Mantegna

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Uno degli artisti più originali del '400 è Andrea Mantegna, massimo rappresentante in pittura del classicismo archeologico rinascimentale. L'opera di Andrea Mantegna raccoglie molti aspetti della cultura artistica rinascimentale: la conoscenza dell'antichità classica,
lo spazio prospettico, la centralità della figura umana e una complessa trama simbolica.
Nei suoi sessantasei anni di vita Andrea Mantegna produsse molto e realizzò capolavori come la Pala di san Zeno a Verona, gli spettacolari affreschi della Camera degli Sposi a Mantova, l'impressionante Cristo morto di Brera, l'originale Parnaso del Louvre.

Lo stile di Mantegna è inconfondibile: caratterizzato da uno spiccato senso dello spazio, effetti scenografici e monumentali, disegno munuzioso e attento ai particolari, colori accesi e contrastanti. La pittura di questo artista è uno spettacolo affascinante, una vera festa per gli occhi.

Pittore e disegnatore eccelso, Mantegna si dedicò anche all'incisione, alla scultura e probabilmente all'architettura, visto che è suo il progetto  della sua casa mantovana presso la chiesa di San Sebastiano. Per Mantegna l'architettura non rappresentava soltanto uno sfondo decorativo, ma era parte integrante dei suoi dipinti. Dalle forme architettoniche rappresentate prospetticamente derivano solidità, struttura, spazio e persino suggestioni metafisiche.

A. Cocchi

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Approfondimento sull'artista


Andrea Mantegna. Presentazione al Tempio. 1455. Dett. con l'autoritratto dell'artista.
Tempera su tavola. cm 68,9 × 86,3. Berlino, Staatliche Museen

La formazione

Andrea Mantegna nacque nella famiglia di un artigiano a Isola di Carturo, vicino a Padova, intorno al 1431. dai documenti risulta infatti che Andrea era "d'umilissima stirpe" e Andrea, ancora bambino, lavorava in campagna come guardiano di bestiame. Isola di Carturo era un borgo agricolo fuori Padova che apparteneva al territorio di Vicenza, oggi è chiamato Isola Mantegna.  Probabilmente la sua inclinazione artistica si rivelò presto, poichè il padre Biagio, falegname, presentò il figlio, che aveva circa dieci anni, alla bottega del pittore Francesco Squarcione a Padova. Infatti, dagli antichi documenti, tra gli allievi dello Squarcione risulta anche Andrea come "figlioccio depentore", a partire dal 1442-43. Si trattò di un'esperienza importante per la formazione di Andrea, perchè dal maestro, collezionista di statue e rilievi classici, oltre all'apprendimento della tecnica pittorica, ereditò anche l'interesse per l'antichità. Andrea rimase presso lo Squarcione fino al 1448, ma nonostante questo lungo apprendistato il suo stile si è rivelato subito piuttosto diverso da quello del maestro e dagli altri allievi, influenzato piuttosto dai nuovi e importanti stimoli culturali che offriva in quel momento l'ambiente padovano.


Andrea Mantegna.  Baccanale con tinoBulino e puntasecca



La formazione di Andrea Mantegna avvenne nel vivace ambiente artistico di Padova, un importante centro culturale, sede della prestigiosa Università, dove fiorivano gli studi classici, di indirizzo filosofico, letterario e filologico. Il giovane artista si appassionò all'arte dell'antica Roma, fino a formarsi una solida cultura archeologica che diventerà una costante delle sue opere successive. Probabilmente Andrea   entrò in contatto con quel particolare movimento artistico chiamato Preumanesimo padovano, una tradizione culturale risalente al XV secolo, sviluppatasi con gli studi sui testi antichi di Lovato Lovati, Albertino Mussato e soprattutto Francesco Petrarca. In seguito si arricchì delle conoscenze archeologiche di Giovanni Dondi. All'interno di moltre opere di Mantegna si può vedere come l'artista ha inserito frammenti e architetture di capolavori antichi che rivelano lo studio diretto sui pezzi originali, con ricostruzioni archeologiche di grande esattezza scientifica.

 
 
Andrea Mantegna. San Sebastiano. Dett.
Tempera e colla su tela. cm. 257X142. Parigi, Louvre.

 

Accanto all'interesse archeologico, è stata altrettanto fondamentale in questi anni di formazione la conoscenza dell'arte toscana e dell'opera di  Brunelleschi, Donatello, Filippo Lippi, Andrea del Castagno e Paolo Uccello. E' da loro che Mantegna derivò il disegno costruttivo, l'impostazione dei volumi, la saldezza delle forme e il tratto sicuro e incisivo, ma soprattutto una costruzione prospettica rigorosa, che venne assimilata molto presto, come si può vedere già nel San Marco di Francoforte, uno dei suoi primi dipinti firmati.

Lasciata la bottega dello Squarcione, 1448 circa il Mantegna iniziò la sua attività indipendente. In quell'anno iniziò anche  una lunga vicenda giudiziaria, riportata dai documenti, in cui Andrea chiese al maestro il pagamento dei lavori eseguiti per lui durante il suo alunnato. Alla fine vedrà riconosciuti i suoi diritti.

 

Il primo periodo di attività

 


Andrea Mantegna. San Marco. 1448-49.
Francoforte, Stadelsches Kunstitut


Al 1448 risale la prima opera documentata e firmata di Mantegna. Si tratta della Madonna e santi, una pala d'altare per la chiesa di Santa Sofia a Padova. Il Vasari, primo biografo di Mantegna considera questo dipinto, purtroppo perduto, come un'opera giovanile dell'artista.

Al 1448-49 risale il San Marco ora conservato allo Stadelsches Kunstitut di Francoforte.

Nella Stessa Padova, Mantegna tra il 1449 e il 1454 Mantegna si trovò impegnato negli affreschi della Cappella Ovetari, prima commissione importante dopo la sua uscita dalla bottega dello Squarcione.

 

 
Andrea Mantegna. Storie di San Cristoforo. 1449-1454.
Affresco. Padova Chiesa degli Eremitani, Cappella Ovetari.

 

 Sulle pareti della cappella, situata nel transetto destro della Chiesa degli Eremitani, l'artista dipinse le Storie di san Giacomo Maggiore, l'Assunzione della Vergine, i Quattro Dottori della Chiesa,  e i santi Pietro, Paolo e Cristoforo.

 


Andrea Mantegna. Polittico di san Luca. 1453-55.
Tempera su tavola. Milano, Brera.

 

Coevo agli affreschi degli Eremitani è il bellissimo  Polittico di San Luca, destinato al Convento di Santa Giustina, nella stessa Padova.

Di questo stesso periodo è anche il drammatico dipinto dell' Orazione nell'orto, oggi alla National Gallery di Londra. 

Nel maggio del 1449 è documentata la sua presenza a Ferrara, alla corte degli Estensi. Qui ebbe l'occasione di arricchire la sua formazione. Mantegna entrò in contatto con i maestri ferraresi, appartenenti alla sua stessa formazione classica, ma abilissimi nella realizzazione di colori aspri e metallici, nell'uso virtuosistico delle linee di contorno e nella caratterizzazione delle fisionomie dei personaggi, dai volti molto incisivi. Alla corte estense Mantegna conobbe anche l'opera dei pittori fiamminghi, documentati alla corte di Lionello d'Este tra 1449 e 1459.
Tra queste presenze si può ricordare quella di Roger Van Der Weyden, che realizzò per gli appartamenti di Lionello una Deposizione già allora molto ammirata, soprattutto per il pathos della scena.


Andrea Mantegna. Pala di San Zeno. 1457-60. Verona. Chiesa di San Zeno.


Nel 1456 Ludovico Gonzaga invitò Andrea Mantegna presso di lui, per sostituire Pisanello (morto non oltre il 1455) come pittore di corte. Andrea accettò, ma si trasferì a Mantova qualche anno più tardi, poichè aveva appena ricevuto la commissione da Gregorio Correr di dipingere la Pala di San Zeno, per la Basilica Maggiore di San Zeno a Verona, che sarà uno dei capolavori più noti dell'artista. Il dipinto, che rappresenta una delle innovazioni più originali del Quattrocento, conclude il periodo giovanile dell'artista ed è l'ultimo lavoro prima del suo definitivo trasferimento a Mantova, alla corte dei Gonzaga.

 

L'attività matura

A partire dal 1460 Mantegna è documentato a Mantova, dove rimase per tutto il resto della sua vita, intervallando la sua permanenza con alcuni viaggi.
Nel 1466 è a Firenze e nel 1467 in Toscana.  Tra il 1486 e il '90 è documentata la sua presenza a Roma, incaricato di dipingere i perduti affreschi della Cappella di Innocenzo VIII, in Vaticano, distrutti nel 1780.
A parte questi brevi spostamenti, Mantegna a Mantova diventò uno dei principali protagonisti della "renovatio urbi" promossa da Ludovico Gonzaga.
Dal 1460 fu impegnato nella decorazione della Cappella del Castello di San Giorgio, che comprende tra le opere più importanti, il Trittico degli Uffizi, il dipinto con la Morte della Vergine del Prado, e la Resurrezione di Londra.

 


Andrea Mantegna. Trittico degli Uffizi: Assunzione; Adorazione dei Magi; Circoncisione. 1460-64 Firenze, Uffizi

 

Per Ludovico Gonzaga, tra il 1465 e il 1474, realizzò i celebri affreschi della Camera degli Sposi. Alle pareti effigò i vari personaggi della famiglia ducale riuniti in due importanti gruppi, con un vivace adirivieni di paggi e servitori e dove non mancano neppure i cani preferiti e i cavalli tenuti per le briglie dagli scudieri. Sul soffitto l'effetto a trompe-l'oeil della cupola aperta illusivamente da un'incredibile prospettiva dal basso anticipa le soluzioni della pittura di Correggio e del Barocco.

 
Andrea Mantegna. Affreschi nella Camera degli sposi. 1465-74. Mantova, Palazzo ducale.

 

Negli anni tra il 1476 e il '96 Mantegna si occupò anche di architettura, come testimonia la progettazione  e realizzazione della sua casa  a Mantova, un'originale costruzione, ideata con l'apporto dell'insegnamento di Leon battista Alberti e ispirata all'architettura classica.

Dal 1478, alla morte di Ludovico, Mantegna continuò a lavorare per il figlio Francesco Gonzaga, affiancando alla sua attività pittorica quella di progettista per la realizzazione di arredi e arazzi, oltre ad occuparsi di architettura, come sovrintendente di alcuni cantieri edilizi attivi a Mantova. A questo periodo risale anche il San Sebastiano del Louvre, richiesto da Francesco Gonzaga per le nozze della figlia Chiara con Gilbert de Bourbon, conte di Montpensier.
Anche il teatro del palazzo ducale avrebbe dovuto essere affrescato dal pittore veneto, ma non fu mai realizzato. Nei cartoni rimasti, eseguiti a tempera nel decennio tra il 1482 il 1492 vengono rappresentate le nove sezioni dei Trionfi di Cesare, dove si nota una ripresa del gusto classicheggiante, ricco di spunti ripresi dai sarcofagi e dalla scultura antica. Acquistati da Carlo I d'Inghilterra, i cartoni dei Trionfi oggi sitrovano presso la Royal Collection di Hampton Court.

Tra le opere della maturità un altro dei suoi celebri dipinti è il Cristo morto della Pinacoteca di Brera a Milano, impressionante riflessione sul tema della caducità della vita e della speranza cristiana, oltre che sintesi virtuosistica della pittura prospettica applicata all'anatomia. L'ultima fase della sua opera è stata dedicata alla decorazione delle stanze di Isabella d'Este nel Palazzo Ducale per la cui decorazione Mantegna realizzò le opere allegoriche del Parnaso e la Virtù che trionfa sul vizio, anch'esse al Louvre.
La vittoria conseguita da Francesco Gonzaga sulle truppe francesi a Fornovo venne celebrata con la magnifica pala della Madonna della Vittoria del Louvre, dipinta da Mantegna nel 1496. L'anno successivo l'artista esegue anche la Madonna Trivulzio per i monaci della Chiesa di Santa Maria in Organo a Verona.

 Mantegna morì a Mantova nel 1506.


Per unapprofondimento sullo stile di Mantegna clicca qui.

 

A. Cocchi

 
Mantegna nelle "Vite" di Vasari

La Vita di Andrea Mantegna, estratto dal testo originale da Le vite dei più eccellenti scultori, pittori e architetti, scritto da Giorgio Vasari  e pubblicato nel 1568. 

Quanto possa il premio nella virtù, colui che opera virtuosamente et è in qualche parte premiato lo sa, perciò che non sente ne disagio ne incommodo ne fatica, quando n'aspetta onore e premio; e, che è più, ne diviene ogni giorno più chiara e più illustre essa virtù; bene è vero che non sempre si truova chi la conosca e la pregi e la rimuneri, come fu quella riconosciuta d'Andrea Mantegna ', il quale   [...continua]

  

Le opere di Mantegna

L'Elenco delle opere di Andrea Mantegna con link che rinviano agli articoli sui singoli dipinti, contenenti analisi, sintesi, informazioni e approfondimenti.

 

I luoghi di Mantegna

Dove è vissuto Andrea Mantegna? Dove si possono vedere le oper di questo artista? Un articolo contentente l'itinerario percorso dall'artista durante la sua vita.
A questo si aggiunge una mappa di riferimento con le principali tappe italiane ed un elenco delle città del mondo per poter programmare un itinerario di visita ai musei e alle collezioni in cui sono conservate le opere di Andrea Mantegna. Clicca sul link per consultare.

 

L'artista e il suo tempo.

Una serie di approfondimenti sul contesto storico e sull'ambiente culturale in cui si svolse la vicenda umana ed artistica di Andrea Mantegna.


La Bottega di Squarcione

L'arte di Mantegna è infatti caratterizzata da una piena assimilazione del mondo classico, dove le forme sono vissute nei significati più profondi. In seguito all'apprendistato giovanile, hanno avuto un forte peso anche [...continua...]

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Mantegna e i Bellini

A Padova Andrea Mantegna stringe amicizia con i Bellini, celebre famiglia di artisti, della quale Mantegna sposerà Nicolosia, figlia di Jacopo e sorella di Gentile e Giovanni.
Accanto ai legami affettivi, naturalmente hanno avuto grande importanza per Andrea anche gli scambi artistici [...continua...]  

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Padova al tempo di Mantegna

La cultura figurativa dell'area padovana fra il XIV e il XV secolo presenta interessanti aspetti che la distinguono rispetto all'area del nord-Italia.
Il legame con la Francia e la Germania è indicato soprattutto [...continua...] 

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Il preumanesimo padovano

La cultura archeologica di Andrea Mantegna discende dal fertile movimento prequattrocentesco che si sviluppa nella città di Padova definito «preumanesimo padovano».
L'interesse per l'antichità è già evidente [...continua...] 

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Il viaggio a Ferrara

Il viaggio a Ferrara, alla corte degli Estensi,documentato nel 1449, rappresenta un'altra tappa importante nella formazione artistica di Andrea Mantegna 
Con i maestri ferraresi Andrea condivide [...continua...] 

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I viaggi in Toscana

Nel 1466 e nel '67 vengono documentati due soggiorni di Andrea Mantegna in Toscana.
Benchè gli studiosi non sono concordi nello stabilire [...continua...] 

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Il viaggio a Roma

Il soggiorno a Roma di Andrea Mantegna risale al 1488-89.
L'artista, che in quegli anni si era formato una vasta cultura sull'antico, basata soprattutto [...continua...]  

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Gli studi prospettici

Si collocano negli anni '50 del '400 alcuni dipinti in cui Andrea Mantegna si dedica allo studio della prospettiva.
In particolare si interessa all'espediente della finestra aperta, e in diversi quadri di questi anni compare [...continua...]  

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Mantova ai tempi di Mantegna

I rapporti di Mantegna con la città di Mantova sono preceduti dalla corrispondenza con Ludovico Gonzaga, documentata a partire dal 1456. 
In quell'anno Ludovico Gonzaga aveva recentemente perduto il suo pittore di corte, Pisanello, morto non oltre il 1455, e per sostituirlo invita Andrea Mantegna presso di lui.
Andrea accetta, probabilmente con l'intenzione [...continua...] 

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Il Concilio di Mantova

La Dieta, il concilio di tutti i principi cristiani europei venne convocata a Mantova nel 1458 dal papa Pio II, per organizzare una crociata contro i turchi.
La scelta di Mantova, frutto delle operazioni diplomatiche di Ludovico Gonzaga, divenne l'occasione [...continua...]

 

Mappe concettuali   

 

 

 Mantegna. Mappa concettuale con le principali tappe del suo percorso artistico ed esempi di opere. Autore: A. Cocchi.

Per vedere l'elenco di tutte le Mappe concettuali di Storia dell'arte clicca qui 

 

 

Mantegna - Eventi

Tra gli eventi che sono stati recentemente dedicati ad Andrea Mantegna si segnalano le seguenti iniziative:

- Casa del Mantegna a Mantova.
La residenza dell'artista a Mantova è un complesso architettonico di grande valore artistico, ma è anche un'importante centro culturale che rappresenta la principale sede espositiva della Provincia di Mantova.
E' aperta alle visite e ospita eventi, dibattiti, convegni, seminari ed esposizioni. (clicca sul link)

 

- Mantegna. Padova-Verona-Mantova.
Mostra fondamentale che celebra il quinto centenario della morte di Andrea Mantegna svoltasi tra gennaio 2006 e febbraio 2007. Un evento di grandi dimensioni composto dai più insigni studiosi del primo Rinascimento italiano, che ha ripercorso l'opera e le vicende dell'artista sviluppata nelle tre sedi più rappresentative: Padova, nei Musei Civici agli Eremitani, Verona, importanti gli apporti derivati dalla ricerca e dagli studi sull'artista. Esposte anche opere inedite, come nella sede di Mantova la scultura di Santa Eufemia, proveniente dalla Cattedrale di Irsina in Basilicata, nella sede di Padova la splendida Madonna della Tenerezza di una collezione privata e l'intero corpus grafico di mantegna, esposto nella sede di Verona. (clicca sul link)

 

- Mantegna e Bellini visti da... Ermanno Olmi
Allestimento corredato da una interessante mostra fotografica allestita alla Pinacoteca di Brera a Milano incentrata sul confronto tra due capolavori: Il Cristo morto di Andrea Mantegna e la Pietà di Giovanni Bellini. (clicca sul link)


 

 

Clip art tratte dal San Marco di Francoforte

 

Il San Marco di Francoforte.

L'opera del 1448-49, è conservata allo Stadelsches Kunstitut di Francoforte. Nel dipinto compaiono alcuni oggetti simbolici: il libro, il melangolo, i festoni di frutta e il bordo ricamato dell'abito. Da questi abbiamo ricavato le clip art nei formati png e gif con fondo trasparente e nel formato jpg con fondo a colori. Scegliendo le clip art troverai anche i significati simbolici di questi dettagli.

  

Il melangolo

 

Il dettaglio del melangolo, frutto dolce-amaro pieno di contenuti simbolici anche diversi tra loro appartenenti alla mitologia e all'alchimia: è associato al sole, alla luce alla nostalgia amorosa e alla conoscenza. In questo caso rinvia all'ispirazione divina dell'evangelista Marco e alla conoscenza della Verità cristiana attraverso il Vangelo. Lo proponiamo come immagine scontornata e con il fondo trasparente nei formati png e gif e nel formato jpg con fondo bianco e a colori in diverse dimensioni:

 Dettaglio del melangolo nei colori originali in formato PNG fondo trasparente:

 

 

        

 Dettaglio del melangolo in altre versioni con colori diversi in formato PNG fondo trasparente:

 

Dettaglio del melangolo nei colori originali in formato GIF fondo trasparente:

 

 

 Dettaglio del melangolo in altre versioni con colori diversi in formato GIF fondo trasparente:

 

 

 Dettaglio del Melangolo nei colori originali in formato JPG e in diversi colori con fondo bianco:

 


Dettaglio del melangolo in formato JPG a diversi colori e fondo colorato:
 

 

 

Il libro

 

Il Libro, che nell'iconografia cristiana è l'attributo di santi, profeti ed evangelisti, rapresenta una cultura ed un sapere superiore. In questo caso indica il Vangelo di Luca, protagonista del dipinto. 

Il libro rappresentato da Mantegna in questo dipinto è visto come un oggetto prezioso, com'è prezioso il sapere religioso, poichè è il testo con cui Luca tramanda la Verità di Cristo.  Per questo non è rappresentato come un libro qualunque, ma come un volume corposo,  molto bello nella sua rilegatura rossa con le borchie d'oro, i nastri segnalibro e le cerniere. Abbiamo tratto da questo dettaglio artistico il secondo spunto per le nostre clip in formato png e gif con fondo trasparente e formato jpg con fondo bianco e a colori.

 

Dettaglio del libro nei colori originali in formato PNG fondo trasparente:

     

 

            

 

Dettaglio del libro nei colori originali in fornato GIF fondo trasparente:

     

     

 

 Dettaglio del libro nei colori originali in formato JPG fondo bianco versione grande

 

  Dettaglio del libro nei colori originali in formato JPG con fondo bianco o a diversi colori (dimensioni reali 72 dpi con 10,58X16,79 cm):

 

 

   I Festoni di frutta

 

 Nell'iconografia religiosa i festoni di frutta accompagnano spesso immagini di santi e della Madonna. I frutti di sapore dolce sono simboli di salvezza, alludono alla promessa fatta da Dio al popolo di Israele e alla Madre di Cristo intesa come "albero fecondo" Altro significato connesso è il tema dell'Eucarestia, intesa come "satisfactio" offerta da Dio. I singoli frutti sono inoltre collegati alle virtù.

Dettaglio del festone nei colori originali in formato PNG fondo trasparente:

 

 

 

  

 

 

 Dettaglio del festone nei colori originali in formato GIF fondo trasparente:

 

  

Dettaglio del festone in formato JPG con fondi a colori diversi:

 

 

 

 

Il bordo ricamato

 

Il bordo ricamato dell'abito del San Marco di Mantegna presenta un motivo a losanghe e perle. Il rombo o losanga, come molte altre figure geometriche rappresentate nell'arte del Rinascimento è un simbolo. Nell'iconografia cristiana rinvia al mistero dell'Incarnazione e alla fecondazione di Maria per opera dello Spirito Santo. In ambito esoterico corrisponde al "doppio ternario": unione delle energie maschile e femminile della natura. Le perle che in questo dettaglio decorano il motivo delle losanghe, sono spesso presenti sugli abiti dei santi e sulle acconciature delle sante perchè simboleggiano la purezza d'animo, la castità, e per la loro perfezione sferica, la sapienza, intesa come pienezza della conoscenza di Dio. 

 

Dettaglio del bordo nei colori originali in formato PNG fondo trasparente:

 

    

    

 

Dettaglio del bordo nei colori originali in formato GIF fondo trasparente:

    

    

 

Dettaglio del bordo nei colori originali in formato JPG:

 

 

 

Clip art tratte dal Polittico di San Luca

 

 

Il Polittico di San Luca fu dipinto da Andrea Mantegna tra il 1453 e il 1455 per la Chiesa di Santa Giustina a Padova. Oggi è conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano.

Da questo grande dipinto abbiamo tratto le clip art che proponiamo in questa pagina: le bacche di rosa in basso, la boccetta portacandela sotto lo scrittoio.

 Le bacche di rosa


Sullo scalino ai piedi del san Luca sono presenti alcune bacche di rosa canina, elementi simbolici che nellì'conografia cristiana si possono intendere come "frutti della Rosa", riferiti al concepimento di Gesù Cristo da parte di Maria. 
Ne abbiamo ricavato acune clip art come immagini scontornate e con il fondo trasparente nei formati png e gif e nel formato jpg con fondo bianco e a colori in diverse dimensioni:

 Dettagli delle  bacche nei colori originali in formato PNG fondo trasparente:

 

 

 

 

 

 

 


Dettagli delle  bacche nei colori originali in formato GIF fondo trasparente:

 

 

 

 

  

Se vuoi approfondire la tua conoscenza sul Polittico di San luca di Andrea Mantegna clicca qui

 

 

 

 

Bibliografia

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
M. Bellonci, N. Garavaglia L'opera completa di Mantegna. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

 

 

Andrea Mantegna


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