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Ritratto di Oxford

Il disegno conservato al Christ Church College di Oxford, attribuito a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma è un lavoro di fondamentale importanza per la ricostruzione della parabola artistica del pittore vercellese. Nella produzione artistica del Bazzi, infatti, il tema del ritratto doveva avere una posizione di primo piano, poichè per questo genere, stando alla testimonianza del Vasari, l'artista era particolarmente apprezzato. Dalla stessa fonte, risulta che i committenti richiedessero ritratti al Sodoma fin dal suo arrivo a Siena. Purtoppo però questo disegno è l'unico esemplare finora conosciuto di ritratto attribuibile al Sodoma.
Nel disegno è evidente lo studio puntuale della nuova concezione ritrattistica introdotta da Leonardo. L'attenzione dell'artista non si concentra più soltanto sulla somiglianza fisionomica, ma si apre all'analisi del mondo interiore. Colto leggermente di tre quarti, il personaggio di Sodoma sembra rivolgersi allo spettatore in un dialogo diretto in cui gli occhi diventano il fulcro espressivo della comunicazione, ma anche "specchio dell'animo", rivelatori di quei "moti dell'animo" su cui Leonardo si era tanto concentrato. L'uso della pittura come scandaglio psicologico alla ricerca e quasi all'inseguimento della dinamica sfuggente dei sentimenti è una lezione che Sodoma acquisisce a fondo dal maestro Leonardo. Egli si adopera a sviluppare questa ricerca già  in diverse opere realizzate prima del suo trasferimento in Toscana.
Oltre che direttamente ai capolavori leonardeschi, primo fra tutti la Belle Ferroniére del Louvre, probabile ritratto della signora di Milano, Beatrice d'Este, il disegno di Oxford si ricollega anche a due dipinti di Giovanni Antonio Beltraffio, altro grande ritrattista di quei tempi, il Ritratto ideale di Girolamo Casio della collezione del duca del Devonshire a Clotsworth e la Donna in grigio del Palazzo Borromeo a Isola Bella.
Come nel caso della Belle Ferroniére, il disegno di Oxford non è ripreso dal vero, direttamente sul soggetto, ma è uno studio ricostruito a memoria.
Un fatto strano e interessante di questo disegno è però la tecnica esecutiva. Il viso è la zona più rifinita di tutto il resto, i lineamenti sono chiaramente individuati, la costruzione dei volumi è già  saldamente impostata nello sviluppo delle forme e nello sfumare della luce e delle ombre. Tuttavia, nell'insieme manca quel nitore preciso del disegno che caratterizza il disegno quattrocentesco, in particolare nella visione fiorentina. Il foglio di Sodoma è percorso da un groviglio di segni che non definiscono le forme ma sembrano essere le tracce del pensiero stesso dell'artista al lavoro. Tutte quelle linee che si sovrappongono e s'intrecciano sul busto e soprattutto sulle mani sembrano fissare sulla carta varie fasi di movimento, come in un disegno animato. Sodoma stava probabilmente valutando diverse possibilità  nelle pose delle mani e nella mobilità  delle dita, tracciando velocemente ogni idea fino a sovrapporre tutto come in una fotografia mossa. Il metodo delle "trasmutationi" sperimentali, dei tentativi e correzioni continue nello sviluppo delle possibili varianti discende direttamente dalla pratica e dagli insegnamenti di Leonardo, che considerava il disegno al pari di uno strumento di analisi scientifica. Il disegno non è più inteso come definizione, "finitezza", ma è ricerca, invenzione attiva, pensiero che si manifesta nella sua dinamica. Nel ritratto di Oxford quindi, grazie al suo stato di "non finito" si può cogliere il modo di procedere dell'artista e si può vedere come Sodoma sembra far tesoro di questa nuova concezione per continuare a seguirla anche in altri lavori, come ad esempio negli affreschi della chiesa di San Francesco a Subiaco.
Secondo gli studiosi il disegno di Oxford si può collocare all'inizio del primo soggiorno senese del pittore e non oltre il 1505.

A. Cocchi


Bibliografia

R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello.  Donzelli Editore, Roma, 1996
S. J. Freedberg. La pittura in Italia dal 1500 al 1600. Nuova Alfa Editoriale. Bologna, 1988
R e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'antichità  alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi Editore, Torino 1996
M. Sennato (a cura di) Dizionario Larousse della pittura italiana. Gremese editore, Roma 1993
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.

* immagini in Bianco e nero tratte da: R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. cit.

 

 
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