I Mammiferi cenozoici



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I Mammiferi cenozoici

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L'evoluzione dei Mammiferi

 

I primi Mammiferi comparvero ancora in Era Mesozoica, nel Triassico superiore, evolvendosi da un gruppo di Rettili Terapsidi. Da quel momento la storia della loro evoluzione ha conosciuto tre tappe importanti:

  1. Dalla prima apparizione nel Triassico i Mammiferi cominciarono a diffondersi nel corso del Giurassico ramificandosi in diversi ordini. Tutti gli ordini dei Mammiferi si estinsero entro la fine del Giurassico tranne uno: i Pantoteri.
    (Approfondisci: I Mammiferi mesozoici)


  2. Tra la fine del Giurassico e l'inizio del Cretaceo l'ordine dei Pantoteri si evolse distinguendosi in due rami: i Marsupiali e i Placentati. Durante il Cretaceo i Marsupiali divennero il gruppo più numeroso e si adattarono differenziandosi nelle forme per occupare ogni ambiente delle terre emerse.


  3. Dall'inizio dell'Era Cenozoica, dopo la scomparsa dei grandi Rettili, i Mammiferi conobbero una vera esplosione biologica arrivando a dominare ogni ambiente: differenziandosi in una trentina di ordini, invasero anche i mari e il cielo.
    I Placentati, più dotati e spesso carnivori, ebbero uno sviluppo maggiore prendendo il sopravvento sui Marsupiali, loro rivali sulle terre emerse. Grazie alla deriva dei continenti, i Marsupiali però non si estinsero e continuarono la loro esistenza in Australia, perchè il continente si staccò dalla Terra di Gondwana prima dell'arrivo dei Placentati.
    Nel Sud America, dove i Marsupiali erano molto numerosi, il destino di questi animali fu diverso. Nel Pliocene si formò l'istmo di Panama, che collegò le due Americhe e i Placentati carnivori che vivevano nel Nord invasero il Sud provocando l'estinzione quasi totale dei Marsupiali.

 

Marsupiali e Placentati

 

Dai resti fossili degli Animali del Cenozoico Marsupiali e Placentati presentano alcune importanti differenze, soprattutto nello scheletro.
La prima di queste è che nei Marsupiali sono presenti alcune ossa che hanno la funzione di sostenere il marsupio, queste si possono ritrovare soltanto in un altro particolare gruppo di Placentati, i Monotremi, mentre negli altri Placentati sono assenti.
Nel cranio dei Marsupiali la cavità dell'encefalo è più piccola rispetto a quella dei Placentati e nella parte posteriore della mandibola si nota una protuberanza rivolta verso l'interno. Per quanto riguarda la dentatura, i Marsupiali possiedono incisivi più sviluppati e numerosi.

I Marsupiali si adattarono a quasi tutti gli ambienti i  cui vissero i Placentati ed è interessante vedere che sono esistite parecchie forme di convergenza tra le due categorie di animali.  Ad esempio tra il Pliocene e il Pleistocene visse il Thylacosmilius, dell'ordine dei Marsupiali Poliprotodonti (a cui appartiene anche l'attuale Opossum), un Animale molto somigliante allo Smilodon, che era un carnivoro Placentato. Le somiglianze tra i due animali sono sorprendenti, non solo per l'aspetto complessivo e le dimensioni, ma anche per i terribili canini superiori, enormi e a forma di sciabola. Altri Poliprotodonti simili ai Placentati sono il Borhyaena, che ricorda un Puma e il Prothylacinus, entrambi carnivori che vissero durante il Miocene in America del Sud.

I Placentati si evolsero in una varietà di forme estremamente vasta di ordini. Tra questi hanno avuto grande importanza gli insettivori, perchè anche se non troppo numerosi, da essi derivarono i Carnivori e i Primati.
Nel Paleocene comparvero i Chirotteri, unici Mammiferi adattati al volo che hanno lasciato rari e incompleti resti fossili. Tra gli eponenti di questo gruppo c'erano anche Animali di grandi dimensioni, come l'Archaeopteropus vissuto nell'Oligocene in territorio veneto.

Uno degli ordini più diffusi del Cenozoico era quello degli Sdentati, presenti soprattutto nelle Americhe. Ne fanno parte gli Armadilli, i Pangolini, i Bradipi e i Formichieri. Come indica il nome, la caratteristica più evidente di queste creature è la dentatura poco sviluppata o assente. In alcuni di essi i loro scheletri fossili hanno gli arti anteriori con le falangi rivolte all'indietro e sono stati ritrovati anche esemplari di Animali molto grandi, come ad esempio ll Megatherium, vissuto tra il Miocene e il Pleistocene, delle dimensioni di un Elefante.  Le specia attuali di questo gruppo sono invece tutte di dimensioni modeste. Alcuni Sdentati, come i Gliptodonti, erano persino corazzati, avevano il corpo protetto da un solido carapace e anche la testa e la coda erano rivestiti da scudi più piccoli. Il Gliptodon era lungo fino a quattro metri ed era dotato di un carapace formato da un unico piastrone osseo. Al genere dei Gliptodonti appartiene anche l'attuale Armadillo, che comparve nel Pliocene ed è protetto da un carapace composto di piastre mobili.

 

L'evoluzione dei Primati

Un altro gruppo importante di Animali comparsi nel Cenozoico è quello dei Primati, da cui descende il genere umano.
Le caratteristiche più evidenti che si notano confrontando i resti fossili sono alcuni cambiamenti anatomici avvenuti progressivamente. Nel cranio si è ingrandita nel tempo la cavità dell'encefalo e gli occhi si sono spostati dalla posizione laterale a quella frontale. Anche gli arti si sono trasformati diventando sempre più adatti ad afferrare e stringere saldamente oggetti.
Come nei Primati attuali, anche quelli cenozoici vivevano sugli alberi e forse proprio la loro abitudine a spostarsi da un ramo all'altro può aver favorito l'acquisizione della postura eretta che ha portato al bipedismo degli Ominidi.
Gli esemplari fossili di Primati più antichi risalgono al Pliocene  si dividono in Proscimmie e Scimmie e si tratta di Animali derivati dagli Insettivori.
Le Proscimmie sono i Primati più antichi e ad essi appartengono i Lemuri di oggi.
Le Scimmie, dette anche Antropoidi, comparvero nell'Eocene con i Platirrini e i più evoluti Catarrini che a loro volta si dividevano in Pongidi e Ominidi.
Nell'Oligocene apparvero i primi Pongidi, gli esemplari più conosciuti sono i fossili rinvenuti in Africa del Propliopithecus, mentre al Miocene appartiene il Proconsul, altro Primate africano. Le Scimmie antropomorfe di oggi, come il Gorilla, lo Scimpanzè e l'Orango fanno parte dei Pongidi.

 

I Mammiferi acquatici

Nell'Era Terziaria, gli Animali che riuscirono ad adattarsi meglio alla vita acquatica furono i Cetacei, con i loro corpi idrodinamici. In questi Animali gli arti erano ridotti e adattati al nuoto come le pinne per i Pesci, il movimento in acqua veniva generato soprattutto dalla forza propulsiva esercitata dalla coda, disposta orizzontalmente.
I primi Cetacei comparvero nell'Eocene medio ed erano ancora provvisti di una dentatura completa, tipicamente carnivora e simile a quella dei Creodonti, loro probabili predecessori. Nel Miocene comparve il Capodoglio e nel Pliocene il Delfino. Le prime Balene, provviste di fanoni al posto dei denti, furono molto diffuse tra il Miocene e il Pliocene.

Un particolare gruppo di Mammiferi adattati alla vita marina è quello dei Sirenidi, appartenenti ai Penungulati e di cui oggi sopravvivono solo i due generi del Lamantino e del Dugongo. Si tratta di animali che si riconoscono per il corpo di forma affusolata e con arti trasformati in una sorta di robuste pinne. Gli esempi più antichi risalgono all'Eocene, come il Prototherium e l'Aliotherium, i cui fossili sono stati ritrovati soprattutto in Italia.

 

 

Creodonti e Ungulati

Sulla terraferma, nel Pliocene, dagli insettivori si evolsero i Creodonti, primi Mammiferi carnivori che si comportavano come veri predatori. Rispetto alle forme successive, erano meno agili nei movimenti e non avevano le unghie retrattili tipiche dei Felini. Uno degli esempi più noti è L'Hyaenodon, un Animale vissuto tra l'Eocene superioe e l'Oligocene. Dai Creodonti discendono i carnivori moderni, progenitori diretti di quelli di oggi. Uno dei gruppi più interessanti per la sua evoluzione è quella delle cosiddette "Tigri dai denti a sciabola" che si sono avvicendate tra l'Oligocene e il Pleistocene.

Nel Cenozoico comparvero e si svilupparono anche gli Ungulati, così chiamati perchè provvisti di unghie, importantissimi per la varietà enorme di forme diverse, per diffusione e per numero. Di questi, molti gruppi sono vissuti esclusivamente nel Terziario, mentre altri si sono evoluti con i dscendenti che vivono ancora oggi.
Principale caratteristica che li accomuna è la dieta vegetale e la dentatura adatta a sostenere una continua masticazione, com molari molto larghi e funzionali alla triturazione e canini poco sviluppati o assenti. In alcuni casi invece sono presenti le zanne, con funzione soprattutto difensiva.
Una delle doti che contraddistingue gli Ungulati è la loro velocità nella corsa, garantita dalgi arti allungati e leggeri con ulna e radio ridotti e dita sviluppate.
I primi Ungulati, detti Protoungulati, vissero soprattutto in Europa e in America e il gruppo più antico è quello dei Condilartri (che deriva dai Creodonti) risalente all'Eocene. Il Phenacodus, Animale più rappresentativo del gruppo, aveva le dimensioni di un cane di grossa taglia, la corporatura snella e i canini molto sviluppati. Le zampe dritte e sottili terminavano con cinque dita ed aveva una coda molto lunga.

Un gruppo di Ungulati tipici del Cenozoico sono i Litopterni, vissuti in America meridionale. Erano tutti erbivori ma comprendevano diverse famiglie e si estinsero alla fine del Pleistocene.

La Macrauchenia, vissuta nel Pliocene e nel Pleistocene, era un Litopterno il cui aspetto complessivo ricorda quello di un Cammello senza la gobba, aveva il collo lungo ma il muso, con una piccola proboscide era simile a quello di un Tapiro. Le zampe, lunghe e robuste, appoggiavano sui piedi provvisti di tre dita.

Un altro Protoungulato con la proboscide era l'Astrapotherium, vissuto nell'Oligocene, non aveva incisivi, ma i quattro canini, molto sviluppati, crescevano con la sua età.

Dai Protoungulati derivarono tre gruppi di Ungulati: Penungulati, Perissodattili e Artiodattili.

 

I Penungulati

I Penungulati possiedevano tutti incisivi o canini molto sviluppati, ma nel loro cammino evolutivo si sono ramificati in numerose forme diverse. Dalla prima linea, a cui apparteneva lo Stegodon, discendono gli Elefanti odierni. La seconda linea partì dall'Oligocenecon il Phiomia e si sviluppò fino allo Stegomastodon, che si estinse nel Pleistocene. Nello stesso periodo si estinse anche la terza linea evolutiva, a cui appartenevano i Mastodonti. Ci fu anche una linea a parte, alla quale apparteneva il gigantesco Deinotherium del Pliocene, con zanne  a forma di uncino sulla mandibola e rivolte verso il basso.
Uno dei Penungulati più antichi è il Coriphodon, vissuto tra il Paleocene e l'Eocene. Era un Animale di dimensioni considerevoli, che poteva raggiungere i tre metri di lunghezza, ma a differenza di altri Ungulati  aveva proporzioni tozze, con zampe grosse e lunghi canini sporgenti. Ancora più grandi erano i Dinoceratidi, un gruppo esclusivo dell'America settentrionale e appartenente alla prima parte del Cenozoico. Fa parte di questi l'Uintatherium, cartterizzato dallesei corna sulla testa e dai lunghi canini rivolti all'indietro.
Tra i Penungulati sono esistiti anche diversi animali che si distinguevano per la presenza della proboscide (proboscidati) e per le zanne, caratteristiche che nel corso dellla loro evoluzione sono aumentate di dimensioni. In Egitto è stato ritovato un fossile di Moeritherium, un proboscidato  grande circa come un Tapiro e ancora sprovvisto di zanne, appartenente al periodo dell'Eocene superiore.

Appartengono ai Penungulati anche i Sirenidi  indicati sopra, un gruppo di Mammiferi perfettamente adattati alla vita marina.

L'Arsinoitherium rappresenta un genere di Penungulato piuttosto particolare, tozzo e corpuleto come un Rinoceronte, aveva sul cranio quattro corna. due sulla fronte e altre due più grandi sulle ossa nasali.

 

I Perissodattili

I Perissodattili sono Ungulati caratterizzati da arti con un numero inferiore di dita con l'asse delpiede corrispondente al terzo dito. Nella loro evoluzione portarono agli Equidi, rappresentati oggi dal genere Equus, il Cavallo, con piedi provvisti di un unico dito. Gli Equidi sono il gruppo più evoluto tra i Perissodattili e s sono originati dll'Eohippus, vissuto in Nordamerica durante l'Eocene e dal suo contemporaneo Hyracotherium europeo. Si tratta di Animali molto simili tra loro, grandi circa come un Cane che avevano tre dita nelle zampe anteriori e quattro in quelle posteriori. Evolvndosi passano al  Mesohyppus, al Miohyppus, al Merychippus e al Pliohippus, che presentano via via dimensioni sempre maggiori sia nel corpo che nel cranio,  zampe sempre più lunghe e riduzione delle dita funzionanti. Nel Pliohyppus il piede poggiava soltanto sul terzo dito.

Tra l'Eocene e l'Oligocene vissero i Titanoteri, grandi Perissodattili  che potevano raggiungere i due metri e mezzo di altezza alla spalla ed avevano sulla fronte due corna che si allargavano dalla stessa base.
I Ccalicoteridi sono un gruppo  di Perissodattili molto particolare  che erano provvisti di unghioni al posto degli zoccoli. Comparvero nell'Oligocene , con il genere più noto del Moropus e si estinsero nel Pleistocene.

Anche i Rinocerontidi, comparsi a partire dall'Eocene, nel corso della loro evoluzione divennero sempre più grandi e svilupparono le corna.   Nell'Oligocene il Baluchitherium era ilMammifero più grande mai vissuto sulla terraferma e raggiungeva alla spalla più di cinque metri d'altezza.

 

Gli Artiodattili

Gli Artiodattili sono originari dell'Eocene e comprendono molti gruppi attuali, come i Bovini, i Suini, i Cammelli, gli Ippopotami, i Cervi, e altri. Il più noto è l'Anthracotherium, i cui resti fossili sono stati trovati spesso n Europa e in Italia. Era un Animale simile all'Ippopotamo, vissuto tra l'Eocene e il Miocene.

 

Asaki San

 

 

Bibliografia:

 

V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

L.B. Halstead, G. Caselli. Evoluzione ed ecologia dei dinosauri. Eurobook Londra, 1976; Vallardi Industrie Grafiche per l'edizione in lingua italiana, Lainate (MI) 1976

L. Cambournac, M.C. Lemayeur, B. Alunni, E. Beaumont. Dinosauri e animali scomparsi. Edizioni Laurus, Bergamo.

P. D'Agostino. Dinosauri dalla A alla Z. De Agostini editore, Novara 2010

D. Meldi, S. Boni, L. Cecchi. Dinosauri dalla A alla Z. Origine, evoluzione, estinzione. Rusconi Libri S.p.a. Santarcangelo di Romagna.

M. La Greca, R. Tomaselli. La natura questa sconosciuta. Vol.3. Istituto Grografico De Agostini. Novara 1968

Enciclopedia Universo. Istituto Geografico De Agostini, Novara. 1971.

 

 

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