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Arte altomedievale in Romagna

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Arte altomedievale in Romagna

Bibliografia

 

Uno dei momentio più felici dell'arte in Romagna è da rintracciare nell'alto Medioevo. Lo splendore della cultura bizantinaha concentrato a Ravenna un patrimonio unico al mondo. benchè debitrice degli influssi orientali di Bisanzio, Ravenna, almeno tra l'età teodoriciana e quella giustinianea (circa tra V e inizi del VII secolo) si può considerare la capitale dell'avanguardia artistica dell'Occidente.
Alla base di questo successo si trova l'originale sintesi tra la tradizione classica e l'influsso orientale che caratterizza il linguaggio bizantino ravennate.

Questo tipo di cultura è appartenuto a tutto il territorio dell'ambito esarcale e l'arte bizantina si è diffusa in tutta la Romagna, comprendendo anche le Valli del Savio e del Bidente. La sua assimilazione da parte dei singoli centri è avvenuta rapidamente e con profondità. Il linguaggio espressivo di Ravenna riuscì a connotare il territorio con una particolare inflessione di gusto e di cultura che si è protratta fino al Quattrocento, condizionando perfino la genesi dell'arte rinascimentale romagnola.

Fuori dalla capitale Ravenna, i primi importanti baluardi  di tale nuova fioritura artistica furono due località situate ai confini settentrionali del territorio in esame: Galeata e Sarsina. In queste città le rispettive abbazie divennero ben bresto importanti centri di cultura e attività artistica. esse, prima di subire l'ondata romanica qualche secolo più tardi, aderiscono pienamente ad un gusto d'impronta ravennate.

Galeata rappresenta uno dei più antichi trapianti di cultura artistica bizantino-ravennate. Qui sembra che l'ingresso dell'arte bizantina, sovrapponendosi alla preesistente  tradizione ardoromana, sia avvenuta su due fronti contemporaneamente. A Galeata sorsero, sul finire del V secolo, il cosiddetto Palazzo di Teodorico e l'Abbazia di sant'Ellero: due complessi coevi ed esemplari, rappresentativi dei rispettivi poteri storici, l'uno di carattere civilee residenza reale, l'altro di carattere sacro e residenza monastica. Entrambi, in maniera complementare sono testimonianze storiche della cultura che Ravenna diffuse nel territorio dell'Esarcato, secondo un'azione che è stata al tempo stesso religiosa, politica e culturale.

A Sarsina, l'età bizantina è rappresentata soprattutto da testimonianze di carattere sacro, i resti di una basilica paleocristiana presso l'antico foro romano di etrà romana, le fondamenta della prima costruzione della odierna Cattedrale e alcuni esempi scultorei, indicano che intorno al V e VI secolo la città era un importante luogo di culto.

 

A. Cocchi

 

Bibliografia

 

AA.VV. Galeata. I monumenti. Il Museo. Gli scavi di Mevaniola. Società degli Studi Romagnoli. Ed. La Fotocromo Emiliana, Bologna 1983

I. Benvenuto. Introduzione la n.1 di Melozzo da Forlì. Forlì, 1937

AA. VV. Arte in emilia Romagna. Electa editrice, Milano 1985

M. Calvesi. L'Alto Medioevo.  Art e Dossier n. 22, marzo 1988. Giunti, Firenze.

G. Previtali. La periodizzazione della storia dell'arte italiana in: Storia dell'Arte Italiana. Vol. I Questioni e metodi. Editrice Einaudi, Torino, 1979.

A. Corbara, Livello e confini dell'unità artistica dell'antica Romagna in: Rubiconia Accademia dei Filopatridi - Quaderno X, Savignano sul Rubicone 1970.

A. Tambini. Pittura dall'alto medioevo al tardogotico nel territorio di Faenza e Forlì. Comune di Faenza, 1982

 

Approfondimenti:arte, turismo, Valle del Savio, Valle del Bidente, alto medioevo, Alessandra Cocchi.

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