Cesenatico: storia e arte



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Cesenatico: storia e arte

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Cesenatico è una delle più importanti stazioni balneari della costa romagnola. La vivace cittadina turistica, con i suoi confortevoli alberghi e ottimi ristoranti rappresenta un'offerta particolarmente allettante per chi ama il mare e vuole concedersi una vacanza con tutta la famiglia. Ma accanto alla rinomata ospitalità romagnola e alla sua prelibata cucina, questa località merita un soggiorno anche per chi oltre al relax e al divertimento vuole concedersi anche svaghi di carattere culturale.

 


Romolo Liverani. Veduta di Cesenatico con la torre civica.
Acquerello eseguito prima della distruzione del 1875.
Fonte: D. Gnola, Cesenatico nella storia Edizioni Il ponte vecchio Cesena, 2008


Anche dal punto di vista storico e artistico, infatti, il piccolo centro adriatico ha molto da offrire. In base agli studi archeologici effettuati fino ad ora, gli insediamenti più antichi appartengono al periodo compreso tra il Neolitico Superiore e l'Età del bronzo, quando nella zona, ancora caratterizzato da lagune e paludi, si passa dai primi stanziamenti stagionali dei popoli dediti alla pastorizia a quelli via via più stabili. Alcuni ritrovamenti hanno infatti riportato alla luce le tracce di primitive abitazioni che erano situate nel Podere Almerici a Bagnarola di Cesenatico

 


Uno dei reperti conservati presso l'Antiqyuarium di Cesenatico.

 

 

Meglio documentata è l'età romana, testimoniata dai reperti raccolti nel locale Antiquarium. Nel periodo repubblicano, nel II-I secolo a. C. il piccolo abitato di Cesenatico  è indicato da alcuni ritrovamenti archeologici, e altri reperti rinvenuti nel territorio indicano la presenza di ville rustiche e fornaci particolarmente produttive durante il periodo imperiale, dal I al IV secolo d. C. A questo periodo alcuni studiosi fanno risalire Ad Novas, una località indicata da antiche fonti che doveva trovarsi in un'area comprendente Cesenatico, ma non ancora identificata.

Durante l'Alto Medioevo Cesenatico fa parte del dominio dell'Esarcato ed è soggetta alle invasioni barbariche fino al X secolo.
Nei secoli seguenti la storia di Cesenatico volge verso una fase positiva, si sviluppa intorno al suo porto e all'attività della pesca. Uno dei periodi più importanti della località romagnola è rappresentato dal medioevo, quando si configura come un vivace borgo di pescatori e punto di traffico commerciale. Nel XIV secolo Assume il nome di "porto cesenatico", cioè porto di Cesena da cui distava circa 14 chilometri.
E' in questo periodo che il nucleo abitato assume la forma ancora oggi visibile, sviluppandosi in forma lineare lungo un asse, corrispondente alla prima versione del porto canale. Tra il secolo XIII  e XIV Cesenatico con il suo porto e la sua posizione geografica sulla via Francigena orientale, favoriva gli scambi commerciali tra l'entroterra romagnolo, collegato con la Toscana e con Firenze e l'Adriatico, aperto sbocco verso Venezia, i porti del sud Italia e verso est. Il '300 rappresenta per Cesenatico un momento di fioritura, poichè dai documenti storici risulta situazione economica piuttosto vivace per il piccolo centro. Infatti oltre alla tradizionale economia della pesca, era presente una salina, osterie, taverne, e strutture di accoglienza per viaggiatori e mercanti oltre alle botteghe e al  mercato.

 


Un'immagine dell'antica Torre Pretoria di Cesenatico

 


Anche se dipendente dalla città di Cesena, l'importanza anche strategica del porto di Cesenatico divenne più forte, tanto da richiedere, nel 1302, la costruzione del castrum, una Rocca di difesa che venne più volte distrutta e ricostruita nel corso delle numerose vicende belliche fino al Rinascimento. Oggi la storica rocca non esiste più, ma le sue fondamenta sono state riportate alla luce e restaurate in occasione di un recente intervento archeologico. Sono visibili nel parco della Rocca situato presso la strada Statale n° 16 Adriatica.

 

 

Pietro Bastoni. Chiesa di San Giacomo Apostolo. 1763. Facciata. Cesenatico.

 


E' nello stesso contesto storico che si inserisce la costruzione della Chiesa sul porto canale, risalente al 1324. Inizialmente eretta come oratorio, venne dedicata ai santi Giacomo Apostolo e Cristoforo Martire,  protettori dei viandanti e dei pellegrini. La Chiesa di San Giacomo esiste ancora oggi, ma è stata trasformata successiveamente in più riprese, fino alle attuali forme settecentesche. A san Giacomo, patrono di Cesenatico, dal 1325 venne dedicata anche la fiera del 25 luglio per incentivare il commercio e le attività di ristoro e ospitalità.

Durante il Rinascimento l'importanza del porto di Cesenatico crebbe soprattutto nel breve periodo della dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia, quando il piccolo centro divenne un importante nodo di scambi internazionali, specialmente con le Fiandre e la Spagna. Risalgono al dominio veneziano le due colonne di origine greco-bizantina che sorgono sul ponte del  porto-canale. Sono state erette nei primi anni del Cinquecento.
Con la conquista del territorio romagnolo da parte di Cesare Borgia con la battaglia di Agnadello nel 1509Cesenatico entrò sotto il dominio del papa Alessandro VII. In questa occasione il Borgia ordinò la ricostruzione del porto, incaricando per il progetto Leonardo da Vinci.

 


Leonardo da Vinci. Rilievo del Porto di Cesenatico. 1502 ca.
Codice L. Parigi, Bibliothèque de l'Institut de France

 


La presenza di Leonardo a Cesenatico è documentata da alcuni disegni che il grande artista rinascimentale ha eseguito sul suo taccuino da viaggio (il celebre Codice L.) durante il suo soggiorno. Si tratta di un dettagliato rilievo del porto e di una veduta del centro abitato di Cesenatico. Entrambi i disegni sono custoditi presso La Biblioteca dell'Istituto di Francia a Parigi, mentre una copia è consultabile nella Biblioteca Comunale di Cesenatico.

La dominazione papale fu secolare, ma rappresentò un periodo di declino economico, che venne interrotto solo nel XVIII secolo con la costruzione di una strada di collegamento dalla Toscana al porto di Cesenatico per opera del granduca Pietro Leopoldo. Nonostante la modesta situazione economica, le vicende artistiche proseguono il loro corso. Appartengono a questo periodo due  dipinti di Francesco Andreini,  custoditi nella Chiesa parrocchiale di San Giacomo.
 
Altro avvenimento storico di rilievo è l'arrivo di Giuseppe Garibaldi nel  1849. All'eroe dei due mondi, la città ha dedicato una statua commemorativa risalente al 1884, tutt'ora collocata in Piazza Pisacane, vicino al porto-canale e la festa celebrata il 1° agosto.

Un altro monumento ottocentesco presente a Cesenatico è il Teatro Comunale, situato vicino al Municipio e a Casa Moretti. L'edificio di forme neoclassiche è stato progettato dall'architetto Carlo Panzani. La costruzione, voluta e finanziata dai cittadini con una pubblica sottoscrizione, risale al 1865.
Altro avvenimento, importante per lo sviluppo economico del territorio, è rappresentato dal grande lavoro di bonifica e prosciugamento delle zone umide, avviato dalla fine dell'800, su tutte le valli sub-litoranee che si estendono da Cesenatico a Goro, nel ferrarese.

Dopo l'Unità d'Italia l'economia della comunità di Cesenatico era affidata soprattutto alla pesca. In un documento del 1863 risultano 5.725 abitanti, di cui 786 indicati come pescatori. La cittadina si era organizzata anche per la conservazione del pesce tramite la costruzione delle ghiacciaie, dette anche conserve, alcune delle quali, recentemente restaurate, sono tutt'ora visibili nel centro storico.
Piazza delle conserve e la vicina Piazza delle erbe, in cui si tiene il mercato, sono due dei punti più caratteristici di Cesenatico e che mantengono l'aspetto più fedele dell'antico abitato.

 


Uno dei caratteristici Villini Liberty di Cesenatico.



Un momento importante di ripresa economica è invece rappresentato dalla Belle Epoque, che investì anche il piccolo centro di Cesenatico. Accanto alla locale fabbrica del ghiaccio, il cui impianto risale al 1929-30, si avviò l'industria turistica, con il diffondersi della moda dei bagni di mare e la nascita del turismo marittimo. Per quanto rappresentasse ancora un fenomeno elitaroio, riservato alle classi sociali più alte, il turismo balneare agli inizi del Novecento segnò l'avvio di una trasformazione irreversibile.  Nel 1925 a Cesenatico si trovavano 24.430 turisti e nel 1933 erano già attivi 33 strutture di ospitalità, tra alberghi e pensioni. A questo periodo storico risalgono diverse costruzioni, come penzioni, alberghi, cplonie e i cosiddetti Villini Liberty, ancora conservate nel loro originale stile Liberty, presenti sul lungomare, l'attuale viale Carducci.
Al Novecento  risalgono anche altri due importanti monumenti di Cesenatico: la Casa natale di Marino Moretti, che custodisce i libri e gli scritti del poeta e importante centro di studi sulla cultura novecentesca e la Colonia Agip, uno dei migliori esempi di architettura razionalista a opera di Giuseppe Vaccaro.

L'industria del turismo di Cesenatico ha avuto il massimo momento di fioritura dopo la Seconda guerra mondiale, soprattutto negli anni '60, quando le vacanze al mare sono diventate un fenomeno di massa. La proverbiale cordialità e ospitalità di questa zona hanno contribuito a mantenere fino a oggi il gradimento di migliaia di turisti.

 A. Cocchi

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Bibliografia e sitografia

F. Santucci, Cesenatico, da porto di Cesena a Comune Edizioni Il ponte vecchio, Cesena, 1995
D. Gnola, Storia di Cesenatico Edizioni Il ponte vecchio, Cesena, 2001
D. Gnola, Cesenatico nella storia Edizioni Il ponte vecchio Cesena, 2008
M. MARINI CALVANI (a cura di), Schede di Archeologia dell'Emilia-Romagna, Bologna 1995
B. FARFANETI, Cesenatico romana. Archeologia e territorio, Ravenna 2000

 

Approfondimenti:A. Cocchi, storia, arte, turismo, .

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La storica Piazzetta delle Conserve a Cesenatico.




Sebastiano Sassi. Incisione con veduta di Cesenatico, 1778



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