Trittico delle delizie

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Il Trittico delle delizie

Bibliografia



Il Trittico delle delizie   (olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid) è stato dipinto da Hieronymus Bosch tra il 1505 e il 1510. Per quasi tutte le opere di Bosch non sono rimasti documenti o notizie precise sulla committenza e la destinazione e in particolar modo in questo caso non si è ancora approdati ad un’interpretazione pienamente convincente.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. 1505-1510 olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

Sfruttando la linea di lettura propria del trittico, Bosch orchestra una serie di episodi in successione cronologica e consequenziale dal punto di vista morale affrontando così la creazione, la caduta e infine le favolistiche e originalissime pene; le ante una volta chiuse rappresentano invece l’antefatto. Il titolo con cui l’opera è oggi conosciuta “Giardino delle Delizie” compare negli inventari delle collezioni reali spagnole a partire dal XVII secolo e non riveste un preciso fondamento storico-iconografico. Già qualche decennio dopo la sua realizzazione il trittico aveva lasciato le Fiandre per entrare a far parte di diverse collezioni nobiliari iberiche, fino ad esser poi acquistato nel 1591 dal re di Spagna Filippo II che lo collocherà nella sua abbazia-mausoleo dell’Escorial.

 

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. La Creazione del Mondo.  1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

Le ante chiuse ci propongono una Terra in fase di creazione, brulicante di una vita primordiale ed in evoluzione; la tecnica della grisaglia qui impiegata è funzionale alla realizzazione di un’invenzione straordinaria, un globo rilucente in una fitta oscurità.

È la vita che emerge quasi faticosamente il terzo giorno della Creazione. Con la comparsa delle prime creature, seppur confuse ed immaginifiche, inizia il racconto di Bosh in cui la vera protagonista è proprio una vitalità eccessiva, poliedrica e in più tratti carnascialesca che trascina una moltitudine sterminata di attori. 

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. Pannello sinistro. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

In generale si può riassumere l’organizzazione del trittico in una prima parte a sinistra dedicata al Paradiso terrestre con la Creazione di Eva, a destra una terrifica visione dell’Inferno e un pannello centrale che suggerisce il nome dell’intera opera per quanto ancora di difficile e dubbia interpretazione. La luminosità del vasto paesaggio, sicuramente debitore dell’Agnello Mistico di Van Eyck, ci permette una netta lettura dei quattro diversi piani della rappresentazione tutti caratterizzati da un andamento circolare; questi sono brulicanti di figure umane, animali, essere mostruosi e piante meravigliose.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. Pannello sinistro. Dett. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 


La vita nel Giardino delle Delizie può essere collocata quale fase intermedia della storia morale dell’uomo, a metà strada tra la purezza della Creazione e il castigo di ogni vizio umano. Il Giardino ha un aspetto seducente e inquietante: animali strani, esseri umani in volo, rocce che sembrano dotate di vita propria, frutti giganteschi, alberi che si trasformano in oggetti e acque dalle capacità mistiche. Nulla si limita ad essere ciò che appare ma tutto sembra dotato di una natura plurima e misteriosa. Recenti letture critiche pongono l’accento proprio su questa ricca e variegata presenza di animali e alberi esotici, tutti elementi che possono essere rapportati al notevole interesse di Bosch per le scoperte geografiche che proprio sul finire del XV secolo stavano rivoluzionando la società e la concezione stessa del mondo fino ad allora conosciuto.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. La Creazione di Eva. 
Part. del pannello sinistro. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 


Il primo pannello dedicato alla Creazione di Eva e quello centrale del Giardino sono strettamente collegati sia da un punto di vista narrativo che di scenografia compositiva; l’identica linea d’orizzonte, la diffusa luminosità e la presenza di analoghe rocce color pastello e simili specchi d’acqua si ripetono di poco variate nelle prime due parti del trittico come a voler sottolineare un collegamento causa-effetto tra la creazione della donna e il proliferare delle “delizie”. Il tema della fonte, della nascita e dell’emersione è una costante; dalle ante esterne a quelle interne dove l’elemento della sorgente è sempre presente, ripetuto e spesso fulcro dell’azione. Nel pannello dell’Eden la Fonte della Grazia fa da sfondo alla creazione ma è anche il nucleo generativo da cui prendono vita e si diffondono svariati animali più o meno fantasiosi.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie.
Pannello centrale. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

Nel pannello centrale invece la Fontana della Giovinezza, mito medievale già molto diffuso nella pittura tardo-gotica, assume la forma di un alambicco alchemico ma perde ogni traccia di rigore o serietà poiché si ritrova nel bel mezzo di scherzi e acrobazie acquatiche di giovani spensierati.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie.
Pannello centrale. Part. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

Le delizie qui non si esauriscono solo nella sovrabbondanza di personaggi in processione o intenti in giochi ma anche animali e forme vegetali che interagiscono tra di loro diventando tutti egualmente protagonisti di una caotica allegria. L’occhio viene catturato da infinite storie, personaggi e colori, tutti resi con cura miniaturistica per il particolare ma facenti parte di una grande epopea della creazione.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. Part. del Pannello centrale. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 


Al cielo sereno delle prime due scene si contrappone, nella terza e conclusiva anta del trittico aperto, una notte oscura rischiarata dalle luci di incendi sparsi. Durante tutto il Medioevo gli incendi erano in Europa un autentico incubo: le case sorgevano l’una accanto all’altra in vie strette e tortuose ed erano costruite prevalentemente con un’intelaiatura di travi di legno e copertura di paglia.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. Pannello destro. 1505-1510
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

Sfruttando l’effetto del controluce, Bosch fa fuoriuscire i bagliori e le fiamme da porte e finestre. Anche in questa parte conclusiva l’organizzazione avviene secondo una sequenza di piani progressivi sempre più vicini allo spettatore.
L’Inferno del trittico viene definito “musicale” per la presenza di giganteschi strumenti usati come mezzi di tortura; questa insolita e bizzarra tipologia di tormenti non trova riscontri o precedenti nella letteratura o nell’iconografia artistica. Nell’Inferno concepito da Bosch l’umanità sorda alla Legge divina e caduta nel peccato viene tendenzialmente punita secondo la legge del contrappasso.

 


Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. 1505-1510 Pannello destro. 
Dett. con l'Inferno musicale.
olio su tavola, 220×389 cm, Museo del Prado Madrid

 

Tuttavia solo alcuni dei tormenti dipinti possono essere messi in relazione con i peccati commessi; più spesso la fantasia del pittore dà vita a gruppi e situazioni avulsi da un riferimento diretto o quanto mai intelligibile. Dettaglio particolarmente significativo in tutta questa bolgia infernale è un demone che regge sulle proprie spalle uno scudo in cui è rappresentata una mano benedicente mozzata e trafitta da un coltello come a simboleggiare che negli inferi ogni salvezza è negata.

F. Gaido

 

 

Bibliografia

 

S. Zuffi, Misteri dell’arte, Bosch, Il Trittico delle Delizie, 24 ORE Cultura, Milano 2012
S. Zuffi, “Gli antichi Paesi Bassi. Il gusto asburgico”, in Zuffi Stefano (a cura di), “La Storia dell’Arte”, Milano, Mondadori Electa, 2006
https://archief.ntr.nl/tuinderlusten/en.html#

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