Munch


Bambina malata L'urlo Sera nel corso Karl Johann Pubertą


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Munch

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Munch

Vita e formazione

Lo stile

 Le migliori riproduzioni delle opere

Bibliografia

 

Edvard Munch (1863-1944) è uno dei padri dell'arte contemporanea. La sua opera è stata determinante per lo sviluppo dell'Espressionismo e di tutte le correnti derivate.
Nelle sue opere infatti, sono già presenti molti elementi che caratterizzeranno l’Espressionismo, come l’accentuazione cromatica, il tratto forte e deciso, la drammaticità dei contenuti e una certa programmatica deformazione della realtà.

 


E. Munch. Autoritratto con braccio di scheletro. 1895. Museo Munch, Oslo

 


Munch è un maestro che sa creare con la pittura forti tensioni ed effetti psicologici ed emozionali. E'  anche un pilastro della cultura europea odierna, poiché nella sua arte si rintracciano molti temi della cultura nordica a lui contemporanea, soprattutto letteraria e filosofica, a partire dai drammi di Ibsen e Strindberg, fino alla filosofia esistenzialista di Kierkegaard, ma anche scientifici, dalla psicanalisi di Freud  alle tematiche della biologia e della medicina.

 

 

A. Cocchi

 

Vita e formazione

 


Edvard Munch nel 1933.

 

Nasce a Löten, in Norvegia, nel 1863. La sua vita fu segnata da fatti tragici
Ha avuto un'infanzia triste, <<Malattia e pazzia furono gli angeli custodi della mia culla>>, questo dichiarò a proposito della propria difficile infanzia.
Vede morire di tubercolosi dapprima la madre, quando egli aveva cinque anni, poco dopo la sorella maggiore, e la malattia incrina la sua stessa vita. Suo padre, un medico ossessionato dalla religione, muore lasciandolo completamente solo quando aveva diciotto anni. Non ha mai voluto costruirsi una famiglia, sostenendo che non avrebbe voluto passare ai figli la tendenza familiare alla malattia fisica e mentale.

 

 
E. Munch. Sera. Malinconia. 1891. Museo Munch, Oslo.

 


Malgrado il suo fascino, ha avuto un rapporto difficile con le donne, seguendo, in questo, un atteggiamento misogino tipico degli intellettuali del suo tempo. Già da un quadro precoce come Il Bacio si rileva come egli vedesse il rapporto tra maschio e femmina: come un amplesso in cui l'identità maschile poteva essere messa in pericolo, quasi assorbita da una donna-mantide.

 

 


E. Munch. Il bacio 1897. Museo Munch, Oslo



Contribuisce a una visione tragica della vita l'atmosfera in cui Munch si forma, quella stessa Norvegia ossessionata da convenzioni bigotte e afflitta dalla depressione. Le amicizie e le frequentazioni di Munch comprendono alcuni dei protagonisti della cultura di quegli anni: il poeta romantico Baudelaire, per il quale Munch illustra I fiori del male; per il drammaturgo Ibsen illustra il programma del Peer Gynt e le scene del dramma Spettri, il drammaturgo e scrittore Strindberg scrive per Munch la presentazione critica proprio per Il Bacio. Inoltre l’artista conosce la filosofia di Kierkegaard e di Nietzsche, spesso rintracciabile nelle sue opere. Altra fonte frequente di ispirazione per Munch è rappresentata delle tematiche della psicanalisi di Freud.

 

 
E. Munch. La morte nella stanza della malata. 1893. Museo Munch, Oslo.

  


Il senso della morte incombente sta alla base della sua visione tragica della realtà ed è un fondamento della sua arte.

Lavoratore instancabile, nonostante i problemi di salute lascia un grande numero di opere e partecipa a parecchie mostre: è pittore, disegnatore, incisore (lascia parecchie acqueforti e litografie), scenografo, illustratore e anche scrittore: nel 1909, mentre è ricoverato in una clinica, scrive Alfa e Omega, illustrato da lui.

 

 
E. Munch. Notte de'estate, Inger sulla spiaggia. 1889.
KODE Art  museums and Composer homes, Bergen, Norvegia.

 


Ha una formazione naturalistica, perchè frequenta la Scuola Reale di Pittura di Oslo, ma poi la sua cultura si evolve in senso moderno. Inizia a dipingere nel 1880, sulla scia del naturalismo, le sue fonti furono la linea curva dell'Art Nouveau e la pittura simbolista.

E' molto importante il periodo che trascorre a Berlino dal 1892 al 1908, intervallato solo dal viaggio a Parigi, nel 1895. Munch a Berlino compie alcune opere fondamentali ed entra in contatto con un gruppo di giovani artisti tedeschi, appartenenti alla Secessione Berlinese.

 

 

 

 

Il suo stile di vita vagabondo, fatto di notti insonni, alcool, superlavoro, lo portano nel 1908 a una crisi nervosa, dopo la quale deve essere internato per otto mesi a Copenhagen e che determina il suo ritorno definitivo in Norvegia.
Vive il resto dei suoi anni in una grande casa di Oslo, della quale usa solo poche stanze. Muore nel '44, in piena Seconda Guerra Mondiale. Alla sua morte, in casa sua si trovano ammassati un migliaio di quadri, sei sculture e una enorme quantità di grafiche; per volontà di Munch questo patrimonio viene lasciato alla città, dove dal 1963 gli è dedicato il Munch Museet.


 

A. Cocchi

 

 

 

Lo stile

In seguito al soggiorno parigino, nel 1885, Munch si accosta alla pittura impressionista. Viene influenzato da artisti come Toulouse-Lautrec, Degas, Van Gogh e soprattutto da Gauguin
Già nello stesso anno avviene la svolta verso l’espressionismo. Sempre a Parigi, piena com'era di testimonianze che arrivavano anche da civiltà lontane, vide in una mostra alcuni reperti Maya, tra cui una mummia in posizione fetale, che lo impressionarono profondamente: i visi della sua pittura successiva, così scarni da sembrare teschi, ne sono una reminiscenza.
Al suo ritorno compose la sua prima opera matura e decisamente auto-biografica, La bambina malata (1885-86) ma sia per il tema prescelto, che per la tecnica esecutiva nervosa ed essenziale, il dipinto creò sconcerto e disprezzo nella critica, tanto che le mani delle due donne, congiunte in un saluto estremo, vennero paragonate a purea di aragosta.

 

 
E. Munch. Notte a Saint-Cloud. 1890. galleria Nazionale della Norvegia, Oslo.



Edvard Munch, nel corso della sua vita professionale compie parecchi viaggi all'estero, ed è molto informato sugli sviluppi dell’arte contemporanea.
Nel 1892 la sua mostra a Berlino,viene stroncata dalla critica e subito chiusa per lo scandalo suscitato ancora una volta dalla tecnica delle sue opere: una pittura disinvolta che lascia ampi margini al non finito, con stesure apparentemente sciatte di colore opaco, in cui si riconoscono il gesto della mano e la setola del pennello.
La notorietà che gli deriva da quell'episodio e l'affetto di molti giovani artisti tedeschi, che anche in seguito a quell'evento fondano la Secessione Berlinese, lo convincono a rimanere in Germania: il suo periodo creativo più fertile si verificò durante la sua permanenza a Berlino, dal 1892 al 1908, salvo un viaggio a Parigi nel 1895.
Il successo per lui arriva tardi e comincia ai primi del '900, ma già nel 1937 i suoi quadri vengono bollati dal nazismo come ''arte degenerata''.

 


E. Munch. Ragazze sul ponte. 1902. Galleria Nazionale della Norvegia, Oslo.

 

Ciò che fa di Munch un grande precursore dell'espressionismo, movimento al quale non volle mai aderire, non sono soltanto i temi che egli tratta, quanto il fatto che, nei suoi quadri, la sofferenza suggerisce delle precise soluzioni formali:

- l'ansia viene rappresentata da aloni attorno alle teste;
- l'incombenza della follia dai colori assurdi (specialmente dei paesaggi o cieli rossastri, ecc.) 
- la paura dalle fughe prospettiche inaspettate su cui corrono strade, staccionate, ponti, letti; 
- il distacco dalla realtà visibile e il contatto con la realtà interiore rappresentata dalla labilità ricorrente dei confini tra le figure e lo sfondo.

 


E. Munch. Golgota. 1900. Museo Munch, Oslo.

 

A. Cocchi

 

 

 

Le migliori riproduzioni delle opere

 

Esistono molte riproduzioni delle opere più famose di Munch. Segnaliamo qui di seguito la nostra selezione delle migliori riproduzioni presenti sul mercato:

 

 

 


 

Bibliografia

 

 

G. Cricco F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte Zanichelli  Bologna 1996
E. di Stefano. Munch. Dossier Art n. 96, Gruppo editoriale Giunti, Firenze 1994
O. Calabrese, Comunicarte. Storia dell’arte, storia delle idee. Vol. 5
G. Dorfless, A. Vettese Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2006

 

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E. Munch. Ragazze sul ponte. 1902. Galleria Nazionale della Norvegia, Oslo.



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