Gli scavi archeologici

Nel corso dell'800 alcuni studiosi - tra cui il direttore di un museo civico, Carlo Boni - riconobbero alcuni reperti ritrovati nella collinetta di Montale, in provincia di Modena, come resti di un villaggio  di terramare risalente all'età del bronzo, e iniziarono a scavare.

Tuttavia, essendo il terreno divenuto molto fertile - grazie alla quantità di materiale organico accumulatosi nel tempo- presto Montale divenne, come tanti altri siti di terramare in Emilia, una cava per l'estrazione di terriccio.

La collinetta non venne però completamente distrutta: la parte sottostante la chiesa settecentesca è soppravissuta sino ai giorni nostri.

Solo nel 1996 venne avviata una nuova campagna di scavi, durata sino al 2002.

Sono stati ritrovati i resti di due terramare, una più grande e antica, l'altra più piccola e di costruzione successiva. Quindi le due terramare non sono mai esistite contemporaneamente; infatti la seconda è stata costruita sui resti della prima, precedentemente distrutta da un incendio.
Grazie a questo scavo si sono potuti ricostruire gli usi e le abitudini degli abitanti delle terramare di Montale.

S. Candoli, G. Cassarino, N. Castorri, M. I. Garavelli, E. Serra, M. Zoffoli (alunni del Liceo Classico Monti, Cesena)


* Le foto sono degli stessi autori

 

 
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