La cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze

Il più importante cantiere della città di Firenze alle soglie del XIV secolo è la cattedrale di Santa Maria del Fiore, una costruzione grandiosa a cui contribuiscono quasi tutte le Arti, e in particolare l'Arte della lana. Per la sua costruzione vengono chiamati alla direzione dei lavori i più celebri artisti del tempo: Arnolfo, forse anche Cimabue, Giotto, Andrea Pisano, Francesco Talenti, e infine Brunelleschi, che nel '400 costruirà la cupola.
Iniziata nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio, già dimostrato architetto in altre fabbriche del Comune, la costruzione si protrae per tutto il '300, e fu terminata nella sua parte muraria nel XV sec., e nel rivestimento esterno alla fine del XVI.
Anche se poi la chiesa fu ampliata, rimane lo schema planimetrico del progetto arnolfiano, piuttosto originale per la combinazione dei due tipi tradizionali di costruzione: a schema centrale e a schema longitudinale, secondo una soluzione già sperimentata dagli architetti romanici lombardi e ripresa qualche anno prima, nel Duomo di Siena (in cui lavorano Nicola e Giovanni Pisano). Di Arnolfo rimane anche il disegno originale della facciata, costruita fino al secondo ordine, poi distrutta per un completo rifacimento nel 1588. Arnolfo aveva progettato una facciata gotica molto articolata, piena di sporgenze e rientranze con numerose nicchie per contenere statue e brevi superfici piane rivestite di mosaici.

Alla morte di Arnolfo, verso il 1302 la costruzione si arresta, ed è quasi abbandonata fino al 1334, quando viene affidata ala direzione a Giotto. Giotto progetta e costruisce il campanile fino al secondo ordine. È una torre isolata dal corpo della chiesa, ha pianta quadrata con robusti contrafforti angolari in forma gotica (poligonali) che controbilanciano le spinte delle volte dei vari piani.
Il campanile viene proseguito da Andrea Pisano, (che forse inizia già sotto la guida di Giotto) che modifica la decorazione, giunge alla zona mediana e inserisce le due lesene.
Nel 1351 subentra Francesco Talenti che completa il campanile. Accentua il carattere gotico della costruzione con le bifore e le trifore e lo chiude in alto con un cornicione sporgente (anzichè la tradizionale guglia) ottenendo nell'insieme un aspetto originalissimo e un saldo equilibrio proporzionale.
Francesco Talenti progetta anche l'ampliamento della primitiva chiesa arnolfiana: conserva le 3 navate e il disegno ''a fiore'' della pianta, con 3 absidi corredate di cappelle semipoligonali, ma la allunga spostando indietro le absidi e trasformando le campate da rettangolari a quadrate. Le due absidi laterali fungono da transetto , e all'incrocio con il corpo della chiesa, sostenuto da pilastri, si apre un grande ambiente ottagonale, che nel '400 sarà chiuso dalla cupola del Brunelleschi.

L'interno è ampio, spazioso, solenne, luminosissimo per via delle grandi finestre figurate e policrome delle navate laterali e dei rosoni della navata centrale. Le campate sono coperte da volte a crociera con costoloni, delimitate da pilastri compositi, e divise tra loro da ampi archi ogivali.
Il Talenti ha curato anche l'esterno, con il prezioso rivestimento di marmi policromi.
Nel complesso, nonostante le interruzioni e i diversi interventi, il Duomo presenta un aspetto chiaro, unitario e armonioso.

A. Cocchi


Bibliografia

G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte Zanichelli 
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte Fabbri, vol. 2

 

 

 

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