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Ecce Homo

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Ecce Homo, noto anche come “Vogliamo Barabba” per riprendere il grido che si alza dalla folla in primo piano, era destinato ad una chiesa di campagna ed è uno dei suoi rarissimi esempi di pittura sacra di Daumier.
L'opera sembra lasciata allo stato di abbozzo con linee di bitume nere di contorno e una tinta unica resa chiara con il bianco. L’effetto chiaroscurale è caravaggesco con un controluce che rende tutte le figure scure appena illuminate da tocchi di bianco; la pennellata veloce, l'atmosfera confusa e il controluce suggeriscono un evento drammatico ed epico. Tutta la scena è orchestrata su poche tonalità terrose dove la luce va a rischiarare proprio gli elementi che Daumier vuole sottolineare o in alcuni casi condannare.
La lettura dell'opera ci propone una singolare distinzione tra popolo e folla; il popolo è formato da tutti gli individui che lottano per la libertà mentre la folla è un insieme indistinto spesso privo di volontà propria e asservito al potere.

 

 


Honoré Daumier, Ecce Homo. 1850 Dett.
Olio su tela cm. 160 x 127.Museum Folkwang, Essen. 

 

Qui Cristo in catene è solo un simbolo senza volto, immobile nella sua dignità; Pilato diventa invece l’archetipo del politicante intento ad affabulare e sobillare la folla con veemente gestualità. La critica più aspra viene però riservata alla platea di spettatori senza caratterizzazione dove l'assenza di fisionomia equivale alla mancanza di individualità e coscienza. La folla segue e ripete i gesti del concitato oratore e questo asservimento mentale viene riproposto dalla struttura compositiva dove la massa degli astanti è disposta secondo una diagonale che ripete la stessa linea che si viene a definire partendo dalla testa protesa di Pilato, al suo braccio teso per finire nella statuaria figura del carceriere alle spalle di Cristo. Una folla che si lascia istruire facendosi coinvolgere e trascinare dal discorso.

 


Honoré Daumier, Ecce Homo. 1850 Dett. 
Olio su tela cm. 160 x 127.Museum Folkwang, Essen. 

 

Culmine della critica sociale di Daumier è proprio il centro del primo piano, la figura del bambino sollevato dal padre ed esortato da quest’ultimo ad unirsi al giudizio collettivo contro Cristo; qui viene ritratta una pratica comune nei secoli passati cioè quella di portare anche i giovani ad assistere alle pubbliche esecuzioni che diventavano un monito al fine di scoraggiare comportamenti delittuosi.


F. Gaido

 

Bibliografia


Rey Robert, Daumier, Serie Arte Garzanti, Garzanti Libri, 1959

   

   
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