Uomini d'Arme

Influenzato dagli insegnamenti di Piero della Francesca, Donato Bramante artisticamente nasce come pittore.
Malgrado il praticantato iniziato in gioventù, nel Ducato d’Urbino non vi è alcuna traccia di sue pitture.
Restano invece sue testimonianze a Bergamo, luogo dove egli si reca ad affrescare il Palazzo del Podestà, e a Milano.
Le notizie sulle attività pittoriche del Bramante negli anni ‘70 non sono molto precise. Si sa per certo che egli era affermato pittore “illusionista”, ossia creatore di prospettive e d’architetture fittizie.

Il ciclo degli Uomini dÂ’arme  (1490 ca.) fu realizzato da Bramante per la casa di Via Lanzone a Milano appartenente a Gaspare Visconti, poeta ed umanista. I dipinti, ora conservati al Brera di Milano) sono un chiaro esempio di pittura prospettica: gli uomini si trovano collocati su guglie, piedistalli e vasi, ed inseriti in un complesso di finte architetture in  prospettiva.
Dalla serie degli Uomini dÂ’arme provengono un Uomo con lo spadone, ed Eraclito e Democrito, oggi staccati e conservati a Brera. Si tratta di opere in cui si notano gli insegnamenti di Piero della Francesca, Melozzo e lÂ’influsso di Mantegna.
Più celebre resta, invece, il Cristo alla colonna realizzato nel 1490 per l’Abbazia di Chiaravalle.

In tutti questi dipinti si coglie il forte influsso dell'opera di Mantegna, che Bramante aveva conosciuto probabilmente in modo diretto a Mantova e a Padova. Le figure sono inserite in uno spazio illusionistico architettonico e sono esse stesse monumentali e architettoniche. La loro monumentalità è accentuata dalla visione di sotto in su e dallÂ’effetto illusionistico spaziale. Inoltre, le anatomie forti, atletiche, la solidità dÂ’impianto delle forme tornite, il modellato vigoroso sottolineato dai contrasti chiaroscurali, rendono la figura umana gigantesca, eroica, protagonista dello spazio. Con questi dipinti Bramante ottenne un notevole successo, sia lÂ’artificio prospettico, sia lÂ’energia strutturale delle sue immagini impressionarono fortemente la pittura locale, ancora legata a forme gotiche e a una componente decorativa.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

N. Pevsner Storia dellÂ’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
La Nuova Enciclopedia dellÂ’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nellÂ’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
WWW. Italica.it

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