Brunelleschi


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San Lorenzo

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San Lorenzo a Firenze era la chiesa parrocchiale dei Medici, venne iniziata (come l'Ospedale degli Innocenti e la vicina Sacrestia Vecchia) nel 1419, dopo il progetto di ricostruzione di una chiesa antichissima che sorgeva sulla stessa area. I lavori di costruzione si sono protratti per molti anni, fu infatti ripresa da Brunelleschi nel 1442. Dopo la morte di Brunelleschi venne portata avanti a partire dal 1447 da Antonio Manetti che potè completarla nel 1470.


Essendo una chiesa monastica, per San Lorenzo si prevedevano numerose cappelle. Per questi motivi Brunelleschi si è riferito alla chiesa fiorentina di Santa Croce, realizzata alla fine del '200.  Santa Croce è stata costruita su progetto di Arnolfo di Cambio, è una chiesa con pianta a croce latina, una crociera centrale a base quadrata, coro e cappelle a pianta quadrata ma più piccole. Il numero delle cappelle doveva inoltre corrispondere a quello dei monaci che risiedevano nel monastero, per questo, data la quantità, erano piuttosto piccole.

Rispetto al modello di Santa Croce, la chiesa di San Lorenzo è molto più proporzionata ed armonica, soprattutto nei rapporti di grandezze tra le tre navate, tra la lunghezza e la larghezza della chiesa e nelle dimensioni delle cappelle.

Tutta la chiesa è infatti basata su un chiaro ordine di rapporti proporzionali. Le dieci cappelle sono distribuite lungo le navate e nel transetto secondo un giro continuo, ed ognuna di esse è in rapporto proporzionale sia con il coro che con le navate.

Il quadrato della crociera rappresenta l'unità di base: è un modulo costruttivo che viene ripetutto esattamente per formare il coro e i due bracci del transetto e ripetuto quattro volte per ottenere le campate della navata centrale.
Il sistema romanico dello spazio modulare suddiviso in unità-campate viene quindi evocato ma anche reinterpretato in maniera moderna, secondo un principio unitario e prospettico dello spazio. Il criterio di proporzionalità a cui è sottoposta tutta la chiesa è basato su precise leggi matematiche e geometriche.

Un'altra novità importante è infatti la prospettiva, l'effetto di profondità spaziale che si coglie all'interno della chiesa, sia in lunghezza che in larghezza indica che l'intera composizione è basata sugli assi ortogonali della chiesa. Osservando lo spazio interno della chiesa dall'ingresso, il ripetersi ritmico delle colonne e degli archi conduce lo sguardo verso l'altare, accompagnato anche dalle linee delle cornici e dalle linee delle decorazioni marmoree del pavimento. In larghezza si può osservare a destra e a sinistra la progressiva riduzione di arcate e vani, poichè dalla navata maggiore archi più grandi inquadrano quelli delle navate minori e queste inquadrano gli archi delle cappelle. Queste ultime sono anche soprelevate, con qualche gradino, rispetto al pavimento della chiesa, riducendo in modo proporzionale le loro dimensioni. In ogni direzione si crea un effetto prospettico che dà all'osservatore che si trova al centro della chiesa l'illusione di una profondità maggiore di quella reale.
Le membrature in pietra serena grigia sull'intonaco bianco creano un disegno di grande chiarezza e semplicità, viene sottolineata la precisione lineare e geometrica dello spazio. Le decorazioni sono ridotte al minimo e fanno parte integrante delle strutture: lesene scanalate e trabeazioni con fregio, epistilio e cimasa, di cui una porzione viene riportata sui capitelli corinzi creando il dado brunelleschiano.
All'incrocio tra il corpo della chiesa ed il transetto, anzichè la volta a crociera, sorge la cupola.

 

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

 

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

WWW. Italica.it

 

Approfondimenti:Brunelleschi, San Lorenzo, chiesa, architettura, Alessandra Cocchi.

Stile:Quattrocento.

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