Gli scomparti del Polittico di san Luca

Gli scomparti del polittico di San Luca

Bibliografia

 

Il 10 agosto 1453 il priore del Monastero di Santa Giustina a Padova, Mauro Folperti  incaricò il giovane Andrea Mantegna di eseguire un polittico da collocare nella Cappella di San Luca, all'interno della Chiesa di Santa Giustina. 
Il polittico si compone di undici pannelli, seguendo una rigorosa scansione in cui ogni figura risulti inquadrata singolarmente, mentre l'unità d'insieme è affidata alla prospettiva e alla luce che offrono l'impressione di una certa "atmosfera comune", come se tutti i personaggi si trovassero insieme nello stesso luogo, all'interno di un portico. Se il fondo dorato è un arcaizzante riferimento simbolico alla presenza divina, il pavimento continuo e il punto di vista unico utilizzato per tutte le figure rendono l'idea di una presenza più reale.
Sebbene lo stile pittorico di Mantegna sia decisamente rinascimentale, la composizione d'insieme rispetta la volontà del committente di attenersi alla tradizione dei polittici medievali. Mantegna ha distribuito i pannelli secondo un'impostazione simmetrica, con un asse centrale su cui si dispongono il pannello principale e la cimasa, e due ali laterali con otto pannelli su due registri. Nel registro superiore i santi sono rappresentati a mezza figura, nel registro inferiore, gli altri quattro santi sono raffigurati a figura intera.
I santi raffigurati nel dipinto sono i protettori della città di Padova, molto venerati dai cittadini. Inoltre nella stessa chiesa di Santa Giustina, si conservavano le reliquie di san Luca, san Prosdocimo, san Giuliano, santa Felicita e santa Giustina.



Settore centrale

Lo scomparto principale che dà nome all'opera, è dedicato a san Luca. Si distingue dagli altri non solo per le dimensioni maggiori e la posizione centrale, ma anche per l'originale interpretazione della figura stessa di Luca, presentato in maniera "eroica", come un moderno intellettuale assorbito dal suo lavoro. Per l'analisi di questa figura si rinvia all'articolo specifico.


In alto, al centro, la cimasa presenta una Pietà con al centro Cristo deposto nel sepolcro, a sinistra la Madonna addolorata e a destra san Giovanni piangente
Mantegna propone un tipo di Pietà che deriva da modelli fiamminghi, mentre l'espressionismo drammatico delle figure sembra risentire dell'influenza di Donatello, in particolare alle opere del periodo padovano, come i rilievi dell'Altare del Santo nella Basilica di Sant'Antonio. Evidenti sono anche le influenze della pittura dei Bellini.
La cimasa che sembra divisa in tre pannelli per via della sagomatura con i tre archi acuti e le colonnine divisorie, in realtà è costituita da un'unica tavoletta di legno. I restauri hanno evidenziato parecchie parti rovinate e ridipinture.

 

 

Registro superiore

 

Il primo scomparto a sinistra del registro superiore è dedicato a san Daniele da Padova, uno dei patroni della città che gli studiosi hanno identificato nonostante la leggera deviazione da parte di Mantegna rispetto ai tradizionali attributi della salvietta e il catino. San Daniele è visto con la testa girata quasi di profilo, rivolta verso la Pietà centrale. E' giovane, ha la tonsura e gli abiti da diacono. Con la destra sostiene il modellino di un castello, mentre con l'altra mano regge l'asta di una bandiera bianca con la banda centrale rossa, agitata dal vento.

Nel pannello successivo san Girolamo è presentato nell'immagine tradizionale mentre sta per percuotersi il petto con un sasso, in segno di penitenza.

Il primo santo a destra della Pietà è sant'Agostino. E' rappresentato con i tipici abiti vescovili, il pastolare e il libro.

L'identità del secondo santo a destra è più controversa: questo ragazzo in eleganti abiti rinascimentali, con la spada e la palma del martirio, per diversi studiosi è san Sebastiano; per altri potrebbe essere Achilleo, Nereo o Pancrazio.

 

 

Registro inferiore

 

Nel primo pannello a sinistra del registro inferiore è raffigurata santa Scolastica, in vesti di monaca, poichè era una badessa. Con la destra tiene un libro aperto e una palma nell'altra mano. Sembra distolta dalla lettura e ritratta con un'espressione grave.

Nel secondo pannello di sinistra san Prosdocimo è un altro patrono di Padova. E' raffigurato come un vescovo dall'aspetto imponente, tiene in una mano una brocca e il pastorale nell'altra.

A destra rispetto al pannello centrale con san Luca è collocato san Benedetto, vestito da monaco e intento alla lettura, mentre tiene in una mano un fascio d'erba, che secondo alcuni studiosi alluderebbe alla vita attiva e operosa del santo.

L'ultima a destra è l'immagine di santa Giustina, patrona di Padova e titolare della chiesa omonima. La santa è rappresentata come una fanciulla bionda con la spada che le trafigge il cuore, un libro in mano e la palma del martirio.

A. Cocchi

 

 

 

The Compartmets of the San Lua Polyptich

 


Andrea Mantegna. San Luca Polyptych. Detail of the moulding. 1453-55.
Tempera on wood. Milan, Brera.

 

On the 10th August 1453 the prior of the Monastery of Santa Giustina in PaduaMauro Folperti, gave Andrea Mantegna the responsibility of executing a polyptych to be put in the San Luca Chapel in the Church of Santa Giustina.
The polyptych was made of 11 panels, following a strict scansion where each character is framed individually, while the unity of the whole is left to the prospective and light which offers the impression of a certain "common atmosphere", as if all characters found themselves together in the same place, inside a porch.

If the golden background is an archaic symbolic reference to the divine presence, the continuous paving and the sole point of view used for all images give an idea of a real presence.

Although Mantegna's pictorial style is definitely from the Renaissance, the composition of the whole respects the customer's wish to comply to the tradition of the medieval polyptych. Mantegna distributed the panels in symmetric organization, with a central axis where the main panel and the moulding are found, and two side wings with eight registers each. In the top row, the saints are represented only from the waist up whereas in the bottom row the other four saints are represented in full.

The saints depicted in the paining are the protectors of Padua, very much revered by the citizens. Besides, the relics of Saint LukeSaint Prosdocimus, Saint Julian, Saint Felicita and Saint Justine are kept in the Church of Santa Giustina

 

 


Andrea Mantegna. San Luca Polyptych. St. Justine. 1453-55.
Tempera on wood. Milan, Brera.

 


The Central Panel



The main compartment nominates the work and is dedicated to St. Luke. It distinguishes from the others not only for its major dimensions and central position, but also for the original interpretation of Luke, shown in a "heroic" manner, as a modern intellectual absorbed in his work. For the complete analysis of this character, please refer to the specific article in this website (The Central Panel of the Polyptych of St. Luke).
On the top, in the centre, the moulding presents a Pietà with the Dead Christ in the centre, the Sorrow Madonna to the left and the weeping St. John to the right. 
Mantegna proposes a type of Pietà that comes from the Flemish models, while the dramatic expressionism of the characters seem to come from the influence of Donatello, in particularly from the works of the Paduan period, such as the relieves of the Altare del Santo in the Basilica of Sant'Antonio. The influence of Bellinis' paintings is also evident.
The moulding that seems divided in three panels due to its shape of three acute arches and dividing columns, is in fact just one single wood panel. The restoration works found several damaged and repainted sections.

 


Top Row



The first compartment to the left of the top row is dedicated to St. Daniel of Padua, one of the patron saints of the city that the scholars identified despite the slight deviation created by Mantegna with respect to the traditional attributes given to this saint, i.e. a towel and a laver. St. Daniel is seen with his head turned almost to profile, facing the central Pietà. He's young and has the clothes and tonsure of a deacon. With his right hand he carries a model castle, and with the other he holds the pole of a white flat with a central red strip, waving by the wind.
In the next panel St. Jerome is presented with his traditional image while he's about to hit himself with a stone, the sign of penitence.
The first saint to the right of the Pietà is St. Augustine, shown with the typical bishop vestments, the pastoral and a book.

The identity of the second saint to the right is more controversial: for many scholars, this boy in elegant Renaissance clothes, holding a sword and the martyr's palm, is St. Sebastian; for others he could be Achilleus, Nereus or Pancras.

 

Bottom Row

 

 


Andrea Mantegna. San Luca Polyptych. St. Benedict. 1453-55.
Tempera on wood. Milan, Brera.

 

 

 

 

In the first panel to the left of the bottom row St. Scholastica is depicted dressed in nun's vestments, since she was an abbess. With the right hand she holds an open book and on the left she holds a palm. She seems distant from the reading and is depicted with a solemn expression.
St. Prosdocimus in the second panel is another patron saint of Padua. He is depicted as a bishop with an imposing appearance, and holds a jug in the right hand and the pastoral in the other.
To the right of the central panel is St. Benedict, dressed as a monk absorbed by his reading, while holding in one hand a sheaf of grass, which according to some scholars allude to the active and hard-working life of the saint.
The last one to the right is St. Justine, patron saint of Padua and titular of the Church with the same name (Santa Giustina). The saint is represented as a blond maiden with a sword that pierces her heart, a book in one hand and the martyr's palm on the other.

 

 A. Cocchi

Trad. A. Sturmer

 

 


 

Bibliografia

 

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988

Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
M. Bellonci, N. Garavaglia L'opera completa di Mantegna. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

Approfondimenti
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