Donatello. Banchetto di Erode

Il drammatico episodio dell'uccisione del Battista, ambientato in una domus romana durante una festa di corte, è interpretato da Donatello con eccezionale capacità di coinvolgimento emozionale.

 

 

Donatello. Banchetto di Erode. 1427. Bronzo dorato. Fonte battesimale, Siena, Battistero.
Donatello. Banchetto di Erode. 1427. Bronzo dorato. Fonte battesimale, Siena, Battistero.

La formella del Fonte di Siena

 

Il Banchetto di Erode è una formella in bronzo dorato eseguita da Donatello nel 1427 con la tecnica del rilievo schiacciato, e fa parte della decorazione del Fonte battesimale di Siena.
Il fonte è stato disegnato e parzialmente eseguito in marmo dalla scultore senese Jacopo della Quercia, alla decorazione con pannelli in bronzo dorato, rilievi in marmo e statue di putti, contribuirono anche Ghiberti, Giovanni di Turino e Donatello. 

 

"Fonte
Fonte Battesimale di Siena. 1417-30. Siena, Battistero. Foto di gaspa - Flickr

 

Il Banchetto di Erode di Donatello fa parte dei pannelli con le Storie del Battista che ornano la base del fonte. Per lo stesso monumento Donatello ha eseguito anche le statue in bronzo con le allegorie della Speranza e della Fede,poste agli angoli della base, i rilievi marmorei nelle nicchie con Mosè e un Profeta e tre Putti musicanti  in bronzo.

 

 

La scena rappresentata


Su questo pannello perfettamente quadrato, Donatello proseguì gli esperimenti sugli inquadramenti architettonici in prospettiva già iniziati con il rilievo del San Giorgio e il drago.
La prospettiva è realizzata con una costruzione rigorosissima, per sezioni parallele in profondità e linee convergenti nel punto di fuga. 
Il palazzo di Erode si presenta con una visione verosimile e dettagliata dell'interno. L'ambiente classico con gli archi a tutto sesto composti dai conci rettangolari, questo tipo di muratura e pavimentazione, riprende con esattezza il tipo dell'antica domus romana. E' una ricostruzione fedele, basata sugli studi dell'architettura antica condotti a Roma insieme a Brunelleschi.

 

 

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Donatello. Banchetto di Erode. Dett.  1427. Bronzo dorato. Fonte battesimale, Siena, Battistero. Foto di Sailko 



Il tempo della storia è costruito mediante lo spazio. Nella scena Donatello inserisce una serie di muri perpendicolari che scandiscono i vani, che man mano che si allontanano indicano non solo la profondità, ma anche il susseguirsi degli episodi della storia. Si parte dalla decapitazione del Battista, già avvenuta nella cella più distante, alla galleria con i musici, in posizione intermedia, che allude alla festa, alla scena finale del banchetto in primo piano.  Tra i personaggi si riconoscono Erode, Erodiade, accanto a lui, e Salomè impegnata nella danza dei sette veli.

La prospettiva della scena è calcolata in modo tale che il punto di vista dello spettatore sembra essere all'interno della sala, e si ha l'impressione di partecipare al dramma. Tutto avviene in una profondità reale di 7,5 cm.

L'effetto drammatico dell'opera è impostato sulla composizione. Tutto si sviluppa in un crescendo e in un intensificarsi di agitazione, che parte dal fondo e arriva in primo piano. Sul fondo le scene sono più spoglie, ordinate, in contrasto al primo piano dove si riversa lo scompiglio, il movimento concitato delle figure. Mentre ancora si sta svolgendo lo spettacolo di danza di Salomè, tutti i commensali si ammassano verso i bordi, come in un fuggi fuggi generale, lasciando al centro uno spazio vuoto che crea un forte impatto visivo.

 

 

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Donatello. Banchetto di Erode. Dett.  1427. Bronzo dorato. Fonte battesimale, Siena, Battistero. Foto di Sailko 

 


Appena decentrato in primo piano verso sinistra si coglie il particolare macabro del servo che consegna sul vassoio la testa tagliata.  E' il punto da cui vengono respinti tutti i personaggi che inorridiscono e si ritraggono. E' una scena molto cruda, Donatello giocando sulla "suspense"  dello spettatore, attraverso il  vuoto centrale, pone come un regista, l'accento sull'orrore, che viene scoperto dopo, all'improvviso.

Sapiente è anche l'uso della luce che si concentra nello spazio vuoto centrale e si frantuma sulle superfici delle vesti drappeggiate, sui capelli e sulle membra delle figure fin nei dettagli, con effetti di vibrazione che aumentano il senso di concitazione.

 

A. Cocchi

 

 

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Bibliografia

 

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A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
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L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
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P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

Approfondimenti
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