Recensione di O. Gelosi

L'artista cesenate Vittorio Presepi da qualche tempo spazia fino a determinare eleganti sculture in cartoncino, plastica e legno, veri e propri modelli da traslare in marmo, pietra, ferro o bronzo. Così come si propongono in dimensioni già consistenti, non certo usuali per questo tipo di arte, le opere tridimensionali di Presepi suscitano ammirato stupore per l'elegante raffinatezza del loro candido snodarsi nello spazio, evidenziando le geometriche componenti della loro superficie pieghettata o liscia, curvata e in tensione equilibrata, i cui effetti estetici sono profondamente mediati dall'artista. Questi dando libero corso alla sua passione creativa, sorretta da fervida fantasia, sicura sapienza e grande manualità, gioca a scoprire forme presenti in natura, anche se nascoste o neutralizzate da contorni esuberanti, e a isolarli in una creazione scultorea che rivela lati misteriosi del reale, perché non conosciuti, e rende quindi visibile l'invisibile. In maggioranza bianche e scultoree, le opere di Presepi producono delicati ed efficaci giochi fra luci e ombre, fra contrasti digradanti di forme e talvolta di sottile opposizione fra bianco e nero. Un vero incanto per gli occhi alimentato dall'amore, dalla maestria di Vittorio Presepi, il quale si è convinto da solo pochi anni su sollecitazioni a divulgare queste stupende composizioni.

Odette Gelosi 

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