Nino Pisano

 

Nino Pisano. Madonna col Bambino. Tomba del doge Marco Corner. 1368. San Zanipolo, Venezia
Nino Pisano. Madonna col Bambino. Tomba del doge Marco Corner. 1368. San Zanipolo, Venezia Foto di Didier Descouens 

 

L'opera di Nino Pisano si distingue per l'accento squisitamente gotico che lo avvicina al gusto francese. Nonostante le proporzioni molto allungate dei corpi e le finissime decorazioni, le sue figure mantengono sempre una ieratica solennità.

Cenni biografici e attività artistica

 

Rimangono poche notizie sulla vita di Nino Pisano, raffinato artista gotico, scultore, orafo e architetto italiano. Non conosciamo l'esatta data di nascita, ma si suppone che Nino Pisano sia nato a Pisa agli inizi del secolo XIV. La sua attività si svolse tra il 1343 e il 1368, anno dopo il quale non si hanno più sue notizie. La sua morte dovrebbe essere avvenuta tra il 1338 e il '70.
Nino era  il figlio dello scultore e architetto Andrea da Pontedera, detto Andrea Pisano, ha compiuto con ogni probabilità  la sua formazione e prima attività presso il padre e da lui ereditò la bottega. Esordì con la carica di capomastro al Duomo di Orvieto, ma portò avanti solo per poco i lavori del cantiere di Andrea, perché risulta che nel 1353 l'incarico venne affidato a Matteo di Ugolino da Bologna, segno che Nino aveva già lasciato Orvieto, forse per spostarsi a Pisa. Ma già dalla prima fase della sua attività Nino lavorò soprattutto come scultore e orafo e nonostante le poche notizie sicure si può pensare che deve aver lavorato molto intensamente. Durante il suo soggiorno ad Orvieto, accanto all'incarico di architetto affiancò quello di scultore: aveva già collaborato con il Padre Andrea eseguendo uno dei due angeli della Maestà oggi conservata al Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto. Inoltre, nel 1349, mentre era capomastro del Duomo scolpì la statuetta del Redentore nella lunetta della porta del Corporale. 

Oltre alle diverse opere in marmo, l'arte di Nino era rinomata anche per i suoi lavori di oreficeria e da lui e dalla sua bottega uscirono anche numerose sculture in legno dipinto.
Sebbene la datazione delle sue opere rappresenti un problema ancora aperto, sono documentate alcune opere, come la Madonna col Bambino in Santa Maria Novella a Firenze, e il busto di San Basilio Vescovo, ore nella basilica di San Francesco ad Oristano, entrambe firmate.   Al 1368 risale la Madonna tra angeli e santi sulla Tomba Cornaro  nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, il Sepolcro Scarlatti nel Camposanto di Pisa.
A Pisa aveva già collaborato con il padre nel Sepolcro Saltarelli, nella chiesa di Santa Caterina, e nella stessa chiesa realizza una Madonna (molto simile alla famosissima Madonna del latte del Museo Nazionale di San Matteo di Pisa) e probabilmente anche il gruppo dell'Annunciazione, a lui attribuito dal Vasari.
Sempre a Pisa viene attribuita a Nino anche la Madonna tra i santi Pietro e Giovanni Battista, nella chiesa di Santa Maria dello Spirito. Diverse altre opere sono attribuite a Nino e alla sua scuola.

Lo stile di Nino, con le pose aggraziate delle sue figure, le proporzioni allungate, le raffinate decorazioni e il linearismo, avvicinano le sue opere al gusto gotico francese, ma si distinguono anche per una particolare dolcezza espressiva e una ieraticità solenne. L'artista ebbe vari seguaci ed influenzò lo stile di diversi giovani artisti. Tra questi: Giovanni di Stefano, ideatore del bellissimo Rosone del Duomo di Orvieto, Angelo da Siena, conosciuto soprattutto per le sue sculture in legno.

 

A. Cocchi

 

 

 

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Bibliografia

 

E. Carli. Gli scultori senesi. Electa, Milano 1980
F. Negri Arnoldi. Storia dell'Arte. Vol. 1. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1986
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, Firenze 1986

 

   

   
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