Arte Gotica

 

Duomo di Orvieto. Facciata di Lorenzo Maitani. Iniziata nel 1290.

Duomo di Orvieto. Facciata di Lorenzo Maitani. Iniziata nel 1290. Foto di  Hans Peter Schaefer, http://www.reserv-a-rt.de 

 

Il gotico, espressione del potere della classe aristocratica e della Chiesa, è lo stile della civiltà cortese e si esprime con un linguaggio elegante e raffinato.

Lo stile della civiltà cortese

  

Lo stile Gotico (1) si presenta come uno stile internazionale. Infatti fiorì in quasi tutti i paesi europei nel periodo compreso tra il XII e il XV secolo, manifestandosi dapprima in architettura e poi nelle arti figurative. In alcuni casi il gusto gotico si è protratto fino al XVI secolo. Furono esclusi dallo stile gotico soltanto i paesi dell'Europa orientale, che rimasero a lungo legati alla cultura e all'arte bizantina. 

Originale e facilmente riconoscibile, il Gotico è l'espressione di una cultura nuova,  rispecchia una mutata sensibilità legata ad un'inedita ideologia religiosa e politica. Solo per alcuni aspetti può essere considerato un naturale svolgimento dello stile Romanico, perché nella sua concezione del mondo, della religione, dell'uomo e della natura finì per contrapporsi nettamente alla visione espressa dal Romanico. Verosimilmente però, alcuni dei problemi precedenti vennero affrontati e risolti con l'introduzione di invenzioni e soluzioni nuove.

Ad esempio, nell'architettura, alcuni dei problemi tecnici delle costruzioni romaniche vennero affrontati dagli architetti e dalle maestranze  duecentesche alla luce di una maggiore esperienza e una perizia più moderna. Ma i nuovi metodi costruttivi raggiunti nel gotico sono derivati da un radicale cambiamento nella generale concezione dello spazio e dell'edificio.

Lo stile Gotico differisce completamente dal Romanico sia per i caratteri estetici che per le motivazioni storiche e politiche.
Lo stile Romanico è l'espressione della società comunale, persegue valori di concretezza, operosità, lavoro, creatività e ingegno. Adopera un linguaggio fortemente espressivo, diretto, semplice e con accenti popolari, esprime la forza e gli ideali di una comunità intesa come insieme di personalità individuali e si rivolge al popolo.
L'arte Gotica rappresenta invece il linguaggio artistico della classe aristocratica e del potere della Chiesa. Segue gli ideali cavallereschi e cortesi e insieme religiosi, e sceglie un linguaggio espressivo elegante e raffinato, aderente a quello della poesia provenzale e trobadorica. Nato nell'ambito della monarchia francese, il Gotico penetra più lentamente in Italia, dove la civiltà comunale resiste più a lungo, e più velocemente negli stati monarchici, per esempio in Inghilterra, in Germania, in Spagna.
 

 

Il nuovo sistema tecnico costruttivo.

 

Il sistema di costruzione da cui ha origine lo stile gotico prese avvio da una particolare regione  a nord di Parigi: l'Ile-de-France. Qui, verso gli anni '30 del XII secolo si sperimentò e si mise in pratica un impiego razionale di elementi architettonici nuovi che vide come protagoniste le principali chiese cattedrali. 

I primi sono l'arco a sesto acuto, d'origine orientale, e la volta a nervature. L'arco a sesto acuto venne preferito all'arco a tutto sesto perché grazie alla sua forma  a ogiva, cioè a punta, riesce  a sviluppare  maggiori spinte verso l'alto che controbilanciano la forza di gravità e spinte laterali più deboli. Usato nelle nervature delle volte a crociera, l'arco ogivale consentì di convogliare tutto il peso su punti fissi  ravvicinati: i pilastri a fascio.

I pilastri a fascio sono elementi verticali formati da un fascio di membrature, simili a tante colonnine legate insieme. La loro funzione è quella di raccogliere tutte le spinte che provengono dalla volta per scaricarli a terra.

Sono detti 'a fascio' perché somigliano ad un fascio di steli o di fusti vegetali che si stringono insieme nella loro azione portante. Essendo molto alti e sottili, i pilastri a fascio gotici vennero rinforzati all'esterno da contrafforti.

Un altro elemento architettonico tipico del gotico è l'arco rampante. L'arco rampante, lanciato verso il vuoto e appoggiato agilmente ad un  contrafforte, controbilancia le spinte laterali esercitate dagli archi ogivali, trasmettendole al contrafforte. Quest'ultimo, sormontato da un pinnacolo verticale, con il suo peso conclude il gioco di spinte, pesi e controspinte, scaricandoli a terra, bloccando stabilmente la costruzione.

Ne risulta un edificio inteso come un organismo che si regge su un complesso sistema di equilibrio e di spinte. Il peso della costruzione non è più distribuito sui muri perimetrali, ma è concentrato solo in alcuni punti e si regge su uno scheletro portante: pilastri archi e nervature sono gli elementi essenziali di tutto questo elastico complesso strutturale.

Nelle costruzioni gotiche le pareti,  persa la loro funzione di sostegno, vennero eliminate per far posto a grandiose finestre, oppure assottigliate e ridotte a semplici superfici adatte a ospitare cicli di affreschi.

Grazie a questi accorgimenti l'edificio poteva acquistare leggerezza, equilibrio e slancio, raggiungendo altezze considerevoli, come si vede soprattutto nelle vertiginose cattedrali francesi.

Gli interni sono vivacizzati da una profusione di colori. Le superfici intensamente colorate delle vetrate che chiudono le grandissime finestre filtrano i raggi del sole creando suggestivi giochi di luci e colori. Le finestre sembrano come sospese, incastrate nella rete di elementi architettonici sottili e altissimi. Le membrature dei pilastri lanciate verso l'alto continuano negli archi ogivali delle volte, creando intrecci geometrici che sembrano leggeri ed elastici. 

Nelle cattedrali gotiche l'effetto di slancio e leggerezza sembra sfidare la forza di gravità. 
All'esterno sugli elementi orizzontali prevalgono forme verticali o tendenti verso l'alto:  archi acuti, frontoni isosceli allungati, pinnacoli appuntiti adornano le facciate, spesso affiancate  da alte torri. Inoltre cuspidi, torricini, guglie e statue si elevano da ogni parte dell'edificio.

Anche le piante si allungano in profondità e all'incrocio tra navate e transetto si innalza il tiburio, che non racchiude più una cupola ma si trasforma in una costruzione a torre.

Tutto trasmette un senso di leggerezza  ed elevazione spirituale, come se ogni struttura volesse protendersi per raggiungere Dio.

La visione gotica rovescia  la concezione dello spazio rispetto al Romanico:

nell'architettura  romanica prevalgono i valori di concretezza, peso, solidità, massa, compattezza

nell'architettura gotica si esprime  lo slancio di linee verso l'alto, lo spazio diventa indeterminato, leggero e luminoso.

 

L'invenzione dello stile gotico

 

Il primo grande monumento in cui venne sperimentato il sistema costruttivo da cui deriva il gotico primitivo  è la Chiesa abbaziale di Saint-Denis a Parigi, iniziata nel il 1130-32 per volontà dell'abate Sugerio e terminata nel 1144. La parte superiore del coro, il transetto e la navata, escluse le ultime due campate, furono ricostruite più avanti, durante il regno di Luigi IX di Francia, noto anche come San Luigi, poiché fu riconosciuto santo da papa Bonifacio VIII durante il regno del nipote Filippo IV. Al modello di Saint-Denis si attennero gli architetti che progettarono le maggiori cattedrali gotiche francesi nella seconda metà del XII secolo. Poi lo stile si diffuse negli altri paesi europei.

 

 

 

I caratteri dello stile gotico

 

Le principali caratteristiche di stile dell'arte gotica sono:

  • Linea 

che può essere una linea di tensione con effetti di moto e slancio verso l'alto come espressione di trascendenza. Seguono questo principio le cattedrali, che sono molto sviluppate in altezza, evidenziano le linee verticali dei sostegni, sono piene di guglie.
Può essere anche una linea ondulata, con effetti di movimento ritmico, come espressione di grazia. Questo è evidente nelle figure della pittura e della scultura: hanno forme allungate, molte linee curve che addolciscono i tratti e gli atteggiamenti, rendono più morbidi i panneggi. Sono sempre figure eleganti, aggraziate, dolci. Si riferiscono alla società aristocratica e cortese.

  • Volume

I volumi sono pieni, ma sono diventati più leggeri, sono come svuotati di peso rispetto a quelli romanici. spesso sono sottili e slanciati, inoltre sono dinamizzati da linee di tensione, incurvature ed effetti di movimento.

  • Luce e colore

Si ricerca la massima luminosità: la luce è spesso associata al divino; si usano colori purissimi e con accostamenti vivaci. Si cercano effetti raffinati e preziosi.

  • Naturalismo e geometria.

Ci si rivolge alle forme della natura e alla sua varietà, ma sempre passando attraverso la purificazione e la stilizzazione geometrica.

 

  • Ricchezza decorativa.

Ogni elemento ed ogni forma è spesso arricchito da una ricca decorazione, da particolari descritti minuziosamente, oppure si cerca di rendere decorative, cioè piacevoli ed eleganti, le composizioni e le forme. 

 

L'estetica gotica si ricollega con l'atteggiamento filosofico dell'epoca: prende spunto dalla natura e poi la trascende per alludere a un senso divino. Lo stile gotico appartiene a  quella particolare visione del mondo espressa nel pensiero di Tommaso d'Aquino e di San Bonaventura che poi sfocia nella poesia di Dante.

 

 

Il gotico in Italia

 

In Italia il gotico giunge inizialmente per opera dell'ordine dei cistercensi che costruirono le loro abbazie soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali. Tra queste si possono ricordare l'Abbazia di Fossanova, nel Lazio, e l'Abbazia di San Galgano, presso Siena.
Un altro importante centro di elaborazione del gotico italiano è rappresentato dal Regno di Napoli, alla corte di Federico II, nella seconda metà del '200. Si tratta di un ricco e attivo centro di cultura e arte internazionale, che ospitò artisti, letterati e scienziati italiani, francesi e arabi.
In seguito anche le altre città italiane accolsero e rielaborarono lo stile gotico, offrendo di volta in volta risultati diversi e originali. Lo stile si diffuse quindi anche in tutta Italia, dal sud al centro e poi nelle città del nell'ambito della monarchia francese, dove persistette fino alla metà del '400. Il '300 è stato il secolo d'oro dello stile gotico italiano.

Rispetto agli altri paesi del centro e nord Europa, dove ha avuto un ampio sviluppo, in Italia, quindi, lo stile Gotico ha avuto una durata minore, non viene mai adottato integralmente, ed è comunque spesso filtrato attraverso una particolare visione più classica ed equilibrata. Saranno proprio queste differenze interpretative che poi condurranno al Rinascimento, stile che nasce proprio in Italia.
Nelle città italiane si manifestano molte derivazioni e adattamenti del gotico transalpino sulle componenti locali, romaniche, bizantine  e classiche, che persistono per tutto il '200 e soprattutto nella pittura.
Momento di massimo sviluppo del gotico italiano è il '300, seguito dalla prima metà del '400 nelle città del nord-Italia, mentre in Toscana e al centro si è già sviluppato il Rinascimento.

Nella prima metà del '200, in Italia, sulle strutture solide, massicce, semplici delle costruzioni romaniche s'innestano o si sovrappongono elementi gotici. Possono essere:

Elementi strutturali, come archi acuti, volte a ogiva, pilastri a fascio, archi rampanti;
Elementi ornamentali, come cornici, portali, finestre, ecc.

Nella seconda metà del '200 si registra un progressivo orientamento verso il nuovo gusto, che si manifesta in pieno nel '300.
Ma per le originali caratteristiche del gusto italiano, non avremo mai le altezze vertiginose e la ricchezza sovrabbondante ed eccessiva delle decorazioni che si possono vedere nelle cattedrali degli altri paesi europei. Il gusto italiano è sempre improntato all'equilibrio razionale, all'armonia delle parti, anche quando si introduce qualche elemento di sproporzione.
Quindi si abbandonano progressivamente le forme pesanti, statiche e solide del romanico e si va verso forme più leggere e dinamiche.

Perciò:

  • Lo slancio verticale è sempre compensato da uno sviluppo orizzontale della costruzione o dal ricorso ad elementi orizzontali (ad es. fasce parallele, cornici, ecc.)
  • Il sistema strutturale è più semplice, nelle cattedrali italiane non si ritrova quell'intrico fittissimo di pilastri e nervature che caratterizzano molte chiese nordeuropee.
  • La decorazione è più ricca e raffinata rispetto a quella romanica, ma comunque più sobria e contenuta rispetto a quella transalpina.
  • Lo spazio interno delle chiese o conserva la strutturazione in unità-campate della tradizione romanica, o si riprende l'ampiezza unitaria degli ambienti paleocristiani, piuttosto che le ripetizioni ritmiche del gotico Nordeuropeo.

 

 

 

Urbanistica e architettura gotica

 


Siena, veduta aerea del centro storico.

 

Le città gotiche

 

Tra la seconda metà del '200 e il '300 in Italia si assiste alla trasformazione delle città a causa di una grande fioritura dell'attività edilizia e degli interventi urbanistici.
Le città si ingrandiscono, in seguito ad un forte incremento della popolazione, molti contadini, abbandonata la campagna, si trasferiscono in città, alcuni avviano attività artigianali, la gran parte (popolo minuto) si dedica a lavori molto umili. Mercanti, artigiani, banchieri, professionisti, formano una nuova classe sociale, via via più ricca: la borghesia, si organizzano con le associazioni di arti e mestieri, che diventano potentissime.
Quindi nelle città si concentra molta ricchezza, che permette la realizzazione di tutte queste opere. 
Con iniziative sia private che pubbliche, le città si allargano, rinnovano le cinte murarie, le fortezze, i sistemi difensivi. Compaiono numerose le torri, camminamenti e muri merlati. Si aprono nuove porte in forme gotiche, riconoscibili, rispetto a quelle romaniche perché sono a sesto acuto, oppure ad arco a pieno centro inserite in un'arcata cieca ogivale, secondo uno schema di origine musulmana, molto diffuso tra Siena e Viterbo. 
Sorgono nuovi edifici, pubblici e privati e oltre a chiese e cattedrali, sorgono numerosi palazzi. Si fa molta più attenzione alla loro collocazione e al loro inserimento nel tessuto urbano, nascono i primi piani urbanistici, regolamenti come quello della Piazza del Campo di Siena del 1309 che riguardava una certa conformità delle finestre e degli sporti verso la piazza, ma anche la regolarità delle strade cittadine, che vengono modificate, raddrizzate.

La piazza assume un ruolo fondamentale, che rimarrà praticamente invariato fino ad oggi: è il centro della città, inteso come centro di aggregazione sociale, di attività commerciale e politica. È il luogo dove ci si incontra nelle occasioni informali, ma anche dove i cittadini si riuniscono nelle occasioni importanti, dove si svolgono i mercati, le feste, i comizi politici, le cerimonie religiose. In genere le città italiane si arricchiscono di due piazze: la piazza della cattedrale e la piazza del Comune, davanti ai rispettivi edifici, e indicano simbolicamente i due poli del potere: religioso e civile di questo periodo storico. 

I comuni fanno a gara per abbellire e migliorare le città che si riempiono di cantieri e ogni angolo dello spazio urbano e del contado finiscono per diventare le principali preoccupazioni dei cittadini. La bellezza, il decoro della città, dei suoi edifici e dei suoi luoghi più significativi è in cima ai pensieri degli amministratori del '300, perché diventa uno dei parametri essenziali per giudicare la qualità della vita urbana, si associa all'utilità, e indica il prestigio, secondo i concetti tradizionali di bellezza=forza e ricchezza.

 

 

 

L'architettura gotica sacra

 

L'architettura gotica si manifesta soprattutto nella costruzione di nuove cattedrali o nella trasformazione di cattedrali preesistenti.
Prende l'avvio dal sistema della volta a costoloni romanica per poi svilupparla in forma ogivale, sfruttando al massimo la struttura portante.
Tutto il sistema degli archi (longitudinali, trasversali e incrociati) delle campate romaniche viene trasformato.
Gli archi a tutto sesto del sistema costruttivo romanico vengono ristretti, spezzati a sesto acuto e lanciati verso l'alto.
In tal modo si ottiene una diminuzione delle spinte laterali che gli archi esercitano verso l'esterno e si convogliano in senso verticale, raccogliendoli nei pilastri a fascio.
Tipicamente gotico, il pilastro a fascio è formato da un insieme di elementi portanti che raccolgono tutte le nervature.
In tale sistema il muro esterno perde la sua funzione portante e perde di importanza. E' concepito solo come una superficie di collegamento o di riempimento, perciò viene traforato o eliminato per mezzo di ampie e grandissime finestre.
Anche i contrafforti robusti delle chiese romaniche scompaiono, sostituiti da archi rampanti e pinnacoli.
Si crea tutto un sistema di strutture leggere, elastiche slanciate.
Alle forme massicce, ai valori di compattezza, stabilità, solidità romaniche, si contrappone lo slancio indefinito, l'apparente fragilità il dinamismo di un equilibrio complicatissimo di spinte, contro-spinte, pesi e tensioni.

Le piante delle chiese gotiche, rispetto a quelle romaniche si fanno più articolate e complesse, hanno il transetto più corto e si sviluppano in lunghezza le navate.
Gli interni gotici sviluppano una visione in profondità, con una fitta successione di membrature. 
Si crea una nuova unità spaziale: allo spazio limitato e suddiviso in unità-campate dello stile romanico si sostituisce una spazialità massima, indefinita, che trasmette un senso di leggerezza e di elevazione spirituale.
L'illuminazione è piena, intensa e qualificata dai colori delle vetrate variopinte.

All'esterno elementi strutturali e decorativi si moltiplicano in un fiorire di rilievi, statue, guglie e pinnacoli, che prolungano e sottolineano lelinee salienti. Crescono dal basso, si ramificano e si sviluppano verso l'alto come organismi vegetali.
Anche nei soggetti, le decorazioni ripropongono in motivi geometrici le forme della natura, vegetali e animali.

Quindi i caratteri tipici dell'architettura gotica sono:

- Dinamismo e spinte ascensionali, verticalismo
- Assenza di peso e materia, senso di leggerezza, apparente fragilità.
- Elasticità strutturale e grandi energia dinamica esercitata dalle strutture.
- Spazio indefinito, luce e colore. 
- Ricchezza decorativa di gusto naturalistico.
-Senso di elevazione spirituale e di esaltazione estetica.

Oltre alle numerose cattedrali, che rappresentano l'orgoglio e il prestigio delle città europee e dei centri comunali italiani, sorgono numerose chiese conventuali per opera di potenti ordini monastici, dapprima con i cistercensi, poi con i francescani e i domenicani.
Per citare solo alcuni tra gli esempi più importanti in Italia troviamo, per quanto riguarda le cattedrali: il Duomo di Orvieto, Il Duomo di SienaSanta Maria del Fiore a Firenze, San Petronio a Bologna, il Duomo di Milano. 
Tra i più noti esempi di chiese gotiche monastiche,  per l'ordine cistercense: L'Abbazia di Fossanova, nel Lazio e l'Abbazia di San Galgano, in provincia di Siena. Per l'ordine francescano: la Basilica di San Francesco ad AssisiSanta Croce a Firenze e San Francesco a Bologna. Per l'ordine domenicano: Santa Maria Novella a Firenze.

Nonostante le differenze specifiche, nel complesso le chiese monastiche, a differenza delle cattedrali, nell'architettura seguono un criterio di massima semplicità e austerità, in stretto rapporto con lo stile di vita monastico. Vengono adottati anche in Italia alcuni elementi tipici del gotico francese, come per esempio l'arco a sesto acuto, in modo esclusivo.
La diffusione avviene soprattutto in Toscana e poi in tutta Italia, nelle sedi dei monasteri più importanti.

 

 

 

 L'architettura gotica civile

 

Accanto all'edilizia sacra, con la rinascita comunale, a partire dalla seconda metà del '200 troviamo numerosi esempi di architettura civile.
Oltre alle cattedrali gotiche in Italia sorgono in questo periodo i palazzi comunali, che hanno caratteristiche e nomi differenti a seconda delle località e della situazione storica.
Tra le abitazioni private si distinguono le case-torri e i palazzi.

Le case-torri sono le tipiche abitazioni borghesi medievali, che si diffondono già dal IX secolo e continuano ad essere costruite fino al XIII. Molte di esse sono ancora visibili in numerose città, come a Bologna, Lucca, San Geminiano, Orvieto, ecc. La maggior parte di esse sono di stile romanico, ma ne esistono parecchie anche in stile gotico.

palazzi del periodo tra '200 e '300 che possiamo vedere in tenti centri italiani, possono essere palazzi privati, abitazioni (più moderne rispetto alle case-torri) delle famiglie più facoltose, o pubblici, cioè con funzioni politiche essendo sede del governo della città comunale.

 

 

I palazzi comunali

 


Cividale del Friuli. Piazza del Duomo e Palazzo del Municipio (foto: A. Cocchi)

 

 

I palazzi comunali sono costruzioni tipiche dell'Italia del XIII e XIV secolo, sono simbolo dell'indipendenza, dell'ambizione e del potere politico delle città nel periodo dalla nascita dei comuni al formarsi delle signorie.
Possiedono alcune caratteristiche comuni e altre caratteristiche diverse, che, come anche nell'edilizia sacra dello stile gotico, variano da zona a zona.

Come caratteri comuni, solitamente si affacciano su una piazza, al centro della città, hanno forme regolari, si aprono verso l'esterno con bifore e trifore ai piani superiori. Spesso presentano balconi e ampie scalinate che ingentiliscono l'aspetto di fortezze militari, tipico delle costruzioni più antiche. All'interno, il primo piano è normalmente occupato da una grande sala, adibita alle riunioni del governo cittadino, che si presta alle decorazioni ad affresco.
Affianca il palazzo la torre civica con campane, per convocare il popolo in assemblea, su cui, nel Trecento, verranno montati i primi orologi.
Il ricordo dell'antica funzione militare sopravvive nelle merlature, nei ballatoi e nelle torri di guardia.

Nell'Italia settentrionale i palazzi comunali sono generalmente dotati di un ampio portico aperto al pian terreno per ospitare le pubbliche assemblee (quelle aperte alla partecipazione del popolo), e i mercati (i banchi venivano ospitati al riparo del portico).

I palazzi comunali dell'Italia centrale hanno una struttura più compatta, spesso scompare il loggiato aperto al piano terra, e assumono un aspetto imponente e fortificato, in quanto residenza dei magistrati e sede del potere politico e giuridico.

 

 

La pittura gotica

 

Le forme principali della pittura gotica europea sono la pittura su vetro e la miniatura.

In Italia il gotico non raggiunse il verticalismo tipico delle cattedrali d'Oltralpe e le finestre non raggiunsero le dimensioni di quelle francesi ed europee. Alcuni settori di pareti vennero mantenute, per ospitare la pittura ad affresco. Le pareti furono affrescate con cicli che narrano storie di santi, la vita di Criso e della Vergine. Spesso vennero dipinte anche le volte, i pilastri e le membrature. Con gli affreschi di  Cimabue, Giotto, Simone Martini, i Lorenzetti e altri maestri, l'Italia, soprattutto nel XIV secolo,  acquistò in questo campo un ruolo di primo piano rispetto agli altri paesi.
Accanto alla pittura murale in Italia si afferma anche la pittura su tavola con le grandi e preziose pale d'altare e le croci dipinte.

 

 

La vetrata gotica

 

Nella maggior parte delle cattedrali francesi ed europee le pareti esterne delle cattedrali sono sostituite da enormi finestre vetrate, rosoni e logge. Queste aperture traforano tutte le pareti e rappresentano l'assoluto predominio del vuoto sul pieno, attraverso un totale svuotamento delle masse architettoniche. Ma le finestre diventano l'occasione di una nuova espressione artistica che raggiunge spesso risultati di altissimo livello.  
La vetrata gotica è un trionfo di colore, luce e leggerezza, riesce a creare all'interno degli edifici un'atmosfera calda e molto suggestiva.  Filtrando i raggi solari i vetri disperdono la luce in una sontuosa profusione di colori in cui predominano i toni del blu del rosso e del bruno dorato.  La tecnica del vetro venne padroneggiata da botteghe specializzate per realizzare grandi superfici colorate e composizioni figurate. Nonostante lo stesso procedimento della fusione del vetro rendesse difficile rappresentare il rilievo, il volume e i particolari, i grandi maestri vetrai riuscirono ad ottenere effetti realistici e atteggiamenti psicologici. Nelle finestre gotiche si trovano i temi sacri, scene riferite alle Sacre scritture, figure di santi e profeti, ma anche personaggi leggendari,  oppure immagini che illustrano la vita quotidiana, i mestieri, le arti, le stagioni e i simboli zodiacali.

Tra le più belle si possono ricordare le vetrate di Chartres,  ad esempio gli splendidi rosoni in cui spiccano i rossi accesi i blu intensi e l'eleganza geometrica delle composizioni.

Le quindici vetrate della Sainte-Chapelle di Parigi rivelano una raffinata preziosità della linea e un affascinante tono mondano nei soggetti rappresentati.

L'arte delle vetrate si diffuse dalla Francia nei Paesi Bassi, in Germania e in Inghilterra.

 

 

La miniatura gotica

 

Il Gotico è stato anche uno dei periodi più felici per la miniatura, arte raffinatissima, esclusiva e tipicamente aristocratica. Era infatti oggetto di collezione e di scambio presso i re e i principi.
Esistevano numerose scuole di miniaturisti, generalmente presso i più importanti monasteri d'Europa, che si esprimevano con caratteri diversi, ma nell'insieme del contrasto culturale gotico la miniatura subì il fascino dell'architettura. Le scene vennero infatti spesso inserite entro archi ogivali, bifore e colonnati slanciati. I temi sono in prevalenza religiosi, poiché illustrano solitamente testi sacri, ma riflettono i gusti delle corti e le preferenze dei signori feudali. Ad esempio santi e angeli portano abiti ricamati e gioielli e sono spesso atteggiati con  movenze studiate e cerimoniali.

E' una pittura  raffinata ed elegante, tutto viene sublimato in modi aggraziati, squisiti, lontani dalla quotidianità popolare. Molto spazio è lasciato alla fantasia  e alla decorazione. Ogni forma è assottigliata, sviluppata in linee armoniose e dinamiche. I colori seguono accordi musicali, con toni squillanti, accostamenti gradevoli e delicati.

 

 

 

Tardogotico

 

Per il periodo che va dalla metà del Trecento alla metà del Quattrocento spesso si usano terminologie diverse per indicare l’ultima fase stilistica del gotico
"Tardo gotico", "Gotico internazionale" o "Gotico fiorito" sono i tre termini più utilizzati per indicare questo periodo. 
Il primo termine è di facile comprensione. 
Anche il secondo si comprende facilmente dalla circostanza che il gotico, in questo secolo, è davvero uno stile che egemonizza tutta la scena europea. 
Con il termine "Gotico fiorito", usato spesso in architettura, si vuole denotare in particolare la tendenza a moltiplicare le nervature che definivano le membrature architettoniche che sorreggevano una volta, fino a creare un arabesco che ha solo valenze decorative e non certo strutturali.

In pittura il Tardo gotico deriva soprattutto dallo stile di Simone Martini, che durante la sua permanenza ad Avignone nell'ultimo periodo della sua vita ha avuto una forte influenza sugli artisti francesi, determinando lo sviluppo della nuova corrente.

L’arte Tardogotica si diffonde soprattutto nelle corti europee: è l’età dei castelli, che non hanno più solo funzioni militari sul territorio, ma assumono sempre più l’aspetto di grandi e lussuose residenze nobiliari. 
In queste corti l’arte ha un pubblico essenzialmente laico: è costituito dai nobili, cavalieri e dame, protagonisti e fruitori di quel mondo cavalleresco, e dell’amor cortese, che si ritrova nella letteratura e nell’arte del tempo. 
In effetti, dopo la scomparsa dell’impero romano e dell’arte classica, è questo il primo vero periodo artistico "laico" dell’arte europea, laico non tanto per i contenuti, ma soprattutto per il pubblico al quale si rivolge. 
L’arte esce fuori dalle chiese e compare negli spazi privati dei nobili e della emergente borghesia cittadina. Ed anche le tipologie degli oggetti d’arte tende a cambiare: non più solo affreschi o statue, la cui funzione rimane essenzialmente legata a quella degli spazi pubblici, ma l’arte tende a manifestarsi soprattutto nei gioielli, negli arazzi, nei libri miniati, in quegli oggetti, cioè, che costituiscono i patrimoni privati.

Il Tardogotico in Italia trova, come centri più vitali, quelli collocati in area settentrionale, soprattutto nel periodo della seconda metà del Trecento
In quest’area si trovano le città che hanno, in questo momento, la maggiore floridezza economica e culturale, quali Bologna, sede della più antica università italiani, Venezia, con la sua repubblica che si estende su buona parte dell’Adriatico e del Mediterraneo orientale, o le grandi corti quali Milano con i Visconti Verona con i Della Scala.
Il resto dell’Italia, nella seconda metà del Trecento, non vive invece una situazione favorevole all’arte. 
In Toscana gli effetti della peste nera hanno prodotto una crisi che perdurerà per buona parte del periodo. 
Roma vive un periodo di abbandono, per effetto del trasferimento della sede papale ad Avignone. Il papa farà ritorno a Roma nel 1377, in una città che richiese una profonda opera di rinnovamento urbano, i cui segni si cominciano a manifestare in campo artistico solo nella prima metà del XV secolo. 
A Napoli e nell’Italia meridionale la situazione di grande incertezza politica, dovuta alla travagliata fine della dinastia angioina, pure produsse effetti negativi sul piano dell’arte, che iniziò anche qui a rinascere solo intorno alla metà del XV secolo con l’affermarsi della dinastia aragonese.

La scomparsa del Tardogotico in Italia ha avuto date molto differenziate. 
Avvenne prima in Toscana, perché qui si affermò, prima che altrove, la nuova arte del Rinascimento
E la maggior distanza da Firenze, il baricentro dal quale si irradia la nuova arte, determina anche la maggiore durata dell’arte del Tardogotico. 
In sostanza, in molte aree italiane, soprattutto quelle più periferiche, l’arte del Tardogotico a volte sopravvive anche fino alla fine del XV secolo, per essere infine sostituita dall’arte rinascimentale che, nel corso del XVI secolo diverrà lo stile artistico dell’intera Europa.

 

 

A. Cocchi

 

 

 

 

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Note

 

(1) Il termine 'gotico' è usato per la prima volta da Giorgio Vasari, nel '500, per esprimere un giudizio negativo su quello stile artistico. Nel contesto culturale del Rinascimento italiano infatti il gotico è considerato uno stile sorpassato.

 

 

Bibliografia

 

A. Niccoli. Enciclopedia dell'arte Tumminelli. Tumminelli editore, Roma 1967
La Nuova Enciclopedia dell'Arte. Garzanti 1986
F. Negri Arnoldi.Storia dell'Arte. Vol. I. Gruppo editoriale Fabbri. Milano 1985
G.C. Argan. Storia dell'arte italiana. Vol. 1. Sansoni Editore, Milano 1982
F. Negri Arnoldi. Storia dell'Arte. Vol. 1. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1986
AA.VV. Lezioni di arte vol. I Electa -Bruno Mondadori, Milano 1999
L. Grodecki Architettura gotica Electa
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte Zanichelli vol. 2

 

   

   
Approfondimenti
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