Lo Spedale degli Innocenti

Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1417-36. Firenze. Piazza Santissima Annunziata
Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1417-36.Firenze.
Piazza Santissima Annunziata. Foto di Sailko

 

Primo monumento civile del Rinascimento, lo Spedale degli Innocenti è un modello architettonico di eleganza, proporzione e armonia.

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Il primo esempio di armonia rinascimentale
 

Realizzato tra il 1419 e il 1445 da Filippo Brunelleschi, su un lato della Piazza Santissima Annunziata, a Firenze, lo Spedale degli Innocenti manifesta, nella novità e nell'originalità della costruzione anche la  complessa cultura artistica su cui è fondato questo primo monumento di stile rinascimentale. La conoscenza dell'architettura fiorentina medievale dei secoli XI e XII si fonde con quella dell'antichità, ma sempre da un punto di vista tipicamente fiorentino. Al legame con la tradizione, Brunelleschi affianca però caratteri di assoluta novità nel gusto: sono del tutto nuovi il senso di equilibrio, armonia ed eleganza. 

Questi valori sono ottenuti  soprattutto grazie ad alcuni aspetti, caratteristici dello stile brunelleschiano.
Il primo è il disegno semplice e lineare della facciata, sottolineato dalle parti in pietra serena grigia, in un contenuto contrasto con le parti intonacate bianche delle pareti. Sono infatti realizzate in pietra: le colonne, gli archi, le cornici e i timpani delle finestre. Queste sono tutte parti strutturali e hanno sempre forme geometriche essenziali: linee rette, semicerchi, triangoli, rettangoli.

Altro aspetto che conferisce eleganza all'insieme è la leggerezza e l'elasticità delle strutture: gli archi a tutto sesto sono ampi ma sottili e non si appoggiano direttamente al capitello delle colonne ma sono rialzate su pulvini, ottenendo un'impressione di maggiore slancio. Le colonne sono riferite a quelle classiche ma anziché essere imponenti sono esili e trasmettono un senso di leggerezza all'insieme. 

L'armonia generale e il senso di serenità razionale è trasmesso dalla corrispondenza tra le parti, dalle proporzioni e dalle distanze calibrate degli elementi.
Il ritmo degli archi, dopo la pausa rappresentata dalla cornice marcapiano, è ripetuto dalle note delle finestre timpanate, secondo una scansione riferita direttamente alla composizione musicale.

 

"VedutaVeduta della Piazza Santissima Annunziata. Firenze. Foto di Grifondoro


Lo sviluppo orizzontale della costruzione è controbilanciata dalla prospettiva scalare dei piani, degradanti in altezza andando da basso verso l'alto.
Altro elemento importante dell'opera e concezione tipicamente rinascimentale è l'intento urbanistico. Tutto il lavoro di progettazione non si è concentrato soltanto sullo studio dell'edificio in sé, ma anche sulla preoccupazione di inserirlo nell'ambiente circostante in modo armonioso, evitando il contrasto netto tra la massa piena e solida della costruzione e lo spazio ampio e vuoto della piazza.
Infatti, la proporzione tra il volume pieno dell'edificio e il vuoto della piazza si risolve nel loggiato, che fa da filtro e ne permette un'equilibrata compenetrazione. Così piazza ed edificio si definiscono l'un l'altro come due valori opposti, ma perfettamente armonizzati.

 

 

Funzioni e storia

 

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Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1419. Part. della Ruota degli Esposti. Firenze

 

Destinato ad accogliere i bambini abbandonati, lo Spedale degli Innocenti di Firenze è il primo edificio di carattere civile progettato in stile rinascimentale. La sua funzione di brefotrofio è indicata nei raffinati  Medaglioni con i Bambini in fasce, in ceramica invetriata, realizzati da Andrea della Robbia nel 1463.

 

 

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Andrea della Robbia. Putto in fasce. 1463. Ceramica invetriata. Firenze, Spedale degli Innocenti.


L'edificio fu eretto a spese dall'Arte della Seta e degli Orafi, a cui apparteneva lo stesso Brunelleschi. E' la prima opera completa in cui Brunelleschi fonda il nuovo stile quattrocentesco fiorentino, perché introduce importanti novità nel gusto. Il nuovo senso di armonia ed eleganza di forme, l'equilibrio e i nuovi rapporti proporzionali sono valori nuovi, diversi rispetto al tardo-gotico, ma anche rispetto ai modelli classici a cui si ispira.
Venne progettato e iniziato da Filippo Brunelleschi nel 1419, ma  già dal 1425 venne proseguito dai suoi seguaci, essendo lui troppo occupato con i lavori della Cupola di Santa Maria del Fiore nella stessa Firenze.
Fu terminato (secondo Pevsner) nel 1445 da Francesco della Luna. La parte più importante, perché seguita direttamente da Brunelleschi è quella del portico, il resto è opera degli altri architetti.

 

 

I modelli e l'innovazione

 

Per quanto riguarda i modelli d'ispirazione, nella progettazione dello Spedale degli Innocenti di Firenze, sembra che Filippo Brunelleschi si sia riferito, oltre che agli esempi dell'antichità classica, anche a quelli della tradizione toscana.

 

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Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1419. Chiostro degli uomini. Firenze


L'uso di logge con archi a tutto sesto non è nuovo a Firenze, l'esempio più diretto è offerto dalla vicina Loggia della Signoria.
Esiste anche un prototipo di costruzione ospedaliera dotato di portico esterno a volta nell'Ospedale di Lastra a Signa, vicino a Firenze, realizzato nel 1411. Nonostante l'apparente diversità, esistono alcuni elementi in comune tra la Loggia di Lastra a Signa e quella brunelleschiana negli archi e nei particolari delle volte, che dimostrano la conoscenza diretta di Brunelleschi.
Ma ciò che è più sorprendente è l'originalità e la libertà creativa con cui Brunelleschi fonde elementi appartenenti a stili diversi per giungere a risultati del tutto nuovi.

 

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Trabeazione e arco dello Spedale degli Innocenti.


Gli archi a tutto sesto della loggia brunelleschiana hanno il profilo (parte interna) piatto e non a sezione triangolare come nella gran parte degli esempi gotici. Ciò dipende dal fatto che si tratta di archivolti, cioè trabeazioni dell'antichità piegate a semicerchio in forma di archi. L'idea sembra ispirata dal tipo di arcate presenti nel Battistero di Firenze.
Le campate definiscono spazi perfettamente cubici, perché riportano le stesse misure in altezza, larghezza e profondità. Tale misura corrisponde inoltre al fusto delle colonne, e definisce anche il passo dell'intercolunnio, secondo un principio di coerenza e proporzione perfette.

 

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I rapporti proporzionali dello Spedale degli Innocenti.

 


Le volte che coprono le campate non sono più quelle tradizionali a crociera, tipiche del romanico e del gotico, ma sono semplici versioni di tipo classico con piccole cupole.

 

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Interno del portico dello Spedale degli Innocenti.


Anche le colonne stesse, le mensole e i capitelli corinzi sono classiche, ma tra i capitelli e le imposte degli archi sono inseriti dei pulvini. La loro funzione è quella di elevare le imposte degli archi, ammortizzare le spinte e dare più slancio alle strutture. I pulvini, elementi tipici dell'architettura bizantina più che di quella romana, sono stati ripresi in alcune chiese romaniche toscane, come nella Chiesa dei Santi Apostoli di Firenze. In quest'ultimo caso, si tratta di una costruzione risalente al X secolo, ma ai tempi di Brunelleschi si pensava  fosse una chiesa paleocristiana de IV o V secolo.
Altro elemento originale è la trabeazione, che non deriva da esempi classici ma dal Battistero Fiorentino, modello molto importante per Brunelleschi. Da questo, nonostante le evidenti differenze, derivano anche le eleganti finestre a edicola, dotate di timpano triangolare.

 

A. Cocchi

 

 

Mappa concettuale [.PDF]
Filippo Brunelleschi. Mappa concettuale

Filippo Brunelleschi

Mappa sintetica con riferimenti alla carriera artistica ed esempi di opere.Autore: A. Cocchi
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Bibliografia e sitografia

 

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

WWW. Italica.it

Approfondimenti
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