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Sera nel corso Karl Johann

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La Sera nel corso Karl Johann del 1892 è un'opera inquietante. Il passeggio per la via principale della città è visto come una processione di zombie in abiti alla moda. Tutte le fisionomie sono stravolte, hanno gli sguardi fissi, le teste ricordano dei teschi, hanno anche un colore bianco-giallastro, i corpi sembrano dei fantocci. Sembrano venire avanti inesorabilmente, come degli automi telecomandati, senza espressione, senza vita, senza umanità.
 
Sulla destra la figura nera che cammina in direzione opposta. Eppure nonostante l'aspetto esile, - sembra un'ombra, non si vede il volto - ha un  aspetto pù umano, non è un essere svuotato e mostruoso come quelli in primo piano. Cammina, da solo, in silenzio va per la sua strada, sembra avere una volontà, una meta. E' la metafora della libertà e dell'artista, che procede controcorrente e non viene compreso dalla società (mostruosa).

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

G. Cricco F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte Zanichelli  Bologna 1996
E. di Stefano. Munch. Dossier Art n. 96, Gruppo editoriale Giunti, Firenze 1994
O. Calabrese, Comunicarte. Storia dell’arte, storia delle idee. Vol. 5
G. Dorfless, A. Vettese Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2006


 

 

Approfondimenti:Munch, strada, sera, solitudine, .