Donatello


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David di marmo

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Il David del Museo del Bargello di Firenze è una delle opere eseguite da Donatello agli inizi della sua attività, quando era spesso impegnato in lavori per il Duomo di Firenze.
La statua venne infatti commissionata al giovane artista nel 1408 dall'Opera del Duomo, poichè doveva essere posta sul contrafforte della tribuna a nord. Nell'abside di Santa Maria del Fiore si trovava già la statua dell'Isaia di Nanni di Banco, rispetto alla quale il David doveva fare da contappunto.

 


Donatello. David. 1408-16. Marmo. cm. 191X57,5 alla base.
Firenze, Museo Nazionale del Bargello.



L'inesperienza dell'artista però deve aver determinato un errore di proporzioni, perchè una volta consegnata la statua  apparve subito troppo piccola e  probabilmente non venne mai neppure appoggiata sul contrafforte. Dai documenti infatti risulta che il David rimase inutilizzato nei magazzini dell'Opera fino al 1416, quando il governo cittadino la acquistò per esporla, come simbolo della sede civica, nel Palazzo Vecchio.
Le testimonianze dell'epoca raccontano che alla notizia della nuova e prestigiosa destinazione, Donatello si mise subito in moto e con i suoi aiuti lavorò per diversi giorni sul suo David per correggere i difetti, levigare le superfici e rifinire bene i particolari, poichè ora l'opera doveva essere vista da vicino. Sembra che siano state eseguite anche alcune modifiche, perchè la statua, nata come immagine di carattere religioso dell'eroe biblico, doveva essere adattata alla nuova funzione: doveva divenire un simbolo civico, emblema della città.
Anche se la questione delle modifiche è piuttosto controversa, ad un esame molto attento eseguito dallo studioso Janson, un rimaneggiamento della statua da parte di Donatello sembra che ci sia stato, ed è rivelato da alcune tracce che devono essere state apportate probabilmente nel 1412. In un documento del 1416 risulta che l'artista ricevette un pagamento di cinque fiorini, una somma molto modesta come pagamento di un'opera, ma che potrebbe essere adeguata ad un intervento di rifinitura. Innanzi tutto, osservando la statua si è notato che è stato eliminato un cartiglio profetico e riadattato il panneggio sulla destra. Sulla sinistra è stato assottigliato il manto ed aperto in modo da scoprire ampiamente la gamba del David. Le gambe divaricate e l'atteggiamento disinvolto conferiscono al personaggio un aspetto più fiero e baldanzoso, mentre è stata messa più in evidenza la fionda carica: elemento essenziale dell'eroe guerriero.
Altra modifica che è stata rilevata è lo spostamento dei lacci della fionda (oggi perduti) dalla mano sinistra alla destra.
La base della statua, che in origine era di forma pentagonale, per collegarsi al contrafforte, è stata riscolpita fino ad ottenere la forma del plinto attuale.
Dai documenti relativi al trasferimento della statua a Palazzo Vecchio risulta una richiesta di modifiche, ed è comunque certo l'intervento di pittura e doratura a cui Donatello sottopose la sua statua. Si trattava di una decorazione, oggi perduta, in linea con lo stile ornamentale del  Gotico internazionale, a quei tempi ancora molto apprezzato, che impreziosiva l'opera e l'arricchiva con una base decorata con stucchi policromi e tarsìe.
Nel 1781 il David venne separato dalla sua base originale, lasciò la sala dei Gigli di Palazzo Vecchio e fu trasportato agli Uffizi.  Giunse alla sua destinazione finale nel Museo del Bargello quasi un secolo dopo, nel 1873.

 



Lo stile e le caratteristiche dell'opera.


Il David in marmo rivela nello stile la sua appartenenza al periodo iniziale dell'attività di Donatello, quando ancora per poco tempo aderiva ai modi e agli insegnamenti ricevuti dal Ghiberti. Il linearismo in funzione decorativa, l'eleganza ricercata della veste dalle pieghe fluttuanti e sinuose rappresentano alcuni degli elementi di gusto gotico ancora presenti in questa breve fase d'esordio. Lo stesso vale per le proporzioni slanciate e sottili, il caratteristico anchement, la testa piccola dai lineamenti delicati e lievemente inclinata su un lato.

 

 


Dett. della ghirlanda


La ghirlanda tra i capelli è solo un lieve riferimento classico e l'espressione un po' distaccata e impassibile mostra che ancora l'artista non si era concetrato su quella particolare dimensione psicologica che caratterizza le sue opere successive.
Anche la fionda e la testa del gigante Golia ai piedi del David non si collegano nè con l'insieme nè tra loro, e risultano soltanto come i tradizionali attributi  che servono per riconoscere l'eroe biblico.

 


Particolare della fionda

 

Benchè manchi ancora un certo carattere e un riferimento all'aspetto volitivo e guerriero del personaggio, è avvertibile una certa energia nella composizione arcuata e nel gesto deciso del braccio piegato ad angolo. Il movimento con lo scatto e la rotazione del busto risulta ancora un po' impacciato, ma esprime già una certa ricerca di dinamismo.
La luce scorre, scivola rapidamente senza soffermarsi sulle masse; i piani slittanti e le superfici sfuggenti si avvolgono in una composizione ancora impostata sullo schema a spirale tipicamente gotico. Tutto ciò tende a smaterializzare ed alleggerire le masse, anzichè rendere più solida e concreta la forma.

Però si avvertono anche i germi di un percorso nuovo: un certo contrasto, che preannuncia i contrasti energici che Donatello realizzerà nelle sue opere successive, si può notare nel cuneo d'ombra e nel vuoto della veste aperta, che mostra la forma tornita della gamba sinistra nuda.
Componenti già rinascimentali e riferite allo stile originale di Donatello sono il modellato deciso e vigoroso e il realismo visibile in diversi dettagli, come ad esempio nella testa di Golia, nell'anatomia del piede o nella mobilità delle mani e delle dita.

 


Dett. della testa di Golia



Nell'insieme, l'opera rivela la tensione del momento di passaggio vissuto dall'artista, dovuta al tentativo di conciliare la tradizione e gli insegnamenti ricevuti con la spinta al superamento,  nella ricerca di un modo espressivo autonomo e originale.

A. Cocchi

 

Bibliografia e sitografia

L.Berti, A. Cecchi, A. Natali. Donatello. Dossier Art n. 3. Giunti Firenze, 1986
C. Avery L'invenzione dell'umano.Introduzione a Donatello. S.E.S. s.r..l. La casa Usher, Firenze 1986
AAVV Omaggio a Donatello1386-1986. Catalogo del Museo Nazionale del Bargello. S.P.E.S. , Firenze, 1986
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

 

Approfondimenti:Donatello, David, marmo, scultura, statua, Bargello, Alessandra Cocchi, .

Stile:Quattrocento, Rinascimento.

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Donatello. David. Dett. della testa di profilo. 1408-16. Marmo. cm. 191X57,5 alla base. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.




Donatello. David. 1408-16. Marmo. cm. 191X57,5 alla base. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.




Donatello. David. Dett. della testa. 1408-16. Marmo. cm. 191X57,5 alla base. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.




Donatello. David. Dett. della mano sinistra. 1408-16. Marmo. cm. 191X57,5 alla base. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.




Donatello. David. 1408-16. Marmo. cm. 191X57,5 alla base. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.





 

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