Paul Gauguin

Paul Gauguin. Aha oe feii?. 1892.Olio su tela. cm. 66X89. Mosca, Museo Puskin
Paul Gauguin. Aha oe feii?. 1892.Olio su tela. cm. 66X89. Mosca, Museo Puskin

 

L'arte per Gauguin è il luogo assoluto dove i conflitti e il dramma della sua esistenza si risolvono in uno straordinario arabesco musicale. I colori sono i veicoli delle emozioni, dei sogni e dei valori più profondi e autentici.

La pittura di Gauguin


Gauguin è uno degli artisti più originali dell'800.
Trascorre tutta la vita viaggiando da un continente all'altro. È un uomo senza radici proprie, ma di cultura ampia e aperta, alla continua ricerca delle radici più profonde della civiltà. Rifiuta la fiducia nel progresso dei suoi contemporanei della belle epoque e preferisce una vita semplice fondata su valori solidi ed essenziali.
Inizialmente Gauguin si accosta all'impressionismo, poi il suo stile procede verso una direzione molto originale. Il desiderio di evasione da una cultura considerata corrotta e decadente, e la ricerca di valori incontaminati sono alla base del 'sintetismo' gauguiniano: una pittura tutta di superficie, antinaturalistica, composta di zone piatte, senza sfumature e colori puri e brillanti accostati a contrasto, soprattutto quelli primari.
La sintesi a cui mira Gauguin è realizzata con la tecnica del cosiddetto cloisonnisme: cioè  la sua pittura a campiture ricorda le cloisons, le vetrate medievali delle cattedrali gotiche. Sono vetrate in cui le figure si compongono di superfici chiuse da contorni netti (fili di piombo). È una tecnica che apprende da un altro pittore: il suo amico Èmile Bernard.
Altra importante fonte culturale dell'opera di Gauguin è la pittura giapponese (lui stesso colleziona stampe giapponesi), caratterizzata da un gusto raffinato e essenziale, dove spesso la linea di contorno è usata in funzione dinamico-espressiva (caratteristica colta anche da Klimt, poco più tardi). Uno degli esempi più noti che testimoniano il legame tra la pittura di Gauguin e l'arte giapponese è L'onda del 1888.

La vita di Gauguin si intreccia con la sua produzione artistica, articolata su diverse fasi evolutive. I principali momenti dello sviluppo stilistico di Gauguin si possono distinguere tra la giovanile fase che va dall'esordio all'impressionismo, il periodo bretone e i due periodi taitiani.

 

Dall'esordio all'Impressionismo

 

Alcuni aspetti ricorrenti nella vita e nell’opera di Paul Gauguin si rintracciano già nelle sue origini. Nasce a Parigi nel 1848, da una nobile famiglia spagnola, con diramazioni in Perù, la nonna materna, Flora Tristan, era scrittrice socialista sansimoniana, donna ribelle, con uno spirito d’avventura eccezionale per i suoi tempi. Il padre, Clovis Gauguin, giornalista di idee repubblicane e redattore de Le National, è costretto a lasciare Parigi con tutta la famiglia alla vigilia del colpo di stato di Luigi Napoleone nel 1849, ma muore durante la traversata verso il Perù. In Perù Paul trascorre la prima infanzia, tornerà in Francia con la madre nel 1855. A 17 anni interrompe gli studi in collegio. La decisione di imbarcarsi come marinaio su un mercantile risponde al suo desiderio di fuga. Rimane in mare più di cinque anni, compie un giro del mondo, fa il servizio militare e partecipa alla guerra franco-prussiana. Alla morte della madre viene affidato alla tutela di Gustavo Arosa. Congedato nel 1871 rientra a Parigi. Arosa, fotografo specializzato in riproduzioni di capolavori d’arte e collezionista di quadri moderni, gli procura un impiego presso l’agenzia di cambio Bertin. Questo lavoro permette a Gauguin di mantenere dignitosamente la famiglia che si è formato, sposando l’olandese Mette Gad nel 1873.

 

 

Paul Gauguin. Miette Gauguin che cuce. 1878 Olio su tela, 116X81 cm Collezione privata.
Paul Gauguin. Miette Gauguin che cuce. 1878 Olio su tela, 116X81 cm Collezione privata.

 


Intanto Gauguin comincia a interessarsi alla pittura e a dipingere. Frequenta gli impressionisti, in particolare Pissarro, amico e maestro, che oltre agli insegnamenti tecnici, trasmette al giovane Gauguin una fondamentale libertà espressiva. Anche la scultura arricchisce l’opera di Gauguin. Già dal 1873 comincia a lavorare il marmo e il legno, sviluppando una tecnica rapida, di tipo impressionista. Gauguin è attratto anche dalla pittura costruttiva e razionale di Cezanne, dalle impaginazioni decentrate e dalle figure a silhouettes di Degas. La partecipazione alle mostre impressioniste dal 1879 in poi, gli incoraggiamenti degli altri artisti e l’attenzione della critica, portano Gauguin a dare alla pittura il primo posto nella vita.

 

 

Paul Gauguin. Alberi e figure sulla spiaggia. 1887. Olio su tela. 46X61 cm. Parigi. Collezione privata
Paul Gauguin. Alberi e figure sulla spiaggia. 1887. Olio su tela. 46X61 cm. Parigi. Collezione privata

 


Nel 1883, a causa del crack finanziario, Gauguin perde l’impiego trovandosi in una condizione di disagio economico che non lo abbandonerà più. Dopo il trasferimento con la famiglia a Rouen, la moglie lo lascia e torna a Copenaghen. La situazione di crisi e isolamento si riflette nella pittura, un Autoritratto presenta se stesso smarrito, ma davanti al cavalletto, a conferma che l’arte assume per lui un posto centrale nella sua vita.

Quando raggiunge la moglie a Copenaghen poco più tardi, trova un lavoro come rappresentante e partecipa a una mostra, ma gli affari vanno male, la mostra passa ignorata. Tornato a Parigi con il figlio più piccolo, vive in condizioni di miseria.

Nel 1886 partecipa all’ultima esposizione impressionista: compaiono tendenze nuove che indicano un deciso superamento. Gauguin appare come un innovatore, non cerca di intensificare la luce come i suoi amici, ma un’armonia generale, decorativa e carica di risonanze interiori, musicali. Le pennellate, ancora divise, tendono a dirigersi e organizzarsi in forme chiuse come in un gioco di incastri. Alla mostra dell’86 conosce il noto incisore Braquemont, esperto di arte giapponese e ceramista e Champlet, ceramista di valore, autore di opere originali, eseguite con raffinate tecniche orientali.

 

 

Il periodo bretone

 

In un primo breve soggiorno in Bretagna, a Pont Aven, Gauguin affina gli aspetti tecnici della pittura: usa pennelli di martora perché il colore resti spesso e non si mescoli, dipinge a fitto tratteggio, con effetti “zebrati”. Nascono quadri con temi di un realismo triste, colori densi e sordi, composizioni dai tagli insoliti e delicati effetti di luminosità .
Tornato a Parigi, con Champlet crea ceramiche d’arte in gres smaltato dalle forme strane: vasi con autoritratto che ricordano le ceramiche inca conosciute nell’infanzia, o decorazioni con figurine bretoni o ballerine.
Ma non riesce a vendere le opere e nell’aprile del 1887 parte per Panama con l’amico Laval per lavorare in un cantiere, poi, sempre alla ricerca di lavoro, si sposta in Martinica.
Questo primo soggiorno ai tropici determina una svolta decisiva nella pittura di Gauguin. La luce intensa, il clima, la vegetazione tropicale, lo indirizzano verso un cromatismo acceso e deciso con viola, porpora, rossi e infinite varietà  di verde. Accentua i contorni e le cadenze classiche delle figure. Nelle composizioni di respiro più ampio, le  pennellate a tratteggio si serrano in un tessuto fitto, aumentano le qualità  decorative.

 

 

Paul Gauguin. Lotta di Giacobbe con l'angelo. 1888. Olio su tela, 73X92 cm. Edimburgo, National Gallery of Scotland
Paul Gauguin. Lotta di Giacobbe con l'angelo. 1888.
Olio su tela, 73X92 cm. Edimburgo, National Gallery of Scotland

 


Esposte a Parigi le sue tele destano perplessità , ma sono apprezzate dai fratelli Van Gogh coi quali nasce un rapporto di amicizia. Dal febbraio ’87 trascorre a Pont Aven un lungo periodo per osservare e riflettere. Il suo stile si evolve, influenzato dapprima da Degas e delle stampe giapponesi, poi dalla pittura nuova, sperimentale di Bernard, un giovane artista appena conosciuto. Con la presenza di Bernard a Pont Aven nasce un’amicizia e un sodalizio produttivo.

 

Paul Gauguin. La belle Angle. 1889 Olio su tela, 92x72 cm, ,Parigi Muse d'Orsay,
Paul Gauguin. La belle Angéle. 1889.
Olio su tela, 92x72 cm, Parigi Musée d'Orsay,

 


Bernard crea forme sintetiche e piatte, contornate da una linea scura, ispirandosi alle stampe giapponesi, alle vetrate gotiche e agli smalti “cloisonnes”. L’influenza del sintetismo di Bernard e dell’arte giapponese si riflette nei celebri capolavori del ciclo bretone di Gauguin. Ma il ricorso all’immaginazione, l’uso dei simboli “primitivi”, la rappresentazione di una natura sognata, dove coesiste un piano reale e uno immaginario, i segni lineari e decorativi e il colore antinaturalistico sono tutte invenzioni di Gauguin.
Nei quadri eseguiti ad Arles, ospite di Van Gogh, si avverte qualche reciproca influenza, ma sono più evidenti le differenze. Nonostante il drammatico epilogo in cui si risolvono le divergenze tra i due grandi artisti, Gauguin conserva verso l’amico grande stima.

 

Paul Gauguin. Natura morta con mele, pere e ceramica. 1890 Olio su tela. Fogg Art Museum, Mass., USA

Paul Gauguin. Natura morta con mele, pere e ceramica. 1890 Olio su tela, 28X36 cm. Cambridge, Fogg Art Museum, Mass., USA

 

Sacralità  e arcaismo sono i temi centrali delle opere eseguite in Bretagna nel 1889 e 1890, nella rappresentazione di soggetti religiosi Gauguin ricorre all’arte popolare bretone. I quadri s’impostano su  schemi semplici e regolari, lievi asimmetrie, colori “soprannaturali”, e simboli orientali.

 

 

I periodi taitiani

 

Nel 1891 Gauguin parte finalmente per Tahiti. Miti e leggende maori caricano di mistero e suggestione le opere del primo soggiorno tahitiano,  gli atteggiamenti e le abitudini degli indigeni osservati da Gauguin si arricchiscono di riferimenti classici. Le linee ondulate e i sorprendenti accordi di colore traducono la pittura in una dimensione musicale, figure e ambiente naturale si armonizzano in composizioni di grande carica evocativa.
Al ritorno a Parigi nel 1893, le opere tahitiane destano scandalo, sono apprezzate solo da pochi amici.

 

 

Vahine no te tiare. 1891 Olio su tela, 70X46 cm. Copenaghen, Ny Carsberg
Paul Gauguin. Vahine no te tiare. 1891 Olio su tela, 70X46 cm. Copenaghen, Ny Carsberg



Il secondo periodo tahitiano rispecchia il suo stato di depressione, su cui influiscono gli avvenimenti funesti (morte della figlia), la malattia e l’insuccesso parigino. Le opere sono percorse da una sensazione dolorosa di fronte al mistero incomprensibile dell'origine e dell'avvenire dell'umanità, compaiono atmosfere e personaggi inquietanti.


Dal 1901 si trasferisce nelle isole Marchesi. L' ultima fase pittorica di Gauguin risente del peggioramento del suo stato di salute, ma riesce ancora a ottenere risultati altissimi abbandonandosi  liberamente alla sensazione  e al proprio temperamento di colorista.
Muore a 55 anni nel 1903.

 

A. Cocchi

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

 AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
A.M. Damigella. Gauguin Dossier Art n. 32, Giunti Firenze, 1989
A.M. Damigella. Gauguin a Tahiti Dossier Art n. 216, Giunti Firenze, 2006
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986


 

 

   

   
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