Soffitto della Stanza della Segnatura

Il prestigioso incarico degli affreschi nella Stanza della Segnatura assegnato a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma nel 1508 venne preparato da Sigismondo Chigi, che fece da garante per l'artista presso il papa Giulio II.
Ma Giovanni Antonio da Vercelli su impegnato in Vaticano solo un anno, inseme a Perugino e Bramantino e vicino a Baldassarre Peruzzi e Cesare da Sesto, che lavoravano nella libreria del papa. Infatti lui e gli altri artisti, vennero poi improvvisamente sostituiti da Raffaello già all'inizio del 1509.
Nel suo breve intervento Sodoma si occupò del soffitto. Organizzò una suddivisione di membrature architettoniche dipinte in prospettiva, con decorazione a fregi e grottesche, lasciando liberi gli spazi delle scene allegoriche che furono poi realizzate da Raffaello. Dipinse  lo stemma papale nell'oculo, con putti svolazzanti in forte scorcio prospettico. Dipinse anche gli otto scomparti con le Storie di Roma, desunte dal racconto di Tito Livio, e le scene mitologiche tratte dalle Fabulae di Igino l'Astronomo, rappresentate su uno sfondo a finto mosaico.
Con la caduta dell'incarico Sodoma tornò a Siena.

A. Cocchi


Bibliografia

R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello.  Donzelli Editore, Roma, 1996
S. J. Freedberg. La pittura in Italia dal 1500 al 1600. Nuova Alfa Editoriale. Bologna, 1988
R e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'antichità alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi Editore, Torino 1996
M. Sennato (a cura di) Dizionario Larousse della pittura italiana. Gremese editore, Roma 1993
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.

 

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