Raffaello


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I ritratti di Raffaello

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Gli esordi

Nella produzione pittorica di Raffaello è dedicato ampio spazio al genere dei ritratti. La straordinaria abilità nella resa realistica, nell'analisi del carattere individuale dei personaggi effiguati, e nella realizzazione di un dialogo con lo spettatore, si fondono con tagli ed effetti illusionistici spaziali particolarmente innovativi.
Raffaello si dedica al ritratto fin negli anni giovanili, e oltre agli esempi leonardeschi, da lui molto ammirati e sicuri modelli, devono aver avuto qualche peso anche i ricordi infantili del padre Giovanni Santi, affermato ritrattista della corte dei Gonzaga a Mantova, nonchè per quella urbinate dei Montefeltro.
A Firenze l'opera di Raffaello è richiesta dall'aristocrazia mercantile fiorentina; in queste opere giovanili il pittore raggiunge una sintesi armoniosa tra la definizione "tattile" delle cose e l'illusionismo spaziale degli sfondi.
I ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi appartengono a questa fase. Sono  databili intorno al 1506 e sono conservati alla Galleria Palatina di Firenze. Inquadrati a mezzo busto, gli sposi guardano lo spettatore in atteggiamenti composti e sereni, sullo sfondo di distesi paesaggi toscani.
Molto accurati nella loro "perfezione ottica", questa coppia di ritratti rivela il legame di Raffaello con la tradizione dell'encomio pittorico fiorentino, caratterizzato da ricchezza di particolari minuziosi e rivolto ad evidenziare lo status sociale. Tra gli esempi più celebri di questo genere di ritratti si possono ricordare le opere di Ghirlandaio e di Botticelli.


L'evoluzione dei ritratti raffaelleschi

Nei dipinti degli anni successivi, la ritrattistica di Raffaello si spinge verso una più attenta ricerca di penetrazione psicologica, sul modello di quelli leonardeschi.  I risultati di questa evoluzione si possono osservare nei ritratti del periodo romano, come quello del papa Giulio II, che lo renderanno celebre e al pari di Tiziano verrà considerato l'inventore del "ritratto ufficiale di stato". Uno degli esempi di questo gruppo è stato realizzato tra il 1514 e il 1515: il Ritratto di Baldassar Castiglione, elegante letterato e appassionato intenditore d'arte tra i personaggi più noti nelle colte e raffinate cerchie aristocratiche. A questo gruppo di dipinti vanno aggiunti anche alcuni autoritratti tra cui L'autoritratto con un amico del 1512, conservato al Louvre.
Per Raffaello non posano solo personaggi potenti o illustri, il pittore si dedica anche agli amici e alle donne. Molto particolari sono anche i ritratti femminili di Raffaello: seppure più idealizzati di quelli maschili, secondo la tradizione fiorentina, possiedono un calore umano e una presenza sensibilissime. Tra i più famosi si possomno ricordare quelli della Velata, la MutaLa Fornarina, nei quali si concentra sull'espressività della luce resa con raffinate gamme cromatiche.

Altro interesse che Raffaello sviluppa attraverso i ritratti è la ricerca della resa tattile delle cose ottenuta mediante l'accostamento e il dosaggio dei colori caldi e dei colori freddi. Con questa particolare attenzione riesce a utilizzare i valori cromatici per trasmettere valori materici. Nel Ritratto di Maddalena Doni Raffaello si sofferma sulla sofficità dei capelli, il fruscio delle sete, la consistenza dei veli e dei diversi tessuti.  Il Ritratto di Leone X con due cardinali, è uno dei suoi ultimi ritratti e si mpuò notare cime sia giocato soprattutto su questi valori: i colori caldi sono esaltati e con essi e le superfici delle cose vengono fortemente valorizzate. Raffaello riesce a far sentire visivamente il calore e la morbidezza dei velluti, degli incarnati d e dei corpi organici in contrasto con la durezza più fredda dei corpi inorganici, come ad esempio i metalli e i vetri. 

 


A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

P. De vecchi, M. Prisco L'opera completa di Raffaello in Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
C. Strinati Raffaello Dossier Art n. 97 Giunti, Firenze 1995
G. Cricco, F. P. Di Teodoro Itinerario mnell'arte. Vol. 3 Dal Rinascimento al Manierismo. Zanichelli Editore, Ozzano Emilia  2006
Vivere l'arte. A cura di C. Fumarco e L. Beltrame. Vol. 2 Dal Rinascimento al Rococò. Bruno Mondadori Editore, Verona 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
R. Bossaglia Storia dell'arte. Vol 2 Dal Rinascimento al Barocco al Rococò. Principato Editrice, Milano 2003.
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Begamo 2006
www.francescomorante.it

 

Approfondimenti:Raffaello, pittura, ritratto, psicologia, pittura rinascimento, .

Stile:Rinascimento.

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Raffaello Sanzio. La Muta. 1507. Olio su tavola. cm. 64X48. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.


Raffaello Sanzio. Autoritratto con un amico. 1518. Olio su tela. cm. 99X83. Parigi, Louvre



 

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