Sandro Botticelli

L'arte di Botticelli segue l'evolversi della parabola del Rinascimento dalla fase aurea delle allegorie neoplatoniche alla fase matura della crisi religiosa. 

 

Sandro Botticelli. Madonna del Magnificat. 1483. Tempera su tavola. Firenze, Galleria degli Uffizi
Sandro Botticelli. Madonna del Magnificat. 1483. Tempera su tavola. Firenze, Galleria degli Uffizi

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Sandro Botticelli. Cenni sulla vita e produzione artistica.

 

Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli nacque nel borgo Ognissanti a Firenze nel 1445. In base ai documenti riferiti ad una denuncia catastale del 1458, l'artista apparteneva a una famiglia modesta composta dal padre, Mariano Vanni d'Amedeo Filipepi, che faceva il conciatore di pelli, dalla madre Smeralda e quattro figli. Alessandro era il più giovane e sappiamo che il più grande dei fratelli, Giovanni, era 'sensale al Monte' (mediatore d'affari presso gli agenti di cambio di Firenze) che Antonio, secondogenito, faceva l'orefice e che il terzo fratello, Simone sarebbe diventato un cronista degli avvenimenti storici di Firenze e d'Italia.

 

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Sandro Botticelli. Adorazione dei Magi. 1475–1476. Tempera su tavola.
Part dell'Atoritratto. Firenze, Uffizi

 

Nello stesso documento risulta che quell'anno Sandro, a tredici anni d'età, risulta "malsano" e 'sta ad allegere'. Quest'ultima espressione, confrontata anche con altre indicazioni dalle Vite di Vasari, è tradotta dagli storici come "sta a legare", cioè a fare il legatore di gioielli. Da qui risulta quindi probabile che il giovane Sandro si sia formato alla bottega di oreficeria del fratello maggiore Antonio, soprannominato "Botticello", nomignolo che poi passa a tutti i maschi della famiglia, compreso Sandro. 

Anche se si svolse per un breve periodo, l'apprendistato come orefice di Botticelli ha comunque avuto un peso importante negli sviluppi della sua esperienza artistica e si può riconoscere soprattutto nella minuzia descrittiva e nella linea sottile e precisa, con movimenti nervosi e pieni di variazioni improvvise dei suoi primi dipinti.
Alcuni anni dopo la cessazione di attività del padre Mariano, nel 1464 la famiglia Filipepi acquistò una casa in via Nuova che divenne la definitiva residenza.
E' in seguito a questo trasferimento che nacque l'amicizia tra i Filipepi e i Vespucci, la cui influente protezione non si interruppe mai e soprattutto accompagnò l'artista per tutta la vita.

 

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Sandro Botticelli. Ritratto di Simonetta Vespucci. 1480-85.
Tempera su tavola. Cm 82X54. Francoforte, Städelsches Kunstinstitut und Stadtische Galerie.

 

Tramite i Vespucci, molto probabilmente Sandro si spostò a Prato, dove entrò a far parte degli allievi del pittore e frate domenicano Filippo Lippi, il cui insegnamento lasciò un'impronta molto importante sul suo stile.

 

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Sandro Botticelli. Madonna col Bambino e angeli. 1468.
Tempera su tavola. Cm 100X71. Napoli Galleria di Capodimonte.

 



Con il trasferimento del Lippi a Spoleto, nel 1467 Botticelli tornò a Firenze e cominciò a frequentare la bottega di Andrea del Verrocchio. Anche in questo caso il suo stile risulta arricchito, soprattutto assimila una maggiore padronanza nella rappresentazione dello spazio e nella distribuzione della luce.
In questa occasione Sandro ebbe anche la possibilità di conoscere altri artisti di talento, tra cui Leonardo da Vinci, di sette anni più giovane di lui. In seguito ci furono importanti contatti anche con Piero del Pollaiolo, altro noto maestro fiorentino. Le opere riferite al periodo giovanile di Botticelli, come la Madonna col Bambino e angeli di Capodimonte, mostrano il legame allo stile dei suoi maestri.

A partire dal 1470 Botticelli divenne autonomo, aprì la sua bottega presso casa sua e ben presto ottenne incarichi di prestigio. Lavorò soprattutto per la potente famiglia dei Medici a Firenze. Tra le prime opere che Botticelli produsse in autonomia va ricordata la piccola tavoletta con il Ritorno di Giuditta a Betulia, del 1472 ca.

 

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Sandro Botticelli. Ritorno di Giuditta a Betulia. 1472. ca.
Tempera su tavola. Cm 31X25. Firenze, Uffizi.

 


La bottega di Botticelli divenne molto prolifica, dal suo laboratorio uscirono centinaia di opere ed ospitò numerosi allievi tra i quali spicca la personalità di Filippino Lippi. Molti dipinti erano impostate su suo disegno ma venivano eseguite dagli allievi o potevano riportare qualche intervento della mano del maestro. Come ha rilevato Federico Zeri, l'esistenza di alcuni disegni come mani, scorci di paesaggio, teste, indicano una sorta di attività industriale in cui, per rispondere alle numerose richieste, si utilizzavano modelli già predisposti per l'assemblaggio e opportuni adattamenti in composizioni più ampie.

Tra 1481 e '82, Botticelli soggiornò a Roma, inviato da Lorenzo de' Medici insieme ad altri pittori fiorentini presso papa Sisto IV per dipingere gli affreschi sulle pareti della Cappella Sistina. Poi tornò nella sua casa a Firenze e vi rimase stabilmente.

 

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Agnolo di Cosimo, detto il Bronzino. Ritratto di Lorenzo il Magnifico.
 1555-1565. Olio su tela. Firenze, Uffizi.

 

Come diversi altri artisti dei suoi tempi, Botticelli non si sposò mai, e per questo venne preso di mira da alcuni pettegolezzi che circolavano nella Firenze di allora. Dopo la sua morte, nel 1622 tra venne pubblicato in una raccolta di racconti scherzosi un manoscritto anonimo, scritto tra  il 1537 e il 1542, in cui si accennava alla sua avversione al matrimonio. Si tratta di un dialogo tra il pittore e Tommaso Soderini, uno dei più importanti uomini politici di Firenze, molto vicino ai Medici. Naturalmente non possiamo sapere se esista un fondo di verità, ma è un aneddoto simpatico:

"Essendo esso [Botticelli] una volta da Messer Tommaso Soderini stretto a tor moglie, gli rispose: Vi voglio dire quello che non è troppo notte passate che m'intervenne, che sognavo havere tolto moglie; e tanto dolore ne presi che io mi destai, et per non mi radormentare et per non lo risognare più, mi levai et andai tutta notte per Firenze a spasso come un pazo. Per il che intese messer Tommaso che non era terreno da porvi vigna."

La parte finale della sua vita è segnata da una profonda crisi religiosa, che lo vide seguace della dottrina di Girolamo Savonarola, di conseguenza la sua produzione artistica subì una svolta e il suo stile cambiò radicalmente, rinnegando la sua visione giovanile classicheggiante e recuperando un'espressività arcaica e medievale.
Sandro Botticelli continuò a vivere a lavorare a Firenze fino alla sua morte, avvenuta a settantotto anni d'età, il 17 maggio 1510.

A. Cocchi.

 

 

Mappa concettuale [.PDF]
Sandro Botticelli. Mappa concettuale

Sandro Botticelli

Mappa sintetica con le principali tappe del percorso artistico, esempi e caratteristiche dello stile. Autore: A. Cocchi.
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L'arte di Sandro Botticelli ha conosciuto un'evoluzione continua dai suoi esordi alla fase finale, con profondi cambiamenti stilistici. La mappa di Geometre fluide mette in evidenza il percorso artistico del maestro fiorentino in rapporto all'ambiente storico culturale e offre uno schema chiaro sulla sua vita e le sue opere principali, rendendo facile lo studio e la comprensione.

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Versione inglese

 

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Sandro Botticelli. Allegory of Spring. Detail of Zephyrus and Chloris. 1478-80.
Tempera on wood. 203x314 cm. Florence, Uffizi Gallery

 

 

Alessandro Filipepi, aka Sandro Botticelli, was born in Ognissanti, Florence in 1445. Based on documents of a public record from 1458, he came from a humble family. His father, Mariano Vanni, was a leather tanner, and together with his mother Smeralda, had four children. Alessandro was the youngest; it is known that the elder brother, Giovanni, was a “Sensale al Monte” (a business mediator for exchange agents in Florence); Antonio, the second child, was a goldsmith; and the third brother, Simone is believed to have been a chronicler for historical events of Florence and Italy.

In the same document, it is mentioned that in that year Sandro, who was the 13 years old, was “unhealthy” and 'sta ad allegere'. This last expression, confronted also with other indications from The Lives from Giorgio Vasari, is translated by scholars as “sta a legare” (alloying) meaning that he was working with metals and jewellery. From this information then, it is assumed that the young Sandro was trained at his goldsmith’s brother workshop, nicknamed Botticelli, name that he passes to all male family members, including Sandro.

Even if the apprenticeship as goldsmith was short, it had an important impact in the development of his artistic experience and that can be seen in the details and in the fine and precise line of his early paintings, which show troubled movements and is full on sudden variations.

Some years after the closing of his father’s business, in 1464, the family Filipepi bought a house in Via Nuova, which becomes their definitive residence. Following this move, the friendship between the Filipepi and the Vespucci was born, whose influent protection never ends and follows the artist for all his life.

It is very probable that is was through the Vespucci that Sandro started to be one of the pupils of Filippo Lippi, as well as getting several and important commissions. In this same year, Sandro Botticelli moved to Prato to start in the prestigious workshop of the painter and black friar Filippo Lippi. His teachings left an important mark in his style. When Lippi moved to Spoleto in 1467, Botticelli returned to Florence and started to attend the workshop of Andrea del Verrocchio. Also in this instance his style is rich, and above all relates to a major command of the representation of the space and of the distribution of light. In this occasion, Sandro had the possibility to get o know other talented artists, among them Leonardo da Vinci, seven years his junior. After that there were important contacts, like with Piero del Pollaiolo, another well known Florentine master.

From 1470 Botticelli became independent, opened his own workshop in his house and soon got prestigious tasks. He worked mainly for the powerful Medici family in Florence.

Botticelli’s workshop became quite prolific, hundreds of works were made there and it housed several pupils, and among them Filippino Lippi stands out. Many paintings were based on drawings made by him, but then were carried out by the pupils and could sometimes get the intervention of the master. As Federico Zeni has mentioned, some drawings as hands, heads, glimpses of landscape, indicate a kind of industrial activity in which models prepared for assembly were used, with appropriate adaptation for bigger compositions.

Between 1481 and 1482, Botticelli, invited by Lorenzo de’ Medici, stayed in Rome together with other Florentine painters at Pope Sisto IV’s, in order to paint the frescoes of the Cappella Sistina. He then returned to his house in Florence to stay.
Like many other artists from his time, Botticelli never got married, and for that reason he was subject to gossips that went around in those times in Florence. After his death in 1622, a collection of anonymous playful tales written between 1537 and 1542 was published, where his loathing for marriage was mentioned. It was a dialogue between the painter and Tommaso Soderini, one of the most important politicians of Florence, very close to the Medici. Naturally it is not possible to know if there is any truth in that, but it is a funny anecdote:

"Essendo esso [Botticelli] una volta da Messer Tommaso Soderini stretto a tor moglie, gli rispose: Vi voglio dire quello che non è troppo notte passate che m'intervenne, che sognavo havere tolto moglie; e tanto dolore ne presi che io mi destai, et per non mi radormentare et per non lo risognare più, mi levai et andai tutta notte per Firenze a spasso come un pazo. Per il che intese messer Tommaso che non era terreno da porvi vigna."

which tells how Messer Tommaso Soderini once asked Botticelli why he was not yet married. He answered that after a dream that he had got married, he woke up so upset that he was not able to fall asleep again and so walked around Florence the whole night like a madman. For that reason, Tommaso though that it was better not to insist in that subject.

The final years of his life were marked by a deep religious crisis, where he became a follower of the Girolamo Savonarola doctrine. As a consequence, his artistic production took a turn and his style changed fundamentally, renouncing his classical youthful vision and recovering an archaic and medieval expression. Sandro Botticelli lived and worked in Florence until his death at 78 years old, on the 17th May 1510.

 

 

A. Cocchi.

Trad. A. Sturmer

 

 

Video

 

 

 Sandro Botticelli: la vita e le opere. Video realizzato da voglio10storia tratto da Youtube

 

 

 

 

Bibliografia 

 

C. Bo, G. Mandel L'opera completa del Botticelli. Classici Rizzoli, Milano 1966
G. Cornini. Botticelli. Dossier Art n. 49, Giunti editore, Firenze 1990
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
R. e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'Antichità alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino 1968
F. Zeri, a cura di N. Augias. Botticelli e l'atelier del Paradiso. in Il romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n. 239 de "La Repubblica" del 2/11/1988
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006


 

 

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