Le fontane di Bernini

Gianlorenzo Bernini. Fontana dei Quattro Fiumi. Part. 1648-1651. Travertino. Roma, piazza Navona
Gianlorenzo Bernini. Fontana dei Quattro Fiumi. Part. 1648-1651. Travertino. Roma, piazza Navona

 

 

Le fontane di Bernini offrono al visitatore uno spettacolo ogni volta diverso, sono concepite per destare meraviglia e ammirazione con le loro soluzioni originali e inaspettate.  Uno dei temi fondamentali della poetica berniniana, particolarmente presente nelle sue fontane, è la fusione tra lo spazio urbano e le forme della natura, una natura benefica e dinamica, animata da una metamorfosi incessante.

 

Acqua e travertino

 

 

Gianlorenzo Bernini a Roma realizza varie fontane: a parte la Barcaccia, in Piazza di Spagna, assegnata da molti al padre Pietro Bernini, Gianlorenzo inizia ad occuparsi delle fontane già  nel giovalnile gruppo del Nettuno e tritone, completamento di una fontana preesistente. Seguono poi la Fontana del Tritone, la Fontana del Moro, la Fontana delle Api, la Fontana dei Fiumi.
Ognuna di esse risponde ad una fontamentale collocazione urbanistica: le fontane di Bernini qualificano e caratterizzano le piazze e i luoghi in cui sorgono, fino a diventare punti di riferimento di particolari scorci di Roma. Inoltre non seguono uno schema fisso, ma sono tutte diverse, e ogni volta sono pensate tenendo conto della massa, della forza e quantità  dell'acqua, oltre che dell'elevazione dell'acquedotto.

Le fontane di Bernini offrono al visitatore uno spettacolo ogni volta diverso, sono concepite per destare meraviglia e ammirazione con le loro soluzioni originali e inaspettate.  Uno dei temi fondamentali della poetica berniniana, particolarmente presente nelle sue fontane, è la fusione tra lo spazio urbano e le forme della natura, una natura benefica e dinamica, animata da una metamorfosi incessante.

Anche la stessa materia del travertino sembra perdere il suo stato inerte, trattata secondo una concezione dinamica, sembra vivificata da un'energia misteriosa e diventa una sostanza soggetta ad un processo di trasformazione continua.

Bernini compie un'evoluzione fondamentale sul tema della fontana basando la sua ricerca espressiva su una vera e propria sintesi naturalistica e architettonica. L'acqua, elemento simbolico di dinamismo e trasformazione, caro all'estetica barocca, non è più vista da Bernini vista come semplice materia contenuta nella fontana, ma viene trattata in modo da diventare "architettonica" e spettacolare. Nello stesso tempo, l'architettura-scultura assume forme "naturali", con proprietà  di dinamismo e capacità  di metamorfosi proprie dell'acqua.

Caratteristiche del Bernini sono le fontane con vasche molto basse a livello del suolo. Per lui diventa importante eliminare la componente architettonica nella parte inferiore per lasciare protagonista l'acqua. L'acqua è  uno dei simboli principali del barocco: indica vitalità , dinamismo metamorfosi e divenire continuo. Così l'acqua nelle fontane del Bernini assume innumerevoli forme: zampilli, cascate, spruzzi, specchi, traboccamenti, gocciolamenti, correnti, ecc. , diventa anch'essa uno spettacolo. Inoltre esiste un'analogia profonda tra la fluidità  dell'acqua e la fluidità  delle forme scultoree del Bernini.

 

 

Il modello cinquecentesco

 

Quando pensiamo alle fontane di Roma le prime immagini che ci vengono in mente sono le fontane di Bernini. Ma Roma con le sue oltre duemila fontane possiede una varietà enorme di questi monumenti, i cui esempi più antichi risalgono all'epoca romana.  Prima di realizzare i suoi capolavori, Gianlorenzo  Bernini studiò i lavori eseguiti dai maestri che lo avevano preceduto, soprattutto quelle più recenti. 

 

 

Giacomo della Porta. Fontana delle tartarughe. 1581. Marmo. Roma Piazza Mattei
Giacomo della Porta. Fontana delle tartarughe. 1581. Marmo. Roma Piazza Mattei

 

 

Dalla metà  del '500 si fecero convogliare le acque delle sorgenti circostanti nella città per realizzare nuove fontane e Giacomo della Porta, uno dei principali esponenti del Manierismo,  realizzò una serie di fontane per trasformare in monumenti gli sbocchi delle sorgenti. Bernini imparò molto da lui e collaborò con il Della Porta nell'esecuzione della Fontana del Moro.  
Giacomo della Porta seguiva uno schema-base che verrà  mantenuto per tutta la seconda metà  de secolo e rimase fedele a questa tipologia portando solo poche varianti.
Gli elementi della fontana cinquecentesca sono:

- i gradini
- la forma ottagonale
- i catini sovrapposti con dimensioni progressivamente più piccole
- lo zampillo, chiamato 'pilo.

La fontana cinquecentesca era quindi considerata come un contenitore d'acqua. Tra la forma architettonica della fontana e l'acqua contenuta entro il perimetro non esiste alcun rapporto.

 

 

Giacomo della Porta e Bernini. Fontana del Moro 1574-1576 (1654 il gruppo del Moro di Bernini) . Marmo. Roma, piazza Navona.
Giacomo della Porta e Bernini. Fontana del Moro 1574-1576 (1654 il gruppo del Moro di Bernini) . Marmo. Roma, piazza Navona.

 

 

Nell'arte barocca la fontana subisce una profonda modificazione. Le fontane di Roma partecipano a quella profonda ricerca di spettacolarità  e dinamismo portata avanti da Gianlorenzo Bernini, anzi si possono considerare parte integrante della sua poetica.

 

 

 

A. Cocchi

 


 

Bibliografia.

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