San Gimignano


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Dal declino post-medievale a oggi

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La crescita economica, architettonica e culturale di San Gimignano termina alla metà del Trecento, quando il comune diventa suddito di Firenze. Le pestilenze e le carestie della seconda metà del secolo e della prima metà del Quattrocento decimano la popolazione. La San Gimignano post-medievale è dunque una terra spopolata e in decadenza.
L'evidente degrado vede crollare le torri e rovinare i palazzi.
Gli aggiornamenti edilizi dal Quattrocento sono piuttosto semplici.
In tempi più recenti la città è stata capace di tutelare le sue opere così da essere stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità e famosa in tutto il mondo per le sue torri. Il sommo poeta Dante Alighieri narra, nella città, la presenza più di settanta torri a testimonianza dell'agiatezza economica dei mercanti locali. Egli infatti fu ospitato dall’8 maggio 1300, come ambasciatore della lega guelfa in toscana. Allora, una legge vietava la demolizione di dette torri a meno che non si intendesse sostituirle con altre più belle.

 L. Bravaccini (alunna del Liceo Classico Monti, Cesena)


Bibliografia e sitografia:

C. Toniazzi “Borghi d’Italia”, endemol 2004
Dizionario Garzanti, Garzanti linguistica, 2005
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2006

 

Approfondimenti:urbanistica, città, palazzi, torri, eclettismo.

Stile:Quattrocento.

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Mappa di San Gimignano


San Gimignano vista dalla campagna.



 

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