Gianlorenzo Bernini. Fontana delle Api

Gianlorenzo Bernini. Fontana delle Api. 1644. Travertino. Roma

 

Lo stemma di famiglia dei Barberini, i suoni e i rinvii simbolici legati alla religione e alla letteratura sono le fonti di ispirazione per la Fontana delle Api.

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Mappe concettuali (.pdf) / Riassunti / Materiale didattico

Fantasia e giochi di simboli

 

La Fontana delle Api, realizzata in travertino, si trova in Piazza Barberini a Roma, è stata progettata da Gianlorenzo Bernini nel 1644 per essere collocata all'angolo di Palazzo Soderini, tra piazza Barberini e via Sistina. 
Smontata nel 1865 e conservata nei magazzini comunali, venne poi ricostruita nel 1915-16 e  sistemata in posizione isolata, nella stessa piazza, ma all'angolo con via Veneto.
Oggi rimangono solo alcuni frammenti originali, un'ape e parte della conchiglia. Dopo un restauro nel 2000 la testa di un'ape è stata danneggiata da vandali nel 2004 e sostituita da una copia.

In questa fontana Bernini realizza l'uscita dell'acqua con una soluzione fantastica. L'artista aveva a disposizione una quantità  d'acqua molto limitata. La fontana raccoglie infatti l'acqua di ritorno della Fontana del Tritone, già  progettata per papa Urbano VIII Barberini nel 1623-44.
Egli inventa una grande conchiglia bivalve aperta con la parte superiore verticale, per aderire all'angolo del Palazzo Soderini, e quella inferiore in funzione di vasca. Alla base pone tre grandi api, simbolo della casata dei Barberini, dalla cui bocca a originariamente uscivano tre sottili zampilli.
Anche in questo caso Bernini gioca con i significati e le allegorie. Le api hanno diversi significati, anche religiosi. Uno dei simbolismi più recenti è quello offerto da San Francesco di Sales che nel suo Trattato dell'Amore di Dio, edito nel 1616 usa l'immagine di un'ape pe definire l'anima l'anima dell'uomo durante la sua vita terrena.
Le api erano anche presenti nello stemma di famiglia dei Barberini. Nella fontana di Bernini le api sono associate al tema dell'acqua intesa come immagine di vita eterna. Gli zampilli sottili lanciati dalle api simboleggiano il suono, il ronzio sottile delle api e rappresentano un'altra delle metamorfosi in cui è protagonista l'acqua. In questo caso l'acqua si trasforma in suono (metamorfosi: acqua-suono).
Un altro significato è indicato dall'iscrizione incisa sulla valva superiore:  

VRBANVS VIII PONTIFEX MAXIMVS
FONTI AD PVBLICVM VRBIS ORNAMENTVM
EXSTRVCTO
SINGVLORVM VSIBVS SEORSIM COMMODITATE HAC
CONSVLVIT
ANNO MDCXLIV PONT XXI

L'acqua viene paragonata al miele che viene versato dalle api per alludere alla dolcezza, alla purezza dell'acqua. Quest'ultimo senso è nuovamente associato ad una valenza religiosa, poiché rinvia all'acqua come elemento naturale segno dell'infinita bontà  e misericordia divina, dono di natura in cui si riflette la divinità . La fusione perfetta tra divinità  e natura, spirito e materialità  è uno degli aspetti che caratterizzano la sensibilità  berniniana ma appartengono più in generale alla cultura barocca. Allo stesso modo, il gioco di significati e rimandi intellettualistici è anche uno scherzo raffinato rivolto agli osservatori ed appartiene in pieno all'estetica barocca: implica il gusto del messaggio nascosto e da scoprire nelle opere, dell'intreccio dei contenuti e dei significati, spesso a più livelli.
La Fontana delle Api si pone come un enigma da sciogliere, ma è anche un oggetto che con i suoi significati, diventa un'occasione per meditare e scoprire la presenza di Dio in ogni cosa. Anche in questo caso, quindi l'opera risponde a quella "scienza della persuasione" a cui fa riferimento sant'Ignazio di Loyola e che viene promossa con forza da Papa Urbano VIII Barberini, in gioventù educato presso i Gesuiti, l'ordine fondato da Sant'Ignazio.

A. Cocchi

 

 

 

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Bibliografia

 

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R. Wittkower. Arte e architettura in Italia 1600-1750. Einaudi, Torino 1972
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O. Ferrari. Bernini. Dossier Art. Giunti, Firenze 1991
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La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
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AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004

   

   
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