Seicento


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Firenze nel Seicento

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Anche durante il '600 la cultura figurativa di Firenze si manifesta nell'insieme con alti livelli di qualità.
Considerando il periodo globalmente, si scopre un'arte raffinata racchiusa spesso in una cerchia ristretta di colti collezionisti. In molti casi è un'arte molto "privata", di grande preziosità ed eleganza, in cui si colgono numerose somiglianze tra gli artisti attivi a Firenze nella prima metà del '600. 
Temi, formule e soluzioni compositive, ad esempio si ritrovano simili nelle opere di Cigoli e di Passignano, mentre dalla pittura di Matteo Rosselli sono tratti alcuni modelli riproposti da parecchi artisti della generazione successiva.
Nonostante queste caratteristiche comuni però le personalità di ogni artista sono chiaramente distinguibili e per la maggior parte si tratta di figure di grande rilievo, considerando anche che i cosiddetti "minori" sono solo artisti ancora poco conosciuti, sia per la scarsità di notizie, sia per la mancanza di dipinti conservati.
In definitiva, la pittura del Seicento fiorentino è la produzione di artisti di altissima levatura intellettuale, che condividono una cultura, ma presentano visioni individuali piuttosto differenziate.

A Firenze fu molto sentito anche in ambito artistico il cambiamento di mentalità generato dal progresso scientifico che caratterizza questo secolo, soprattutto presso gli ambienti più all'avanguardia. Emblematica, riguardo a questo è la fondazione dell'Accademia del Cimento, voluta dal principe Leopoldo, fratello di Ferdinando II dei Medici, Granduca di Toscana, che promosse il metodo sperimentale e vide protagonisti, tra gli altri, scienziati come  Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani, seguaci di Galileo.

Rispetto al trionfalismo barocco e alle sue componenti propagandistico-religiose, preponderanti ad esempio a Roma, Firenze nella pittura porta avanti una linea più intellettuale e sofisticata, evolvendo ma mantenendosi su una particolare linea antimanieristica, iniziata già dalla fine del '500, sia nei soggetti religiosi che in quelli profani. Protagonisti principali di questa corrente sono Cigoli e Pagani. I dipinti si arricchiscono di messaggi allusivi, per noi oggi di difficile comprensione, dove nei soggetti si mescola una componente profana e spesso sensuale, mentre nei soggetti profani si colgono significati moraleggianti e rinvii religiosi.
Ad esempio le immagini riferite a storie di santi o episodi biblici sono spesso rappresentate con enfasi teatrale e rapportate alla mondanità con sfoggio di abiti, gioielli, oggetti di lusso. Oppure in un ritratto, dettagli come una certa trascuratezza dell'aspetto (camicia apeta, capelli sparsi sulle spalle, testa inclinata....) diventano allusioni alla Vanitas e il dipinto contiene un ammonimento sulla fugacità della vita terrena.

Nella seconda metà del '600 nella pittura fiorentina si manifesta una grande apertura verso una cultura più europea, oltre all'adeguamento alle regole della Controriforma. Nella pittura religiosa si diffondono le pale d'altare di forte impatto scenografico e forme ampie e complesse tipicamente seicentesche.
Nei generi profani invece si trovano soluzioni più interessanti per il ricorso all'allegoria e ai colti riferimenti morali, letterari e religiosi. Si possono trovare rinvii a Ovidio, ma anche alla letteratura contemporanea di Tasso e Ariosto, fonti dalle quali i pittori fiorentini traggono numerosissime situazioni ricche di pathos e sentimento.
Parallelamente all'ambiente bolognese e alla scuola dei Carracci, anche in Toscana le opere di questo periodo subiscono un'importante evoluzione e esprimono interessanti rapporti tra pittura e poesia. Si diffondono quindi i nuovi temi: la natura morta, il paesaggio, la scena di genere. Uno dei protagonisti a Firenze di questa fase è Santi di Tito.
Questa generale evoluzione è prodotta da numerose occasioni di aggiornamento e sviluppo: sia grazie ai viaggi compiuti dagli artisti fiorentini a Roma e in altri centri importanti, sia per la presenza a Firenze di parecchi artisti stranieri, e sia per l'intenso scambio di opere e per le richieste nuove dei committenti. Le ricerche artistiche della linea antimanieristica però proseguono, con gli sviluppi rappresentati dai lavori degli allievi del Cigoli o del Pagani, elaborando immagini sofisticate e complesse, cariche di sottili allusioni, che formano un corpus appartenente a una specie di "aristocrazia intellettuale". Protagonisti di questa fase sono artisti molto diversi tra loro come Cristoforo Allori, Bilivert, Rosselli, Dandini, Furini, Martinelli, Vignani, Lorenzo Lippi.

Dal punto di vista stilistico si fa strada sia una visione "oscura" con forme chiuse e contrasti smorzati; sia una definizione purissima della forma che porta a una visione di limpidezza assoluta come ad esempio nell'opera incantevole di Lorenzo Lippi.
Le due strade non sono sempre separate, possono anche fondersi insieme, ad esempio il Bilivert, dapprima vicino a soluzioni caravaggesche, passa attraverso una fase "chiara" con immagini nitide e cristalline, e poi di dedica a figure immerse nell'ombra. Cesare Dandini sviluppa forme raffinatissime puntando su colori brillanti e intensi, armonizzandoli con effetti velati, realizzando atmosfere sospese e pacate sia nei soggetti sacri che in quelli profani. Uno dei capolavori di questo artista è l'Allegoria dell'Immacolata Concezione, del quarto decennio deòl Seicento.

A. Cocchi


Bibliografia:

A. Ottani Cavina. Dal ciclo di lezioni tenute presso L'università di Bologna, Dipartimento Arti Visive, Corso di Storia delle Arti a.s. 1984-85. Problemi dell'arte figurativa nei secoli XVII e XVIII
C. Innocenti. Il sacro e il profano. in Art e Dossier n° 9. Firenze Giunti.
C. Strinati. Pittori tra Compasso e liuto. in Art e Dossier n° 9. Firenze Giunti
La storia dell'arte raccontata da E. H. Gombrich. Leonardo editore. Roma 1995
AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 4, Zanichelli Bologna 2004


 

 

Stile:Seicento.

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Ludovico Cigoli (1559-1613) Sacrificio di Isacco 1606-07 ca. Firenze, Galleria Palatina.


Lorenzo Lippi. Allegoria della musica. Olio su tela 86×72 cm. Roma (collezione A. Busiri Vici

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