Cappella Pazzi

Nelle sue proporzioni ideali e nelle sue forme geometriche essenziali, la Cappella Pazzi è uno dei più perfetti capolavori di Brunelleschi, esempio di architettura a misura d'uomo.

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Realizzata da Filippo Brunelleschi intorno al 1430, la Cappella Pazzi è un piccolo edificio eretto nel chiostro della Basilica di Santa Croce a Firenze. La costruzione doveva rappresentare capitolo del convento attiguo alla chiesa, ma era divenuta la cappella privata della famiglia Pazzi, mercanti e banchieri tra i più influenti di Firenze. Fu infatti Andrea de' Pazzi a richiedere al Brunelleschi il progetto, da lui finanziato, per una tomba di famiglia da erigere in luogo di quella parte del convento che era stata danneggiata dall'incendio del 1423.

L'opera segna il passaggio ai cambiamenti stilistici avvenuti nell'arte di Brunelleschi tra il 1430 e il '40, in seguito ad un suo viaggio a Roma e all'esecuzione della Sagrestia Vecchia di san Lorenzo.

I primi documenti riguardanti la cappella risalgono al 1429 poi seguono un contratto e un progetto, presentato da Brunelleschi verso il 1430-33. La cappella è stata compiuta dopo la morte del maestro, rimase incompiuta per quarant'anni e nella parte esterna non corrisponde più ai progetti lasciati da Brunelleschi.

Nella Cappella Pazzi Brunelleschi sviluppa un'evoluzione rispetto al sistema già sperimentato nella Sacrestia Vecchia, che aveva un a funzione simile, essendo il mausoleo della famiglia Medici.
La Cappella Pazzi  è disegnata su una pianta che ricorda lo schema planimetrico della Sacrestia Vecchia di San Lorenzo, ma è più complessa. Anche in questo caso la pianta è rettangolare ma divisa in tre parti: corpo centrale, atrio e coro.

Tutto l'insieme è impostato su un sistema di corrispondenze perfette secondo un criterio proporzionale e un assoluto rigore geometrico-matematico.


Corpo centrale

 

Il corpo centrale della Cappella Pazzi è composto da un vano centrale quadrato coperto da cupola emisferica a costoloni più alta che sovrasta le due brevi ali laterali con arconi a botte ornati di lacunari.
Le semplici forme geometriche si corrispondono e si richiamano in maniera coerente. Il lato posteriore si apre sul coro, il lato anteriore si affaccia sull'atrio. All'arco del coro corrispondono, sulle altre pareti, finte arcate. Alle finestre vere ad archetti che si aprono sulla parete d'ingresso corrispondono gli archetti ciechi sulle altre pareti. Finestre ed archetti sono inquadrati dalle paraste.
Le membrature grige in pietra serena non partono direttamente da terra ma da uno scalino-zoccolo che segna il livello del coro con l'altare. Agli angoli le paraste angolari sono in perfetto rapporto proporzionale con l'ambiente: il lato lungo è in proporzione al lato lungo della cappella e il lato corto della parasta corrispondein proporzione al lato corto.

 

Coro

Lo spazio del coro è quadrato, coperto da una cupola emisferica su pennacchi come nel vano centrale e ospita l'altare.

 

Atrio

L'atrio rappresenta l'ambiente di accesso alla cappella, e riprende in proporzioni minori la stessa composizione del corpo centrale. E' quindi composto da un vano quadrato al centro con cupola affiancato da due ali laterali coperte da volte a botte con lacunari. Anche qui le paraste inquadrano le finestre ad arco.

A. Cocchi

 


Bibliografia e sitografia

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