Boccioni


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Umberto Boccioni

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Bibliografia

 

Umberto Boccioni è un artista dalla personalità inquieta e riflessiva, molto attento alle vicende della cultura contemporanea. È il maggiore rappresentante del futurismo e il teorico del movimento.
Nasce a Reggio Calabria nel 1882 da genitori romagnoli, e poichè il padre lavora in prefettura, la sua famiglia si trasferisce spesso, spostandosi in diverse città d'Italia. Le persone della sua famiglia e i luoghi della sua infanzia rientrano spesso nelle sue opere.
Tra il 1897 e il 1900 compie i suoi studi all'istituto tecnico, dapprima a Padova, poi a Catania, e nonostante le valutazioni mediocri in disegno, coltiva le sue passioni per la pittura e la letteratura. Collabora con alcuni periodici locali e scrive anche un romanzo: Pene dell'anima, che rimarrà inedito. Questi anni di formazione sono fondamentali perchè la sua attenzione verso la cultura contemporanea e gli stimoli che ne riceve permetteranno che Boccioni divenga non solo uno degli artisti più importanti del primo '900, ma anche un grande portavoce del suo tempo.

Nel 1901 si separa dalla famiglia e si stabilisce a Roma da una zia. Decide di dedicarsi alla pittura, ma non sceglie l'insegnamento accademico, che ritiene sorpassato e apprende i rudimenti del disegno presso un cartellonista pubblicitario. A Roma conosce casualmente Severini e studia presso di lui la pittura dal vero. I due artisti diventano subito amici, condividono molti interessi, come quelli per la letteratura e per la filosofia di Nietzsche, Sorel e Renan. Entrambi avvertono la necessità di un deciso rinnovamento culturale. Boccioni e Severini iniziano a frequentare lo studio di Giacomo Balla, più anziano e affermato, e da lui apprendono la tecnica divisionista. Nello studio di Balla nascono tra gli artisti riflessioni e discussioni sulla modernità. Il tema principale è la radicale e veloce trasformazione degli ambienti urbani sotto la spinta dello sviluppo tecnologico e industriale, che avrà grande peso sulla svolta futurista di ciascuno di loro.
Nel 1906 Boccioni vince un concorso di pittura e soggiorna a Parigi. Studia la pittura degli impressionisti, in particolare Cézanne, e dipinge concentrandosi sul rapporto tra uomo e natura.
Tra luglio e novembre dello stesso anno soggiorna in Russia presso una famiglia di amici, ed ha l'occasione di ampliare le sue conoscenze.
Quando torna in Italia, tra il 1906 e 1907 si ferma a Padova e a Venezia.
Verso la fine del 1907 si stabilisce a Milano con la madre e la sorella. Dopo l'incontro con Marinetti incominciano le fasi di trasformazione verso lo stile futurista e documenta le sue riflessioni: <<voglio dipingere il nuovo, il frutto del nostro tempo industriale>>. Si interessa alle problematiche sociali, collabora con riviste, specialmete l'Illustrazione italiana, pubblicando i suoi bozzetti. Nascono opere dedicate al mondo del lavoro come Officina a Porta Romana della Banca Commerciale di Milano e l'Autoritratto del 1908, ora alla Pinacoteca di Brera.
A Milano conosce Gaetano Previati, pittore simbolista, approfondisce lo studio della funzione psicologica dell'immagine rivolgendosi alle opere di Munch, dell'Espressionismo tedesco e della Secessione.
Intanto elabora i suoi concetti di dinamismo e simultaneità attraverso la conoscenza e interpretazione originale delle nuove idee che circolavano nella cultura del momento e in particolare della filosofia di Bergson. Secondo il premio Nobel francese Henri Bergson l'universo è mosso da un'energia fondamentale: lo slancio vitale, che è un impulso a creare spontaneamente forme e situazioni sempre nuove e imprevedibili.
Nel 1910 avviene l'importante discussione, nello studio di Marinetti, con Russolo e Carrà che si conclude con la stesura e la firma del Manifesto tecnico della pittura Futurista.
Dopo questo evento Boccioni realizza numerosi dipinti futuristi e partecipa a diverse esposizioni.
Boccioni interpreta, con una sintesi di grande libertà espressiva, il problema dello spazio-tempo della filosofia di Bergson, volge la sua pittura al superamento dell'antitesi tra realismo e idealismo, costruisce immagini in cui il dinamismo si manifesta in chiave emozionale.
E' un periodo di intenso lavoro, in cui nascono capolavori come: La città che sale, La risata, Il lutto, Rissa in galleria.   Nel 1911 partecipa all'esposizione d'arte libera a Milano, a una conferenza del Circolo artistico internazionale a Roma e lavora alla splendida serie degli Stati d'animo.
Nel 1912 seguono mostre a Parigi e a Londra, con grande successo e vendita di opere.
Boccioni si dedica anche alla scultura, viene pubblicato il Manifesto tecnico della scultura futurista e realizza Fusione di testa e finestra, Antigrazioso, Sviluppo di una bottiglia nello spazio per mezzo della forma, ed elabora il concetto di "scultura d'ambiente" inteso conme abolizione dei limiti tra forma e spazio ambientale.
Durante l'estate del 1912 Boccioni è a Parigi per studiare il cubismo e partecipa al Salone d'Autunno, con alcune sculture.
Nel 1913 espone alcuni dipinti a Roma insieme a Soffici, Balla, Carra, Russolo e Severini e a Parigi partecipa a una mostra di scultura con diversi pezzi importanti tra cui le Forme uniche nella continuità dello spazio. Seguono mostre, conferenze, e le famose 'serate futuriste' insieme agli altri artisti del gruppo.
Nel 1914, con l'inizio della prima guerra mondiale, i futuristi incominciano a partecipare a dimostrazioni interventiste e nel luglio del 1915 Boccioni parte volontario per la guerra insieme a Russolo e Sant'Elia. Ma la guerra, tanto celebrata come "igiene del mondo", nella realtà vissuta gli si apre davanti nei suoi aspetti più miseri e drammatici, e Boccioni entra in una crisi da cui non uscirà più. Durante un'esercitazione, per una caduta da cavallo, muore nell'agosto del 1916.

A. Cocchi

 

 

Libri consigliati

 

Per una conoscenza più approfondita su Umbertto Boccioni e la sua opera cosi consigliano i seguenti libri:

 

 

 


 

Bibliografia

 

G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte vol. 3
E. Bernini, R. Rota. Figura 2. Profili di storia dell'Arte. Laterza Editori, Bari 2002
G. Di Milia. Boccioni. Dossier Art n. 29, Giunti editrice, Firenze 1998
A. Palazzeschi, G. Bruno L'opera completa di Boccioni, Classici dell'Arte Rizzoli n. 34, Milano 1966

 

Approfondimenti:Boccioni, dinamismo, pittura dal vero, Bergson, psicologia, emozioni, Nietzsche, filosofia, guerra, prima guerra mondiale, .

Stile:Futurismo.


 



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Umberto Boccioni. Visioni simultanee. 1911. Olio su tela. cm. 100X100. Hannover Niedersachsisces Landesmuseum


Umberto Boccioni. Forme uniche nella continuitą dello spazio. 1913. Bronzo. h. cm 110,5 Milano, Collezione Mattioli.

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