La Ziggurat di Ur

 

Ziggurat di Ur. Civiltà sumerica, XXI secolo a. C. circa. Dhi Qar, Iraq
Ziggurat di Ur. Civiltà sumerica, XXI secolo a. C. circa. Dhi Qar, Iraq

 

La Ziggurat di Ur è uno dei più antichi edifici sacri della storia. Di dimensioni colossali, e costruito in mattoni, è un monumento simbolo delle civiltà mesopotamiche.

Caratteristiche architettoniche della ziggurat

 

Alla fine del III millennio avanti Cristo, nel quartiere sacro dell'antica capitale sumera di Ur, il re Ur-Nammu fece costruire la grandiosa ziggurat di Ur, dedicandola al dio della luna Nànnar, protettore della città.

La ziggurat, il cui nome in sumerico indica: "montagna di dio" è un tipo di costruzione che caratterizza le antiche popolazioni mesopotamiche e che nella civiltà sumerica era presente in ogni città. Le ziggurat mesopotamiche venivano costruite nella cittadella: nucleo centrale della città in cui si concentravano gli edifici sacri e quelli dell'amministrazione del potere.

La ziggurat di Ur sorge al centro di un ampio cortile, è una grande torre a gradoni di pianta rettangolare, con lati di 62 per 43 metri e la cui altezza in origine doveva superare i 20 metri. Oggi potrebbe corrispondere all'incirca ad un palazzo di sette piani.
L'insieme della struttura origina era composta di tre livelli, dei quali oggi ne rimangono due, poiché la parte superiore è andata perduta. Giungendo presso il monumento, l'impressione di slancio verticale è suggerito dalla forma a torre scalata, dai muri inclinati e dalle linee verticali dei contrafforti che scandiscono le pareti ad intervalli regolari. L'effetto di armonia dell'insieme è dovuto alla simmetria, alle proporzioni e alla combinazione equilibrata di forme geometriche semplici. Ogni gradone è un blocco a forma di tronco di piramide ed è coperto da un soffitto piano che funge da terrazzo per il gradone successivo. I blocchi  si riducono di dimensioni andando verso l'alto, in modo da rimanere centrati e circondati da un ampio terrazzo.  Le dimensioni e le altezze dei vari livelli sono scalate in maniera proporzionale, passano dai 12 metri di lato del piano inferiore ai 5 metri di quello mediano ai 3 metri del livello superiore.  Nella parte più alta della costruzione era posto il tempio nel quale si celebravano i riti dedicati al dio lunare. 

 

 Leonard Woolley. Ricostruzione grafica della Ziggurat di Ur. 1939
 Leonard Woolley. Ricostruzione grafica della Ziggurat di Ur. 1939

 

Sulla parte frontale della ziggurat si sviluppa in avanti un avancorpo rettangolare su cui poggiano le tre rampe delle scalinate d'accesso: due con disposizione laterale e una centrale.  Le tre scale si congiungono a una torre di guardia, impostata su un grande arco e in origine coperta a cupola. Da qui si sviluppavano altre due rampe della scala centrale fino a raggiungere il tempio.

Su tutto il perimetro esterno le pareti sono vivacizzate da sporgenze e rientranze. Gli elementi che sporgono sono i robusti contrafforti, che come indica il termine, offrono un solido rinforzo al muro. Le parti rientranti sono le nicchie che si alternano ai contrafforti, creando un vivace movimento delle superfici, messo in risalto dal gioco di luci e ombre creato dal sole. 

 

 

La tecnica di realizzazione

 

I muri perimetrali hanno un profilo inclinato e sono detti a scarpa: sono più larghi e grossi in basso e si assottigliano in alto, per avere maggiore stabilità, vista l'altezza considerevole della costruzione. Inoltre gli architetti sumeri hanno praticato una correzione ottica incurvando leggermente verso l'esterno le pareti, per evitare che, vedendole dal basso, sembrino piegate verso l'interno.

Per la realizzazione dell'edificio è stata messa in opera una muratura di mattoni: crudi all'interno dello spessore, e cotti (più resistenti al sole e impermeabili alla pioggia) nello spesso strato di rivestimento esterno. Durante il lavoro i mattoni sono stati rinzaffati (cioè tenuti insieme, incollati tra loro) con calcina di fango o bitume. La tecnica adottata ha permesso non solo la robustezza dell'edificio ma anche la sua conservazione millenaria.

 

 

Le funzioni

 

Le ziggurat mesopotamiche erano monumenti polifunzionali: santuari, centri del potere e osservatorio astronomico. Al loro interno ospitavano ambienti molto diversi come sale di riunione, sale di rappresentanza, ambienti per il culto, appartamenti residenziali, ambienti amministrativi, magazzini, ambienti commerciali.
Ma  la destinazione di questi monumenti era prevalentemente religiosa. Una ziggurat è un tempio-torre che rappresenta la comunicazione tra il mondo terreno e quello divino: la stessa forma a gradoni suggerisce un movimento di salita verso l'alto. Nella religione sumerica il mondo divino era il cielo e gli dei erano identificati con gli astri: il sole, la luna, le stelle e i pianeti. I loro culti venivano celebrati con feste religiose che si svolgevano in corrispondenza a determinati momenti dell'anno, riferiti a particolari eventi astrali.
Quindi sul piano più alto sorgeva il santuario, con cella unica, nella quale si custodivano le statue degli dei. Nel terrazzo intorno si svolgevano i riti più solenni e probabilmente si studiava la volta celeste e i fenomeni astronomici.  Immediatamente sotto al tempio un'area era riservata ai sacerdoti e alla residenza reale, poiché il sovrano aveva un ruolo anche di capo religioso. Le spaziose terrazze de gli altri due piani servivano per accogliere la folla dei fedeli soprattutto nelle feste religiose e nelle cerimonie più importanti e diverse sale per il culto erano ospitate anche all'interno. 
Ampi settori della costruzione erano adibiti agli uffici governativi e agli spazi per la gestione dello stato.

Nei piani bassi erano situati probabilmente, botteghe e magazzini,  per contenere gli approvvigionamenti soprattutto alimentari che andavano distribuiti tra la popolazione.


A. Cocchi

 

 

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Arte delle civiltà mesopotamiche

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L'architettura delle prime civiltà: La Ziggurat di Ur- Treccani Scuola

 

 

 


Bibliografia

 

R. Bossaglia Storia dell'arte. Dall'Antichità al Gotico Internazionale. Principato Editrice, Milano 2003.
AA.VV. Vivere l'arte. libro per il docente. Bruno Mondadori Editore, Milano  2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol.I
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.I
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
E. Ascalone I sumeri. Quando la regalità scese dal cielo in AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà Vol. I Electa 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice

   

   
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