Courbet


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Courbet

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Gustave Courbet è il principale esponente del Realismo francese. Di famiglia contadina benestante, nasce a Ornans nel 1819.
Corbet non ha una formazione scolastica ma è piuttosto un autodidatta.
Nel 1840 si trasferisce a Parigi per dedicarsi alla pittura. Evita l'accademia e le scuole d'arte ufficiali e impara la pittura studiando le opere dei maestri del Louvre, sceglie (come afferma lui stesso) la vita del bohemien e dell'impegno politico e sociale.
Nel 1861 apre una propria singolare scuola, in antitesi alle scuole di stato, che funziona come un'antica ''bottega'' in cui si impara il mestiere dell'arte, con un insegnamento basato soprattutto sulla tecnica e sull'esperienza.

Il realismo di Courbet ha radici culturali complesse e lontane, si riferisce alle opere in gran parte conosciute studiate a fondo nel Louvre. I ''maestri'' di Courbet sono i manieristi italiani, Caravaggio, Tiziano, Rembrandt, e artisti più recenti come Gèricault. I temi dei suoi quadri nascono sia dalle sue scelte di vita, sia dalle conversazioni con gli amici intellettuali come Charles Baudelaire, Champfleury, Max Bouchon, Proudhon e gli artisti Corot e Daumier.
Nei suoi temi Courbet abbandona qualsiasi riferimento storico o mitologico, per concentrarsi sui piccoli fenomeni del quotidiano, registrati con un occhio estremamente distaccato e oggettivo.
La componente più rivoluzionaria della pittura di Courbet è questa attenzione sul dato concreto. L'artista è solito ritrarre personaggi in modo spontaneo, senza ricorrere a una messa in posa "decorosa". Uno degli esempi più noti è La filatrice, un ritratto della sorella addormentata per la stanchezza, fatto alla sua insaputa. Attraverso questo interesse per il quotidiano, il fatto reale assume una dignità prima impensabile, e questo suscita scandali e risentimenti, tanto da essere definito "un selvaggio".

Altro elemento importante è la tecnica: la sua è una pittura ''fisica'' anche a livello tecnico. È una pittura greve, pesante, piena di verdi, bruni, grigi, colori terrestri, ma anche "tattile": Courbet realizza uno strato spesso di colore a olio mescolato a sabbia,  e oltre ai pennelli usa la spatola per ottenere effetti di ''concretezza'' e rilievi sulla tela.
Nonostante i rifiuti e le critiche pesanti dei salon parigini, Courbet reagisce sia organizzando in proprio una sua mostra personale, sia continuando a presentare le sue opere ai salon. Troverà alcuni convinti sostenitori e soprattutto otterrà un primo grande successo a Francoforte, nel 1858.
Nel 1871 Partecipa all'insurrezione di Parigi e prende parte alla Comune. Ma con la restaurazione viene arrestato e condannato nel 1873 a tre mesi di prigione. Processato di nuovo nel 1874 viene condannato a pagare 300.000 franchi perchè ritenuto responsabile dell'abbattimento della Colonna Vendome (eretta nel 1810 in onore di Napoleone. La colonna in bronzo, alta 43 m. illustrava le imprese napoleoniche, a imitazione della Colonna Traiana. È stata abbattuta dal governo rivoluzionario della Comune di Parigi).
Courbet vende all'asta tutte le sue opere e si ritira in un paesino della Svizzera. In seguito a un periodo di malattia, tre anni dopo, nel 1877, muore.

A. Cocchi.


 

Bibliografia

P.Couthion. L'opera completa di Courbet. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1985
G. Cricco, F. P. Di Teodoro Itinerario nell'arte vol. 3. Zanichelli editore. Bologna 2004
C. Bertelli, G, Briganti, A. Giuliano Storia dell'arte italiana. Vol. 4, Electa Mondadori editore.
J. J. Fernier, Courbet. Dossier Art n. 99. Giunti, Firenze 1995


 

 

Approfondimenti:Courbet, pittura, realtà, quotidiano, .

Stile:Ottocento, Realismo.

 



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Gustave Courbet. Autoritratto con il cane nero. 1842 Olio su tela. cm. 46X56. Parigi, Musée du Petit Palais



 

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