Arte del Medioevo

Nei suoi dieci secoli di storia, il Medioevo, è ricchissimo di opere, momunenti e personalità artistiche. L'arte di questo tempo è testimone di un fitto intreccio di culture, di invenzioni e di una profonda spiritualità.

 

 

Abside di Sant'Apollinare in Classe. VI secolo. Ravenna

Abside di Sant'Apollinare in Classe. VI secolo. Ravenna

L'arte dei "secoli di mezzo"

 

La nozione di Medioevo è applicabile solo al mondo occidentale e indica il periodo storico che va dalla caduta dell'impero romano allo sviluppo del Rinascimento. 

 Da un punto di vista storico l'età medievale inizia dal 476 D.C, anno in cui Flavio Odoacre, un generale germanico patrizio della diocesi di Roma, guidò la rivolta degli Eruli per deporre l'ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, divenendo a sua volta re. Si apre quindi il periodo delle cosiddette invasioni barbariche e della dominazione bizantina, seguito poi dall'età comunale, fino alla comparsa delle prime signorie. 

La prima identificazione di "medioevo" compare già nell'età dell'Umanesimo e Rinascimento: fu infatti nella seconda metà del XV sec. che si cominciò a parlare di media tempestas (età media) per alludere ad un periodo che si considerava appena concluso, e appunto ''in mezzo'' tra l'età antica e l'età moderna rinascimentale. 

 

L'arte del Medioevo è ricchissima di opere, momunenti e personalità, offre migliaia di capolavori realizzati non soltanto con la pittura, la scultura e l'architettura, ma anche con le tecniche più difficili e raffinate delle arti applicate e rivela una cultura estremamente vivace.

E' riferita ad un periodo di tempo piuttosto lungo (sono circa 10 secoli, dal V al XIV sec.) e possiede una complessità che rispecchia l'intricatissima realtà storica. Nell'arte medievale esistono infatti diversi stili e molteplici correnti anche all'interno di ogni stile, riferibili a diverse culture contemporanee tra loro, a volte attive in luoghi diversi, ma a volte perfino compresenti nello stesso luogo.  Con i viaggi e gli spostamenti di artisti e di opere sono avvenuti con facilità gli scambi, le influenze. A questi si devono aggiungere persistenze tradizionali, variazioni locali e innovazioni di singoli artisti. Il momento di maggiore complessità è il periodo più antico: l'alto medioevo. 

Per questi motivi l'arte del medioevo è un fenomeno vasto e complesso che va definito cronologicamente e geograficamente.

 

 

  

Evoluzione degli stili dell'arte medievale

 

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Giovanni Pisano, Pulpito. 1301 Marmo. Pistoia, Basilica di Sant'Andrea.

 

 Per convenzione vengono distinti due momenti:

  • alto medioevo: dal V al X secolo, comprendente l'arte bizantina e le correnti cosiddette "barbariche".
     
  • basso medioevo: dall'anno 1000 al XV secolo, comprendente lo stile romanico e lo stile gotico.
     

 

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Vuolvinio. Altare d'oro di Sant'Ambrogio. 835 ca.
Legno, oro e argento. Milano, Basilica di Sant'Ambrogio

 

 

L'arte medievale non compare come un fenomeno improvviso, ma  si fa strada in modo graduale. E' preceduta dalla fase tardoromana e paleocristiana (II-IV sec. d. C)  e soprattutto nella parte iniziale, tra IV e V secolo, lo stile rimane ancora molto legato alla tradizione classica.

I contenuti sono soprattutto di carattere religioso, si ricollegano alla dottrina dei primi secoli del cristianesimo e rappresentano uno sviluppo rispetto alle esperienze della precedente Arte Paleocrisitana.

Tuttavia, si determina un salto qualitativo a livello strutturale, prima ancora che culturale, nel passaggio tra  l'età tardo-antica e il primo medioevo.

Gradualmente la componente classica si mescola con influssi nuovi: bizantini-orientali transalpini-romanzi. È il momento in cui prevalgono gli influssi stranieri come quelli rappresentati dalla ricchissima stagione dell'Arte bizantina e delle cosiddette correnti barbariche.

L'arte barbarica, che comprende le correnti Longobarda, Merovingia, Carolingia e Ottoniana, che sono le maggiori, è ancora in gran parte da conoscere, soprattutto per la scarsità dei reperti e testimnonianze antiche. Tuttavia i pochi e preziosi reperti finora conosciuti si sono rivelati  interessantissimi, specialmente per l'introduzione di tecniche e soluzioni decorative nuove. In Italia tra gli esempi più famosi si possono ricordare le testimonianze dei Longobardi in Friuli, a Benevento, a Brescia, a Pavia, a Castelseprio e in alcuni centri dell'Umbria. L'arte Carolingia è ben rappresentata a Milano, a Spoleto, a Benevento.  

Nei secoli IX-XI segue un momento di assimilazione e sperimentazione e incominciano a delinearsi nuove tendenze, legate ai modelli classici, bizantini, e alle influenze nord-europee, ma con risultati di grande originalità e valore estetico. E' il momento in cui in tutta Europa e anche in Italia si introducono le soluzioni che porteranno allo stile Romanico. A partire dall'anno 1000, e nel corso del basso medioevo, tra XI e XIII, si sviluppa il Romanico, uno stile che porta con sè grandi risultati soprattutto in architettura, grazie a importanti innovazioni costruttive e nella scultura, con il recupero della volumetria e compattezza di forme. Cambiano anche le città, conformate secondo le nuove esigenze dei centri comunali.

Nel XII secolo in Francia nasce il Gotico, stile promosso dalla monarchia e rapidamente diffuso in tutta Europa. Il Gotico è la manifestazione artistica della cultura aristocratica e cortese e si sviluppa fino al XIV secolo. Un'ulteriore trasformazione dello stile avviene tra la metà del '300 e il XV secolo, quando nei paesi europei si diffonde il Tardo gotico, detto anche Gotico internazionale o Gotico fiorito

 

 

Le aree culturali dell'arte medievale

 

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Ambone. sec. XI-XIV. Marmo. Grado, Basilica di Santa Eufemia

 

In linea generale i vari centri italiani seguono linee espressive diverse, con soluzioni molto caratterizzate e spesso uniche (scuole, botteghe ''specializzate''). Per cui nel corpus dell'arte medievale Italia si trova una eterogeneità di stili locali: esistono tanti linguaggi artistici particiolari, legati al territorio e alle vicende storiche.
Gli studiosi hanno scoperto che nell'Italia medievale il formarsi dei linguaggi artistici corrisponde a quello dei dialetti linguistici. Raggruppando quest forme espressive locali per ''somiglianza culturale'' si possono identificare 2 blocchi, 2 grandi aree culturali:

  • l'area nord-occidentale che comprende Piemonte, Lombardia, Emilia, appartiene alla cultura e all'arte romanza, legata alla Francia e alla Germania, quindi alle correnti barbariche'', soprattutto longobarda e carolingia;
     
  • l'area orientale legata alla tradizione classica e alla corrente bizantina, che comprende Veneto con Venezia, Aquileia e l'Esarcato (Istria, laguna veneta, Polesine e Romagna) e sud-Italia, esclusa la Sicilia per il periodo della dominazione araba.

 

 

 

Arte dell'Alto Medioevo

 

 

Il periodo più antico dell'età medievale, detto Alto Medioevo è  la fase storica che si sviluppa tra l'Età tardoromana e il X secolo. Dal punto di vista dello sviluppo stilistico rappresenta anche il momento di maggiore complessità di tutta l'età medievale, sia per la compresenza di culture e linguaggi diversi sia per gli intensi e continui scambi culturali.

 

 

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Arte dei Goti. Orecchini in stile policromo. Oro, smalti e piettre preziose.
V-VI sec. New York, Metrolpolitan Museum

 

In Italia i principali stili artistici dell'Alto medioevo sono:

- L'Arte Bizantina

- l'Arte dei Goti

- La corrente Longobarda

- La corrente Carolingia

- La corrente Ottoniana

 Ognuno di essi è legato ad una diversa cultura e porta importanti valori che contribuiranno alla formazione della civiltà occidentale ed europea.

Proprio per questi motivi l'Arte altomedievale in Italia presenta una grande ricchezza di soluzioni espressive e tecniche in cui si intrecciano tradizioni, linguaggi  autoctoni, elementi esotici e innovazioni piene di conseguenze. 

 

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Oreficeria Carolingia. Coperta dell'Evangeliario di Lindau. 
IX secolo. New York, Pierpont Morgan Library.

 

Questa diversità è evidente soprattutto nei vari centri italiani che si distinguono perchè seguono linee espressive diverse, con soluzioni molto caratterizzate e spesso uniche (scuole, botteghe ''specializzate''). Per cui nel corpus dell'arte medievale Italia si trova una grande eterogeneità dialettale: i "dialetti" sono tanti linguaggi artistici legati al territorio e alle vicende storiche. Gli studiosi hanno scoperto che nell'Italia medievale il formarsi dei dialetti artistici corrisponde a quello dei dialetti linguistici. Raggruppando questi dialetti per ''somiglianza culturale'' si possono identificare due blocchi, cioè due grandi aree culturali, corrispondenti alla divisione politica tra Impero d'Occidente e Impero d'Oriente e relative dominazioni: 

 

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Arte Longobarda. Fonte Battesimale di Callisto. VIII sec. Marmo. 
Cividale del Friuli, Museo Cristiano e del Tesoro del Duomo.

 

l'area nord-occidentale che comprende Piemonte, Lombardia, Emilia, appartiene alla cultura e all'arte romanza, legata alla Francia e alla Germania, quindi alle correnti ''barbariche'', soprattutto Longobarda e Carolingia

 

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Arte Bizantina. Part. dei mosaici della Basilica di Aquileia.


l'area orientale che comprende Veneto con Venezia, Aquileia e l'Esarcato (Istria, laguna veneta, Polesine e Romagna) e sud-Italia, esclusa la Sicilia per il periodo della dominazione araba, legata alla tradizione classica e alla corrente bizantina.

 

 

  

Evoluzione dell'arte Altomedievale

 

L'arte altomedievale è preceduta dalla fase tardoromana e soprattutto nella parte iniziale, ne rimane legata. Quindi prevale la tradizione classica. 
Tuttavia, si determina un salto qualitativo a livello strutturale, prima ancora che culturale, nel passaggio tra tardo-antico e primo medioevo. Gradualmente la componente classica si mescola con influssi nuovi: bizantini-orientali o transalpini-romanzi. È il momento in cui prevalgono gli influssi stranieri. Si arriva alle soluzioni originali che caratterizzano l'arte altomedioevale in Italia.

 

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Arte Ottoniana. Secchiello di Gotofredo. Avorio. X sec. 
Milano, Museo d'Arte Antica, Castello Sforzesco.

 

Segue un momento di assimilazione e sperimentazione nei secoli IX-XI, che segnano il passaggio dall'Alto Medioevo al Basso Medioevo e incominciano a delinearsi nuove tendenze, legate ai modelli classici, bizantini, e alle influenze "barbariche" nord-europee, ma con risultati di grande originalità e valore estetico.

Dopo l'anno 1000, e nel corso del Basso Medioevo, tra XI e XIII attraverso una ripresa classica si sviluppa il Romanico.

Una nuova influenza nordeuropea tre XII e XV sec. porterà al Gotico.

La componente orientale dello Stile Bizantino si può rintracciare come una costante, specie nell'architettura e nella decorazione.

 

 

 

L'arte dei popoli barbarici

 

I popoli che occupavano i territori dell'Impero Romano d'Occidente, di natura guerriera e nomade, hanno concentrato le loro espressioni artistiche soprattutto nell'arte mobiliare e nei monumenti funerari. Soprattutto hanno saputo sviluppare con grande maestria le tecniche di lavorazione del metallo e dell'oreficeria, producendo oggetti mobili, armi e ornamenti di fattura particolarmente pregiata. Hanno introdotto un gusto molto decorativo, caratterizzato da ricchezza ornamentale e policromia.

Una delle nuove tecniche introdotte da questi popoli è il cosiddetto "stile policromo" cioè l'incastonatura delle pietre preziose in alvei realizzati in lamina d'oro nella produzione dei gioielli.  Le pietre intagliate e levigate, soprattutto nei colori caldi della gamma dal rosso all'arancio come i granati e gli almandini, ornavano i loro oggeti preziosi sia in celle isolate sia inserite in una rete di alvei fino a ricoprire intere superfici.

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Arte Longobarda. Croce di Agilulfo.Oro e pietre preziose. 
Monza, Museo e tesoro del Duomo.

 

 

I Goti inventarono la tecnica del Cloisonnè: sottili lamine d'oro o argento, a forma di piccoli nastri, formavano cellette che venivano riempite con smalti, paste vitree variopinte o pietre tagliate e appiattite.

 

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Arte dei Goti. Borchia di abito in stile policromo.V-VI sec. 
roveniente dal Tesoro di Domagnano.

San Marino, Museo di Stato.

 

I Longobardi elaborarono la raffinata tecnica dell'agemina soprattutto per decorare le loro armi, come le spade e i pugnali: incidevano la superficie di ferro con disegni ornamentali e riempivano i solchi battendo a freddo sottili lamine d'oro, argento o rame, creando contrasti di grande effetto tra la lama scura e la lucentezza dei metalli preziosi.

 

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Arte Longobarda. Fibula con decorazione ad agemina. VI sec. 
Bergamo. Museo Civico Archeologico.

 

L'Arte Carolingia si esprime nell'oreficeria, nella lavorazione del bronzo e negli avori, oltre alle importanti scuole di miniature.

L'arte Ottoniana è rappresentata da architettura, scultura, miniatura, oreficeria, filigrana e produzione di tessuti pregiati con ricami in oro.

Non mancano però testimonianze monumentali di carattere civile, militare, religioso e funerario, come quelle lasciate da Teodorico, re dei Goti nei suoi insediamenti in Italia (a Ravenna, Galeata, sui passi alpini, a Brescia, a Verona e presso Como), tra i più famosi e meglio conservati sono gli esempi ravennati del Mausoleo, il Battistero degli Ariani e le chiese di Sant'Apollinare Nuovo e Sant'Apollinare in Classe.

E' nota l'importanza dell'architettura carolingia in Germania e in Europa. A Carlo Magno in Italia si devono il Sacello di San Satiro a Milano, gli affreschi di Malles e di Naturno presso Bolzano e quelli di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio, il celebre Altare d'oro di Sant'Ambrogio a Milano.

 

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Arte Carolingia. Sacello di San Satiro. Milano

 

 

In Italia, dopo la conquista del regno di Lombardia da parte di Ottone I, l'Arte Ottoniana è testimoniata dai Cibori di Sant'Ambrogio e dagli splendidi avori del Museo d'arte Antica del Castello Sforzesco di Milano.

 

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Arte Ottoniana. Ciborio. X sec. Sant'Ambrogio, Milano


 

 

 

 

 

Stili e correnti dell'arte altomedievale

 

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Placca aurea con guerriero longobardo. Inizi VII sec.
Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale.

 

Nell'alto medioevo, (V-X secc.) coerentemente alla situazione storica, sono presenti in Italia correnti artistiche diverse, le principali sono:

• tardoromana (artisti che seguono una tradizione ormai decadente)
 longobarda (di provenienza centro-europea)
• carolingia (diffusa dai Franchi di Carlo Magno)
• bizantina (di provenienza mediorientale)

Ognuna di queste culture artistiche comporta elementi di stile diversi e caratteristici, ma è difficile, tranne rari e importanti esempi, trovare in Italia opere di stile perfettamente ''puro''.
Generalmente, ogni corrente prevale in un determinato luogo e momento storico, tanto che numerose località italiane ne risultano caratterizzate. Ma le influenze e gli scambi sono frequentissimi, per cui molto spesso si trovano opere di stile ''misto''. Oppure può capitare che, sia per le invasioni, sia per gli spostamenti di maestranze e artisti, correnti diverse coesistano nello stesso momento in uno stesso territorio o in una stessa città.

A Roma, nel VII sec.esiste una compresenza di stili diversi:

• Nella chiesa di S. Agnese nel catino absidale c'è il mosaico di Sant'Agnese fra due papi datato 635-638. A una lettura stilistica notiamo che:

 -è una composizione simmetrica;
 - le figure sono perfettamente frontali, immobili, con lo sguardo fisso,
 prive di espressione, se non una serenità molto distaccata;
 - le forme sono stilizzate, tendono alla geometria;
 - manca il volume, sembrano forme ritagliate, piatte;
 - c'`e uno sfondo d'oro, irreale, antinaturalistico
 - ma c'è molta attenzione per i particolari preziosi e decorativi;
 - è un'immagine piena di simboli  (mano-Dio; semicerchi blu-sfere celesti;
 oro-presenza divina; fuoco-martirio; modello chiesa-consacrazione...)
 - è astratta;
quindi appartiene a un'estetica aulica, ricercata, raffinata e pienamente bizantina.


• Nella chiesa di Santa Maria Antiqua ,a Roma, sempre nel VII sec. troviamo l'affresco della Crocifissione.  Dalla lettura notiamo:

 - la composizione simmetrica;
 - le figure non sono più perfettamente immobili, c'è una ricerca di 
 movimento e di espressione
: cominciano a girarsi, muoversi, piangono 
 soffrono, i soldati sono addirittura deformati per sottolineare l'azione.
 - la rappresentazione gerarchica (dimensioni corrispondenti all'importanza);
 - assenza di dettagli decorativi e attenzione alla chiarezza espressiva;
 - ambientazione fedele alle sacre Scritture (rocce, cielo scuro, come è descritto 
 nel Vangelo) volontà di ricostruzione della storia sacra;
 - colore non irreale, ma esasperato, in funzione espressiva, accostamenti 
 quasi violenti per sottolineare la drammaticità della scena.
Nonostante alcuni elementi bizantineggianti, prevale un gusto popolare e una ricerca di espressionismo che risente delle influenze ''barbariche''.

 

 

 

 

Il mosaico nell'arte medievale

 

Il mosaico è untecnica artistica simile alla pittura perchè si serve degli stessi mezzi espressivi: il disegno e il colore.
Ma sono molto diversi la tecnica, il procedimento e il risultato visivo.
È diversa anche la concezione estetica, perchè mentre la pittura è l'espressione diretta e immmediata dell'artista, il mosaico mosaico nell'antichità e nel medioevo è un prodotto collettivo, mediato e spersonalizzato. E' una tecnica complessa che richiede l'opera di tanti artisti specializzati che formavano dei gruppi chiamati maestranze.

Per realizare un mosaico, in età altomedievale si usavano piccoli dadi di pietra o pasta di vetro colorati, chiamati tessere, uniti in modo da formare figure e decorazioni. Per gli incarnati delle figure, si usavano spesso tessere di terracotta. La realizzazione seguiva tre fasi principali, ognuna assegnata a un diverso gruppo di specialisti:

1) I Pictores imaginarii, gli ideatori dell'opera, studiano i progetti e preparano i disegni con la composizione d'insieme e le singole figure.

2) I Pictores parietarii , sono i disegnatori che preparano le pareti con stucco o intonaco e poi riportano i disegni degli ideatori sulle pareti  (sinopia), adattandoli alle caratteristiche dei muri (con i cambiamenti necessari).

3) I Pictores musivarii sono i mosaicisti che appongono le tessere su un secondo strato di intonaco e malta, seguono il disegno e i colori indicati dalle fasi precedenti, ma anche in questa fase possono essere necessarie delle modifiche.

Di qui la spersonalizzazione dell'opera musiva, da intendersi come lavoro collettivo di una maestranza.
L'ideatore in genere (era uno) è il maestro, e a lui andava il merito e la paternità dell'opera, è anche il meglio pagato. Ma sul risultato finale è molto importante l'apporto di ciascuno.

 

A. Cocchi

 

 

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Bibliografia

 

M. Calvesi L'Alto Medioevo in: Art e Dossier n. 22, marzo 1988, Giunti, Firenze
G. Previtali La periodizzazione della storia del'arte italiana in: Storia dell'arte italiana Einaudi, Torino, vol. 1 Questioni e metodi

P. Adorno, A. Mastrangelo. Arte. Correnti e artisti. Casa Editrice G. D'Anna, Messina-Firenze 1998

 

 

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