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La chiesa di Marissel

Nell’opera, dipinta da Corot nel 1866, viene rappresentato un paesaggio boscoso, diviso da un sentiero, sul quale camminano di spalle due figure femminili. In primo piano una donna fa il bucato, chinata su un piccolo stagno, che riflette un angolo di cielo nuvoloso e la cima del lontano campanile della chiesa di Marissel, attorniati da un sipario verdeggiante, dato dall’intensa vegetazione.
Lo stagno è l’elemento essenziale e primario della composizione, perché dall’osservazione di  questo, Corot trae spunto per dipingere l’intero quadro.
 Sullo sfondo, alla fine del sentiero tortuoso, appare la chiesa, volutamente decentrata rispetto al palcoscenico naturale; ciò fa intendere che non sia l’elemento principale dell’opera.
Tutta la composizione è sviluppata verticalmente: gli esili tronchi degli alberi tendono al cielo, così come il campanile della chiesa.
L’intera opera è studiata con i colori della terra: vengono utilizzati soprattutto il marrone, le varie sfumature di verde, per rendere naturalistica la vegetazione, il bianco per il sentiero, il grigio per la chiesa, e l’azzurro per il cielo. L’opera è, inoltre, arricchita da un sapiente uso di ombre e luci.
Il paesaggio è intriso di nostalgia, in cui Corot fa vibrare la luce studiando la freschezza e la limpidezza dell’aria.
Dopo averlo colto in un bozzetto Corot torna sul soggetto e costruisce questo "effetto di mattino" attorno al punto focale della chiesa di Marissel, vista come una massa quasi irreale modulata su di un grigio palpitante e raffinato.

B. Pacchioni


Bibliografia:
 Giovanni Treccani, Dizionario italiano enciclopedico, 1970
Storia dell'Arte, Istituto geografico De Agostini, 1987
AA. VV. Corot in: La biblioteca di Repubblica, Istituto geografico De Agostini, 2003

   

   
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