La città nel Rinascimento

Nel Rinascimento la città viene concepita come l'ambiente ideale della vita dell'uomo. Luogo di convivenza civile, armonia e bene comune. Per questo il tema della città è alcentro degli interessi dei maggiori teorici e artisti del XV e XVI secolo.

 

 

Anonimo fiorentino, Citta ideale. (1480-1490 circa), Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.
Anonimo fiorentino, Citta ideale. (1480-1490 circa), Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.

La città ideale

 

Nel Rinascimento con il formarsi delle signorie in Italia una particolare attenzione da parte degli umanisti si concentra sulla forma della città. La città doveva rispecchiare l'ideale politico delle signorie e garantire convivenza civile, armonia e bene comune. L'autonomia della città e il benessere dei cittadini garantiva un miglior controllo, poneva le condizioni per un miglior governo e la solidità della signoria. Doveva rispondere alle esigenze di una collettività che, rispetto al medioevo  stava cambiando, orientandosi verso una nuova mentalità, nuove prospettive e nuovi stili di vita. La città doveva essere riprogettata secondo un modello ideale umanistico: quindi nasce il pensiero di una città fatta per l'uomo, a misura d'uomo, rispondente in ogni aspetto  alle sue esigenze di vita.

L’ideale della città a misura d'uomo, basata su criteri razionali e geometrici è uno dei temi centrali del Rinascimento si è formato attraverso gli studi prospettici e urbanistici riportati dai trattatisti quattrocenteschi, soprattutto Leon Battista Alberti.  E' soprattutto dalle riflessioni riportate da Alberti, grande intellettuale umanista e architetto di primo livello, che nasce l'idea che la forma della città, con le sue strade, i suoi spazi e le sue costruzioni deve riflettere l'ordine politico, la potenza della signoria e le virtù civili della comunità.

 

Leon Battista Alberti. De re Aedificatoria. 1451. Frontespizio
Leon Battista Alberti. De re Aedificatoria. 1451. Frontespizio

 


Nei dieci libri del De re Aedificatoria, iniziato intorno al 1450, ma al quale l'Alberti lavorò per tutta la vita con aggiunte e ridefinizioni, Alberti afferma che la città deve essere innanzi tutto  un insieme organico, armonioso e funzionale. Devono essere garantiti spazi per le funzioni pubbliche, civili e sacre, produttive e residenziali, ma anche quelli per lo svago, per il piacere e per la vita sociale.

Alberti indica alcuni principi fondamentali a cui la città deve conformarsi:

  • inserirsi nel suo luogo geografico nella maniera migliore. Fare in modo di mantenere un ambiente salubre, un buon clima, agevolare un buon rifornimento idrico, dotarsi di un buon sistema di difesa, ecc.
     
  • deve avere una pianta ordinata, con strade ampie per garantire un traffico scorrevole funzionale agli scambi, ma non eccessivamente larghe per non essere troppo calde nei mesi estivi. Le strade principali devono essere ben collegate ai ponti e alle porte urbane.
     
  • Gli edifici devono disporsi simmetricamente sui lati delle strade e nelle loro forme e caratteristiche devono uniformarsi ad un modello generale, pur nelle singole diversità. Tutti gli edifici, pubblici e privati devono avere un aspetto decoroso, senza troppa ostentazione né trascuratezza.

Alberti nel suo libro propone una vera e propria pianificazione urbanistica, anticipando i tempi moderni: progetti simili furono attuati non prima del  XVII e XVIII secolo. 


Nel Rinascimento non mancano esempi di applicazione delle regole albertiane, ma le diverse realizzazioni urbanistiche, come ad esempio Pienza, Ferrara, Mantova, Urbino, hanno dovuto adattarsi ad un tessuto urbano preesistente o piegarsi a precise esigenze sia di carattere pratico che di tipo rappresentativo e politico. Ogni città nel Rinascimento era sede e immagine di una signoria e di un potere accentrato, sottoposto alla figura di un signore che è anche committente e mecenate che spesso stabilisce la di definizione e il nuovo assetto della città.

 

Bernardo Rossellino. Pienza. Piazza Pio II con il Duomo e Palazzo Piccolomini.
Bernardo Rossellino. Pienza. Piazza Pio II con il Duomo e Palazzo Piccolomini.

 

Esemplari sono il caso dell’Addizione erculea a Ferrara, voluta da Ercole I d’Este; la creazione del Palazzo Ducale di Urbino con l’integrazione tra palazzo e città voluta da Federico da Montefeltro; la piazza di Pienza, voluta dal papa Pio ii Piccolomini.

Nel primo caso si trattava di allargare il centro di Ferrara e rinforzare il sistema difensivo delle mura di cinta, garantendo anche rapidi spostamenti tra le sedi estensi del palazzo e del castello per mezzo di nuovi assi viari rettilinei.

 


Ferrara. Palazzo dei diamanti e quadrivio dell'Addizione erculea.

 


Ad Urbino invece la ricostruzione e ampliamento del palazzo doveva da un lato diventare una residenza signorile rinascimentale e dall’altro essere un organismo di controllo del territorio con accessi e vie di fuga funzionali ed efficienti.

A Pienza Bernardo Rossellino rinnovò il centro del vecchio borgo di Corsignano ponendo la cattedrale e gli edifici principali secondo una precisa logica prospettica.

 

A. Cocchi

 

 

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Le città del Rinascimento. Mappa concettuale

Le città del Rinascimento. 

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Il palazzo signorile nel '400. Mappa concettuale

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Bibliografia

 

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A. Blunt. Le teorie artistiche in Italia. Dal Rinascimento al manierismo. Piccola biblioteca Einaudi. Torino 1966.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
R. Bossaglia Storia dell'arte. vol. 1 Principato editore, Milano 2003
F. Zeri Rinascimento e pseudo-rinascimento in: Storia dell'Arte Italiana. 5. Dal Medioevo al Quattrocento. Giulio Einaudi editore.

WWW. Italica.it

 

 

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