Antonello da Messina



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Antonello da Messina

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Antonello da Messina

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La vita di Antonello da Messina si può ricostruire solo su alcuni dati cronologici essenziali, reperiti dopo ricerche difficili, lunghe e pazienti, poichè i documenti e le notizie che lo riguardano sono molto scarse. Non essendoci pervenuto neppure l'atto di nascita dell'artista, anche la data di tale evento è ipotetica, ricavata dal confronto tra documenti diversi. Secondo il Vasari Antonello "si morì di anni 49" e poichè nel testamento redatto dal Notaio Antonio Mangianti si legge la data del 14 febbraio 1479, si può calcolare che la nascita debba collocarsi verso il 1430.
Secondo gli studiosi il nome del pittore è Antonio de Antonio (o de Antoni), figlio di Giovanni de Antonio e Garita (probabile diminutivo di Margherita).
Un importante risultato degli studi condotti su questo artista, è offerto da Francesco Nicolini che nel 1925 rese nota una lettera  scritta nel 1524 dal napoletano Pietro Summonte al nobile collezionista veneziano Marco Antonio Michiel, informandolo sulla situazione artistica napoletana. Nella lettera Antonello viene indicato come uno dei migliori allievi di Colantonio, artista che aveva appreso la tecnica della pittura a olio, alla maniera fiamminga, presso la corte di Renato d'Angiò, un re appassionato d'arte e di pittura.
In base a questa notizia si ricava che Antonello deve aver frequentato la bottega di Colantonio tra il 1438 e il 1442.
Verso il 1455 viene collocato il matrimonio con Giovanna Cuminella, forse una vedova con una figlia. L'anno successivo sembra che sia  nato Jacobello, figlio e futuro collaboratore del pittore.

Sui documenti notarili si trova una delle poche date sicure: il 1457, quando Antonello, non ancora trentenne, viene indicato come "discretus magister" già autonomo con la sua bottega in attività.
Allo stesso anno risale la commissione di un gonfalone di San Michele dei Gerbini da parte di una confraternita di Reggio Calabria, un'opera perduta.
Il gonfalone è un dipinto di carattere devozionale, solitamente dedicato alla Madonna, realizzato su due facce, di dimensioni contenute, destinato ad essere inserito in una ricca cornice lignea intagliata. Antonello a Messina eseguirà diversi gonfaloni, tra i quali quello per la confraternita di Santa Maria della Carità, quello per la confraternita di San Michele e quello richiesto per contratto nel 1462 per la confraternita di Sant'Elia dei Disciplinati.

Tra il 1458 e il 1459 gli studiosi collocano un probabile viaggio di Antonello in Italia centrale e un soggiorno a Roma, dove deve essere avvenuto l'incontro con Piero della Francesca, che stava lavorando per finire i dipinti richiesti da Pio II  nella camera della Santià di Nostro Signore (come risulta da un documento dell'archivio pontiicio).

Il 15 gennaio 1460 risulta la data del noleggio di un brigantino da parte del padre Giovanni, che voleva arrivare ad Amaltea, in Calabria, per riportare il figlio e la sua famiglia a Messina. Nel 1461 il fratello Giordano viene accolto come apprendista nella bottega di Antonello.

Durante gli anni della sua permanenza a Messina il pittore ottiene commissioni importanti e si consolida la fama e la ricchezza della famiglia. Già a quel tempo le opere di Antonello avevano raggiunto una quotazione notevole. Per la  Madonna commissionata da Giovanni Mirulla, un ricco mercante e banchiere messinese, è stato firmato un contratto di dodici fiorini d'oro, un valore corrispondente a circa il doppio di un immobile.
Antonello rimarrà a Messina fino al 1465, quando si ipotizza un periodo di viaggi nel nord Italia e forse anche all'estero che sembra prottrarsi fino al 1470.
Dopo varie presenze del pittore a Noto per impegni di lavoro  tra il 1471 e il '72, nel 1473 risulta nuovamente a Messina e firma il Polittico per le monache di San Gregorio.

Nel 1475 Antonello, richiestissimo da una sicura clientela di amatori,  risulta attivo a Venezia, dove fu impegnato anche nell'esecuzione della celebre Pala di San Cassiano richiesta da Pietro Bon, ambasciatore di Venezia  a Tunisi.  La a pittura di Antonello era particolarmente apprezzata sia per i suoi ritratti "naturali", sia per la sua particolare capacità di fondere armoniosamente un'impeccabile costruzione prospettica, frutto della conoscenza della migliore avanguardia artistica italiana con l'amore per la descrizione del particolare e della luce di segno fiammingo. Nella produzione di questo artista, il soggiorno veneziano è uno dei periodi meglio documentati e del quale resta il maggior numero di opere, anche se oggi sono disperse in diversi musei del mondo.

Antonello nel 1477 ritornò a Messina dove continuò a lavorare fino al 1479, quando morì all'età di circa 49 anni.

A. Cocchi.


 

Bibliografia

G. Mandel, L. Sciascia L'opera completa di Antonello da Messina. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1967
M. Bussagli Antonello da Messina. Dossier Art Giunti, Firenze 2006
La Nuova Enciclopedia dell'Arte, Garzanti, 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 1, Zanichelli Bologna 2004
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
A. Ottani Cavina, Lezioni di Storia delle Arti, Università di Bologna, 1984
R. Barilli. Lezioni di Fenomenologia degli stili, Università di Bologna, 1983

 

Video

 

 

Un breve riassunto sulla vita e le opere di Antonello da Messina attraverso un video  realizzato da Massimo Mastronardo, tratto da You Tube.

 

 

La presentazione della splendida Annunciata di Antonello dal Direttore del Museo Diocesano di Milano, in un video realizzato da ARPANetMilano, tratto da Youtube.

 

Approfondimenti:Antonello da Messsina, pittura, Alessandra Cocchi, .

Stile:Quattrocento.

 



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Antonello da Messina. Salvator Mundi. 1475 ca. Olio su tavola. Londra, National Gallery



 

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