà, perché la prospettiva fisiologica é sempre più perfetta e complessa. Quindi tutte queste regole sono solo una semplificazione, una riduzione rispetto all'immagine visiva vera e propria.

Infatti noi abbiamo due occhi e non uno solo, per cui le immagini di ognuno e tutti i punti sui nostri coni visivi si fondono in una terza immagine finale rielaborata dal nostro cervello.
Poi noi abbiamo una messa a fuoco: cioé vediamo solo un punto a fuoco e tutto il resto sfuocato. Inoltre non abbiamo un occhio fisso, come viene inteso dalla prospettiva geometrica, ma mobile. Infine, le linee che vediamo in realtà sono curve, perché la superficie retinica é sferica e non piana, le linee visive vengono "raddrizzate" dal cervello, ma non del tutto.

Tuttavia, pur senza essere perfetta, la prospettiva geometrica é uno strumento utile. Come pensavano nel Rinascimento, serve per rappresentare le cose in profondità e quindi ci permette di "misurare" e conoscere tutto lo spazio, con quello che c 'é dentro. Con la prospettiva si può progettare qualunque cosa che sia pensabile geometricamente.

 

Il mecenatismo nel Rinascimento

 

Nei quarant'anni che seguirono la Pace di Lodi, si consolidarono i poteri delle signorie che dominavano in Italia, portando una relativa tranquillità. Ogni signore, a capo di un dominio che spesso si estendeva su tutta una regione, si concentrò sulla costruzione del prestigio personale e della propria famiglia servendosi soprattutto delle arti e delle scienze. Il mecenatismo ha quindi una ragione soprattutto politica perché divenne la più efficace e diffusa strategia per manifestare il potere delle signorie e si diffuse coinvolgendo tutti gli artisti attivi in quel momento.
Uno dei mecenati più famosi é Lorenzo il Magnifico, che prendendo al suo servizio e sotto la sua protezione i migliori artisti, letterati e scienziati del momento, soprattutto fiorentini, trasformò Firenze nel più importante centro culturale del Rinascimento. Il suo esempio fu subito seguito dagli esponenti delle altre signorie italiane.
Nel corso del XV secolo le città italiane rinacquero, si arricchirono di monumenti e opere di qualità altissima, vennero avviati importanti rinnovamenti urbanistici che trasformarono vecchi centri medievali in splendide città rinascimentali.
I Gonzaga a Mantova, gli Este a Ferrara, i Montefeltro ad Urbino, divennero potenti centri politici e culturali che ospitando eccezionali talenti in ogni campo delle scienze e delle arti orientarono nuove linee di ricerca e filoni espressivi che caratterizzarono la cultura e il gusto della seconda metà del secolo e di quello successivo.

Gli artisti venivano accolti nelle corti, protetti e legati al loro signore non solo attraverso rapportati stima e di amicizia, ma anche attraverso generosi pagamenti, erano stimolati a dare sempre il meglio di sé e proporre soluzioni nuove e migliori. La qualità dei risultati e la magnificenza delle opere servivano a manifestare la ricchezza, il prestigio e il potere dei signori.
Esempi importanti si possono trovare in tutta Italia, in ogni centro grande o piccolo che abbia rappresentato la sede di una signoria, nel XV e XVI secolo.

 

 

Il Pieno Rinascimento

 

Tra la fine del '400 e i primi anni del '500 si apre la stagione del rinascimento maturo che avrà come principali centri culturali FirenzeMilanoVenezia e soprattutto Roma. L'importanza di questi centri é dovuta dei grandi protagonisti dell'arte di questo periodo: Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e Tiziano Vecellio. Questi maestri rappresentano l'apice dell'evoluzione dell'arte rinascimentale; le loro opere mostrano, quelli che sono gli esiti delle sperimentazioni artistiche del XV secolo e contemporaneamente gettano le basi per ulteriori innovazioni e sviluppi nel campo delle arti figurative. 
Sull'onda delle vicende artistiche precedenti, Firenze continua a mantenere il suo primato di avanguardia artistica ancora per poco, fino alla fine del secolo XV e nei primissimi anni del '500. A Firenze esordisce il giovane Leonardo, ma già nel 1482 si trasferisce a Milano. Tornerà a Firenze solo nel 1500, si trattiene fino al 1506, poi riparte.

A Firenze esordisce anche Michelangelo che nel 1488, a 13 anni, é già nella bottega del Ghirlandaio. Rimane fino al 1494, per spostarsi prima a Bologna, poi a Roma. Ritorna e si ferma tra il 1501 e il 1506. Poi sarà nuovamente a Roma.
Raffaello si forma invece tra Urbino e Città di Castello, ma lo troviamo a Firenze tra il 1504 e il 1508.
Con la partenza degli artisti più innovativi del momento il ruolo di capitale della cultura e dell'arte passa da Firenze agli altri centri artistici.

A Milano già dalla fine degli anni '70 del '400 é presente Donato Bramante. Nel 1482 giunge a Milano anche Leonardo. Attraverso il confronto reciproco e le ricerche espressive dei due artisti, nasce un importante filone artistico che si svilupperà fino al secolo successivo. Questo processo é inoltre rafforzato anche in un secondo momento, con la fioritura umanistica avvenuta durante il ducato di Ludovico il Moro (1494-1500), lo Sforza si avvale infatti della presenza di artisti e umanisti come il Filerete, Bramante, Leonardo, e probabilmente Antonello da Messina.

Roma, nei primi vent'anni del '500 con i papi Alessandro VI Borgia, Guilio II della Rovere, Leone X de' Medici, conquista il primato dell'arte che prima era stato di Firenze e diventa la nuova capitale della cultura. A Roma convergono non soltanto i protagonisti dell'arte italiana, ma tutti i più grandi artisti di fama internazionale.

Contemporaneo e per molti versi indipendente é lo sviluppo rinascimentale di Venezia, dovuto alla presenza di artisti di altissimo prestigio come Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano.

L'arte che si sviluppa nei diversi centri italiani tra la fine del '400 e l'inizio del '500 viene definita dallo storico Wölfflin "rinascimento maturo", per distinguerla dalla prima fase, più sperimentale e rigorosa, manifestatasi nel corso del '400.
Le caratteristiche più evidenti dello stile cinquecentesco sono:
la chiarezza, il recupero dei valori classici basato su un più approfondito studio dei modelli antichi, la ricerca di unità, continuità di forme ed essenzialità. L'aspetto grandioso, solenne e monumentale, la rappresentazione dello spazio inteso non solo come prospettiva geometrico-matematica, ma anche come dimensione del movimento e dell'azione dell'uomo (Michelangelo), come fenomenico manifestarsi della natura (Leonardo), come diffusione atmosferica e costruzione di forme mediante la luce e il colore (Giorgione, Tiziano). E infine una figura umana ancora più protagonista nell'acquisizione più precisa delle conoscenze anatomiche, nel naturalismo dei gesti e degli atteggiamenti e nell'intensità delle espressioni.

 

A. Cocchi

 

 

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Le città del Rinascimento. Mappa concettuale

Le città del Rinascimento. 

Mappa sintetica sull'urbanistica e la città ideale nel Rinascimento. Caratteristiche, funzioni e soluzioni. Autore: A. Cocchi
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Sandro Botticelli. Mappa concettuale

Sandro Botticelli

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Michelangelo. mappa concettuale

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Bibliografia 

 

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
R. Bossaglia Storia dell'arte. vol. 1 Principato editore, Milano 2003
F. Zeri Rinascimento e pseudo-rinascimento in: Storia dell'Arte Italiana. 5. Dal Medioevo al Quattrocento. Giulio Einaudi editore.

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