Valle delle Regine


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Deir el Medina

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Il villaggio di Deir el-Medina è una interessante testimonianza di struttura urbana e di architettura civile dell'antico Egitto che sorse durante il Nuovo Regno.
In questo periodo le sepolture dei faraoni hanno ormai abbandonato l'aspetto delle piramidi, caratteristiche dell'Antico Regno, per assumere la forma di monumentali ipogei scavati nella roccia. Sorsero così le enormi necropoli della Valle dei Re e la necropoli della Valle delle Regine, di fronte all'antica Tebe, odierna Luxor, sulla sponda occidentale del Nilo.

Il villaggio di Deir el-Medina serviva entrambe le necropoli, poichè è stato appositamente costruito per ospitare gli operai, gli artigiani e gli artisti impegnati nelle costruzioni delle tombe. Un sentiero, ancora oggi percorribile collegava il villaggio operaio con i cantieri delle necropoli. Il villaggio, perfettamente organizzato fu abitato per tutto il Nuovo Regno e venne abbandonato solo alla fine di questo periodo, quando si conclusero le costruzioni delle necropoli.
La sua struttura è semplice e funzionale. Circondato e protetto da un muro di cinta lungo 131 metri e largo 50, il centro abitato è di forma rettangolare. Accessibile mediante un'unica porta, è attraversato per tutta la sua lunghezza da una via principale, lungo le quali si dispongono, in modo ordinato, le abitazioni. Le differenze nelle dimensioni e nel numero di strutture testimoniano delle differenze sociali degli abitanti. L'intero villaggio occupava complessivamente circa due ettari e comprendeva una settantina di abitazioni all'interno della cinta muraria e  circa cinquanta dimore fuori dalle mura. 

Le abitazioni

La maggior parte delle costruzioni sono piccole, prive di fondamenta ma con basamento in pietra e con piante rettangolari molto simili tra loro anche nella suddivisione degli spazi interni.  Le murature, per mantenere gli interni più freschi, sono in mattoni crudi, realizzati con impasti di argilla e paglia, modellati in stampi rettangolari, compattati e poi fatti asciugare al sole. I tetti erano composti di griglie di canne intrecciatte e paglia. Alle pareti erano praticate finestre e porte di piccole dimensioni, coperte con usci di legno o stuoie, per proteggersi dal calore, dalla polvere e dagli insetti. Anche lo spazio interno delle abitazioni è organizzato in maniera funzionale. Appena varcato l'ingresso, un primo vano ha una destinazione sacra, è dotato di nicchia che ospita un altare e oggetti liturgici per il culto degli dei e degli antenati. Il secondo ambiente in genere ha funzione di soggiorno e sala di ricevimento, in alcuni esempi presenta una colonna centrale a sostegno del soffitto. Seguono la stanza da letto, la cucina e una stanza con funzione di deposito per le provviste. spesso una scala conduce al terrazzo.

Alcune costruzioni, riferite a famiglie più ricche, sono più grandi, dotate di fondamenta e si articolano su più ambienti, comprendendo anche quelli destinati a diversi tipi di produzioni artigianali, stalle per animali o depositi per cereali, alimenti o vino.

Sul margine orientale della Valle delle Regine, nella zona detta Valle del Dolmen, si trova un antico sentiero usato ancora oggi, che portava dal villaggio operaio di Deir el-Medina al Santuario rupestre del dio Path e della dea Mert-seger (personificazione della montagna tebana), risalente al faraone Ramesse III.
Dopo un tratto in salita, nel punto più alto del sentiero, su uno sperone roccioso si trovano i resti di un piccolo nucleo di abitazioni che costituiva il posto di guardia, riservato ad uno speciale corpo di sorveglianza. Si trattava della polizia addetta al controllo della necropoli e della via di accesso. La posizione in disparte rispetto al villaggio serviva per evitare troppi contatti e familiarità tra operai e sorveglianti. Sulle mura perimetrali si trova una pietra eretta verticalmente chiamata "menhir", che caratterizza il luogo.

Le ricerche archeologiche condotte nel villaggio di Deir el-Medina hanno permesso di recuperare numerosi reperti e informazioni sulla vita quotidiana degli antichi abitanti.
E' stato possibile risalire alle abitudini alimentari, all'abbigliamento, all'arredamento e alle attività. Sono stati ritrovati numerosi manufatti in ceramica legno e tessuti come vasellame, tavoli, sgabelli, letti, cofanetti, biancheria, tovaglie, cuscini, ecc. Gli studiosi hanno ricostruito le retribuzioni dei lavori, che venivano versate soprattutto in forma di alimenti, e si è rintracciata persino la notizia di uno sciopero degli operai.

 

A. Cocchi


BIbliografia.

C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002
A. Gabucci (a cura di), A. Fassone, E. Ferraris. Storia dell'architettura. Egitto.  Gruppo Editoriale l'Espresso. Bergamo, 2009
AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001

 

Approfondimenti:villaggio, urbanistica, architettura, archeologia, egittologia.

Stile:Arte egizia.

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Villaggio di Deir el-Medina. Veduta delle mura di cinta. Luxor, Egitto


Villaggio di Deir el-Medina. Via secondaria e abitazioni.Luxor, Egitto


Posto di guardia presso Deir el-Medina nella Valle del Dolmen. Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002


Posto di guardia presso Deir el-Medina nella Valle del Dolmen. Part. del "Dolmen". Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002

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