Bramante


Tempietto di San Pietro in Montorio Uomini d'Arme Cristo alla colonna L'architettura di Bramante a Milano Coro di Santa Maria presso San Satiro Tribuna di Santa Maria delle Grazie a Milano Le ville di Bramante


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Bramante

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Donato di Pascuccio di Antonio, detto Bramante, nasce nel 1444 nel Ducato di Urbino, fervente centro culturale dell’Umanesimo, in un piccolo paese detto Monte Asdruvaldo (oggi Fermignano).
E’ pittore e architetto. La sua attività si svolge soprattutto a Milano e a Roma.
E' stato pronto a raccogliere le esperienze pittoriche e architettoniche degli ambienti artistici più all’avanguardia del primo rinascimento, si avvale, tra l'altro, dell'amicizia e della collaborazione di Leonardo, conosciuto a Milano, negli anni '80 del '400. Bramante nelle sue opere arriva a concepire una visione più moderna dei valori di spazio e struttura, apre nuovi problemi e appartiene già al ‘500. Fu molto ammirato anche dagli artisti suoi contemporanei.
Ne Le vite del Vasari è descrito come "una persona molto allegra e si dilettò sempre di giovare a' prossimi suoi".
Inizia molto giovane, e la sua prima formazione avviene nel campo della pittura, presso la bottega di fra’ Carnevale, dove diviene pittore “prospectivo”, cioè specializzato nel realizzare le scene architettoniche poste da sfondo alle rappresentazioni.
Con molta probabilità, insieme agli altri aiuti del maestro, partecipa al cantiere del Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro. Lo studio dell’arte nell’ambiente ricco di stimoli e colto di Urbino lo porta in contatto con artisti di grande talento come Mantegna, Piero della Francesca, Luca Signorelli, Melozzo da Forlì, Alberti e Laurana.
Nel 1476 Donato Bramante decide di spostarsi verso il settentrione. Fa, probabilmente, un soggiorno a Mantova, dove è influenzato dalle opere del Mantegna per la pittura e dell’Alberti per l’architettura.
Nel 1477 è a Bergamo, dove si trovano le sue prime opere documentate. Lavora come pittore, affrescando la facciata del Palazzo del Podestà, con figure di Filosofi in inquadrature architettoniche in prospettiva.Qualche storico attribuisce al Bramante anche gli affreschi in casa Fontana Silvestri.
A Bergamo, Donato non si trattiene molto, decide di recarsi a Milano, ove resterà a lungo.
A Milano approda per la prima volta nel 1478, forse su richiesta di Federico da Montefeltro, che invita l’artista ad eseguire dei lavori sul suo Palazzo a Porta Ticinese, dono di Galeazzo Maria Sforza. Pochi anni più tardi, la sua presenza a Milano è stabile. Ne è testimonianza l’Incisione Prevedari, realizzata su suo disegno.
Fino ai primi anni ‘90 del Quattrocento, Bramante continua a dipingere. In una stanza del palazzo di dell'umanista Gaspare Visconti realizza una serie di affreschi di grande effetto illusionistico: gli Uomini d’arme, con figure monumentali inserite in ambienti architettonici. Si tratta di opere staccate e conservate ala Pinacoteca milanese di Brera.
Dello stesso periodo è il Cristo alla Colonna eseguito per la storica Abbazia di Chiaravalle. Di espressività intensa, è l'unico dipinto su tavola attribuito a Bramante.
Qui, alla corte di Ludovico Sforza, Bramante trova un ambiente particolarmente stimolante, e realizzerà le sue prime opere di architettura, sperimentando nuove soluzioni spaziali. Bramante conosce Leonardo, con il quale nascono scambi ed esperienze particolarmente feconde, ma anche una solida amicizia. Lavorando insieme anche nei cantieri del Castello Sforzesco e di Santa Maria delle Grazie. Da Ludovico entrambi gli artisti sono incaricati come ingegneri ducali, appaltatori di feste e di spettacoli.
Tra l’80 e il ‘90, Bramante lavora intensamente come architetto.
Tra il 1482 e il 1486 Bramante lavora al Coro di Santa Maria presso San Satiro. Al 1492 risalgono i progetti per la Tribuna di Santa Maria delle Grazie,  la Sagrestia Vecchia e il Chiostro minore.
Nello stesso periodo progetta la Canonica di Sant’Ambrogio, cher rimane incompiuta, e nel 1497 i due Chiostri del Monastero cistercense di Sant’Ambrogio, realizzati in seguito da altri.
Nel 1499 I francesi sconfiggono Ludovico il Moro e occupano Milano; molti artisti, fra i quali Leonardo, e Bramante lasciano la città.
Alla fine del 1499, Bramante si trasferisce a Roma, rimane nella capitale fino alla morte. Sotto Giulio II e a contatto con le antichità romane, il suo stile assume una classicità monumentale e con le sue opere inizia il processo di trasformazione della città.
A lui si deve la realizzazione del Chiostro di Santa Maria della Pace, del Tempietto di San Pietro in Montorio e del Cortile del Belvedere. Roma all'inizio del '500 è il luogo d’incontro e di confronto di grandi artisti, con architetti quali fra’Giocondo, Giuliano da Sangallo e Baldassarre Peruzzi, oltre alle presenze geniali di Raffaello e Michelangelo.
Nel 1506, Giulio II nomina Bramante architetto pontificio, incaricandolo della demolizione e ricostruzione dell’antica basilica costantiniana di San Pietro. Il progetto del Bramante è originale e grandioso, ma egli muore prima di portarlo a termine, nel 1514.

A. Cocchi


 

Bibliografia

N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

 

Approfondimenti:Bramante, architettura rinascimento, pittura rinascimento, formazione, affresco, Montefeltro, Sforza.

Stile:Quattrocento, Rinascimento, .

 



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Donato Bramante. Tempietto di San Pietro in Montorio. 1502-12. Roma, Vaticano


Donato Bramante. Chiostro di Santa Maria delle Grazie. 1492. Milano.


Donato Bramante. Filosofi. Particolare con Eraclito e Domocrito. Affresco. Milano, Brera

disegni da colorare

 

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