Andrea Mantegna. Circoncisione

Andrea Mantegna. Circoncisione. 1462 ca. Tempera su tavola. Firenze, Uffizi
Andrea Mantegna. Circoncisione. 1462 ca. Tempera su tavola. Firenze, Uffizi

 

L'episodio evangelico della circoncisione di Gesù è ambientato da Mantegna in una sontuosa ambientazione classica e rinascimentale.

Una circoncisione tutta mantovana

 

In un sontuoso edificio classico Andrea Mantegna ha ambientato questa Circoncisione, un dipinto su tavola eseguito tra il 1460 e il '64, per decorare la Cappella ducale del Castello di San Giorgio a Mantova.
L'opera, che fa parte del cosiddetto Trittico deli Uffizi, è tutt'ora conservato, insieme all'Adorazione dei Magi e all'Ascensione, nello storico museo fiorentino, in una cornice ottocentesca che li raccoglie.

 


Andrea Mantegna.  Circoncisione. Dett. con il Sacrificio di Isacco. 1462 ca. Tempera su tavola. Firenze, Uffizi

 



Il soggetto scelto fa parte del programma iconografico che Mantegna elaborò per Ludovico II Gonzaga e in particolare rientra nella tematica della Redenzione, filo conduttore della decorazione della cappella.
Secondo la tradizionale iconografia cristiana, la Circoncisione è un episodio della vita di Gesù inteso come anticipazione della Passione, in quanto rappresenta la prima occasione in cui viene versato il sangue di Cristo.
Un altro rinvio al martirio del Salvatore è indicato nel Sacrificio di Isacco, rappresentato nella lunetta a sinistra, mentre Mosè con le tavole della Legge nella lunetta a destra allude alla Nuova Alleanza stabilita tra Dio e gli uomini con la promessa di salvezza attraverso il sacrificio di Gesù.

 


Andrea Mantegna.  Circoncisione. Dett. con La consegna delle tavole della Legge.
1462 ca. Tempera su tavola. Firenze, Uffizi

 

 

Ma per l'interpretazione di questo episodio evangelico, secondo gli studiosi Mantegna ha evitato una rappresentazione troppo drammatica, scegliendo un'intonazione più dolce e sottilmente malinconica e si è riferito all'iconografia greca della Presentazione al Tempio, meno cruento della Circoncisione.
Il tema del sangue di Cristo non è solo il nodo centrale di collegamento tra l'episodio della Circoncisione e quello della Passione, ma è anche un importante anello di collegamento con la città di Mantova, poichè si riferisce ala reliquia con il sangue di Gesù, conservata nella chiesa mantovana di Sant'Andrea.

I personaggi presenti nella scena, oltre al sacerdote e al chierico con il vassoio, sono quelli della sacra famiglia, San Giuseppe e la Madonna con il Bambino. A destra è stata riconosciuta l'anziana profetessa Anna, mentre il bambino con la ciambella potrebbe essere il piccolo Giovanni Battista.
San Giuseppe avanza lentamente, trattenendo il mantello e portando un cesto con due tortore da offrire in dono al tempio. E' una figura che sia nella fisionomia che negli abiti e persino nei colori ricorda molto il san Pietro della Pala di San Zeno a Verona, dipinta da Mantegna poco prima della sua partenza per Mantova.
Nella Madonna, al centro, si fonde la dolcezza e lo slancio goticheggianti con la solida volumetria e presenza umana che caratterizzano la modernità  dello stile mantegnesco.
Il Bambino spaventato è la figura più dinamica della scena, si agita e si aggrappa con un efficace contrapposto alla madre che lo sostiene.
Il gesto sospeso dell'anziano sacerdote è accompagnato dagli sguardi attenti e dall'atteggiamento di attesa di presenti.

La composizione del quadro è rigorosamente scandita su una griglia di orizzontali e verticali in cui si dispongono le linee dell'architettura con il perno centrale della colonna in marmo giallo. La distribuzione ordinata dei personaggi è coerente al ritmo degli elementi architettonici e le stesse analogie formali tra i corpi cilindrici e il fusto della colonna centrale accentuano non soltanto la perfetta sincronia tra spazio e figure, ma rafforza anche quella particolare sensazione di tempo sospeso in cui è colta la scena.
La gamma di colori ricca e calda, la luce dorata e il gioco di riflessi e ombre velate che pervadono l'ambiente determinano la suggestione particolare che trasmette questo dipinto.
L'architettura del'ambientazione si ricollega a quellla che Luciano Laurana, attivo a Mantova nel 1465, aveva progettato per la Cappella del Perdono di Urbino, suggerendo un interessante rapporto tra Andrea Mantegna e l'architetto dalmata. Inoltre diversi particolari architettonici e decorativi si ritrovano nel San Sebastiano del Kunsthistorisches di Vienna, realizzato da Andrea circa un decennio prima, durante il suo soggiorno a Padova.

A. Cocchi

 

 

 

 

Circumcision

 

 

Andrea Mantegna. Circoncisione. 1462 ca. Tempera su tavola. Firenze, Uffizi

Andrea Mantegna. Circumcision. 1462 ca. Tempera on wood. 42,5X76,5cm. Florence, Uffizi 

 

 

Andrea Mantegna has set the Circumcision in a classic sumptuous building. It is painted on wood and it was made between 1460 and 1464 to decorate the Ducal Chapel of the Castel of S. George in Mantua. The work, part of the Triptych of the Uffizi, bears a frame from the 1800s and is today housed in the historical Florentine museum together with the Adoration of the Magi and the Ascension.

The chosen subject is part of the iconographic programme that Mantegna elaborated for Ludovico II Gonzaga and returns to the subject of the Redemption which is the tendency of the chapel's decoration.

According to the traditional Christian iconography, the Circumcision is the episode of Jesus life understood as the anticipation of the Passion, representing the first occasion when the blood of Christ is shed.

 

 

 

Andrea Mantegna. Circumcision. Detail of the Binding of Isaac. Tempera on wood. 42,5X76,5cm. Florence, Uffizi

Andrea Mantegna. Circumcision. Detail of the Binding of Isaac. Tempera on wood. 42,5X76,5cm. Florence, Uffizi 

 

 

Another reminder of the martyrdom of the Saviour is indicated by the Binding of Isaac, represented in the lunette to the left, while Moses holding the Ten Commandments is placed on the lunette to the right, hinting to the New Covenant established between God and mankind with the promise of salvation through the Crucifixion of Jesus. But the interpretation of this evangelic episode, according to Mantegna scholars, avoided a very dramatic interpretation, choosing a softer and subtle melancholic tone. It refers to the Greek iconography of the Presentation at the Temple, less bloody then the Circumcision. 

The subject of Christ's blood is not only the linking thread between the episode of the Circumcision and the Passion, but also an important link with Mantua, since it refers to the relic of the Holy Blood, kept in the church of S. Andrew in Mantua.

Apart from the priest and cleric with the tray, the other characters in the scene are those of the holy family, Joseph and the Madonna with Child. The old prophetess Anna can be identified on the right, while the child with the doughnut could be the young John the Baptist.

S. Joseph moves forward slowly, holding the cloak and a basket with two doves as an offer to the owner of the temple. His face and the clothes, and even the colours, remind of S. Peter of the San Zeno Altarpiece in Verona, painted by Mantegna just before leaving for Mantua.

In the centre, the Madonna blends the gentleness and the Gothic surge with the solid volumetry and human presence, which is a characteristic of Mantegna's modern style. The frightened Child is the most dynamic character of the scene, agitated and grabbing hold, an efficient contrast with the mother who holds him.
The raised arm of the old priest is followed by the attentive glances of those present, who wait patiently. 

The composition of the painting is strictly articulated on a horizontal and vertical grid where the architecture lines are arranged with the central pivot of the yellow marble column. The organized distribution of the characters is consistent with the rhythm of the architectural elements; the formal analogies between the cylindrical bodies and the shaft of the central column emphasise not only the perfect synchronisation between space and image, but also reinforce the particular sensation of suspended time of the scene.

The range of rich and warm colours, the golden light and the play of reflection and shade that permeate the atmosphere determine the particular suggestion that this painting wants to communicate.

The architecture of the setting is re-linked to the one that Luciano Laurana, engaged in Mantua in 1465, had designed for the Chapel of Forgiveness in Urbino, suggesting an interesting relationship between Andrea Mantegna and the Dalmatian architect.
Other architectonic and decorative details are found in the S. Sebastian of the Kunsthistorisches of Vienna, made by Andrea roughly a decade before, during his stay in Padua.
 

A. Cocchi

Trad.: A. Sturmer

 

 

 

 

 

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Bibliografia

 

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
M. Bellonci, N. Garavaglia L'opera completa di Mantegna. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

   

   
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