Arte delle civiltą mesopotamiche



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Arte delle civiltą mesopotamiche

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Le civiltà mesopotamiche
L'avvicendarsi delle civiltà

L'organizzazione sociale

Le antiche città della Mesopotamia

 Mappe concettuali

 

Bibliografia

 

Le civiltà mesopotamiche

 

Dal 5.000 a. C. si identificano le prime testimonianze di civiltà di area mesopotamica, ossia nella regione fra i fiumi Tigri ed Eufrate, e subito dopo in Egitto, lungo il corso del Nilo.
In base alla datazione dei reperti, le civiltà mesopotamiche appaiono le più precoci, le più prontamente evolute e omogenee tra loro nelle strutture essenziali.
A queste civiltà sarà debitore l'Egitto nel suo splendido sviluppo che giungerà fino al I sec. a.C.
Nel frattempo i Sumeri, come dimostrano recenti scoperte, hanno raggiunto nella loro espansione anche l'Europa, occupando l'attuale Romania.
Le manifestazioni artistiche di queste civiltà risultano quasi sempre legate al rituale religioso, mettendo fortemente l'accento sulla condizione di assoluta dipendenza degli uomini dagli dei; tuttavia non mancano tentativi di rappresentare aspetti della vita quotidiana e della realtà fisica.
Dal IV millennio a. C. nella parte meridionale del paese la cultura cosiddetta di El-Ubaid testimonia una rapida evoluzione rispetto ai primitivi villaggi neolitici, soprattutto nelle strutture edilizie.
L'uso del mattone d'argilla seccato al sole in luogo delle canne (facilmente deperibili) e dei materiali come la pietra e il legno (difficili da reperire in quelle pianure), permise l'erezione di edifici di un certo impegno e di notevoli dimensioni, con mura a contrafforti dalla duplice funzione strutturale ed estetica.
Gli esempi più significativi di questa fase sono il Tempio di Tepe-Gawra e il Tempio di Eridu.
Gli scambi tra le singole civiltà avvennero sia attraverso invasioni o immigrazioni, sia attraverso rapporti commerciali. Questi si intensificano specie lungo le rive del Mediterraneo e permisero un veloce amalgamarsi delle varie culture con lo sviluppo della civiltà fenicia.

 

L'avvicendarsi delle civiltà

 

Nel vasto e fertile "paese dei due fiumi" si avvicendarono la civiltà dei Sumeri, degli Assiri, dei Babilonesi e in parte quella dei Persiani, per un ciclo che abbracciò più di tre millenni.

Tra le civiltà del Mediterraneo la prima a comparire, in base ai reperti sembra essere quella dei Sumeri. Nella bassa Mesopotamia, ad Uruk (Warka) e Ur sono le città in cui si sono ritrovate le tracce più antiche della civiltà sumerica e la maggiore concentrazione di opere d'arte mesopotamica. Più volte invasi dai popoli circostanti, i Sumeri a partire dal 1.800 a.C. sono soppiantati dal potere dei Babilonesi.

I Babilonesi (dal nome della loro capitale Babilonia) furono a loro volta attaccati da Ittiti, Cassiti ed altre popolazioni.

Nel 1.100 a. C. si stabilisce il potere degli Assiri, provenienti dalla Mesopotamia settentrionale, che scelgono come capitale Kalkhu (Odierna Nimrud), e nel VII sec. Ninive.

Gli scavi e i ritrovamenti di quest'area asiatica sono cominciati all'inizio del XIX sec., insieme agli studi per la ricostruzione di queste civiltà, caratterizzate da una straordinaria fioritura architettonica. Gran parte delle opere sono conservate in Europa, specialemente al British Museum di Londra, e al Louvre di Parigi.

A. Cocchi

 

L'organizzazione sociale

 


Schema del modello organizzativo 
delle società preclassiche

 

Le prime civiltà corrispondono alla formazione dei primi stati. Si tratta di insiemi organizzati politicamente e giuridicamente, per poter regolare le attribuzioni dei poteri, l'emanazione delle leggi, l'amministrazione della giustizia e le funzioni di governo.
Queste grandi civiltà sono sorte a partire dal 3.000 - 4.000 a. C. in poi.
Nel secondo millennio a. C. l'Egitto e la Mesopotamia avevano raggiunto un altissimo grado di sviluppo culturale ed economico: in entrambi i paesi si produceva molto e fervevano i traffici anche con altre popolazioni; si moltiplicavano gli strumenti religiosi, giuridici, finanziari, amministrativi.
L'agricoltura, come anche in Egitto, era assai redditizia grazie alle piene dei fiumi che depositavano sul terreno un materiale fertilissimo, il limo. Ma le piene dovevano essere regolate con imponenti opere di canalizzazione, e questo era il problema più importante per gli amministratori pubblici, che per risolverlo si servivano di valenti ingegneri.

Il modello statale era teocratico, in quanto il re rappresentava la divinità.
Immediatamente successivo, nella scala gerarchica, il secondo livello di potere era rappresentato oltre che dai familiari del re, dalla potentissima casta sacerdotale, che attraverso il ruolo di consiglieri, orientava scelte politiche e decisioni importanti.
Dopo i sacerdoti una classe di alti funzionari formava l'elìte dei privilegiati. A questi di affiancano i generali e gli ufficiali dell'esercito.
Segue, con un livello di importanza molto minore, la fascia delle professioni quali: medici, notai, avvocati, ecc.
Artigiani, artisti e mercanti, potevano giungere a godere di una certa ricchezza, ma non avevano alcuna possibilità di accesso al potere.
contadini erano completamente esclusi anche dalla ricchezza, gli schiavi erano considerati cose, oggetti di proprietà.


A. Cocchi


 

Le antiche città della Mesopotamia

 


La porta di Ishtar. VI se. a. C. Berlino, Museo archeologico

 

Le città delle antiche civiltà orientali riflettono nella loro struttura l'organizzazione sociale e sono funzionali allo sviluppo delle stesse civiltà.
Nella Mesopotamia i centri urbani erano le sedi del potere, delle manifatture, del commercio, della vita culturale e controllavano ciascuna i villaggi e l'area gricola circostanti.
La città viveva sotto l'attenta e pervasiva tutela del tempio, che era tutto: luogo di culto e dimora dei sacerdoti, ma anche sede di uffici, servizi e attività commerciali, amministrative, finanziarie, legali e culturali.

Il tempio delle civiltà antiche non è un edificio singolo con funzioni religiose, è una cittadella fortificata, protetta da mura all'interno della città vera e propria. A volte consiste in diversi edifici collegati tra loro, spesso è una città-palazzo, un'unica costruzione immensa, come un agglomerato di edifici contenente reggia, tempio, residenze dei sacerdoti e dei funzionari, tribunali, uffici, mercati, ecc.
Palazzo regio e tempio erano chiari simboli del potere gestito dal re e dai sacerdoti e formavano un'unità.
Fuori dalle mura del tempio si allargava la città con i quartieri abitativi del popolo che formavano la periferia. Un'altra cerchia di mura più esterna poteva difendere la città, che spesso si muniva di torri, camminamenti, e altri sistemi difensivi.
Alla città si poteva accedere da porte monumentali, solitamente ben difese da guardie.

Le più antiche città finora scoperte dall'archeologia sono Ebla e Gerico (tra la Palestina e l'Anatolia), databili tra l'8000 e il 6500 a. C.

A. Cocchi

 


 

 

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Bibliografia


R. Bossaglia Storia dell'arte. Dall'Antichità al Gotico Internazionale. Principato Editrice, Milano 2003.
AA.VV. Vivere l'arte. libro per il docente. Bruno Mondadori Editore, Milano  2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol.I
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.I
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà Vol. I Electa 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice

 

 


  

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Stile:Arte delle civiltą mesopotamiche, Arte sumerica, Arte Assira.

 



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Stendardo di Ur. 2500 a.C. ca. Part. Legno intarsiato con lapislazzuli, conchiglie e madreperla. Londra, British Museum


La Mesopotamia nel II millennio a. C.



 

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