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Sera nel corso Karl Johann

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La Sera nel corso Karl Johann del 1892 è un'opera inquietante. Il passeggio per la via principale della città è visto come una processione di zombie in abiti alla moda. Tutte le fisionomie sono stravolte, hanno gli sguardi fissi, le teste ricordano dei teschi, o maschere di cera hanno anche un colore bianco-giallastro, i corpi sembrano dei fantocci. Sembrano venire avanti inesorabilmente, come degli automi telecomandati, senza espressione, senza vita, senza umanità.

La stessa veduta urbana ha un aspetto inquietante: la fuga prospettica degli edifici sulla sinistra portano l'occhio sulle costruzioni al centro del dipinto che sembrano emergere minacciosamente dal fondo (forse rappresentazione dei palazzi del potere), le luci gialle delle finestre sembrano occhi luminescenti di creature mostruose. Potrebbe essere interessante su questo tema,  sviluppare un parallelo con  “Laudi, Maya” di Gabriele D'Annunzio, “le case mostruose / dalle cento e cento occhiaie” .  
 
Sulla destra la figura nera che cammina in direzione opposta. Eppure nonostante l'aspetto esile, - sembra un'ombra, non si vede il volto - ha un  aspetto pù umano, non è un essere svuotato e mostruoso come quelli in primo piano. Cammina, da solo, in silenzio va per la sua strada, sembra avere una volontà, una meta. E' la metafora della libertà e dell'artista, ma anche della solitudine dell'uomo che procede controcorrente e non viene compreso dalla società (mostruosa).   Alla sua destra una enorme massa scura sembra crescere e incurvarsi su di lui, non è più l'immagine rassicurante di un albero, ma una creatura indefinibile e deforme, una sorta di escrescenza nerastra che allude a quel cancro sociale contro cui cerca di combattere l'artista. Forse si può riconoscere anche una nota autobiografica,  riferimento ad una vita trascorsa nel superlavoro, nel vagabondare continuo, nell'alcool e in molte notti insonni, in un continuo fuggire ad ogni controllo sociale, senza riconoscersi nè nella borghesia nè nel popolo.

A. Cocchi


 

Bibliografia e sitografia

G. Cricco F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte Zanichelli  Bologna 1996
E. di Stefano. Munch. Dossier Art n. 96, Gruppo editoriale Giunti, Firenze 1994
O. Calabrese, Comunicarte. Storia dell’arte, storia delle idee. Vol. 5
G. Dorfless, A. Vettese Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2006


 

 

Approfondimenti:Munch, strada, sera, solitudine, .