Moda femminile stile Luigi XVI

Dopo il suo matrimonio con l'erede al trono di Francia, nel 1770 si impose a corte la figura di Maria Antonietta. Ben presto ella divenne il nuovo modello di eleganza femminile e negli anni '70 ci fu una nuova trasformazione della robe Watteau.

  • Si restrinse il dosso, lasciando lento tutto il resto. Nel corpetto il davanti si trasformò in un falso gilet decorato con bottoncini preziosi, gemme o perle.
  • Si diffuse la consuetudine dei busti femminili, la cui confezione era però riservata agli uomini,  e dei panniers, che si allargarono sempre più fino ad arrivare alla massima estensione negli anni tra il 1770 e il 1775.
  • I panier divennero talmente larghi che una dama che l'indossava poteva occupare un'intera panchina del parco e per passare per una porta doveva spostarsi di traverso. Per far posto al panier, divenuto così ingombrante, si spostarono sui lati le increspature della gonna.
  • La scollatura venne ampliata notevolmente, velando lo scollo con trine e pizzi, oppure con un fichu, un fazzoletto triangolare bianco usato soprattutto dalle contadine e dalle donne del popolo.
  • Le maniche si restrinsero, ma rimasero le trine, che si usarono abbondantemente insieme a ricami e ghirlande.
    La pesantezza e scomodità  di questi abiti rese necessario l'uso della veste da casa, più pratica e leggera, detta negligè.
  • Anche nella moda corrente i panier si restrinsero notevolmente e si cercarono soluzioni più comode come già  potevano essere proposte dallo stile orientale.
  • Lo svilupparsi e il diffondersi del pensiero illuminista incise molto sulla scelta di un abbigliamento più confortevole, razionale e naturale, prendendo esempio dai costumi popolari. Nella moda corrente femminile si usarono quindi i fichu, i grembiuli e i giacchini corti come il caraco e il pierrot.
   
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