Rothko



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Rothko

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Il quadro per Rothko è un tramite quasi mistico che mette in contatto con l’”altro” (il fruitore). Le sue creazioni cromatiche attraggono l’astante all’interno dei loro spazi pregni di luce interiore. Per questo si dichiara sempre violentemente contrario ad interpretare le sue creazioni. La loro spiegazione deve sorgere da una profonda esperienza tra immagine e osservatore. Rothko assume quindi una posizione diametralmente opposta alla Pittura d’Azione, centrata sull’espressione di sé.
Rothko passa attraverso un’elaborazione formale e uno sviluppo stilistico che si snoda per circa 25 anni di attività molto intensi e con tappe importanti nella sua evoluzione, fino a che nel 1950 non raggiunge quella perfezione che caratterizzerà tutta la sua produzione matura. In quel momento Nascono le composizioni della cosiddetta “fase classica”.
I dipinti della maturità, tanto caratteristici da essere considerati sinonimi di Rothko, superano la pura astrazione. L’artista cerca di trasmettere tragedia ed estasi come  condizioni essenziali dell’esistenza. La sua pittura dà espressione al dramma umano universale. Le composizioni “classiche” di Rothko sono sempre campiture di colore (solitamente 3 in ogni quadro) orizzontali su una superficie verticale. Ma i colori non hanno forme definite, i contorni sfumano e si sfrangiano, creano un’atmosfera, uno spazio vago, indefinito e estraneo alla realtà quotidiana.
Particolarmente rigorosa è la sua ricerca sulla qualità dei colori, purissimi e di incredibile intensità emozionale. Anche nelle opere dai cromatismi più scuri, Rothko si concentra sul tema, per lui fondamentale,  della “luce”, intesa come valore assoluto. La gloria della luce, in senso spirituale, è la protagonista della sua ricerca espressiva.
Rothko usa le spugne per stendere il colore (solitamente a olio, più raramente, e soprattutto nella fase finale, usa l’acrilico), più che i pennelli. Diluisce molto il colore, per renderlo impalpabile, sostanza immateriale, per creare un effetto mistico, sentimentale, di trascendenza e di mistero. Realtà completamente “altra”, Il quadro diventa una finestra aperta su un mondo trascendente, catturandoci nelle sue inconfondibili e intense “rivelazioni di emozioni assolute”.
Facendo riferimento alla sua origine russa e all’educazione religiosa ricevuta nell’infanzia, si ipotizza una sua concezione mistica della pittura, che risente, pur totalmente interiorizzata e rielaborata, della grande tradizione delle icone russe. La carriera artistica di Rothko copre 45 anni e si può dividere in 4 fasi principali:
• Fase realista (dal 1924 al 1940). Dipinge paesaggi, interni, scene di vita urbana, nature morte e le prime scene della metropolitana.
• Fase surrealista (dal 1940 al 1946). Dipinti simbolici con riferimenti alla mitologia greca e motivi religiosi.
• Fase di transizione (dal 1946 al 1949). E’ il periodo dei suoi >.
• Fase classica (dal 1949 al 1970). Nascono le composizioni cromatiche rettangolari, sfumate che lo rendono celebre.

 

A. Cocchi



Bibliografia e sitografia

La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986
AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
R. Venturi Rothko, Dossier Art n. 238, Giunti Firenze, 2007
J. Baal-Teshuva Rothko, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2003

 

Approfondimenti:Rothko, artisti '900, pittura, divino, spirituale artistico.

Stile:Novecento, Espressionismo astratto.

 



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