Piramide di Zoser

la Piramide di Zoser

Mappe concettuali

Domande frequenti sull'arte dell'Antico Egitto

Bibliografia

 

La Necropoli di Saqqara, cimitero monumentale presso Menfi, conserva numerose màstabe, alcune delle quali sono celebri per la bellezza della loro decorazione.
Dalla sovrapposizione di più màstabe nascono le prime piramidi a gradoni.

 

 

La più antica e famosa è senza dubbio la piramide del faraone Zoser. Zoser, detto anche Djoser o Gioser, è il primo faraone della III dinastia (2700-2625 a.C. ca), con lui si apre il primo periodo di splendore della civiltà egiziana: l'Antico Regno.
L'artefice di tale costruzione è Imhotep, il primo architetto conosciuto della storia, gran sacerdote del dio Ra (il Sole) e consigliere principale dello stesso Zoser. La sua opera venne talmente apprezzata e considerata che venne perfino venerato come il figlio del dio Ptah. 

 

 


Statua assisa di Imhotep. III dinastia. Parigi, Musée du Louvre

 

 

A Imhotep, del resto, si attribuisce l'edificazione dell'intera necropoli di Saqqara che altro non era che il vasto cimitero monumentale della vicina Menfi, la prima capitale dell'Egitto.

 

 

Planimetria della necropoli di Saqqara

 

 

La piramide a gradoni è detta anche piramide scalare, in quanto è formata dalla sovrapposizione di ben sei màstabe, di ampiezza decrescente, che raggiungono insieme 60 metri di altezza.

 


Piramide di Zoser, vista dalla necropoli di Saqqara

 


Pensata inizialmente come una grande e massiccia màstaba, è stata poi successivamente ingrandita, fino alla forma definitiva composta da sei gradoni.
Il progetto iniziale prevedeva una mastaba quadrata con lati di m 63 e altezza di m. 8. Si aggiunse poi un rivestimento dello spessore di m 4. Con ulteriori interventi si raggiunse infine la forma attuale a gradoni. Il sistema di costruzione è differenziato a seconda dei vari momenti.
L'edifìcio è costituito da blocchi di calcare siliceo squadrati e legati con malta, mentre il rivestimento era in pietra calcarea con uno spessore di m. 1,6-2,5.
Nonostante la diversa destinazione dell'edifìcio, risulta evidente la ripresa della struttura della ziggurat mesopotamica.

 


Simulacro del faraone Zoser (o Djoser). 2510-2485 a. C.
Statua in calcare. Il Cairo, Museo Egizio



La piramide di Zoser, così come la vediamo oggi, ha una base rettangolare di circa 110 x 120 m.
Gli appartamenti reali per la vita ultraterrena e la camera sepolcrale sono ricavati sotto terra, mentre la struttura della piramide è piena, priva, cioè, di qualsiasi spazio vuoto all'interno. Al sepolcreto e alle camere, sontuosamente decorate con maioliche azzurre e bassorilievi che raffigurano il faraone intento a officiare riti religiosi, si accede mediante un pozzo profondo quasi trenta metri, scavato nel granito e ostruito per sempre, almeno secondo le intenzioni dell'architetto Imhotep, dalla gigantesca mole della piramide stessa.

 


Zoser che guarda la stella polare.
Il Cairo, Museo Egizio

 


In una stanzetta senza uscite sul lato nord si trovava la statua del sovrano, rappresentato seduto e di dimensioni simili al vero. Attraverso due fori praticati nel muro all'altezza dei suoi occhi, Zoser poteva "vedere" di notte la stella polare.
Difficile oggi immaginare la grandiosità del complesso funerario: la piramide di Zoser, infatti, era posta al centro di un'area di ben 14 ettari, circondata da un'alta recinzione in pietra calcarea scandita da pilastri scanalati, rientranze e false-porte. Attraverso una stretta apertura si entrava nel recinto sacro, dove si trovavano cappelle votive, aree per le offerte e tutto ciò che era ritenuto necessario per assicurare al defunto un'esistenza ultraterrena.

 


Statua assisa di Imhotep. III dinastia. Parigi, Musée du Louvre

 

 

A. Cocchi

 

 


 

Mappe concettuali

 

Arte Egizia. Periodizzazione

Schema con i diversi periodi storici della civiltà egizia e le opere d'arte più caratteristiche dalle origini al periodo finale.
Autore: A. Cocchi

 

Arte dell'Antico Egitto

Mappa sintetica con i principali esempi di architettura, scultura e pittura e riferimenti allo stile.

Autore: A.Cocchi

 

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Bibliografia 

 

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001

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